08/01/2011

Uova alla diossina: «Sono anche in Italia ma in minima quantita e tutte tracciate»

Uova alla diossina: «Sono anche in Italia ma in minima quantita e tutte tracciate»

L'allarme è partito dalla germania a fine dicembre. Fazio: controlli a tappeto dei Nas. Filtro anche su latte e carni suine. I test: livelli 78 volte superiori alla norma

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18/11/2010

Amazon sbarca anche in Italia

Amazon sbarca anche in Italia

ACQUISTI IN RETE. Cartelloni pubblicitari "enigmatici" a Roma e Milano. Il sito di e-commerce arriva nel nostro Paese

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20/08/2010

«IpadCity», assunzioni di massa nella fabbrica cinese dei suicidi

«IpadCity», assunzioni di massa nella fabbrica cinese dei suicidi

Il caso - Il gruppo produce per Apple, Dell, Sony e Hp. Foxconn: 400 mila nuovi dipendenti per un orario di lavoro «normale»

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18/04/2010

Dopo tre giorni incentivi già agli sgoccioli

Dopo tre giorni incentivi già agli sgoccioli

Ieri l'assalto ai concessionari. Ma c'è chi rinuncia a causa delle difficoltà burocratiche. Sui motorini quasi esaurite le risorse. Call center in tilt e venditori furiosi

 

(Ap)
(Ap)

Sono già agli sgoccioli gli incentivi riservati all'acquisto dei motocicli, pari a 12 milioni di euro sui 300 stanziati dal ministero dello Sviluppo economico per gli incentivi al consumo. «Troppo pochi», secondo i concessionari di tutta Italia, sentiti al telefono fino a ieri sera. Ma soprattutto troppo difficili da assegnare, a causa di una procedura telefonica, che passa attraverso i call center delle Poste, definita da chi vende «infernale, complicata, farraginosa, scoraggiante». Secondo dati ufficiosi, tra venerdì sera e sabato mattina una buona metà degli incentivi erano già stati prenotati. «Tra domani e martedì saranno finiti» è la sensazione più diffusa. «L'avevamo detto che i soldi sarebbero stati pochi - commenta Claudio De Viti, direttore del settore moto di Confindustria Ancma, associazione dei produttori -. Molti venditori hanno stipulato contratti prima ancora che gli incentivi partissero, condizionandone la validità all'effettivo avvio». Per i produttori ci sarà un picco di vendite a metà aprile che poi però bisognerà sostenere attraverso l'iniziativa delle singole case che dovranno prorogare gli sconti a proprie spese. A queste condizioni, il crollo del 20-25% delle vendite, previsto per il 2010, potrà essere ridotto a un -10%.

VENDITORI FURIOSI - Ma i venditori sono davvero furiosi: da Nord a Sud è un coro di proteste soprattutto per la procedura messa a punto dai tecnici ministeriali. «È una presa in giro - attaccano senza mezzi termini da AutoMotoMania a Roma - abbiamo fatto tre richieste ma mi sa che le abbiamo pure sbagliate e i soldi non li avremo: troppo complicato». Da Pogliani, a Cinisello Balsamo, sono stravolti ma contenti: «Ci stanno togliendo la camicia: è un assalto». A Bari, da Carone, non ne vogliono sapere di incentivi: «È solo propaganda: le risorse sono poche e non si capisce niente su come ottenerle». Da MotoFollia, nella capitale, si lamentano del congestionamento delle linee dei call center, problema confermato da quelli di Di Carlo, sempre a Roma, che per prendere la linea ci hanno messo almeno un'ora. E' molto cortese la signora con accento francese della Hello Moto di Albenga (Savona) che risponde al telefono, ma altrettanto tranchant: «Tutte queste procedure portano via molto tempo: ci vorrebbe una persona apposta al telefono. Questi call center non si potevano fare regionali?». Sono ancora più severi alla Moto e Moto di Torino dove lamentano di aver impiegato 3 giorni solo per registrarsi al sito ministeriale: «E ora al telefono - spiegano -, spiace dirlo, risponde gente incompetente». Al Motostore di Reggio Emilia, è tanta la confusione che il titolare riattacca velocemente, scusandosi. Alla Mvm di Bologna hanno già fatto 30-35 prenotazioni ma sono sicuri che i soldi finiranno presto. Da Evola, a Palermo, di contratti con gli incentivi ne hanno stipulati tanti, ma tutti sotto la condizione che gli incentivi ci siano davvero: «Speriamo di non dover stracciarli tutti...». Ma c'è un altro problema che ha molto disturbato la rete di vendita, quello del prezzo su cui si calcola lo sconto del 10%. Dice Claudio De Viti che il ministero, all'ultimo momento, ha comunicato che sarebbe stato applicato non sul prezzo di listino ma su quello finale: «Se, a listino, una moto si vende per 5 mila euro - spiega - il bonus sarà di 500 euro. Ma se il venditore decide di fare ulteriori sconti, vendendola a 4.500, riceverà incentivi minori, per 450 euro. Tutto questo ha un senso?».

Antonella Baccaro


15/04/2010

Al via gli incentivi, sconto su cucine e web

Al via gli incentivi, sconto su cucine e web

Agevolazioni anche per i ciclomotori. Ma gli Industriali: «Non e' sufficiente». Contributo per la linea Internet veloce per i giovani, sconti su forni, lavastoviglie e piani cottura

 

Un negozio di elettrodomestici (Ansa)

ROMA - Parte oggi la stagione degli acquisti con gli incentivi statali per alcuni elettrodomestici, cucine, ciclomotori, abbonamenti a Internet ad alta velocità e ad una serie di prodotti industriali, come i rimorchi o le gru per l'edilizia. Tutti prodotti scelti per ridurre l'impatto ambientale o per migliorare le condizioni di sicurezza sul lavoro.

IL CALL CENTER - Sono ventimila i commercianti abilitati a vendere prodotti e servizi consentendo di utilizzare gli sconti messi in campo con il decreto legge. Poste Italiane, che in questa campagna è partner del ministero per lo Sviluppo economico, ha messo a disposizione dei cittadini e delle imprese la sua infrastruttura tecnologica per fornire informazioni sulle modalità di fruizione degli incentivi, per un volume totale di 300 milioni di euro. Dal numero di registrazioni si prevede che i cittadini e le imprese eseguiranno circa un milione e 150 mila operazioni d'acquisto. Il call center risponde al numero 800.123.450 da telefono fisso e al 199.123.450 da telefono mobile, attivo dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20.

IL GOVERNO E GLI INDUSTRIALI - L'intervento, ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, «contribuirà a rilanciare i consumi e a rafforzare la crescita economica in questa fase di ripresa ancora lenta e intermittente». L'ottimismo del governo non è però del tutto condiviso dagli industriali che anzi chiedono un allargamento dei settori interessati: «In un Paese che per problemi di debito pubblico non ha avuto di fatto un pacchetto di stimolo, i mezzi a disposizione sono pochi - ha denunciato la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia - e soprattutto sono rimasti fuori alcuni settori fondamentali della nostra economia come il mobile-arredo». Inaugurando il Salone del mobile di Milano, la presidente ha chiesto quindi che ci sia «un ripensamento» e «un'attenzione maggiore proprio nei confronti di questo settore». Appello colto al balzo dal Codacons che incita provocatoriamente il governo ad «aggiungere uno zero», portando lo stanziamento da 300 milioni a 3 miliardi di euro. A rassicurare la Marcegaglia è intervenuta intanto Daniela Santanchè, sottosegretario per l'Attuazione del programma, ricordando che «è già stato organizzato per il 22 aprile un tavolo per studiare le misure più adatte ai problemi del comparto».

NUMERI E OBIETTIVI - Il pacchetto messo a punto dal governo con decreto legge il 19 marzo, vale complessivamente 420 milioni totali, di cui 300 per gli incentivi veri e propri e 120 milioni derivanti da sgravi fiscali (70 milioni al tessile per la realizzazione di campionari tessili altri 50 per il settore aeronautico, alle tv locali, all'Agenzia per la sicurezza nucleare e per il prototipo di una nave multiuso per le emergenze). Quattro gli obiettivi: migliorare qualità della vita e ambiente, sostegno a prodotti ecosostenibili e industriali che possono migliorare la sicurezza sul lavoro, premiare le imprese che hanno maggiormente innovato, sostenere alcuni dei settori che hanno avuto più crisi, incentivare quelli che hanno una capacità di produzione nazionale significativa.

LE CATEGORIE - Tolti 80 milioni che andranno a un fondo per le opere infrastrutturali nei porti di rilevanza nazionale, il resto sarà destinati ai consumi delle famiglie, in particolare al comparto delle cucine componibili (60 milioni) e degli elettrodomestici venduti singolarmente (50 milioni) e 60 milioni agli immobili ad alta efficienza energetica. La vera novità è rappresentata infine dalla attivazione di banda larga per i giovani con età compresa tra i 18 e i 30 anni che effettueranno una nuova attivazione e che riceveranno un contributo di 50 euro.

Ecco nel dettaglio cosa prevede il decreto incentivi per i diversi prodotti per i quali è previsto il contributo dello Stato.

CUCINE - La sostituzione dei mobili per cucina in uso con cucine componibili ed elettrodomestici di incasso ad alta efficienza viene finanziata con il 10 per cento del costo nel limite massimo del singolo contributo pari a 1000 euro. Questo purchè i nuovi mobili per cucina siano accompagnati dalla «scheda prodotto», rispettino le norme del ministero della Salute sulle disposizioni per «l'emissione di aldeide formica» e siano corredate da elettrodomestici ad alta efficienza: per frigorifero/congelatore classe A+ e A++, forno classe A, piano cottura a gas (se inserito) con dispositivo di sorveglianza fiamma, lavastoviglie (se inserita) in classe A/A/A (per efficienza energetica, lavaggio e asciugatura). La cucina inoltre dovrà essere predisposta per la raccolta differenziata. Lo stanziamento complessivo è pari a 58 milioni di euro.

ELETTRODOMESTICI - Per la sostituzione di lavastoviglie il contributo è pari 20 per cento fino a 130 euro (non inferiore a classe A/A/A). Per i forni elettrici si arriva al 20 per cento fino a 80 euro purchè non inferiori alla classe A. Per i piani cottura 20 per cento fino a 80 euro (con dispositivo di sorveglianza fiamma). Sempre fino al 20 per cento nel limite di 100 euro per la sostituzione di cucina di libera installazione con altre dotate di forno elettrico di classe A e piano cottura con valvola di sicurezza (FSD). Per la sostituzione delle cappe con cappe climatizzate, il limite è del 20 per cento fino a 500 euro. Stessa percentuale - fino a 400 euro - anche per la sostituzione di scaldacqua elettrici con pompe di calore ad alta efficienza per la produzione di acqua calda sanitaria. Infine 20 per cento fino a 380 euro per la sostituzione e installazione di apparecchi a biomassa. Lo stanziamento complessivo è pari a 50 milioni di euro.

MOTO - Per l'acquisto di un motociclo fino a 400 cc o con potenza non superiore a 70 kW di categoria Euro 3 con contestuale rottamazione di un motociclo o di un ciclomotore di categoria Euro 0 o Euro 1 viene concesso un contributo del 10 per cento fino a 750 euro. Nel caso di acquisto di motocicli ad alimentazione elettrica doppia o esclusiva l'incentivo arriva fino al 20 per cento fino a un massimo di 1.500 euro. Lo stanziamento complessivo è pari a 12 milioni di euro.

FUORIBORDO - La sostituzione di un motore fuoribordo di vecchia generazione con motori a basso impatto ambientale fino a 75 kW dà diritto a un contributo del 20 per cento fino a 1000 euro. Per l'acquisto di stampi per la laminazione sottovuoto degli scafi da diporto dotati di flangia perimetrale è previsto un contributo pari al 50% del costo con un massimo 200.000 euro per azienda. Lo stanziamento complessivo è pari a 20 milioni di euro.

IMMOBILI - Il governo ha stanziato un contributo di 83 euro per metro quadrato di superficie utile nel limite di 5000 euro per l'acquisto di immobili con fabbisogno di energia migliore del 30 per cento (rispetto all'allegato C n. 1 tabella 1.3 del dlgs 192/2005) e di 116 euro per metro quadrato nel limite di 7000 euro con fabbisogno di energia migliore del 50 per cento. Lo stanziamento complessivo è pari a 60 milioni di euro. Altri incentivi sono previsti poi per l'acquisto - previa rottamazione - dei vecchi rimorchi, bonus per l'acquisto di macchine agricole e gru a torre per l'edilizia dove gli sconti vanno dal 10 al 20 per cento. Ai rimorchi andranno complessivamente 8 milioni di euro con contributi di 1.500 euro (categoria O4 con Abs) con rottamazione dei vecchi con più di 15 anni. Tremila euro nel caso di acquisto di semi rimorchi e contestuale rottamazione. Per l'efficienza energetica i contributi riguarderanno l'acquisto dei variatori di velocità (inverter), motori ad alta efficienza (IE2) tra 1 e 5 kW, gruppi statici di continuità ad alta efficienza fino a 10 kVA e batterie di condensatori che contribuiscano alla riduzione delle perdite di energia elettrica sulle reti a media e bassa tensione. Per questa gamma di prodotti è previsto un contributo del 20 per cento.

BANDA LARGA - 20 milioni di euro per 50 euro per nuove attivazioni ai giovani tra i 18 e i 30 anni.

RIMORCHI - 8 milioni di euro.

MACCHINE AGRICOLE E MOVIMENTO TERRA - 20 milioni di euro per 10% costo di listino. *

NAUTICA - 20 milioni di euro. Per motori fuoribordo 20% del costo fino a 1.000 euro e per gli stampi per scafi da diporto 50% del prezzo di acquisto fino a 200mila euro per azienda.

GRU A TORRE PER L'EDILIZIA - 40 milioni di euro per il 20% del costo fino a 30mila euro.

EFFICIENZA ENERGETICA INDUSTRIALE - 10 milioni di euro.

IMMOBILI AD ALTA EFFICIENZA ENERGETICA - 60 milioni di euro.


28/11/2009

Crisi, Confindustria: economia pronta ad accelerare da fine anno

Crisi, Confindustria: economia pronta ad accelerare da fine anno

 

IL BOLLETTINO MENSILE. Il Centro studi dell'associazione degli industriali: «Tra fine 2009 e inizio 2010 il consolidamento della ripresa»

 

ROMA - Dopo il rimbalzo più forte dell'atteso del Pil mondiale nel terzo trimestre, gli indici congiunturali puntano al consolidamento della ripresa tra fine 2009 e inizio 2010. Lo si legge nell'analisi mensile del centro studi di Confindustria.

INDICATORI IN RECUPERO - L'indice Pmi manifatturiero negli Usa, si legge nell'analisi di novembre del Csc, a ottobre è salito ai massimi dal giugno 2007; nell'Eurozona a novembre è al top da marzo 2008. Il recupero è esteso anche al terziario, ma nell'industria il divario rispetto ai valori pre-crisi rimane molto più ampio e lungo da colmare, a fronte dell'accresciuta concorrenza internazionale sia tra paesi industriali che si trovano nelle medesime condizioni sia dagli emergenti. La persistente debolezza del dollaro, cui è agganciato lo yuan cinese, rende più arduo lo scenario competitivo per l'Eurozona, osserva il Centro studi di Confindustria. Il rialzo delle materie prime, se conferma la migliorata domanda globale di manufatti, erode i margini di profitto già compressi nei sistemi, come la Germania e l'Italia, dove la crisi ha provocato una più marcata caduta della produttività.

ITALIA - Guardando all'Italia, il balzo estivo della produzione industriale (+4%) ha lasciato il posto a una graduale risalita in ottobre-novembre, mentre restano deboli ordini e fatturato; le attese di produzione delle imprese puntano a nuovi incrementi nei prossimi mesi, partendo da livelli sempre molto bassi. Nei Bric (Brasile, Russia, India e Cina) la crescita è sostenuta dai consumi, deboli solo in Russia. Le aziende italiane si orientano con decisione verso quei mercati più dinamici, ma spesso è ampio il distacco con la Germania. È diffuso il miglioramento degli acquisti di macchinari, ostacolati però da credito difficile e ampia capacità inutilizzata. Bce e Fed, ricorda il Csc, stanno ritirando l'espansione non convenzionale, terranno fermi i tassi ufficiali a lungo.


23/11/2009

Ocse: nel terzo trimestre dell'anno il Pil italiano cresce più della media Ue

Ocse: nel terzo trimestre dell'anno il Pil italiano cresce più della media Ue

 

Su base annua il Pil nei Paesi Ocse ha visto un calo del 3,3% e in Italia del 4,6%. Per l'Italia +0,6% rispetto al 2° trimestre, superiore sia alla media Ue (+0,2%) che all'area Euro (+0,4%).

 

MILANO - L'economia italiana nel terzo trimestre dell'anno cresce più della media europea Nel terzo trimestre di quest'anno il prodotto interno lordo è cresciuto nell'area Ocse dello 0,8% rispetto al trimestre precedente; nel secondo trimestre la crescita nei Paesi Ocse si era invece fermata. L'Italia, che nel terzo trimestre di quest'anno ha messo a segno una crescita dell'economia dopo cinque trimestri negativi, registra - riferisce l'Ocse - un +0,6% rispetto al trimestre precedente, leggermente inferiore ai Paesi del G7 (+0,7%), ma superiore sia alla media Ue (+0,2%) che all'area Euro (+0,4%). Su base annua il Pil nei Paesi Ocse ha visto un calo del 3,3% e in Italia del 4,6%, migliorando però in entrambi i casi il dato rispetto al periodo aprile-giugno 2009 (rispettivamente -4,6% e -5,9% in confronto allo stesso trimestre del 2008).

GLI ALTRI PAESI - Negli Stati Uniti l'economia cresce dello 0,9% nel terzo trimestre e in Giappone dell'1,2%. Bene anche la Germania, che registra un +0,7% e la Francia a +0,3%, mentre la Gran Bretagna resta l'unico paese in contrazione, con un -0,4%. Su base annuale l'area euro registra una contrazione del 4,1%, l'Unione europea un -4,3% gli Usa un -2,3% e il Giappone un -4,4%. In discesa del 4,8% il Pil della Germania, del 2,4% quello della Francia e del 5,2% quello della Gran Bretagna.


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09/11/2009

Problemi ai caricabatterie per Nokia

Problemi ai caricabatterie per Nokia

 

Caricabatterie difettosi, Nokia ne ritira 14 milioni

 

 

Niente di cui preoccuparsi, dicono da Helsinki. Ma nel dubbio - siccome qualche rischio per l'utente potrebbe esserci - il colosso dei cellulari Nokia ha annunciato oggi che 14 milioni di caricabatterie devono essere ritirati dal mercato. Si tratta di quelli prodotti da un'azienda cinese, la Byd. Nessuna lamentela o danni: "Stiamo intraprendendo questo programma di scambio come misura preventiva e precauzionale. Non siamo infatti a conoscenza di incidenti o casi di persone ferite", ha detto il portavoce di Nokia, Doug Dawson. "La plastica che copre i caricabatterie in questione potrebbe allentarsi e staccarsi, scoprendo i componenti interni del caricatore e provocando un rischio potenziale di scossa elettrica se si toccassero certi componenti interni mentre il caricabatterie è inserito in una presa".

I caricabatteria in questione sono i modelli AC-3E (gli unici venduti in Europa, nella foto) e AC-3U, tutti fabbricati tra il 15 giugno e il 9 agosto, e gli AC-4U, prodotti tra il 13 aprile e il 25 ottobre. Non appena l'utente si dovesse accorgere di possedere uno di questi pezzi - come dice Nokia Italia, sono solo poche migliaia quelli distribuiti da noi - deve collegarsi al sito apposito oppure contattare il call center all'848.390.073. La sostituzione sarà immediata e gratuita. E i costi - circa un dollaro a pezzo per i fabbricanti - saranno ovviamente sostenuti dalla disattenta azienda cinese.


10/09/2009

L’estate di Tarantini : «Droga e affari nella mia villa»

L’estate di Tarantini : «Droga e affari nella mia villa»

 

L'INCHIESTA DI BARI - LE CARTE. I verbali: in Sardegna con cocaina nella cassaforte

 

BARI — Le feste in Sardegna, la cocaina per gli ospiti, i rapporti con Sabina Began e con Eva Cavalli, le liti al Billionaire. Ma anche i contatti con Finmeccanica per cercare di chiudere alcu­ni affari legati al settore sanitario. C’è pure que­sto nei verbali di Gianpaolo Tarantini, l’impren­ditore pugliese che ha ammesso di aver recluta­to una trentina di donne da portare nelle resi­denze del premier Silvio Berlusconi. Ragazze italiane e straniere, «alcune disponibili ad ave­re rapporti sessuali», che venivano retribuite con 1.000 euro. Il 28 luglio scorso l’uomo — in­dagato per corruzione, favoreggiamento della prostituzione e cessione di stupefacenti — vie­ne convocato nella caserma della Guardia di Fi­nanza di Bari. Il pubblico ministero e gli investi­gatori gli contestano quanto emerge dalle tele­fonate intercettate nell’estate del 2008, quella che fu poi segnata dall’incontro tra Tarantini e il premier avvenuto durante una cena a Villa Certosa. Un ruolo chiave lo gioca Massimo Ver­doscia, l’uomo che presentò Patrizia D’Addario a Tarantini, arrestato agli inizi dello scorso ago­sto pure lui perché avrebbe ceduto droga ad amici e conoscenti.

La coca in cassaforte
Il verbale comincia proprio dalla scelta della casa a Porto Cervo: «Nel giugno insieme a mia moglie ed a Massimo Verdoscia e famiglia deci­demmo di prendere in affitto una villa in Sarde­gna per un importo di circa 70.000,00 euro, che pagammo io, per un importo maggiore, e Mas­simo Verdoscia. Prima di andare in Sardegna, io, Massimo Verdoscia e Alessandro Mannarini (anche lui iscritto nel registro degli indagati per cessione di droga, ndr ) decidemmo di ac­quistare un quantitativo di circa 50-70 grammi di cocaina ed un quantitativo più ridotto di 'MD' (una droga sintetica simile all’ecstasy, ndr ). Lo stupefacente fu acquistato alla fine di giugno in circostanze diverse da me, da Ver­doscia e da Mannarini, ognuno con proprie di­sponibilità finanziarie. Lo stupefacente fu tra­sportato in Sardegna in unica soluzione da Ales­sandro Mannarini, a bordo dell’autovettura con la quale si mosse da casa mia in quanto dor­miva in una dependance della stessa, ma una volta giunta in Sardegna fu suddivisa tra me, Verdoscia e Mannarini. Io tenni per me la parte più rilevante conservandola nella cassaforte della mia camera da letto. Acquistai la mia par­te di stupefacente da due o tre persone, se non ricordo male tale Nico e tale Onofrio, mentre ricordo che Verdoscia l’acquistò da tale Stefa­no. Ho acquistato stupefacenti anche in passa­to ma da altre persone. Ricordo di averla acqui­stata, sempre insieme a Verdoscia e Mannarini, in occasione di un viaggio a Montecarlo per as­sistere ad un gran premio automobilistico nella primavera del 2008. Ricordo che in occasione di una festa al club Gorgeous di Bari per il fe­steggiamento dei 30 anni di mia moglie ho ce­duto gratuitamente cocaina ad alcuni invitati. Anche in occasione di una festa fatta a casa mia, nella primavera 2008, ricordo di aver offer­to gratuitamente sostanze stupefacenti».

Le dosi alla Began
I contatti di Tarantini con Sabina Began, so­prannominata «l’Ape regina» per essere una delle «favorite» del premier, emergono dalle conversazioni registrate dai finanzieri. Lui ne­ga però di essere il suo pusher. E dichiara: «Non ricordo di aver portato sostanze stupefa­centi in occasione del concerto della star Ma­donna tenutosi a Roma allo stadio Olimpico nel settembre 2008, dove mi accompagnai con persone, tra le quali la signora Benetton, che non hanno nulla a che fare con la droga. Sia Massimo Verdoscia che Alessandro Mannarini erano a conoscenza che la droga fosse custodi­ta nella cassaforte. Ebbi anche una discussione con Mannarini in quanto riscontrai una man­canza di sostanza stupefacente che avevo lascia­to in cassaforte. Non ricordo a chi ho ceduto lo stupefacente in Sardegna, ogni tanto ne porta­vo con me piccole quantità. Personalmente non credo di aver ceduto dello stupefacente a Sabina Beganovic, mentre sono sicuro che le sia stato ceduto sia da Verdoscia che da Manna­rini. Le cessioni da me operate nel tempo non sono state finalizzate a coltivare relazioni pro­fessionali ma operate al fine di tenere alto il si­stema delle mia relazioni personali innanzitut­to nella città di Bari. Posso escludere che dalla cessione gratuita delle sostanze stupefacenti si­ano da me derivati vantaggi sia patrimoniali che professionali. Voglio precisare che durante il mio soggiorno in Sardegna nell’estate 2008 ho ceduto più volte sostanze stupefacenti a Francesca Lana. Non ricordo di aver ceduto del­lo stupefacente a tale Victoria. Non ricordo di aver ceduto o offerto sostanze stupefacenti a Maria Teresa De Nicolò».

Il malore di Eva
Dalle intercettazioni emerge che la moglie dello stilista Cavalli si sarebbe sentita male pro­prio durante una delle feste organizzate in Sar­degna. Così Tarantini cerca di dimostrare la propria estraneità alla vicenda: «Non corrispon­de al vero il fatto che io abbia versato lo stupefa­cente 'MD' nel bicchiere di Eva Duringer a sua insaputa. Ammetto di averne parlato con tale Pietrino ma escludo dal tenore della conversa­zione possa evincersi una qualsiasi mia even­tuale ammissione. Posso aggiungere che scher­zosamente la stessa Eva Cavalli mi chiese, qual­che tempo dopo, se io le avessi versato qualche sostanza stupefacente nel suo bicchiere. Ma io le risposi che non mi sarei mai permesso di fa­re un gesto simile». Movimentate da liti e ubria­cature sembrano essere anche le serate che la compagnia legata a Tarantini trascorre nei loca­li della Costa Smeralda. «Escludo che nella not­te tra l’8 e il 9 agosto 2008 la discussione avuta con Tommaso Buti nei bagni del Billionaire sia riconducibile alla sua opposizione al ché io en­trassi nel bagno con Nena Rustic e tale Paola al fine di far uso di stupefacente. La ragione della discussione che ebbi con Tommaso Buti era ri­conducibile al fatto che stava maltrattando la Nena ed io sono intervenuto per difenderla».

La riunione con Finmeccanica
Il giorno precedente, esattamente il 27 luglio scorso, Tarantini viene interrogato su una riu­nione avvenuta presso l’Hotel de Russie a Ro­ma a fine gennaio 2009. E racconta: «Conosco Enrico Intini da circa un anno in quanto mi è stato presentato dall’avvocato Salvatore Castel­laneta e dal signor Roberto De Santis, in occa­sione della realizzazione di un progetto per la tracciabilità del sangue mostratomi da un mio amico tale Pino e per il quale cercavo finanzia­tori. Con Intini avevo un contratto di collabora­zione che venne formalizzato in seguito ed in forza del quale, essendo venuto a conoscenza delle difficoltà incontrate dallo stesso Intini in relazione ad una procedura di gara per le puli­zie dell’Asl di Bari, presi l’iniziativa di organiz­zare un incontro a Roma con l’avvocato Lea Co­sentino (direttore generale della stessa Asl, ndr ). Io ero venuto a conoscenza che Enrico In­tini non avrebbe mai vinto da solo quella gara e lo stesso Intini ebbe a lamentarsene con me. Io a quel punto gli dissi che la Cosentino non gli avrebbe mai fatto vincere una gara da solo e che avrebbe comunque avuto grosse possibili­tà se fossero stati fatti tre lotti. Questo io dissi anche perché ne avevo parlato con Lea Cosenti­no. Fu per queste ragioni che organizzai l’incon­tro di Roma del 21 gennaio 2009. Io sapevo che a quell’incontro avrebbero partecipato, oltre al­la Cosentino, anche Rino Metrangolo, dirigente di Finmeccanica e Cosimo Catalano, titolare del­la società della Supernova, entrambi interessati alla stessa gara. In particolare era a conoscenza della circostanza che quella gara seguiva altra di uguale contenuto ma annullata perché il ban­do era errato. Avevo in particolare appreso che il precedente bando era stato annullato o era in fase di annullamento in quanto l’importo indi­cato a base di gara era calcolato su un numero di ausiliari ormai eccedente a causa dell’interna­lizzazione di ausiliari operato nel frattempo».

La gara in tre lotti
«L’occasione fu propizia — continua Taranti­ni — per sostituire al principio del lotto unico l’idea di tre lotti, come io personalmente sugge­rii a Lea Cosentino e a Antonio Colella, dirigen­te dell’area patrimonio dell’Asl di Bari. In tal modo avremmo potuto assicurare a Catalano, ad Intini ed a Metrangolo di gareggiare vincen­do ciascuno un lotto. La gara in tre lotti, a quanto mi consta, non si è mai tenuta e nulla è avvenuto dopo quell’incontro a Roma. Lea Co­sentino era interessata all’ipotesi dei tre lotti in quanto in tal modo, come lei mi disse, avreb­be smesso di subire le scelte altrui ed avrebbe potuto al contrario concorrere a definire l’indi­viduazione dei vincitori della gara. Io stesso in­vitai all’incontro Metrangolo, in quanto diri­gente di Finmeccanica interessato a partecipa­re alla gara, mentre fu Lea Cosentino a far inter­venire alla riunione Cosimo Catalano, anch’es­so direttamente interessato. Nel caso in cui questo progetto di lottizzazione della gara fos­se andato in porto, io avrei percepito circa il quattro per cento dell’importo aggiudicato da Intini e circa il quattro per cento da Catalano. Non avevo ancora parlato di compensi con Me­trangolo. Quando Enrico Intini giunse alla riu­nione al De Russie, prospettò l’eventualità di un ricorso come mera provocazione in quanto Intini era già d’accordo con me sulla suddivi­sione in tre lotti della gara ma intervenne par­lando di un suo ricorso perché si vide in diffi­coltà trovando in quella riunione persone che non si aspettava di trovare». Angela Balenzano Fiorenza Sarzanini

Le ragazze coinvolte: FOTO


Angela Balenzano
Fiorenza Sarzanini

Fonte: Corriere della Sera

 


02/08/2009

Bari, nel mirino dei pm gli appalti per gli ospedali

Bari, nel mirino dei pm gli appalti per gli ospedali

 

L'inchiesta sulla sanità. L'ex assessore Tedesco, indagato-chiave, ironizza: «Farò un corso da capoclan con Riina»

 

Alberto Tedesco (Liverani)
Alberto Tedesco (Liverani)

BARI — «Non mi resta che prenotarmi le vacanze con Rii­na e Provenzano per fare un corso accelerato da capo­clan ». La butta sul ridere il ne­osenatore pd Alberto Tede­sco, indagato-chiave nell'in­chiesta barese su presunti scambi di favori tra politica, appalti nella sanità, nomine e cosche baresi per il suo prece­dente incarico da assessore re­gionale della Sanità nella giunta Vendola. Sicuro di esse­re scagionato, Tedesco spiega che «si sta facendo di ogni er­ba un fascio» delle diverse ac­cuse contenute in questa in­chiesta.

L’indagine infatti è ampia e contiene anche le ri­velazioni di un pentito del clan Striscuglio su soldi e knowhow fornito ai clan per appoggiare politici di centro­sinistra. Ma l'inchiesta del pm della direzione distrettua­le antimafia Desirè Digeroni­mo sta vagliando anche a 360 gradi tutta l'attività dell'asses­sorato di Tedesco per verifica­re l'ipotesi che ci fosse un'as­sociazione a delinquere fina­lizzata alla corruzione, concus­sione, finanziamento dei par­titi e altro che pilotava delibe­re, nomine e appalti. Si punta l'attenzione anche sul busi­ness delle ristrutturazioni ospedaliere. In particolare quella del polo oncologico di Bari in attesa da 24 anni di una sede definitiva, individuata e allestita nell'ex sanatorio Cotu­gno per essere consegnata nel corso di quest'anno. Il sospet­to del pm è di abusi compiuti nelle gare e nelle forniture. La prima a parlarne al pm è stata Lea Cosentino, Lady Asl puglie­se. Al pm Digeronimo l'ex di­rettore generale dell’Asl di Ba­ri, ora sospesa, che per 5 ore ha riferito i retroscena del ma­­laffare nella sanità, ha raccon­tato irregolarità nella gara di appalto e delle pressioni che avrebbe subito dal senatore Te­desco per le nomine di prima­ri. Ma anche dei trucchi per eludere le gare prorogando for­niture e servizi. Riferendo di averne parlato con il governa­tore Nichi Vendola che però le avrebbe consigliato di rivolger­si alla magistratura.

Intanto il sindaco di Bari, Michele Emiliano, che ha con­segnato ai carabinieri i bilanci della sua lista, assieme a quelli degli altri partiti sostenitori della giunta Vendola, attende «prove, riscontri e capi di im­putazione che per ora non ve­de». Ma l’Idv gli imputa di aver battagliato per far dare a Tedesco un posto in Parlamen­to, errore «che ora travolge il centrosinistra in Puglia». Per il pdl Gasparri D'Alema si sbi­lancia troppo a proclamare in­nocente per definizione il suo partito. E il Pd Boccia invita gli alleati a seppellire «la doppia morale».

Virginia Piccolillo