24/01/2011
Piratata la pagina Facebook di Sarkozy
Piratata la pagina Facebook di SarkozyDisavventura informatica per il capo dello stato francese. Il falso messaggio, poi cancellato: «Alle presidenziali non mi ricandido». Il presidente: «Nessun sistema è sicuro»
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01/12/2010
Conto alla rovescia su Facebook per uccidere la ex: arrestato
Conto alla rovescia su Facebook per uccidere la ex: arrestatoA modena. Il giovane aveva minacciato di agire nel giorno del compleanno della ragazza
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25/03/2010
Catturato l'hacker del profilo di Obama
Catturato l'hacker del profilo di Obama
Il giovane era riuscito ad intrufolarsi anche nelle pagine di altri vip, come Britney Spears. Arrestato dalla gendarmerie e dall'Fbi il 25enne che si era introdotto anche nel Twitter del presidente Usa
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| La pagina Twitter del presidente americano Barack Obama |
PARIGI - Un pirata informatico ricercato dalla polizia francese e dall'Fbi statunitense per avere violato l'account su Twitter del presidente Usa Barack Obama è stato arrestato nella regione del Puy-de-Dome, nel centro della Francia, al termine di un'indagine che Parigi e Washington portavano avanti da diversi mesi.
GUSTO PER LA SFIDA - L'hacker, un giovane francese di 25 anni conosciuto sul web con lo pseudonimo di «Hacker-croll», ha fatto «tremare» la rete dopo essere riuscito ad accedere come amministratore al servizio di micro-blogging, potendo così creare o eliminare profili utenti a suo piacimento. Secondo la polizia, il cyber-criminale agiva per «il semplice gusto della sfida». Non solo il giovane aveva violato l'account si Twitter del presidente Obama: secondo diversi siti internet francesi, tra le sue «vittime» ci sarebbero anche numerose personalità dello spettacolo tra cui la cantante pop americana Britney Spears.
L'FBI IN CAMPO - Nel 2009 l'Fbi aveva notato strani movimenti attorno all'account su Twitter del capo della Casa Bianca ed aveva accertato che il paese di provenienza degli assalti informatici era la Francia. Era stata così allertato l'ufficio competente per la lotta contro la criminalità sul web. Seppure in misura minore, l'hacker transalpino, di cui non sono state rese note le generalità, imperversava anche su Facebook, il social network, e su account di posta elettronica come G-Mail. Secondo vari media online, il giovane era già conosciuto dalla polizia per «piccole frodi gli avevano fruttato 15.000 euro», stando a una fonte vicina alle indagini. Dalle sue incursioni su Twitter, tuttavia, non ha tratto profitto.
TRADITO DALLA VANITA' - «Si introduceva nel sistema in modo fraudolento ma non ha modificato nessun dato e non ha truffato nessuno», ha detto il procuratore di Clermond-Ferrand, Jean-Yves Coquillat. A tradirlo sono state l'imprudenza e forse un pizzico di vanità. «Hacker Croll» aveva infatti creato un proprio blog in cui raccontava delle sue prodezze e aveva addirittura concesso un'intervista al sito internet Zataz.com nella quale spiegava lungamente il metodo usato per le sue scorribande su Twitter. Diplomato in elettronica e senza conoscenze particolari di informatica, con il computer era abile ma anche fortunato. A volte riusciva a scoprire le password degli account per puro caso. Altre volte ricorreva al metodo della «domanda segreta» cui un utente che ha dimenticato una parola d'ordine deve rispondere per avere un altro codice d'accesso. Si tratta spesso di quesiti elementari tipo 'Come si chiama tua madre da ragazza?' o 'Per quale squadra tifi?'. «Indovinare la risposta giusta in questi casi è tutt'altro che impossibile», ha spiegato una fonte della polizia. L'indagine è stata condotta dall'Ufficio centrale per la lotta alla cyber-criminalità (Occltic). Gli inquirenti francesi e quattro agenti federali Usa sono riusciti a rintracciare Hacker Croll, che dopo essere stato fermato è stato rimesso in libertà in attesa di comparire in tribunale il 24 giugno prossimo. (Fonte: Ansa).
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13/02/2010
Gb: Facebook rimuove le pagine dei detenuti che minacciavano le vittime
Gb: Facebook rimuove le pagine dei detenuti che minacciavano le vittime
In gran bretagna i prigionieri possono usare il web, ma solo se controllati dalle guardie. Usando dei cellulari illegali alcuni carcerati continuavano ad aggiornare i propri profili con insulti e minacce
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| Jack Straw (Ap) |
Alla fine la battaglia del governo britannico è stata, per ora, vinta. Facebook ha infatti deciso di rimuovere le pagine appartenenti a 30 detenuti britannici che da internet continuavano a minacciare e ridicolizzare le loro vittime. La decisione è arrivata dopo che il ministero della Giustizia britannico, tre settimane fa, aveva chiesto l'oscuramento dei profili dove i carcerati pubblicavano fotografie e commenti.
COMMENTI DAL CARCERE - Fra i detenuti che aggiornavano le loro pagine c'era Jade Braithwaite, 20 anni, uno dei criminali che avevano assalito e ucciso il 16enne, Ben Kinsella. Da una cella del carcere giovanile del Buckinghamshire, Braithwaite, che è stato condannato all'ergastolo, aveva pubblicato sulle sue pagine nel «social network» una serie di commenti, fra cui il desiderio di avere un telecomando per «zittire o cancellare le persone quando voglio». Non solo, come fotografia del profilo aveva scelto quella di una maglietta con sopra il suo volto e la scritta «Jade Braithwaite libero». Altri detenuti hanno invece usato il sito per comunicare con i loro complici in libertà o per farsi beffa delle proprie vittime o delle famiglie delle persone che avevano ucciso. Il ministro della Giustizia, Jack Straw, ha dichiarato che il governo è alla ricerca di nuove misure per contrastare il fenomeno. «È contro la legge - ha detto - e va contro le regole delle carceri». I detenuti possono usare internet, ma solo se controllati dalle guardie e per scopi educativi. Tuttavia, molti riescono ad aggirare i controlli ricorrendo ai telefoni cellulari che permettono di navigare sul Web.
Redazione online
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06/08/2009
Sarkò va su Facebook con un team di ventenni
Sarkò va su Facebook con un team di ventenni
Ispirata da Obama la svolta web dell’Eliseo. Più informazione online. Ma senza usare Twitter. La svolta dopo il malessere di fine luglio
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| Sarkozy e la moglie Carla Bruni al mare a Cap Negre (Reuters) |
PARIGI - Potere di Barack Obama: che il primo nero sia arrivato alla Casa Bianca grazie (anche) a Internet lo si è detto e ridetto. Che Nicolas Sarkozy, attualmente in pausa estiva-convalescenza, sia determinato a riconquistare i francesi (anche) in vista del voto 2012 è inutile dirlo. E quindi non sorprende che l’«onni-presidente» abbia deciso di seguire l’esempio del collega americano e scommettere sulla Rete. Anzi, qualcuno nota, è arrivato tra gli ultimi.
ALTRI - Solo per fare dei nomi, François Fillon, il suo primo ministro, e François Bayrou, suo rivale nel 2007, sono noti internauti. L’ex premier socialista Laurent Fabius da gennaio ha un suo blog (per altro ce l’ha pure Ahmadinejad e da tempo). Idem Dominique de Villepin, anche lui ex primo ministro ora in apparente rimonta. E metà dei ministri, rivela uno studio, è attivo su almeno due siti. Sarko, invece, nella campagna elettorale che lo portò all’Eliseo aveva puntato tutto sulla tradizione, sulla «Francia che si alza presto», leggi operai, contadini e impiegati, che del Web (ma non è detto) possono fare anche a meno. Dal trionfo del maggio 2007 i tempi però sono cambiati. Il Paese è andato avanti, le tecnologie pure. Ma, soprattutto, i sondaggi sono andati all’indietro. Anche se proprio mercoledì è uscita un’indagine che vede Sarkozy in netto recupero.
SVOLTA - Il «malaise» che lo ha colpito a fine luglio a Versailles (eccesso di jogging e di dieta, per colpa — pare — di Carla) ha fatto tenerezza. Il presidente ha guadagnato 12 punti di popolarità balzando a quota 53% e il 55% degli interpellati gli raccomanda di «non accentrare tutto il lavoro su di sé» (richiesta per altro avanzata più volte, per altri motivi, dall’opposizione). La svolta internettiana era iniziata a metà maggio, con l’apertura di una pagina Facebook. Aveva ospitato le foto di Woody Allen all’Eliseo, quelle dei Sarkozy con i Gates. Brevi commenti. Poi, dopo il malessere, era stata inondata da migliaia di messaggi al presidente malato. A cui lui aveva risposto rassicurante prima di partire per Cap Negre, l’eremo chic dei Bruni Tedeschi, e rinchiudersi in un raro silenzio, accompagnato da un ozio altrettanto inusuale. Con l’attivismo-interventismo invece abituale, Sarkozy ha deciso che non solo resterà utente attivo su Facebook (o chi per lui), ma che l’Eliseo avrà un nuovo sito. Una squadra di cinque esperti (età media 25 anni) ha passato due settimane a Washington per studiare quello della Casa Bianca, qualche idea è venuta poi da una missione a Madrid. «Entro fine anno www.elysee.fr sarà una vera piattaforma di scambi e una fonte d’informazione per tutta la Francia», ha annunciato il consulente per la comunicazione di Sarkozy, Franck Louvrier.
PARTITO - Il partito del presidente, l’Ump, ha imboccato la stessa strada. Sotto la guida del presidente generale Xavier Bertrand, e con l’appoggio del pubblicitario Christophe Lambert, il 21 luglio ha annunciato la nuova strategia per la «Toile», come i francesi chiamano Internet. Il settimanale politico-satirico Canard Enchainé ne ha dato ampio conto: il sito si chiamerà «I creatori del possibile», partirà ad ottobre, sarà aperto a tutti e non porterà nemmeno il logo del partito. Un colpo di vita, o comunque un inizio, almeno per Sarkozy e il suo staff. Perché, ha messo in chiaro Louvrier, «il presidente per ora non userà Twitter dato che non ha certo tempo per dedicarsi ai video». Errore grossolano subito scoperto dai cattivissimi internauti francesi: Twitter, infatti, è una rete sociale che ospita sì micro-filmati ma soprattutto brevi messaggi. Il commento di www.slate.fr è stato sintetico: «Twitter per loro significa video? All’Eliseo, sembrerebbe, resta un po’ di lavoro da fare».
Cecilia Zecchinelli
11:57 Scritto in POLITICA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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28/07/2009
Bill Gates chiude il profilo su Facebook «Non riuscivo a stargli dietro»
Bill Gates chiude il profilo su Facebook «Non riuscivo a stargli dietro»
La confessione: «I social network? Bisogna stare attenti a come si usano»
| Bill Gates a Nuova Delhi (Epa) |
LONDRA - Diecimila richieste di amicizia. Troppe, anche per uno che ha trascorso gran parte della sua vita davanti allo schermo di un computer. E che grazie alle nuove tecnologie ha accumulato una enorme fortuna. Ma a tutto c’è un limite e così, alla fine, Bill Gates ha deciso di dire basta a Facebook. Il fondatore della Microsoft ha chiuso il proprio profilo sul popolarissimo social network. Il motivo? «Mi sono reso conto che si trattava di un’enorme perdita di tempo» ha spiegato. La lista di contatti «in attesa di approvazione» era diventata troppo lunga: impossibile distinguere i veri amici dagli sconosciuti, dai semplici fan o dagli scocciatori. Tutti lì a chiedere di entrare nella ristretta cerchia di contatti di Bill. «Era diventato ingestibile, alla fine ho dovuto rinunciare » ha ammesso Gates. Un clic sul tasto «disattiva account » e la sua pagina personale - che a quanto pare contava poco più di cento amici è sparita dalla Rete.
«La rivoluzione informatica è stata di enorme beneficio » ha spiegato Gates a Nuova Delhi, dove si trovava per ricevere il premio 'Indira Gandhi for Peace Disarmament and Development' assegnato alla sua fondazione umanitaria, la 'Bill and Melinda Gates Foundation' (la cui pagina su Facebook resta comunque attiva). «Ma se non stiamo attenti - ha aggiunto subito dopo - le tecnologie possono trasformarsi in una perdita di tempo». Altro che semplificare la vita: tra amicizie, gruppi, foto da taggare, video da linkare, eventi a cui partecipare e messaggi in bacheca il rischio è quello di trascorrere un mucchio di ore davanti alla tastiera del pc. Un lusso che nemmeno un tipo come Gates può permettersi. Il popolo del 'Sesto Continente' ha perso dunque uno dei suoi cittadini più illustri. Ma quella di Bill Gates non è una scelta isolata. Facebook continua a crescere a ritmo impressionante, tanto che a metà luglio ha superato i 250 milioni di utenti: un successo che al momento non conosce crisi. Eppure non mancano gli iscritti che, stanchi o delusi, hanno deciso di abbandonare il social network, o promettono di farlo presto.
Su Internet si moltiplicano i gruppi degli scontenti: da 'Goodbye Facebook' a 'quelli stufi di Facebook'. E se in ogni caso i vip che utilizzano i social network per mantenere i contatti con i fan sono sempre più numerosi (la coppia Demi Moore- Ashton Kutcher è attivissima su Twitter), non mancano altri esempi celebri tra quelli che si sono 'pentiti'. Tanto per fare qualche nome di casa nostra, a metà aprile era stata Daria Bignardi ad annunciare sul proprio blog la decisione di abbandonare Facebook. «Non sono fatta per amare a metà - aveva scritto la conduttrice - o tutto o niente, la vita impone già abbastanza compromessi. Ma con 4.959 amici e 7.096 in attesa di essere accettati, capite che mi sta venendo l’angoscia?». Fatte le debite proporzioni, anche lei era alle prese con lo stesso problema di Bill. Niccolò Ammaniti ha deciso di 'suicidarsi' da Facebook, come si dice in gergo, dopo soli due mesi di permanenza: «È anche uno strumento interessante - aveva spiegato tempo fa - ma per uno come me che vive di fronte al computer alla fine si rivelava una distrazione enorme». Un altro che ha abbandonato Facebook è la iena Paolo Kessisoglu: «Non mi ha preso - ha raccontato - perché è un mezzo che assicura la quantità e non la qualità».
Germano Antonucci
09:50 Scritto in INTERNET | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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