29/02/2012

«Telefonare all'estero costerà di meno». Proposta di legge dell'Europarlamento

«Telefonare all'estero costerà di meno». Proposta di legge dell'Europarlamento

STRASBURGO. Le nuove norme passano in Commissione Industria. Ridotti anche della metà i tetti massimi del roaming

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09/10/2011

Bossi scettico:«Il condono? Non ne capisco il motivo»

Bossi scettico:«Il condono? Non ne capisco il motivo»

Il leader della Lega. Prima di andare a nuove elezioni «farei la legge elettorale e ridurrei il numero dei parlamentari»

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06/07/2011

Notte del Web «anti censura». E l'Agcom prende tempo

Notte del Web «anti censura». E l'Agcom prende tempo

La Rete - Il presidente Calabrò assicura: troveremo una soluzione giusta ed equilibrata. Oggi ci sarà solo il primo sì, poi la consultazione pubblica

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18/02/2011

Turista Usa violentata a Villa Borghese Alemanno: «Accendiamo il Colosseo»

Turista Usa violentata a Villa Borghese Alemanno: «Accendiamo il Colosseo»

Arrestato un 30enne. La ragazza, 28 anni, è stata portata da un romeno senza fissa dimora in una cabina elettrica: lì l'aggressione. Il sindaco: luci sull'Anfiteatro in segno di solidarietà

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07/12/2010

Eric Cantona scende in piazza: «Via i soldi dalle banche»

Eric Cantona scende in piazza: «Via i soldi dalle banche»

I banchieri e i politici: «Caso grottesco». La sfida al sistema bancario: «Ritiriamo tutti i risparmi»

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21/10/2010

Congedo obbligatorio: due settimane ai padri

Congedo obbligatorio: due settimane ai padri

Strasburgo - Per entrambi i genitori stipendio al 100% e garanzie di reintegro. L'Europarlamento: neomamme a casa per cinque mesi. Costi, scettiche Germania, Francia e Gran Bretagna

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08/09/2010

Il Vaticano interviene sul Koran Burning Day: «Il rogo del Corano è un oltraggio»

Il Vaticano interviene sul Koran Burning Day: «Il rogo del Corano è un oltraggio»

Il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ribadisce il no a qualsiasi violenza compiuta in nome di Dio: una perversione degli insegnamenti di ogni religione

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23/08/2010

«Fiat, i lavoratori partecipino agli utili»

«Fiat, i lavoratori partecipino agli utili»

Il  ministro del welfare al meeting di C. L. Sacconi: giusto che condividano i risultati delle loro fatiche con un salario collegato ai risultati aziendali

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10/07/2010

La Casa Bianca vuole una rete meno anonima

La Casa Bianca vuole una rete meno anonima

Una proposta del governo Usa punta a regolare meglio l’identità e ridurre i rischi legati all’anonimato in rete. Perplessi gli attivisti per la privacy online che criticano l’approccio “da patente di guida obbligatoria per Internet”

 

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“Su Internet nessuno sa che sei un cane” diceva una leggendaria vignetta del settimanale New Yorker. Era il 1993 e già agli albori della rete l’anonimato era individuato come una delle caratteristiche principali dell’universo online. Diciassette anni più tardi, il privilegio della segretezza virtuale è sempre più a rischio. Lo erodono servizi come Facebook, che ci invitano a rivelare il più possibile su di noi, ma anche governi insofferenti rispetto alla possibilità di agire online sotto un costante velo di segretezza. Ultimo esecutivo in ordine di tempo ad agire su questo fronte è quello americano, che il 25 giugno scorso ha presentato una strategia per rendere la rete più sicura che ruota proprio intorno ad un maggiore controllo delle identità degli utenti.

Intitolata
“National Strategy for Trusted Identities in Cyberspace”, la bozza di documento getta le basi per un “ecosistema” che, secondo la Casa Bianca, dovrebbe ridurre alcuni dei problemi che inquinano la fiducia degli utenti nella rete, come le frodi online e i furti di identità. Al centro dello schema disegnato da Howard Schmidt, numero uno della cyber sicurezza a stelle e strisce, stanno i concetti di privacy, partecipazione volontaria e interoperabilità. Nello scenario ipotizzato nelle 39 pagine della proposta  gli utenti potranno scegliere di ricevere vari tipi di credenziali da parte di alcuni fornitori di identità sicure.

Dalla carta di identità digitale ai certificati inviati direttamente sul telefonino, questi lasciapassare - che potranno essere rilasciati tanto da enti pubblici quanto da aziende private - consentiranno al cittadino di accedere al proprio conto online, ai dati sanitari, o semplicemente alla posta elettronica. Il vantaggio per l’utente è che non dovrà più essere costretto a ricordare, come oggi, differenti nomi utente e password e che una sola certificazione (magari fornita da un popolare fornitore di servizi web) varrà per i vari servizi utilizzati. Quanto che si prefigura è un sistema “federato”, in pratica, un’estensione alla rete nel suo complesso di quello che accade già oggi all’interno delle galassie web di Microsoft, Google o Yahoo! dove l’accesso alla posta elettronica garantisce, per esempio, anche quello alla messaggeria istantanea.


Nonostante le ampie rassicurazioni sul carattere volontario dell’adesione all’ecosistema, la proposta ha sollevato perplessità tra i difensori della riservatezza personale che non vedono di buon occhio un intervento governativo su questi temi. Lauren Weinstein, attivista,
l’ha definita “da brividi” e ispirata da una mentalità “da patente di guida obbligatoria per Internet”. Sul fronte opposto, l’approccio della Casa Bianca è stato criticato come troppo morbido. Stewart Baker, che in passato ha lavorato per la National security agency, ha detto al New York Times, che gli standard adottati dall’amministrazione preludono ad un sistema “macchinoso, meno efficace e non buono per la sicurezza”.

Intanto, anche gli utenti della rete possono esprimere il proprio parere sulla proposta che fino al 19 luglio
sarà aperta ai commenti. Per ora le osservazioni che raccolgono maggiore consenso suggeriscono un approccio “leggero” al problema: chiedono la massima decentralizzazione delle iniziative di controllo e gestione dell’identità e invitano a promuovere migliori abitudini ed educazione in materia di privacy.

Raffaele Mastrolonardo


01/07/2010

Lodo Alfano, allo studio l'estensione dello scudo per il presidente del Consiglio

Lodo Alfano, allo studio l'estensione dello scudo per il presidente del Consiglio

Berselli: «ingiusto un diverso trattamento rispetto al capo dello stato». La proposta è contenuta nel parere che la commissione Giustizia del Senato darà agli Affari costituzionali

 

Silvio Berlusconi (Ap)
Silvio Berlusconi (Ap)

ROMA - In arrivo modifiche per il Lodo Alfano: l'idea è di estendere ulteriormente lo scudo per il premier prevedendo che la sospensione possa valere anche per i processi cominciati prima dell'assunzione della carica. Il Pdl vorrebbe estenderla al presidente del Consiglio e ai ministri, mentre nel testo attuale vale solo per il capo dello Stato. La proposta è contenuta nel parere sul Lodo che la commissione Giustizia del Senato, presieduta da Filippo Berselli, dovrebbe consegnare giovedì a quella degli Affari costituzionali. «Del resto - spiega lo stesso Berselli che ha messo a punto il parere - sarebbe stato un diverso trattamento tra il capo dello Stato e il presidente del Consiglio e non sarebbe stato giusto. Così la proposta è quella di uniformare il trattamento riservato al presidente della Repubblica anche al premier e ai ministri».

«ERRORE NEL TESTO» - Nel testo attuale si prevede che lo scudo possa valere nei confronti del presidente della Repubblica «anche in relazione a fatti antecedenti all'assunzione della carica». «Ma questa formulazione, per un errore di chi ha messo a punto il testo - sottolinea Berselli -, non era stata estesa al presidente del Consiglio e ai ministri». «E ora - sottolinea - nel parere che stiamo per presentare cerchiamo di ovviare a questa disparità di trattamento». Se il parere della commissione Giustizia verrà accolto lo scudo per il premier e per i ministri si potrebbe estendere ulteriormente e la sospensione scatterebbe anche per i processi cominciati prima dell'assunzione dell'incarico. «Proponiamo di introdurre anche altre modifiche, come quella che riguarda la sostituzione del termine "procedimento" con "processo". Ma tutti gli altri rilievi sono più che altro di carattere tecnico» ha concluso Berselli.

PD: DECISIONE SCONCERTANTE
- «La decisione di modificare il Lodo Alfano per estendere ulteriormente lo scudo al presidente del Consiglio e ai ministri è davvero sconcertante»: questo il commento del capogruppo del Pd in Commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti. «Questa decisione - aggiunge - dimostra qualora ce ne fosse stato bisogno, che non si tratta di un provvedimento con nobili intenzioni. Ripeto, è tutto molto sconcertante» (Ansa)