13/10/2011
Cesare Battisti: la procura chiede l'annullamento del visto
Cesare Battisti: la procura chiede l'annullamento del vistoAd agosto all'ex terrorista era stato concesso il visto permanente. Per il pm dovrebbe essere trasferito in Paesi viveva prima di arrivare in Brasile: Francia o il Messico
23:29 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: esteri, cesare battisti, brasile, mondo, visto, procura | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
18/09/2011
«Cambio telefono, mi spiano». Quello sfogo con Tarantini. Audizione di Berlusconi, scade il termine dei pm di Napoli
«Cambio telefono, mi spiano». Quello sfogo con Tarantini. Audizione di Berlusconi, scade il termine dei pm di NapoliGli affari - Le pressioni su Finmeccanica. Il premier e le escort vestite da segretarie. L'imprenditore: Sky mi offrì soldi Tarantini. Intanto la Procura di Napoli aveva dato al premier la possibilità di scegliere tra 4 date per essere sentito come teste.
16:00 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, tarantini, testimonianza, accompagnamento coatto, procura, silvio berlusconi, scadenza, termini, presentazione | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
25/05/2011
Moratti-Pisapia, l'ultima lite sulle scuse
Moratti-Pisapia, l'ultima lite sulle scuseSu Sky il dibattito senza l'esponente del centrosinistra. Che sarà a Corriere Tv. Il sindaco uscente: «Gliele avrei fatti al dibattito tv». La replica: «Se fossero sincere non servirebbero telecamere»
20:05 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: moratti, pisapia, ballottaggio. esposto, procura, indagine, rom, milano, politica, elezioni | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
06/05/2011
Caso Ruby, chiesto il rinvio a giudizio per Fede, Mora e Minetti
Caso Ruby, chiesto il rinvio a giudizio per Fede, Mora e MinettiIl direttore del Tg4: «Nessuna sorpresa, non potevano smentire se stessi». I pm milanesi che indagano sulla vicenda hanno presentato la richiesta al Gup
15:36 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, politica, giustizia, berlusconi, ruby, procura, milano, induzione, favoreggiamento prostituzione, processo, minetti, fede, mora | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
04/02/2011
Telecom Italia, perquisizioni a Milano
Telecom Italia, perquisizioni a MilanoINCHIESTA DELLA PROCURA. La Guardia di Finanza negli uffici. Indagini su una truffa su carte prepagate intestate a persone inesistenti
07:04 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, milano, inchiesta, procura, perquisizioni, uffici, telecom italia, truffa, carte prepagate, intestatari, inesistenti | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
03/02/2011
La Cassazione dice no all'arresto di Tanzi
La Cassazione dice no all'arresto di TanziLa procura milanese aveva chiesto la misura restrittiva per evitare una possibile fuga. Accolto il ricorso dei legali dell'ex patron di Parmalat. La questione dovrà tornare al tribunale del riesame
00:16 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, roma, cassazione, negato, arresto, callisto tanzi, crac parmalat, procura, ricorso, legali, tribunale del riesame | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
29/09/2010
Gli chiudono l'arteria sbagliata, muore dopo 36 giorni di agonia
Gli chiudono l'arteria sbagliata, muore dopo 36 giorni di agoniaFATEBENEFRATELLI IN VIA CASSIA. Un 52enne ricoverato al San Pietro per intervento al rene operato 5 volte. Pm indaga per omicidio colposo
15:31 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, roma, uomo, virgilio nazzari, morto, ospedale san pietro, fatebenefratelli, agonia, ricoverato, efrectomia, asportazione di un rene sede di tumore, procura, indaga | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
19/07/2010
Reparto chiuso, manca l'ambulanza una neonata muore in Calabria
Reparto chiuso, manca l'ambulanza una neonata muore in CalabriaLa Commissione parlamentare sugli errori sanitari ha avviato un’indagine. Odissea dall'esito tragico tra gli ospedali di Trebisacce, Rossano e Cosenza
COSENZA - Una neonata nata all’ospedale di Rossano è deceduta mentre stava per essere trasferita in elisoccorso alla neonatologia dell’Annunziata di Cosenza. Forse poteva essere salvata. Ora, su questo episodio dai contorni ancora confusi, la Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali ha avviato un’indagine. Aperto un fascicolo anche dalla Procura di Rossano. L’episodio è avvenuto il 13 luglio scorso. La madre della piccola, alla fine del settimo mese di gravidanza, aveva iniziato ad accusare dolori addominali che non sono cessati neanche dopo l’intervento della guardia medica che le aveva praticato un’iniezione antidolorifica. Accompagnata dal marito e dal cognato, la donna si era recata presso il vicino pronto soccorso dell’ospedale di Trebisacce (Cosenza) dove era stata visitata ma, essendo chiuso il reparto di ostetricia e ginecologia, le fu consigliato il trasferimento presso il presidio di Rossano, dove i tre sono giunti in auto perché l’ambulanza del 118 era impegnata in un altro soccorso. All’ospedale di Rossano alla donna era stato diagnosticato un distacco della placenta e i sanitari avevano deciso di intervenire con un cesareo.
LA MORTE DELLA NEONATA DOPO IL PARTO CESAREO - Appena nata la bimba era stata intubata ma le sue condizioni erano rimaste gravi e la neonata era stata preparata per il trasferimento all’Annunziata di Cosenza, dove è giunta con l’elisoccorso ma quando ormai per lei non c’era più nulla da fare. In considerazione di quanto avvenuto, la Commissione ha chiesto al presidente della Regione Calabria con deleghe alla Sanità, Giuseppe Scopelliti, «una relazione volta a far conoscere ogni dato utile a seguito del predetto episodio - si legge nella lettera inviata dal Presidente Leoluca Orlando - anche in ordine ad iniziative sanzionatorie e/o cautelari in riferimento a specifiche responsabilità individuali o a disfunzioni organizzative». «Da parte della Commissione che presiedo - ha concluso Orlando - non posso che esprimere vicinanza e solidarietà alla mamma della piccola e ai suoi famigliari: ci troviamo, purtroppo, davanti ad un ennesimo triste episodio che ha come protagonista un neonato e che dimostra come in Calabria sia particolarmente delicata e necessaria di attenzione la questione dei punti nascita, daremo il nostro contributo per far luce sulla vicenda».
Fonte: Corriere della Sera
15:22 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, cosenza, ospedaale, morta, neonata, errori, commissione parlamentare, procura | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
14/07/2010
Soldi del Sisde per ristrutturare le case di Scajola e Pittorru
Soldi del Sisde per ristrutturare le case di Scajola e PittorruLa «cricca». La Procura di Perugia ascolterà le telefonate che riguardano i politici
| Claudio Scajola in una foto d'archivio (Ansa) |
PERUGIA — La procura di Perugia ha avviato l’ascolto delle telefonate rimaste finora segrete tra i componenti della «cricca» e i politici. Migliaia di conversazioni intercettate in oltre due anni di indagine che riguardano gli affari legati agli appalti dei Grandi Eventi, ma anche le nomine e gli accordi avvenuti all’interno delle strutture che hanno gestito l’organizzazione del G8 a La Maddalena e poi a L’Aquila, i Mondiali di Nuoto, le celebrazioni dei 150 dall’Unità d’Italia. E che potrebbero aggiungere nuovi dettagli a quanto è stato scoperto negli ultimi mesi attraverso le verifiche dei conti correnti degli indagati e i controlli effettuati sulle ristrutturazioni compiute dalle ditte del costruttore Diego Anemone. L’ultima informativa consegnata dalla Guardia di Finanza ai pubblici ministeri Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi fornisce nuovi dettagli sulle operazioni immobiliari effettuate per favorire l’ex ministro Claudio Scajola e il generale dei servizi segreti Francesco Pittorru. È stato infatti accertato che le fatture da decine di migliaia di euro per il rifacimento dei loro appartamenti furono emesse a carico del Sisde e pagate con i soldi destinati al rifacimento della nuova sede degli 007 in piazza Zama, a Roma.
Nove vani sul Colosseo
Comincia tutto il 2 aprile del 2004 quando l’architetto Angelo Zampolini versa 285.000 euro per l’acquisto di un appartamento per Pittorru. «Il sistema—racconterà poi il professionista— è stato messo in piedi da Anemone che mi consegnava soldi in contanti e mi chiedeva di cambiarli in assegni circolari da mettere a disposizione al momento del rogito». Proprio come avvenuto per l’allora ministro per l’Attuazione del programma Scajola che di euro ne ha avuti 900.000 per la dimora vista Colosseo. Ma evidentemente non è bastato. E infatti, qualche mese dopo, quando in tutti questi immobili vengono avviate le ristrutturazioni, si trova il modo di regalare anche i lavori, materiali compresi. Il 16 settembre successivo, come risulta dalla Dia (la denuncia di inizio lavori) depositata al comune di Roma, è lo stesso Zampolini a dare il via al progetto per il rifacimento di casa Scajola affidata alla A.M.P srl di Daniele Anemone, fratello dell’imprenditore e lui stesso finito nel registro degli indagati per concorso in corruzione. Le piantine dimostrano che dai nove vani iniziali sono state ricavate altre due stanze e due bagni, per un prezzo che alla fine supererà i 150.000 euro. Meno fastosi ma pur sempre impegnativi sono i lavori effettuati nelle case di Pittorru. Il generale incontrava spesso Anemone e il commercialista Stefano Gazzani che a lui si sarebbero rivolti sperando di avere notizie sulle indagini in corso, anche tenendo conto che per anni era stato nella Guardia di Finanza. Da qui la decisione di far scattare l’accusa di corruzione.
I fondi riservati
Gli accertamenti condotti nelle ultime settimane proprio dagli investigatori delle Fiamme Gialle aprono però un nuovo scenario che potrebbe fornire ulteriori elementi a sostegno della contestazione. Proprio nel 2004 un’altra azienda del Gruppo, la «Anemone di Anemone Dino», è impegnata in un appalto ben più remunerativo: il rifacimento della caserma Zignani destinata a diventare una delle prestigiose sedi del Sisde, ora Aisi. I costi, inizialmente fissati in tre milioni di euro, lieviteranno fino a portare nelle casse della società circa 12 milioni. Dal 10 ottobre di quell’anno il direttore del Dipartimento tecnico-logistico del Sisde—l’ufficio che si occupa di sovrintendere a questo tipo di appalti—è proprio Pittorru. La Finanza ha acquisito le fatture emesse per le ristrutturazioni degli appartamenti dello stesso generale e di Scajola, le ha confrontate con gli atti acquisiti al Sisde. Poi ha interrogato i responsabili delle ditte che se ne occuparono per sapere chi pagò i conti. «Ci dissero — hanno spiegato — che tutto andava addebitato al Sisde come se quei lavori fossero stati compiuti all’interno della Zignani e così abbiamo fatto». Ora bisognerà scoprire se fu Pittorru ad autorizzare i mandati di pagamento, ma già si sa che sono stati utilizzati i fondi riservati, che la legge destina esclusivamente agli 007.
Dischetti e brogliacci
E proprio per verificare se nuovi elementi investigativi possano arrivare dalle telefonate rimaste finora segrete che i pm hanno ordinato l’ascolto di tutti i nastri e la trascrizione di quelli ritenuti utili all’inchiesta. I brogliacci trasmessi dai colleghi di Firenze danno conto di conversazioni registrate sui telefoni di Angelo Balducci, di Diego Anemone e degli altri indagati, compreso il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso. Ci sono vari contatti istituzionali e dunque con interlocutori di palazzo Chigi, del ministero delle Infrastrutture e del Turismo coinvolti nell’organizzazione dei Grandi Eventi, della Santa Sede. Ma ci sono anche colloqui privati tra personaggi che sono entrati nell’inchiesta soltanto nelle ultime settimane. Al termine di una prima verifica si era ritenuto che non ci fossero elementi rilevanti, ma alla luce di quanto è emerso in seguito si è deciso di effettuare una «rilettura» completa del materiale partendo proprio dalle sintesi contenute nei registri compilati dai carabinieri del Ros.
Fiorenza Sarzanini
15:41 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, indaginicricca, scajola, soldi, sisde, ristrutturazione, casa, colosseo, procura, perugia, ascolto, telefonate, politici | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
21/06/2010
Appalti, Sepe: "Ho sempre agito per il bene della Chiesa"
Appalti, Sepe: "Ho sempre agito per il bene della Chiesa"L'arcivescovo di Napoli, indagato dalla procura di Perugia per l'inchiesta sui Grandi Eventi, si difende: "Mi chiesero la casa per Bertolaso, ho fatto tutto in trasparenza". Chiesta intanto l'autorizzazione a procedere per l'ex ministro Lunardi.
"Ho fatto tutto nella massima trasparenza". Il cardinale Crescenzio Sepe, in una conferenza stampa, legge una lettera dove confuta, punto per punto, gli addebiti che gli vengono fatti dalla procura di Perugia "per la responsabilità che ho avuto in quanto prefetto della Congregazione di Propaganda Fide". L'arcivescovo di Napoli parla dell'alloggio dato in uso a Guido Bertolaso, della vendita all'ex ministro Lunardi di un palazzetto in via dei Prefetti e poi dei lavori in messa in sicurezza di un lato del palazzo di Propaganda Fide in piazza di Spagna.
"Ho sempre agito secondo coscienza, avendo come unico obiettivo il bene della Chiesa", ha sottolineato il cardinale Crescenzio Sepe. "Neppure una vicenda giudiziaria può giustificare una così fredda elencazione di eventi senza mettere in campo una serie di altri elementi essenziali - prosegue il cardinale - primo tra tutti il percorso di una vita sacerdotale nel quale la Croce non è mai un intoppo ma il segno dell'appartenenza a Cristo". "Accolgo così in tutta umiltà la prova che oggi mi tocca - prosegue - ma accanto ad essa avverto la serenità che non può nascere a caso ma è maturata via via, attraverso i diversi passaggi della mia vita".
"L'esigenza" di una casa per Bertolaso , ha detto l'arcivescovo, "mi venne rappresentata dal dottore Francesco Silvano. In prima istanza, gli feci avere ospitalità presso il seminario, ma mi furono rappresentati problemi di inconciliabilità degli orari, per cui incaricai lo stesso dottor Silvano di trovare altra soluzione". Soluzione della quale, prosegue Sepe, "non mi sono più occupato né sono venuto a conoscenza sia in ordine alla ubicazione sia in ordine alle intese e alle modalità". "Come è stato scritto sui giornali - ha concluso Sepe - Bertolaso aveva bisogno di vivere in un ambiente più sereno poiché aveva qualche difficoltà".
"Ho fatto tutto avendo i bilanci puntualmente approvati dalla Prefettura per gli affari economici e dalla Segreteria di Stato la quale con una lettera inviatami a conclusione del mio mandato di prefetto volle finanche esprimere apprezzamento e stima per la gestione amministrativa".
Le accuse contestate al cardinale Crescenzio Sepe sono "inconsistenti": lo ha detto anche il legale nominato dall'arcivescovo di Napoli. "Qualunque procura può valutare l'inconsistenza dei fatti", ha detto ai giornalisti l'avvocato Bruno Von Arx lasciando la Curia di Napoli (GUARDA IL VIDEO). Von Arx, che ha parlato di "increscioso incidente", ha precisato che "il cardinale di questa storia non ne sa niente", e ha detto di augurarsi che venga sentito dai magistrati "già in settimana". A una domanda sulla possibile richiesta di trasferimento degli atti a un'altra Procura, l'avvocato ha risposto: "Anche, ma ci auguriamo prima di convincere i sostituti di Perugia". Sepe, fino al 2006 a capo della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli - la ex Propaganda Fide -, sarebbe coinvolto nella vendita a un prezzo di favore nel 2004 di un immobile della Congregazione all'ex ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, per cui i pm di Perugia hanno chiesto l'autorizzazione a procedere al Tribunale dei ministri.
L'indagine in cui è coinvolto il cardinale Crescenzio Sepe riguarda la ristrutturazione e la vendita di alcuni immobili di Propaganda Fide nel 2005. Operazioni nelle quali risulterebbe coinvolto il costruttore Diego Anemone, considerato personaggio centrale dell'inchiesta sui Grandi Eventi. Il sospetto degli inquirenti perugini è che l'attuale arcivescovo di Napoli abbia ricevuto in cambio dei favori. A fare il nome del cardinale Sepe era stato il capo della Protezione civile Guido Bertolaso nel corso di un interrogatorio. In quell'occasione Bertolaso ai pm aveva detto di aver ricevuto la casa di via Giulia proprio grazie all'arcivescovo di Napoli. Intanto sul sito del Vaticano appare un link a Propaganda Fide con informazioni su attività e strutture, della congregazione presieduta da Sepe.
Per quanto riguarda l'altro indagato, l'ex ministro Pietro Lunardi, oggi è arrivata dalla procura di Perugia la richiesta dell'autorizazione a procedere. Anche per Lunardi l'accusa fa riferimento alla ristrutturazione e alla vendita di un immobile. In entrambe le operazioni sarebbe coinvolto l'ex presidente del Consiglio dei lavori pubblici Angelo Balducci, tuttora detenuto nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta "cricca" degli appalti.
15:04 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, appalti, indagati, cardinale, crescenzio sepe, g8, bertolaso, vendita, appartamenti, arcivescovo, procura, perugia, grandi eventi | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook





