28/04/2009

Telefonia, inizia l'era del «Facefonino»

Telefonia, inizia l'era del «Facefonino»

 

Migliaia di adesioni dei fan e apparecchi esauriti in un pomeriggio. Vodafone e «3» lanciano Internet sul cellulare partendo da Facebook: offerte mirate e device ad hoc

 

L'Inq1, il telefonino di «3» con Facebook integrato
L'Inq1, il telefonino di «3» con Facebook integrato

MILANO — Internet sempre in tasca, 24 ore su 24. E un solo click per entrare in Facebook, aggiornare il proprio status, in­serire nuove foto sul profilo. Quella che è già una realtà per i possessori di smartphone o i ti­tolari di contratti aziendali di­venta ora alla portata di tutti, grazie a piani tariffari agevolati e a cellulari da meno di cento euro che riescono a garantire una parte significativa delle funzionalità degli apparecchi più sofisticati (e costosi). Insomma, il web mobile diventa sempre più low cost.

INTERNET IN TASCA - Vodafone e 3 hanno lanciato quasi in contemporanea due iniziative che puntano soprattutto su quella che negli anni scorsi era stata definita la «generazione del pollice», quella dei giovani più avvezzi all'utilizzo di sms, al punto che quella che inizialmente era considerata una funzione accessoria dei telefoni nel giro di pochi anni un business redditizio al pari del traffico voce. Ma i tempi sono cambiati e la nuova moda adesso è il social network, l'agorà virtuale. Le nuove generazioni vivono perennemente in community e non è un caso che la nuova carta che compagnie telefoniche hanno deciso di giocarsi sia proprio quella di Facebook, il «sesto continente», la più estesa tra le comunità telematiche. Partono da lì, dal desiderio - per alcuni una vera e propria esigenza - di stare sempre in contatto con il resto del (loro) mondo.

La pagina del Vodafone Social Network su Facebook
La pagina del Vodafone Social Network su Facebook

OFFERTA SOCIAL NETWORK - Ed è proprio dall'interno delll'ambiente Facebook che è possibile attivare la nuova promozione Vodafone, la «Mobi­le internet Facebook Edition», una tariffa flat che a 2 euro alla settimana permette di navigare da cellulare senza limiti di tem­po e di volume dati. Per usufruirne è necessario essere titolari, oltre che di un utenza Vodafone, anche di un proprio profilo Facebook. Niente negozio e niente call center: per fare partire la nuova opzione si parte direttamente dalla pagina fb del Voda­fone Social Network, che da gio­vedì scorso — giorno del debutto —, ha raccolto l'adesione di oltre 22 mila fan. Questi ultimi non sono da considerare automa­ticamente dei nuovi utenti del servizio , ma Vittorio Veltroni, direttore Vodafone Internet Services di Vodafone Italia, parla di «un altissimo tasso di redemption», ovvero di un ritorno in termini di contratti sottoscritti «davvero molto soddisfacente», anche se ancora non vengono ancora diffusi numeri ufficiali.

Mark Zuckerman, fondatore di Facebook, con l'Inq1
Mark Zuckerman, fondatore di Facebook, con l'Inq1

COMMUNITY SUL MONITOR - Sono invece stati più di mille in un solo pomeriggio coloro che lunedì hanno acquistato un Inq1, quello che la «3 Italia» ha già ribattezzato il «social mobile», ovvero un telefonino progettato apposita­mente per l’accesso ai social network. Molti negozi hanno subito esaurito le loro forniture. La particolarità del nuovo device? Oltre al prezzo, il fatto che questo apparecchio nasce proprio come interfaccia tra l'utente e la sua community: un unico passaggio è sufficiente per accedere alla ho­me del proprio profilo Face­book e anche al di fuori della na­vigazione il display riporta in tempo reale gli aggiornamenti che i propri amici hanno effet­tuato o le richieste e le notifi­che ricevute. L’Inq1, prodotto dalla Inq Mobile del gruppo Hutchinson Whampoa, permette anche di effettuare chiamate via Skype e di chattare illimitatamente con Windows live messenger. Co­sta 99 euro oppure si può avere in comodato d’uso a 10 euro al mese. Fino alla fine dell’anno gli utenti potranno navigare fi­no a 3 gigabyte al mese gratuita­mente; dal gennaio 2010 il ser­vizio, che comprende anche la chat illimitata e 10 ore di chia­mate Skype-to-Skype al giorno, costerà 5 euro al mese.

WEB MOBILE MA LOW COST - Di offerte flat per la navigazione via cellulare ne esistono diverse e sia Vodafone sia «3 Italia» le hanno da tempo messe in campo. La novità sta però proprio nel puntare su Facebook, nel rivolgersi ad un pubblico particolare, un target più che mirato. «Chiunque può navigare con un I-phone, un Blackberry o uno smartphone di ultima generazione - fa notare ancora Vittorio Veltroni -, ma l'obiettivo era estendere su vasta scala, anche e soprattutto tra coloro che dispondono di un telefono non particolarmente sofisticato perché non se lo possono permettere, la possiblità di accedere senza limiti ad alcuni servizi del web, tra cui appunto la gestione e la fruizione dei social network». La «3», che ai possessori di altri apparecchi offre opzioni come la «Naviga 3», ha pensato invece di integrare servizio, software e hardware in un unico apparecchio dedicato che tuttavia, a differenza dei telefoni naturalmente preposti alla navigazione - gli smartphone appunto - avrà un costo decisamente più accessibile. «Inq1 ha le stesse caratteristiche che hanno reso Facebook un fenomeno travolgente e costituisce un formidabile aggregatore di servizi di comunicazione, dall'email all'upload di foto all'instant managing - dice Vincenzo Novari, amministratore delegato di «3 Italia» -. E consente un'efficace organizzazione della propria vita di relazione, mettendo a frutto uno schermo, quello del cellulare, che è il più personale e privato».

LE ALTRE OFFERTE - Anche le altre compagnie telefoniche, pur non sfruttando direttamente l'onda lunga di Facebook (almeno per ora), hanno inserito tariffe ad hoc per la navigazione nei propri piani tariffari: le opzioni Mega 10 ore e Mega 1500 di Wind (la prima a due euro per dieci ore di navigazione al mese, la seconda per avere con 8 euro al mese l'equivalente di 1500 euro di traffico dati); Maxi Alice Week o Maxi Dream 10 di Tim (la prima per navigare fino a un massimo di 100 Mb al prezzo di due euro la settimana; la seconda, per i possessori dello smartphone Dream, per avere a 10 euro al mese 50 Bb al giorno di traffico dati). L’era dell’accesso teorizzata da Jeremy Rifkin negli anni Novanta, agli albori della new economy, diventa insomma sempre più a portata di mano. E questa volta nel senso letterale del termine.

Alessandro Sala


17/04/2009

L'hi tech diventa una cosa semplice

L'hi tech diventa una cosa semplice

 

La nuova sfida tra le aziende. La facilità di utilizzo dei prodotti tecnologici è la strategia per cercare di uscire dalla crisi

 

(Ap)
(Ap)

Nell’hi-tech, la semplicità può essere la chiave del successo: tanto più se abbinata a un prezzo modico, e tanto più se proposta nel clima della recessione. L’ultimo esempio arriva dal Giappone ma riguarda, al momento, solo il mercato americano: ed è la scelta della Sony di puntare su una camcorder semplicissima ed economica (costa meno di 200 dollari), piuttosto che sugli “effetti speciali”.

La Webbie serve infatti a registrare videoclip da mettere su Internet ed è la risposta Sony al successo delle mini-videocamere a basso costo come Flip, la più venduta negli Stati Uniti. Per Sony, la cui cultura aziendale è legata al binomio qualità-prestazioni – commenta il Wall Street Journal – si tratta di una svolta. Ma il mercato della tecnologia offre molti esempi di semplicità come fattore di successo. La prima azienda a incorporare la parola semplicità nel proprio marchio è stata Philips, con il pay-off “sense and simplicity”. Non sempre la promessa è stata mantenuta: i manuali di istruzione per esempio restano ancora complicati. Ma sicuramente la multinazionale olandese ha fatto passi da gigante, anche grazie al lavoro di manager e designer italiani al suo vertice. E proprio nel design dei televisori, Philips ha lanciato una sfida decisiva che ha condizionato gli avversari, da Sharp a Samsung a Lg, alzando la qualità generale dei prodotti.

Una breve ricognizione tra i best-seller mostra che la facilità d’uso è la principale chiave di successo dei prodotti di svolta. Se Philips è stata la prima a parlare di semplicità, Apple è stata la prima a praticarla. Sicuramente non da oggi, ma certo iPod e iPhone sono gli esempi recenti più appropriati. La valanga di imitatori-competitori che ha cercato di addentare la mela di Steve Jobs testimonia il successo di un approccio all’inizio elitario, diventato poi di massa. Il mondo Blackberry e Palm è un altro esempio di semplicità di successo.

Prodotti facili da usare, anche da parte di un pubblico non giovane, oggetti che rispondono a bisogni comunicativi essenziali. I telefonini Nokia sono un altro esempio: qui in particolare c’è uno stile finnico che risale alla cultura di Alvar Aalto, una decifrabilità delle funzioni capace di fidelizzare il pubblico. Nel progettare prodotti belli e facili da usare, il design ha un ruolo essenziale. Design in senso lato e profondo, perché i prodotti di maggior successo sono figli di team multidisciplinari in cui lavorano fianco a fianco designer veri e propri, psicologi, sociologi, antropologi.

Ottenere la semplicità è una faccenda terribilmente complicata. Come dimostra il caso di Kindle 2, il libro elettronico di Amazon su cui già oggi in America si può leggere il corriere.it. Negli anni scorsi fior di esperti ci ha spiegato che l’e-book non sarebbe mai nato o sarebbe morto giovane. Si sbagliavano. Kindle 2 è un successo che tappa molte autorevoli bocche. Ha un prezzo interessante (359 dollari), è un bell’oggetto, ben retroilluminato e conta già su una library di 200 mila titoli. Purtroppo non è ancora disponibile in Italia, ma lo sarà l’anno prossimo. Conclusione: forse suonerà cinico, ma la crisi economica può servire da stimolo alle aziende a orientarsi verso prodotti più utili, facili ed economici. Capaci di conquistare anche il pubblico dei tecnologicamente illetterati. Dei meno giovani. Su questa strada l’ostacolo più grosso resta quello della distribuzione, perché troppo spesso prodotti anche eccellenti sono venduti male, malissimo. Da una rete che sa parlare soltanto con chi già sa. Le catene più efficienti lo hanno capito: il problema, oggi, è conquistare anche gli altri.

Edoardo Segantini