14/11/2009
Roma, corteo Cgil contro il governo Epifani: «Il peggio deve ancora arrivare»
Sulla Finanziaria: «Non dà nulla al lavoro». Sacconi: «Non legge nostre proposte». Replica: ne vorremmo di diverse, presenti pd e idv. Appello a Cisl e Uil per l'unità
ROMA - Gli effetti negativi della crisi non sono finiti, anzi il peggio per i lavoratori arriverà nelle prossime settimane. La previsione è del segretario Cgil Guglielmo Epifani, in occasione della manifestazione nazionale indetta dal sindacato di Corso d'Italia contro la politica economica del governo a Roma. «La crisi avrà gli effetti più negativi sull'occupazione nelle prossime settimane e il governo non sta facendo nulla per sostenere il lavoro e i pensionati» spiega Epifani. Un punto su cui il leader della Cgil chiama a raccolta gli altri sindacati confederali, Cisl e Uil.
UNITÀ SINDACALE - «Avevano detto che avrebbero fatto uno sciopero generale nel caso in cui non ci fossero stati interventi nei confronti delle categorie dei lavoratori e dei pensionati, aspetto il loro giudizio e attendo di vedere se confermeranno lo sciopero - dice Epifani -. Lavorerò ancora per l'unità sindacale ma bisogna avere volontà da tutte le parti. Spero sempre di riuscire a fare una cosa che nel passato abbiamo sempre fatto, manifestazioni insieme». Parlando della Finanziaria e della questione dei fondi destinati ai giovani ricercatori dell'università (confermati dal ministro Gelmini), il leader della Cgil ha detto: «È una manovra che non dà nulla al lavoro, agli investimenti e al Mezzogiorno e non c'è soluzione neanche per i precari dell'università. Gli interventi del governo vanno contro il mondo del lavoro». Epifani commenta poi il differimento del taglio sull'acconto Irpef: «Tra le cose che abbiamo chiesto c'è un intervento per ridurre il carico fiscale su lavoratori dipendenti e pensionati, però nella sostanza non c'è nulla: ancora una volta non si è data una risposta al mondo del lavoro e degli anziani».
BERSANI - Un argomento, quello del sostegno al lavoro, che affronta anche un assente al corteo della Cgil, Pierluigi Bersani. «Il governo ha perso 18 mesi preziosissimi - scrive il segretario del Pd in un messaggio a Epifani, spiegando di non esserci a causa di «impegni presi da tempo» -. È l'ora di una svolta, il Parlamento deve varare una vera manovra anti-ciclica a sostegno della domanda aggregata, quindi dei consumi delle famiglie e, per tale via, degli investimenti delle imprese, dell'occupazione, dei profitti». Bersani parla dell'«aspetto peggiore della difficilissima fase in corso, che è l'occultamento dei problemi, la forzata rappresentazione di una normalità inesistente. Si continua a ripetere che il peggio è alle nostre spalle: non è così per l'economia reale». Sull'argomento si è spesa anche la vicepresidente della Camera Rosy Bindi: «Il lavoro è un'emergenza nazionale e una questione centrale nella agenda del Pd. La crisi è ancora molto pesante e il governo non può continuare a minimizzare gli effetti drammatici, sociali e occupazionali che si scaricano su milioni di famiglie italiane».
SACCONI-EPIFANI - Sulla Finanziaria c'è stato anche un botta e risposta a distanza tra il ministro del Welfare Maurizio Sacconi e Guglielmo Epifani. Il ministro ha accusato il segretario della Cgil di opporsi in modo aprioristico ai provvedimenti del governo: «Mi pare che si possa dire che le nostre proposte non le ha lette e non gli sono piaciute». Replica di Epifani: «L'unica cosa che non può dire è che non leggiamo le proposte del governo. È che vorremmo leggere cose diverse. Non ce l’abbiamo con il governo, ma con quello che il governo fa».
IN PIAZZA PD E IDV - La Cgil scende in piazza a Roma per la seconda volta, dopo la manifestazione nazionale del 4 aprile al Circo Massimo, per protestare contro le politiche economiche e per la tutela del reddito, chiedendo «risposte concrete per l'Italia che lavora». Al corteo, partito alle 14 da piazza della Repubblica e che terminerà in piazza del Popolo, partecipano oltre 100mila persone secondo gli organizzatori. Davanti a tutti lo striscione «Il lavoro e la crisi: esigiamo le risposte». Tante le bandiere della Cgil e della pace, ma anche di partiti: Pd, Idv, Comunisti Italiani. Presenti diversi esponenti politici: Oliviero Diliberto, Antonio Di Pietro, Paolo Ferrero, Enrico Letta per il Pd. Ci sono anche i lavoratori di diverse aziende in crisi, tra cui l'Eutelia.
CENTINAIA DI STUDENTI - Nel corteo è comparso anche un fantoccio di Berlusconi in gommapiuma: sorriso smagliante, banconote da 500 euro che escono dalle tasche e coda da diavolo. In piazza con la Cgil anche centinaia di studenti, perché - sottolinea l'Unione degli Universitari - «con questo indirizzo il governo intende fare una scelta molto precisa, quella di eliminare l'istruzione universitaria dalla spesa pubblica, scelta che contestiamo profondamente perché l'università pubblica non può chiudere».
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29/10/2009
Un alleggerimento dell'Irap per le piccole e medie imprese
Saia, relatore al ddl Finanziaria: Intervento di 2-3 miliardi di euro, «massimo di 4». La maggioranza presenta tre proposte. Il vice ministro Vegas: «Interessante, ma ora non ci sono risorse»
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| (Ansa) |
MILANO - «Un alleggerimento dell'Irap per le piccole e medie imprese con meno di 50 addetti e che potrebbe essere legato al mantenimento dei lavoratori in azienda». È questa una «ipotesi allo studio» della maggioranza che potrebbe presentare una nuova proposta con l'obiettivo di introdurre la novità già nella Finanziaria. Lo riferisce il relatore Maurizio Saia (Pdl), a margine dei lavori della commissione Bilancio al Senato, evidenziando come si tratti ancora di una fase preliminare e come il governo non abbia ancora espresso alcuna valutazione in merito. «In tutto si potrebbe trattare di un intervento del peso di circa 2-3 miliardi. A dirla grande di 4 miliardi», spiega Saia. Ma il lavoro del relatore non sarà facile in quanto dovrà mettere d'accordo la proposta della Lega sopra citata, con quelle del Pdl che variano tra 8 e 12 miliardi, e il Tesoro che, per bocca del vice ministro Vegas, dice «proposte interessanti, ma ora non ci sono risorse».
I DETTAGLI - Al momento, spiega Saia, il tentativo è di trovare «una sintesi tra le proposte messe in campo dalla maggioranza, dalla Lega ma anche dall'opposizione». Si tratta «di un'ipotesi che può venire anche smentita. Io come relatore mi carico delle istanze parlamentari e cerco di sollecitare il governo». Nel caso in cui si arrivasse a trovare una mediazione già in commissione, la proposta potrebbe essere comunque formalizzata solo dal relatore o dal governo. L'Irap sarà comunque «tra gli ultimi capitoli che affronteremo» durante l'esame in commissione spiega il relatore. In alternativa, occorrerebbe attendere l'approdo del testo in aula.
EMENDAMENTI - Sul taglio dell'Irap, il Pdl ha presentato due proposte di modifica in commissione Bilancio e la Lega una. «Abbiamo presentato un emendamento complessivo che include interventi sull'Irap e sull'Irpef per 35 miliardi di euro», spiega il presidente della commissione Finanze al Senato, Mario Baldassarri (Pdl). «Poi sono stati presentati singoli emendamenti che sono pezzi di un quadro. Dentro questo, uno sull'Irap con deduzione sul monte salari per tutti che costa 12 miliardi di euro. Un altro che deduce il monte salari fino a cento addetti e costa 8 miliardi. La Lega ha presentato un emendamento sul taglio dell'Irap per le aziende sotto i 50 addetti e l'opposizione ha presentato proposte di modifica».
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07/09/2009
Ahmadinejad: «Sono pronto a incontrare Obama»
Il presidente dell'Iran: «Non negozieremo mai i nostri ovvi diritti». «In una conferenza stampa pubblica davanti agli organi d'informazione internazionali»
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| Mahmoud Ahmadinejad (Afp) |
TEHERAN - Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad si è detto «pronto» a incontrare il presidente americano Barack Obama in una conferenza stampa pubblica davanti agli organi d'informazione internazionali. L’Iran, ha aggiunto Ahmadinejad, è pronto a un dialogo sul nucleare con i Paesi del gruppo 5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania) in un quadro «giusto e logico. Non negozieremo mai gli inalienabili diritti dell'Iran. La questione è chiusa».
PROPOSTE - Il programma nucleare iraniano sarà al centro della riunione dell’Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) che si svolgerà in settimana a Vienna. L'Iran presenterà nei prossimi giorni le sue proposte sul nucleare. «Abbiamo detto due cose: creare opportunità per utilizzare a fini pacifici l’energia nucleare e prevenire lo sviluppo di armi di distruzione di massa», ha precisato il presidente iraniano. «Il nostro pacchetto di proposte arriva in risposta a una richiesta di ripresa dei negoziati. Abbiamo fissato il quadro e avanzato le nostre proposizioni».
«NOSTRE ELEZIONI VERA DEMOCRAZIA» - La conferenza stampa del presidente è avvenuta dopo la prima riunione del nuovo governo iraniano, in cui all'ordine del giorno c'erano le proteste seguite alla contestata elezione di Ahmadinejad. Il leader di Teheran ha detto che il voto ha segnato «la vittoria morale del popolo iraniano contro le potenze immorali straniere che avevano organizzato un complotto. In Iran invece esiste una vera democrazia». Intanto l'agenzia Fars riporta che è stato emesso dalla Corte rivoluzionaria un mandato di cattura nei confronti di Ali Karroubi, figlio del candidato riformista Mehdi Karrubi, per «irregolarità in attività economiche». L'agenzia aggiunge che Ali Karroubi ha avuto anche «un ruolo nei disordini», ma non precisa se il mandato di cattura sia stato già eseguito.
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11/08/2009
I cassintegrati? Vadano a lavorare i campi
«Facciamo nascere coltivazioni biologiche di altissima qualità». La proposta del neosindaco di Prato (centrodestra) piace anche ai sindacati, Cgil in testa
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| Il sindaco di Prato, Roberto Cenni |
PRATO – All’inizio qualcuno ha pensato a una provocazione ideologica. Anche perché l’atipica idea di mandare i cassaintegrati con zappa e piccone a lavorare negli orti l’aveva avuta un sindaco eletto dal centrodestra. E invece non solo la proposta del primo cittadino di Prato, l’imprenditore (è presidente della casa di abbigliamento Sasch) Roberto Cenni, è piaciuta, ma è stata adottata ed elaborata dai sindacati, Cgil in testa.
BIOLOGICO - «A Prato abbiamo centinaia di ettari di terreni incolti», dice il sindaco. «Affidiamoli ai cassaintegrati e facciamo nascere coltivazioni biologiche di altissima qualità. Possono essere un punto di riferimento per mense pubbliche, ospedali, ma anche privati e aiutare i lavoratori meno fortunati». I vantaggi? Da una parte una sostanziale integrazione dello stipendio dei lavoratori con salari tagliati, dall’altra un aiuto a quei problemi psicologici che, inevitabilmente, tormentano la maggioranza dei lavoratori rimasti senza occupazione. In più, sostengono i sindacati, ci potrebbero essere vantaggi per chi è stato licenziato e non ha ancora i requisiti per andare in pensione.
PROGETTO - L’idea è così piaciuta che in città si è già passati alla fase progettuale e a fine estate potrebbero nascere i primi gruppi di cassaintegrati, licenziati o in mobilità, specializzati nella produzione di verdura e frutta biologici di altissima qualità e di prodotti tipici. «Vorremmo realizzare serre alimentate da impianti fotovoltaici con una produzione di qualità superiore», spiega il segretario della Cgil, Manuele Marigolli, «ma per pensare a un piano industriale adeguato sono necessari investimenti e soprattutto aver garantiti acquirenti certi. A Prato mense scolastiche, comunali e ospedaliere, distribuiscono ogni giorno 15 mila pasti: a loro deve essere destinata questa produzione».
SINDACO - Il sindaco Cenni ha avviato i primi contatti, promette finanziamenti regionali e comunitari ed eventuali interventi comunali per acquistare le verdure da distribuire a famiglie in difficoltà. «Valuteremo anche altre possibilità di distribuzione», dice, «e ci incontreremo con i sindacati. Io sono convinto che ci siano tutti gli elementi per portare a compimento un progetto ecosolidale che non ha pari in Italia».
SLOW FOOD - Un sì al progetto è arrivato pure da Slow food che, proprio in questi giorni, sta lavorando alla nascita di un parco agricolo nell’area sud della città tessile. Il presidente di Slow Food Prato, Alessandro Venturi, chiede a sindacati e sindaco di unire gli sforzi: «Siamo convinti di poter dare lavoro a più di cinquecento persone perché sono molti i gruppi interessati all’acquisto di prodotti biologici di qualità». Ma che cosa dovrebbero coltivare i cassaintegrati? «Ogni tipo di frutta e verdura con un particolare riferimento alla produzione tipica della piana di Prato», spiega Venturi. «Penso a una particolare varietà di cavalo nero, o al melone “retato” pratese, straordinario per realizzare marmellate, mostarde e sorbetti. E ancora varietà autoctone di pomodori, zucchine, albicocche, ciliegie. E anche alla produzione dello zafferano, che a Prato veniva coltivato sino dal medioevo».
Marco Gasperetti
Fonte C.d.S.
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08/05/2009
Fini e il metrò per milanesi «Offende la Costituzione»
«Basta leggere la Carta per capire che proposte come quella non si fanno». Il presidente della Camera boccia la proposta della Lega: «Oltraggio alla dignità delle persone»
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| Gianfranco Fini (LaPresse) |
ROMA - Gianfranco Fini boccia la proposta del leghista Matteo Salvini di riservare alcuni vagoni del metrò alle donne e ai milanesi. «Offende la dignità delle persone e la Costituzione a prescindere dalla razza, dalla lingua e dalla religione» ha dichiarato il presidente della Camera venerdì mattina, durante un incontro presso la Fiera campionaria con alcuni studenti milanesi.
«PROPOSTE COME QUESTE NON SI FANNO» - «Basta leggere la Costituzione per capire che proposte come quella non si fanno», ha chiosato Fini dopo aver precisato che «il presidente della Camera ha il dovere di essere imparziale nel dibattito politico tra maggioranza e opposizione».
«DAL DDL TOLTE NORME ANTICOSTITUZIONALI» - «Dal ddl sulla sicurezza - ha aggiunto Fini - sono state tolte due norme perché incostituzionali». Solo qualche giorno fa governo e maggioranza ha fatto dietrofront sulla norma relativa ai "presidi spia" dopo i dubbi espressi dal numero uno di Montecitorio. «Le norme - ha spiegato Fini - sono state cancellate anche perché il presidente della Camera aveva espresso dei rilievi di incostituzionalità».
SALVINI ALL'ATTACCO - Intanto, all’indomani della proposta di riservare in metrò carrozze a milanesi e donne, il deputato della Lega Matteo Salvini torna all’attacco e nella sua rubrica su Affaritaliani.it - «Arancini Padani» - attacca Gianfranco Fini, riportando i malumori dei milanesi: «Il presidente della Camera ci ha rotto le balle». «Io votavo per Fini ma c’ha proprio rotto le balle con ’ste difese di clandestini, islamici e zingari», è l’eco - riferisce Salvini - che giunge dal banco di frutta e verdure regolarmente vendute «con tanto di scontrini fiscali, mica come quegli str.... (due abusivi che vendono limoni, carciofi, rapanelli e insalata) che non pagano una lira di tasse e mi portano via il lavoro».
REAZIONI - Nel frattempo alla bocciatura del presidente Fini sulla proposta di Salvini si aggiunge quella del presidente vicario del gruppo Pdl alla Camera, Italo Bocchino: «La proposta di Salvini o è una becera provocazione o è una bestialità politica» ha detto Bocchino. «Chi ha responsabilità nello stesso partito del ministro degli Interni farebbe bene ad essere prudente su questi argomenti». «Quella di Salvini - secondo il ministro Gianfranco Rotondi - è la stecca nel coro di un piano serio e articolato sull'immigrazione e sulla sicurezza che il governo sta mettendo attentamente in campo. È chiaro che nessuno pensa di prendere in considerazione quella che non è nemmeno una proposta ma una provocazione».
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02/04/2009
Lezione di Grillo all'Europarlamento «Può diventare un cimitero di lestofanti»
Il comico, ospite a «Exit», lancia strali contro i manager. «In Francia li sequestrano, direi che sono ottimi segnali», la proposta: «creare una borsa europea»
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| Beppe Grillo (Ansa) |
MILANO - Beppe Grillo è tornato in tv, ospite ad «Exit», il programma d'informazione condotto da Ilaria D'Amico su La7 (vai al sito). Il tema al centro della prima parte della puntata era la privatizzazione dei servizi pubblici. In studio il presidente del Lazio Marrazzo, il sottosegretario allo Sviluppo economico Urso, il deputato Udc Bruno Tabacci, il giornalista del Corriere della Sera Sergio Rizzo e Corrado Oddi, membro del Forum italiano dei movimenti per l'acqua.
FUGA BURRASCOSA - L'intervento del comico è durato una ventina di minuti (guarda il video diviso in due parti, prima parte e seconda parte, vi consiglio di guardarli entrambe e poi giudicate voi in che razza di stato civile viviamo) e si è concluso burrascosamente. All'inizio tutto sembra filare liscio: Grillo lancia una lunga invettiva poi, forse infastidito dalla presenza dei politici in studio, si dilegua fra l'incredulità generale. La più stupita è la D'Amico: garantisce che aveva promesso di confrontarsi serenamente con gli altri ospiti e di dialogare con loro. Uno dei temi della puntata era la privatizzazione dell'acqua, ma il comico non si è attenuto troppo all'argomento. Ha preferito toccare tutti i temi a lui cari e che quotidianamente affronta sul suo blog. Usando il consueto linguaggio colorito, ha attaccato i politici condannati in Parlamento e il sistema finanziario italiano. È tornato sul caso Telecom, prendendosela con Marco Tronchetti Provera. Filo conduttore dell'intervento di Grillo la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica. «Oggi - ha detto - la gente è tagliata totalmente fuori dal sistema decisionale». E a questo punto ha introdotto il tema delle liste civiche che è pronto a presentare. Una mossa obbligata - ha detto con veemenza - «perché i cittadini si sono veramente rotti i coglioni di gente come quella che è seduta in questo studio». Un crescendo che si è chiuso con l'abbandono della trasmissione.
TRUFFA CONTINUA - «Sono stato invitato dal Parlamento europeo per parlare anche di frodi - dice Grillo cominciando il collegamento con La7 -. Pubblico e privato: non significa più niente acqua pubblica e acqua privata. Provate a entrare in un Consiglio comunale, non ci sono rappresentanti del pubblico ma camerieri di partiti messi lì da 4-5 segretari che decidono. L’acqua non deve cadere in mano a una spa che faccia profitti sulla sete delle persone». Il comico torna poi sul fatto che «diamo l’acqua a società che si quotano in borsa, dove non ci sono regole, se no non sarebbero successi i casini con Parmalat, Telecom e Pagine Gialle. C’è una truffa continua in Borsa per cui andrebbe chiusa domani mattina». Grillo parla anche delle banche con accenti critici sulle passate vicende giudiziarie del banchiere Cesare Geronzi, del finanziere Ligresti e di Romiti. Poi allarga il discorso: «Sono sempre i soliti 50: entrano nei Cda, tu gli dai i soldi attraverso questa criminalità organizzata che sono le banche e gli imprenditori e non sai assolutamente a chi».
MAPPA DEL POTERE - Il comico segnala di aver messo sul suo blog la mappa del potere: «Ci sono 289 società quotate in Borsa, di cui 254 hanno consiglieri che lo sono in due, tre, cinque, dieci società contemporaneamente. E voi volete quotare l’acqua in borsa?» domanda. Grillo parla anche della precedente gestione di Telecom. Cita Tronchetti e chiede: «Chi era il proprietario vero? Se sommavi le azioni erano i piccoli azionisti, ma chi ha venduto il pacchetto di controllo e ha spolpato l’azienda?». E aggiunge: «La Telecom è stata spolpata, il signor Tronchetti se n’è andato vendendosi il pacchetto di maggioranza nel 2007 a 2,9 euro ad azione. Invece gli azionisti avevano in mano azioni che valevano 1,5 e adesso valgono 0,9. Chi paga?». Infine l’attacco ai politici: «Abbiamo 100 persone in Parlamento che sono stati condannati e che fanno le leggi. Abbiamo regolamentato e legalizzato il falso in bilancio. Quando parliamo di 'ndrangheta, mafia e camorra parliamo di Cda, di notai, commercialisti, di banchieri, di uomini d’affari, parliamo di politici. Un'associazione a delinquere».
LA BORSA EUROPEA - A Bruxelles Grillo aveva parlato per due ore e mezzo in una sala gremita del Parlamento europeo sul potere delle banche, sui conflitti di interessi di consiglieri di amministrazione di molte società quotate in Borsa. «L'Europarlamento era il cimitero degli elefanti e rischia di diventare il cimitero dei lestofanti - ha detto Grillo -. Il nostro paese ha bisogno di una scossa. In altri paesi succede qualcosa. In Francia sequestrano i manager. Cominciamo ad avere segnali ottimi direi». Il comico è stato più volte applaudito mettendo in guardia sui nomi dei futuri parlamentari e sostenendo la candidatura dell'ex pm Luigi De Magistris: «State attenti che con le europee qui vi arriva di tutto. Guardate Mario Chiesa, ha già il curriculum per fare l'europarlamentare. Vi arrivano Mastella, Cuffaro. Fate un parlamento pulito». Grillo ha sollecitato le istituzioni europee a varare una Borsa europea e ne ha pure proposto il nome, European stock exchange (Ese): «Abbiamo un moneta unica. Perché non facciamo una Borsa europea dove uno spagnolo, un inglese, un francese possono investire in modo controllato con una rete di paletti ben precisi?».
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22/12/2008
la proposta del governo sul fare meno ore per tutelare l'occupazione
«Settimana corta», Epifani: sì a contratti di solidarietà, ma senza furbizie. Il segretario Cgil: «Vanno inseriti in un quadro di tutele che evitino il distacco dei lavoratori dai posti di lavoro»
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| Guglielmo Epifani |
CGIL - La Cgil dice « sì » all'utilizzo dei contratti di solidarietà a patto che «siano inseriti in un quadro di tutele che evitino il distacco dei lavoratori dai posti di lavoro, non escludano i lavoratori precari e non costituiscano una furbizia per evitare al soggetto pubblico di investire tutte le risorse necessarie» ha sottolineato Epifani, parlando al direttivo dell'organizzazione. «Ben venga l'avvio di un confronto con governo e imprese su tutte le forme di tutela, ed è bene che si sia passati da un'impostazione priva di senso che prevedeva la detassazione degli straordinari a questa nuova ottica», aggiunge ribadendo come servano «politiche di sostegno contro la crisi industriale, anche con strumenti parzialmente nuovi e soprattutto risorse più rilevanti».
VELTRONI - Il segretario del Pd Walter Veltroni invece evita di commentare la proposta del governo di introdurre la settimana lavorativa corta ma fa capire che le priorità per il Pd sono altre, a cominciare dall’introduzione di ammortizzatori sociali per i precari che rischiano di perdere il posto: «Non corro appresso alle proposte dei singoli ministri, - ha spiegato Veltroni - anche perchè ogni giorno un ministro se ne esce con una proposta che dopo pochi minuti viene smentita. Quando ci sarà in Parlamento un progetto sui temi del lavoro lo seguiremo con attenzione».
D'ANTONI - Sulla questione è intervenuto Sergio D'Antoni, ex segretario della Cisl e attuale vicepresidente della commissione Finanze della Camera e responsabile Mezzogiorno del Pd: «Dopo aver causato danni indicibili all'occupazione detassando gli straordinari e incentivando a rimanere il più a lungo possibile sul posto di lavoro, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi si scopre a favore della settimana corta. Un chiaro segno di schizofrenia politica che la dice lunga sullo stato confusionale in cui versa il governo Berlusconi». «Mentre l'Fmi avverte che sono necessarie riforme più incisive e coraggiose - aggiunge D'Antoni - l'esecutivo ormai naviga a vista. Finito il compitino annoiato e del tutto insufficiente del pacchetto anticrisi, il Cavaliere già si rivolge a quelle che sono le sue vere priorità: presidenzialismo e riforma della giustizia. Nel 2009 la crisi colpirà forte, e inciderà soprattutto sulle aree deboli del paese. È necessario affrontare i mesi che abbiamo davanti con il massimo della serietà, puntando sulla cooperazione di tutte le forze in grado di dare un contributo. Per evitare il disastro - conclude - l'esecutivo esca subito dal miope isolazionismo in cui si è cacciato e ascolti invece le proposte dell'opposizione e delle parti sociali».
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03/12/2008
Berlusconi: «Internet va regolamentata»
La proposta per il prossimo G8: «Serve una prospettiva internazionale, in cui l'Italia possa essere avanguardia». «Queste tecnologie sono il futuro per tutto il mondo»
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