29/07/2010

Plastic Bertrand: «Ora confesso Quelle hit non le cantavo io»

Plastic Bertrand: «Ora confesso Quelle hit non le cantavo io»

Famoso negli anni '70, la voce era di Lou Deprijck. Il cantante francese rivela: «Questa cosa mi perseguiterà fino alla fine dei miei giorni»

 

Plastic Bertrand, star della musica pop anni '70-'80, 20 milioni di dischi venduti nel mondo, ha confessato che non era sua la voce in «Ça plane pour moi», il suo primo successo datato 1977.

«È vero, quella non era la mia voce. Questa cosa mi perseguiterà fino alla fine dei miei giorni, ma allora dobbiamo anche dire che è stata tutta una montatura di Lou Deprijck», ha ammesso Bertrand, vero nome Roger Jouret, al quotidiano belga Le Soir tirando in ballo il produttore che lo scoprì.
«Mi aveva chiesto di non cantare in cambio dello 0,5% dei diritti. Mi aveva promesso che poi sarebbe stata pubblicata anche la mia versione, ma questo non è mai accaduto», ha aggiunto il 56enne che annuncia una causa contro l'ex amico per diffamazione.

Non si tratterebbe solo di una canzone, però. Ma dei primi quattro album del cantante belga: «Sono io la vittima. Volevo cantare, ma lui mi impediva di entrare in studio». La voce girava da anni, ma a stabilire la verità è stato un tribunale. La casa discografica AMC, proprietaria della registrazione originale di «Ça plane pour moi», aveva denunciato Deprijck, accusandolo di aver usato le incisioni originali per una cover pubblicata su un disco del 2006. Un perito ha stabilito che le registrazioni erano diverse, aggiungendo che il timbro vocale e l'accento erano della stessa persona. «Non ne voglio a Plastic - ha detto Deprijck -: lui ha fatto il suo lavoro, era lui in scena, era lui a gesticolare. Ma la sua voce non ha nulla a che vedere con la mia».

All'epoca Bertrand era stato preferito dalla casa discografica per il suo atteggiamento sul palco e il suo look ossigenato da pioniere del punk. Molto più appetibile per un pubblico giovane dei baffoni del collega.

Bertrand divenne un mito. Anni dopo persino Joe Strummer ne riconobbe il valore: «Plastic Bertrand, chiunque fosse, aveva messo in tre minuti qualcosa che faceva ballare anche uno in coma. Non si poteva nemmeno nominare Plastic Bertrand ai puristi del punk, ma questo disco è stato molto meglio di tanti album cosiddetti punk», disse il cantante e leader dei Clash.
Tra il 1982 e il 1985 Bertrand ha vissuto a Milano. In quegli anni divenne protagonista di un fotoromanzo, piazzò in classifica due tormentoni come «Hula hoop» e «Ping Pong» e andò come ospite al Festival di Sanremo nell'edizione del 1982.

Non è il primo caso del genere nella storia della musica. Nel caso dei Milli Vanilli, una volta scoperta la frode venne revocato il Grammy vinto da Fab Morvan e Rob Pilatus.(Fonte:Corriere della Sera)

Andrea Laffranchi


03/07/2010

Morto il cantante Gepy & Gepy

Morto il cantante Gepy & Gepy

Aveva 67 anni. Famoso il suo brano 'Piu', interpretato insieme a Ornella Vanoni.

 

Gepy & Gepy
Gepy & Gepy

ROMA - È morto, per l'aggravarsi di una grave forma di polmonite, al Policlinico di Roma Umberto I dove era ricoverato da alcuni giorni nel reparto di terapia intensiva, Gepy & Gepy, nome d'arte di Giampiero Scalamogna. Lo rende noto il suo ufficio stampa Michele Mondella.

Cantante, compositore, produttore e arrangiatore,
Gepy & Gepy era nato a Roma 67 anni fa. La sua attività artistica era cominciata molto presto, a 16 anni. Famoso il suo brano 'Piu', interpretato insieme a Ornella Vanoni.

Nel 1965 Gepy & Gepy era approdato al Piper di Roma dove aveva formato il duo 'Dany & Gepy' con Daniela Casa. Subito dopo il cantate si era messo in proprio: canzoni e dischi di successo fino all'incontro con Ornella Vanoni di cui era diventato produttore e con la quale aveva duettato nel brano di grande successo 'Piu«. Alla fine degli anni 70 aveva scritto numerose canzoni soprattutto dance come 'Body to Body' (sigla di Disco Ring), 'Blu' e tante altre che, grazie alla sua voce soul', raggiunsero la vetta delle classifiche di tutta Europa. Il cantante - appassionato tifoso romanista - aveva anche composto con Venditti e Bardotti la canzone 'Roma non si discute, si amà che divenne, ed è tuttora, insieme a 'Grazie Roma', uno degli inni ufficiali della squadra giallorossa. (
Fonte Ansa)


19/04/2010

Cuba dice addio a Robaina

Cuba dice addio a Robaina

Il famoso produttore di sigari cubani, Alejandro Robaina, e' morto a 91 anni. Produttore dei sigari di Churchill

robaina sigari cubani.jpg

Il noto produttore di sigari cubani, Alejandro Robaina, e' morto all'età di 91 anni, dopo una lunga malattia. Si e' spento nella sua fattoria di San Luis, nella zona delle piantagioni di tabacco nella provincia occidentale di Pinar del Rio. Robaina era diventato amico anche del re di Spagna grazie ai suoi sigari prelibati. Usava metodi esclusivi di selezione e di raccolta che gli hanno dato fama nel mondo. Fumavano i suoi sigari il primo ministro britannico durante l'ultima guerra mondiale, Winston Churchill, e più in segreto anche l'ex presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, nonostante il blocco economico fra Washington e l'Avana.

 


10/04/2009

E Apple inciampa sul «touch screen»

E Apple inciampa sul «touch screen»

 

La Elan (Taiwan) si rivolge ai giudici per furto di brevetti

 

MILANO — Sembra proprio che a Cupertino ad attendere Ste­ve Jobs in giugno, al suo rientro dopo la lunga convalescenza, non ci saranno solo applausi. Ma anche qualche grana. Dopo l’affannosa rincorsa al fenome­no dei netbook classificati come «junk», spazzatura, solo pochi mesi prima dallo stesso Jobs, ora la Apple dovrà anche affrontare nel tribunale distrettuale di San Francisco il gruppo di Taiwan, Elan. L’accusa sulla quale biso­gnerà attendere il verdetto dei giudici è «furto» di brevetti. Non è certo una prima volta nel­la storia dell’azienda che si è scontrata per anni con la rivale di sempre, Microsoft, e fin dai suoi esordi negli anni Ottanta ha litigato con l’altra «mela», la Ap­ple Records, etichetta discografi­ca dei Beatles, per il marchio. I brevetti nella Silicon Valley sono quasi tutto. Ed escludendone il valore il Prodotto interno lordo dell’area ad alta densità tecnolo­gica sarebbe destinato a crollare.

Ma il gruppo non potrà pren­dere il caso sottogamba visto che in gioco è la tecnologia tou­ch screen alla base di iPod e iPho­ne oltre che di alcuni computer MacBook. La Elan, che tra le al­tre cose produce il mouse pad dei popolari netbook Asus EEE, ha fatto sapere di aver «deciso di procedere in tribunale dopo non essere riuscita a trovare con la Apple un punto di vista in comu­ne ». Era da due anni che le azien­de stavano cercando un accordo sui due brevetti oggetto del con­trasto. Il principale è quello per ruotare e zoomare le immagini utilizzando due dita insieme.

Apple ha preferito non fornire commenti ma dalla parte di Elan c’è una vittoria ottenuta contro un’altra società statunitense, la rivale Synaptics, proprio su uno dei due brevetti contesi. Per il gruppo di Jobs che si è sempre contraddistinto per il design «co­ol » dei prodotti e per le tecnolo­gie all’avanguardia il conto po­trebbe essere salato: basti pensa­re il quarto trimestre del 2008 per l’azienda si è chiuso meglio delle aspettative proprio grazie alle vendite di iPod e iPhone. E, anche se in un caso totalmente diverso ma pur sempre nel peri­metro delle contese sui brevetti, Microsoft è appena stata condan­nata a pagare 388 milioni di dol­lari a Uniloc per un software anti­pirateria.

Massimo Sideri