29/03/2012
Protesi in cambio di apparizioni tv. Arrestato primario di chirurgia plastica
Protesi in cambio di apparizioni tv. Arrestato primario di chirurgia plasticaSanita'. Ai domiciliari il professor Mario Dini. Perquisizioni in tutta Italia. Coinvolti informatori scientifici
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21/01/2011
Belgio: infiltrato in tv per svelare i trucchi dei giochi a premio telefonici
Belgio: infiltrato in tv per svelare i trucchi dei giochi a premio telefoniciLa «spia» è Maxime De Winne. Preso di mira un programma dei canali privati fiamminghi prodotta dalla Endemol, manco a pensarlo, secondo voi chi ne è il proprietario..... si proprio lui il nostro ben amato presidente del consiglio Silvio Berlusconi.
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24/08/2010
Ducati, il benvenuto di Hayden: ''Rossi è una leggenda''
Ducati, il benvenuto di Hayden: ''Rossi è una leggenda''Il terribile ragazzo del Kentucky accoglie a braccia aperte il Dottore della MotoGp, suo futuro compagno di squadra con la Rossa di Borgo Panigale: ''Il suo arrivo è un bene per il nostro sport e per l'Italia''
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16/08/2010
L'America vuole il prof italiano dell'anno "E pensare che la Gelmini mi ha tagliato"
L'America vuole il prof italiano dell'anno "E pensare che la Gelmini mi ha tagliato"Luca Piergiovanni era stato premiato per una serie di progetti dedicati al podcast didattico
"Un illustre docente statunitense mi ha offerto di collaborare quando ha saputo della mia situazione"
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18/03/2010
Genova, prof denunciato per molestie da una studentessa si toglie la vita
Genova, prof denunciato per molestie da una studentessa si toglie la vita
Insegnava all'istituto tecnico Rosselli di Genova Sestri Ponente. Si è lanciato dalla finestra di casa sua, a due passi dalla scuola. Ha lasciato un biglietto: «Non ho fatto nulla»
GENOVA - Si è ucciso lanciandosi dalla finestra di casa sua, al nono piano di un palazzo a due passi dalla scuola dove insegnava. È stata questa la fine di un professore di un istituto tecnico di Genova, il "Rosselli" di Sestri Ponente, un quartiere periferico della città. Il 58enne era stato denunciato per molestie sessuali dai genitori di una studentessa della scuola. Prima di suicidarsi ha lasciato un biglietto ai familiari: «Mi accusano ingiustamente, io non ho fatto nulla». Dunque la sua morte non ha messo la parola fine alla vicenda e l'indagine va avanti.
SOSPENSIONE - Nei giorni scorsi i genitori della ragazza hanno presentato la denuncia alla stazione dei carabinieri di Voltri, ma le indagini non erano ancora partite. Ma a quanto si è saputo nei confronti dell'insegnante, titolare anche di uno studio di commercialista, era stato avviato un procedimento di sospensione.
Redazione online
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10/03/2010
Usa: gli studenti si distraggono in aula col computer . E ora le università li vietano
Usa: gli studenti si distraggono in aula col computer . E ora le università li vietano
E un professore dell'università dell'oklahoma decide di distruggerli a lezione. Inchiesta del Washington Post: la preparazione di chi usa un laptop in classe è del 70% rispetto alla media.
WASHINGTON (USA) - Il mese scorso, un professore di fisica della Università dell’Oklahoma prese un computer portatile lo immerse nell'azoto liquido e lo scagliò sul pavimento dell’aula, una scena filmata di nascosto da uno studente che è stata vista su YouTube da un milione di persone stupite o divertite. Stizza? Follia? No. Il professore volle solo ricordare ai «digitally distracted», gli studenti che si distraggono dalle lezioni per giocare al computer, fenomeno dilagante in America, che da quel momento avrebbero preso appunti solo su carta. Come i loro genitori e i loro nonni.
L'INCHIESTA - Il gestaccio del docente di fisica dell’Oklahoma spinse il Washington Post a svolgere un’inchiesta sull’impiego dei computer portatili nelle università. Sono poi stati pubblicati i risultati, che hanno meravigliato l’America. Sempre più università vietano infatti alla maggioranza degli studenti di usare i laptop in aula, proprio come i cellulari. Il motivo: invece di seguire le lezioni, si scambiano e mail, guardano gli incontri sportivi, fanno di peggio. Il Washington post cita il professore David Cole della facoltà di legge della Georgetown University: «Con il computer acceso, è come se gli studenti fossero alla tv o al cinema o a fare shopping o allo stadio».
INVERSIONE DI ROTTA - Per le università, è una radicale inversione di rotta. Furono i docenti infatti a insistere perché gli studenti si presentassero in aula con i computer e vi annotassero il meglio delle lezioni. Ma con l'introduzione dei collegamenti wireless ad internet la cosa non funziona più. La professoressa Diane Sieber dell'università del Colorado ha seguito per un trimestre i suoi 17 studenti più attaccati al computer, e ha appurato che «la loro preparazione è appena il 70% di quella media, tanto quanto gli studenti che non frequentano i corsi». Secondo David Cole, il divieto di usare il computer è fruttuoso: «Dopo le prime sei settimane, l’80 per cento dei miei studenti ha registrato progressi». La Bentley University del Massachusetts fu la prima a imporre l’impiego dei computer in aula. Era il 1985. Ma 15 anni dopo, fu la prima a dotarsi di un “cervellone” grazie a cui i docenti possono bloccare l’accesso a Internet agli studenti. Teme tuttavia di combattere una battaglia perdente a causa degli iPhone, dei BlackBerry e così via: «Non si possono controllare aule con duecento ragazzi, tutti più padroni di noi delle nuove tecnologie» ammette Philip Knutel, un altro professore. Un possibile rimedio? La scelta degli studenti più responsabili perché prendano appunti al computer durante le lezioni e li trasmettano ai compagni dopo. «Tutti devono capire che vogliamo sapere ciò che hanno in testa, non ciò che è sullo schermo» conclude Cole.
Ennio Caretto
Fonte: Corriere.it
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04/03/2010
Professore costretto alla pensione Berchet in rivolta: non rottamatelo
Professore costretto alla pensione Berchet in rivolta: non rottamatelo
Appelli degli studenti con manifesti e gruppi su Facebook. Lui: voglio restare. Ma la legge: impossibile, ha 40 anni di contributi. I ragazzi:«Salviamo il nostro eroe»
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| Il professor Guido Panseri |
MILANO - Non ci sono dubbi, deve andare in pensione. Ha versato quarant’anni di contributi e per la sua categoria, quella degli insegnanti, non esistono deroghe. Guido Panseri, professore di storia e filosofia al liceo classico Berchet (amatissimo da intere generazioni di allievi ed ex allievi), a settembre dovrà lasciare cattedra, studenti e colleghi. Anche se ha solo 61 anni e i suoi studenti protestano con volantini e appelli via Internet: «Non rottamatelo». Campagna «antipensionamento » nel liceo di via Commenda. I manifesti sono comparsi ieri. Appesi ai muri dell’istituto, distribuiti all’intervallo, accompagnati da slogan e link che rimandano al gruppo di Facebook «rottamatevi voi». Autori dell’iniziativa, i ragazzi del corso F, quello in cui insegna Panseri. La spiegazione: «Dopo quarant’anni di onoratissimo servizio come insegnante, divinità part-time e sex symbol, il nostro eroe sta per essere rottamato da ministero. Lui stesso si rifiuterà di cedere alla postmoderna proposta e di lanciare il selvaggio grido "Rottamami" su esplicita richiesta delle alte cariche del Berchet. Ma ora tocca a noi, facciamo sentire a chi di dovere che Guido non si tocca!». Foto collage con il prof circondato da una platea di giovani e altro camouflage con il docente in posa da zio Sam.
Mica male come inventiva. Perché a Facebook e ai volantini si aggiungono anche le magliette «Rottamatevi voi!» realizzate dagli alunni di seconda liceo. Lui, il rottamato, sorride: «Insegno da una vita, al Berchet sono arrivato nel ’75 e mi sento ancora in forma per continuare a lavorare». Ma Panseri non si limita a una pubblica richiesta di rimanere in cattedra. Farà ricorso: «La notifica del mio pensionamento è arrivata tardi: a marzo e non entro il 28 febbraio come prevede la legge. Quindi chiederò che il mio contratto sia rescisso non nel settembre 2010, ma nel 2011».
Tenacia di un docente di lungo corso, anziano solo per anni di insegnamento, non per data di nascita. «Io ho ancora voglia di rimanere a scuola, il mio lavoro mi piace e vorrei continuare a farlo». Si vedrà. Nel frattempo Panseri deve preparare i ragazzi alla maturità e andare avanti con il programma: «E se proprio saranno i miei ultimi mesi in cattedra, a settembre mi metterò sul mercato».
Non cede, Panseri. E nemmeno i suoi studenti, «ho davvero apprezzato la loro reazione e il modo in cui si sono mossi. Il volantino è bellissimo, hanno dimostrato grande capacità di significazione e una competenza che stupisce». I liceali e il professore. Insieme contro il pensionamento «coatto». La campagna anti-rottamazione continuerà nei prossimi giorni. Tra il serio e il faceto. Già ieri sotto un manifesto ne è comparso un altro con la scritta: «Danno anche gli incentivi? ». C’era perfino la firma. Quella del preside, Innocente Pessina.
Annachiara Sacchi
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12/01/2010
Teheran: ucciso fisico nucleare Il regime accusa gli Usa e Israele
Teheran: ucciso fisico nucleare Il regime accusa gli Usa e Israele
La vittima è Massud ali-Mohammadi, professore all'università della capitale iraniana. L'uomo è stato assassinato facendo esplodere una motobomba controllata a distanza
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| Teheran (Ansa) |
TEHERAN (IRAN) - Insolito delitto in Iran. Una bomba ha ucciso un professore universitario a Teheran. Lo ha reso noto la tv di stato iraniana.
LA VITTIMA - Il docente è Massud Ali-Mohammadi, era un fisico nucleare ed è stato ucciso vicino alla sua abitazione nella capitale da una motobomba controllata a distanza. L'esplosione avrebbe provocato anche due feriti, secondo un portavoce del ministero della Sanità. Il docente è stato vittima di «elementi antirivoluzionari e delle potenze arroganti», afferma l'agenzia filogovernativa Fars. Il professore universitario è stato descritto da Press Tv, tv di stato iraniana in lingua inglese e primo organo di informazione a dare la notizia della sua uccisione, come uno «strenuo sostenitore» della rivoluzione islamica del 1979 che rovesciò il regime dello shah e instaurò il regime degli ayatollah. Un'altra televisione di stato, Irib, ha successivamente accusato «elementi anti-rivoluzionari» dell'omicidio dell'uomo: «Massoud Ali-Mohammadi, rivoluzionario e impegnato professore dell'università di Teheran, è stato ucciso questa mattina, con un atto terroristico, da membri anti-rivoluzionari delle potenze arroganti». L'Iran, solitamente, si riferisce alle potenze occidentali proprio con il termine «arroganza globale».
AUTOPSIA - Il procuratore di Teheran, Abbas Jafari-Dolatabadi ha detto che il corpo della vittima è stato portato all'istituto di Medicina legale per l'autopsia, ma non ha indicato quale pista le indagini stiano seguendo per ora e ha sottolineato che nessun arresto è stato ancora effettuato. Il vice procuratore, Fakhreddin Jafarzadeh, ha precisato che l'esplosione è avvenuta mentre Ali-Mohammadi usciva a bordo della sua auto dal parcheggio di casa sua, a Pol-e-Rumi, vicino al quartiere di Qeitarieh. L'ordigno, ha aggiunto, era stato piazzato su una moto ed è stato probabilmente azionato a distanza.
LE ACCUSE - Le prime rituali accuse del regime contro le potenze occidentali si sono poi trasformate successivamente in qualcosa di più circostanziato a carico di Israele e Usa. Teheran punta il dito contro «agenti sionisti e americani» per l'attentato , si legge sul sito web della tv di stato.
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19/07/2009
In Germania grande vittoria per Rossi
In Germania grande vittoria per Rossi
Sul circuito tedesco del Sachsenring. Prova magistrale del pesarese. Valentino sorpassa Lorenzo al penultimo giro e poi tiene fino alla fine. Terzo posto per Pedrosa

Sul circuito tedesco del Sachsenring Valentino Rossi si dimostra ancora una volta il mestro indiscusso del motomondiale classe moto Gp. L'asso di Tavullia strappa la vittoria al compagno di squadra, lo spagnolo Jorge Lorenzo, grazie ad un sorpasso magistrale al penultimo giro. Poi l'alfiere della Yamaha tiene fino alla fine e rafforza la sua posizione in testa alla classifica mondiale. Terzo posto per lo spagnolo Dani Pedrosa su Honda. Con la gara di oggi Valentino Rossi si porta a quota 101 vittorie in carriera.
LA GARA - Gara combattuta fin dall'inizio. Rossi riusciva a sfruttare bene il via per mettersi al comando della classe regina, con alle spalle Pedrosa (Honda) seguito da vicino da Casey Stoner su Ducati. Dopo il quinto giro iniziavano le rivoluzioni, con il ducatista Stoner che passava in testa scavancando il Dottore, mentre Pedrosa veniva ripreso e passato da Jorge Lorenzo, che guadagnava in questo modo un posto virtuale sul podio. Mentre i primi quattro viaggiavano sullo stesso ritmo, con Stoner e Rossi lievemente più incisivi di Lorenzo e Pedrosa, alle loro spalle il distacco con il primo degli inseguitori era a metà gara, di 6,2 secondi. Passavano solo un paio di giri, quando Rossi, con una frenata magistrale, riusciva a sorpassare Casey Stoner poco prima del rettilineo in salita che porta al traguardo. Stoner resisteva come poteva agli attacchi dei due alfieri della Yamaha, che però nel giro di una manciata di tornate riuscivano a scavalcarlo. Lorenzo, negli ultimi giri a disposizione, cercava in tutti i modi di riprendere Rossi. Alle loro spalle, l'australiano della Ducati, finiva nel mirino di Dani Pedrosa. La situazione tra Lorenzo e Rossi, si sbloccava a cinque giri dal termine con lo spagnolo che riusciva a passare il Dottore grazie ad una staccata al limite, nella prima curva dopo il traguardo. Nella stessa tornata, Stoner sembrava sbagliare clamorosamente traiettoria, lasciando campo libero a Pedrosa che improvvisamente si trovava in terza posizione. Pedrosa guadagnava in poche curve quasi 4 secondi. A due giri dalla bandiera a scacchi, Rossi inventava uno dei suoi passaggi ai danni di Lorenzo, praticamente nello stesso punto dove era stato scavalcato dal compagno di squadra. I due venivano quasi al contatto all'inizio dell'ultima tornata, quando Lorenzo stava cercando di passare Rossi all'esterno. La manovra non trovava lo spazio per essere compiuta e i due arrivavano sul traguardo appaiati. La vittoria andava a Valentino Rossi davanti a Lorenzo di soli 9 millesimi di secondo.
IL SORRISO DEL «DOTTORE» - «Già mi cominciavo a stancare di 100, era importante sbloccarsi e fare 101...». Ha di che sorridere Valentino Rossi dopo il successo. «Sono contento - dice ai microfoni di Mediaset - sono partito concentrato e convinto, sapevo di essere veloce e la gara è stata bellissima». Prima il duello con Stoner, poi quello con Lorenzo «ma per tre quarti di gara sono stato davanti, ho sempre spinto forte. Contro il mio compagno di squadra è stata dura, poi sono riuscito a sorpassarlo e da lì ho staccato sempre un pelo più giù e nell'ultimo giro non ho sbagliato nei punti cruciali». E Rossi allunga anche in classifica generale. «È la quarta vittoria dell'anno, molto importante anche per il vantaggio in campionato», aggiunge il centauro di Tavullia.
LORENZO - Se Valentino Rossi sorride Lorenzo mastica amaro. «Rossi, una volta che mi ha passato, ha fatto il massimo ed è stato impossibile da riprendere alla fine. Abbiamo sbagliato la strategia - ha spiegato lo spagnolo -, l’importante comunque è che gara dopo gara stiamo andando meglio».
LE ALTRE CLASSI - Nella 250 intanto vittoria per Marco Simoncelli su Gilera che ha preceduto di 479 millesimi di secondo lo spagnolo Alex Debon (Aprilia), con il quale è stato in lotta fino agli ultimi giri. Nella 125 vittoria per lo spagnolo Simon su Aprilia.
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27/06/2009
Cento per cento Valentino «Una giornata da ricordare»
Cento per cento Valentino «Una giornata da ricordare»
Moto gp. Ad Assen Rossi conquista da dominatore il gp d'Olanda davanti a Lorenzo: è la sua centesima vittoria in carriera

«Una giornata da ricordare» dice felice e superfesteggiato da amici e avversari. Valentino Rossi vince il gp d'Olanda davanti a Lorenzo e conferma il primato in classifica generale. Già questo basterebbe per essere contento. Ma oggi è una giornata partioolare, quella nella quale Valentino arriva a quota 100 vittorie in carriera. Cento successi e quasi sempre altrettante «mattane» a fine gara. Come oggi, quando srotola assieme ai fidati amici un lungo striscione. Sopra, la gallerie delle foto delle sue vittorie, dalla prima in 125 nel 1996 a Brno, quando aveva 17 anni, fino all'ultimo successo di questa stagione prima di oggi, in Spagna due settimane fa.
IL PRIMATO E IL FUTURO - Cento trionfi in 217 gare, quasi una media di una vittoria ogni due gare. Ora punta alla leggenda, cioè ai 122 successi di Giacomo Agostini. «Diventare il secondo pilota nella storia di questo sport ad arrivare a 100 vittorie - aveva affermato Rossi prima della gara- è una bella soddisfazione. Arrivare ai risultati di Agostini dipende da quanta voglia di correre e quanto tempo avrò a disposizione. Per avvicinarmi a lui servirebbero ancora 3 stagioni fortunate». Certo, dipenderà da tante cose, ma al momento Rossi appare più che soddisfatto e della motto, del team, del futuro. A fine gara lo conferma in tv: «Stiamo lavorando benissimo, la moto è ottima. E ringrazio la Yamaha: è merito loro se ancora corro. Intanto mi godo il momento e ringrazio tutti: team, amici e famiglia. E speriamo di vincerne ancora un po'». Però intanto è il momento di celebrare tutta una carriera: «E' stato emozionante. E' una giornata che ricorderò sempre. Anche perchè la centesima vittoria è venuta qui ad Assen, che è il circuito attuale con più storia nel motociclismo e dove aveva vinto anche Graziano. Il massimo per me»
LA GARA - L’otto volte campione del mondo della Yamaha, saldamente al comando dall’inizio alla fine, ha staccato di oltre cinque secondi il compagno di squadra Lorenzo e Stoner (Ducati). Per Rossi è il terzo successo in stagione. «Non volevo arrivare a un'altra volata finale con Lorenzo- ha detto ossi - oggi no. Così mi sono detto: provo ad andare via. Ed è andata bene così». Lorenzo dal canto suo gli rende merito: «Sono contento, dopo una brutta partenza sono riuscito a stare dietro a Vale che oggi andava molto molto forte. E' il suo giorno, ha vinto 100 Gran Premi, una cifra quasi inarrivabile per chiunque». Ora Valentino è da solo in vetta alla classifica iridata con 131 punti, 5 in più di Lorenzo e 10 in più di Stoner. Ancora una giornata storta per Daniel Pedrosa (Honda) che dopo essere partito dalla seconda posizione è scivolato a terra nella prima parte di gara. Fuori causa anche il suo compagno di squadra Andrea Dovizioso, ritiratosi a 16 giri dalla fine. Il quarto posto è andata alla Yamaha dell’americano Colin Edwards, davanti alla Suzuki dell’australiano Chris Vermeulen. Capirossi, proprio all'ultimo giro, quando era sesto, è stato danneggiato da Elias su una curva nel finale. Entrambi hanno dovuto «tagliare» sull'erba perdendo posizioni. Capirossi chiude decimo, Elias viene penalizzato. E Caprossi alla fine non se la prende più di tanto. «Sono cose che ci stanno. Anzi, mi spiace per la penalizzazione di Elias. Non c'era scorrettezza, sono episodi che in gara succedono.»
125 e 250 - In 250 la vittoria va al giapponese Aoyama, con Hector Barbera secondo e Simoncelli terzo ma comunque soddisfatto, nonostante un «incidente» proprio con Barbera nel finale. «Sono contento perchè da come si era messa la gara non pensavo di arrivare sul podio. Peccato, perchè la gomma ha avuto qualche problema, nelle prove abbiamo lavorato bene ora si è disttutta. Sono contento di aver preso il podio, peccato perchè potevo vincere. Barbera mi ha toccato e se usano sempre lo stesso metro dovrebbero dire qualcosa anche a lui. Lo fanno con me, lo devono fare anche con gli altri». In 125 doppietta spagnola con Gadea e Simon. Quarto Iannone e ottavo corsi.
23:57 Scritto in motori | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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