09/02/2011
Fiat Doblò sulla strada a «1230 km/h» Supera velocità suono: in tilt autovelox
Fiat Doblò sulla strada a «1230 km/h» Supera velocità suono: in tilt autoveloxScatta il verbale all'automobilista:il limite era «1078 km/h». Lo segnala l'Associazione Tutela del Consumatore
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14/01/2010
Cellino raddoppia: tiene il Cagliari e prende il West Ham
Cellino raddoppia: tiene il Cagliari e prende il West Ham
IL COLPO. A Londra ritroverà dopo 5 anni Zola
Cosa lo avrà spinto a partire per Londra, trovare finanziamenti inglesi per 70 milioni di euro e comprare il glorioso West Ham, ce lo spiegherà lui, Massimo Cellino, quando la trattativa sarà formalizzata e definita nei dettagli. Resta il fatto che il presidente del miracolo Cagliari sta per diventare il proprietario degli Hammers, i Martelli incrociati, che non hanno il peso specifico di Chelsea, Liverpool o Manchester United, ma hanno saputo mettere nella propria bacheca tre Fa Cup e una Coppa delle Coppe. Siamo partiti alla conquista dell’Inghilterra, il calcio più affascinante e seguito del mondo. Capello è il loro c.t., Ancelotti guida i Blues e Roberto Mancini è appena diventato l’allenatore del Manchester City.
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| Gianfranco Zola allenatore degli hammers (Ansa) |
Il West Ham, tornato in Premier League nella stagione 2005-2006, già prima di Cellino parlava italiano: Gianfranco Zola ne è il manager, Gianluca Nani (ex Brescia), il direttore sportivo, Alessandro Diamanti cerca di illuminarne il gioco. Ora tutti e tre potrebbero diventare dipendenti del vulcanico Cellino, che a Londra ha studiato tanto che parla l’inglese come l’italiano, ha la residenza a Miami e ogni giorno è alla spasmodica ricerca di avventure che diano un senso all’esistenza. L’anno scorso lui, istrionico e volubile, ha meravigliato il mondo del calcio per aver confermato Allegri sulla panchina del Cagliari dopo cinque sconfitte nelle prime cinque giornate. E alla fine il Cagliari di punti ne ha fatti 53. Adesso, all’improvviso, tenta la scalata alla Premier. Non è soltanto uno dei quattro candidati a rilevare il West Ham travolto dai debiti (45 milioni di euro), ma secondo notizie che arrivano direttamente da Londra anche il più vicino ad acquistarlo.
La sua offerta, 68 milioni di euro, è la più convincente. Cellino sta lavorando sottotraccia da molti giorni, ma martedì è volato in Inghilterra per chiudere la questione. Prima è stato respinto, poi richiamato. E in queste ore i legali delle due parti stanno mettendo a punto i dettagli e preparando i contratti. Quando c’è di mezzo Cellino i colpi di scena vanno messi in preventivo. Ma la trattativa è virtualmente conclusa. Una beffa per David Gold e David Sullivan, ex proprietari del Birmingham City, convinti che la loro proposta fosse la migliore. Ma non ci resterà bene neppure l’imprenditore malese Tony Fernandes, proprietario della scuderia Lotus, deciso a entrare nel mondo del calcio. La Inter- Market, il quarto pretendente, pare sia decisa a tentare un rilancio disperato. Tutto inutile. Se non succederanno fatti nuovi, già oggi Cellino potrebbe diventare, di fatto, il proprietario del West Ham e ricominciare a lavorare con Zola cinque anni dopo il divorzio da Cagliari. I rapporti tra i due non sono certo eccezionali e la panchina dell’ex c.t. della Under 21 potrebbe non essere solidissima. Ma questa è un’altra storia.
Alessandro Bocci
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03/09/2009
I ladri entrano in casa sua. E lui mette su YouTube il video del furto
I ladri entrano in casa sua. E lui mette su YouTube il video del furto
È accaduto a Quinzano d'Oglio. Il video di un furto nel Bresciano postato in Rete dal derubato. Malviventi ancora in fuga
BRESCIA - Sono in due: uno armeggia con una cassaforte, l'altro, all'apparenza più giovane, lo assiste. Si guarda intorno, fa da palo. E si accorge, solo dopo un po', che una telecamera sta riprendendo lui e il "socio". Ladri in azione sulla scena di un furto. Ripreso, secondo dopo secondo, dalle telecamere a circuito interno di un'abitazione a Quinzano d'Oglio, Brescia. Il furto è avvenuto alle 16,30 circa di mercoledì e il malcapitato padrone di casa, il titolare di un salone di auto, ha pensato bene di mettere su YouTube le immagini dei malviventi che hanno saccheggiato la sua casa.
LE RIPRESE - Nelle riprese i ladri si vedono chiaramente in volto e il video si interrompe proprio nel momento in cui i due, accorgendosi di essere filmati, rendono inutilizzabile la telecamera. I malviventi , quattro in tutto, sono riusciti a svuotare anche la cassaforte dell'abitazione e a razziare tutto ciò che hanno trovato di valore. Delle indagini si stanno occupando i carabinieri di Verolanuova e Quinzano, che hanno confermato il furto avvenuto mercoledì. «Aiutateci a prendere i ladri della rapina a Quinzano d'Oglio. Se avete info contattate i Carabinieri di Quinzano d'Oglio tel ..... Qualsiasi dettaglio potrebbe essere utile, abbiamo anche altri video» è il messaggio su YouTube che accompagna il filmato.
«NON ERA MAI CAPITATO» - «Abbiamo acquisito il video prima che la persona derubata lo mettesse in Rete - spiega il maresciallo Sechi -. Non siamo d'accordo con la modalità utilizzata dal titolare di un salone di auto, quella cioè di postare su YouTube il video del furto (rendendo riconoscibili i malviventi, ndr), non ci era mai capitato e potrebbe essere d'intralcio al ritrovamento dei ladri, ancora in fuga, e della refurtiva».
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01/09/2009
Maxisequestro da 300 kg di hascish
Maxisequestro da 300 kg di hascish
Napoli, nuovo colpo al traffico di droga. Scoperti in un garage 300 kg di hashish

NAPOLI - Oltre 300 chilogrammi di hashish sono stati sequestrati dalla polizia giudiziaria a Giugliano, comune a Nord di Napoli. La droga era nascosta all'interno di un garage.
Il proprietario, un uomo di 34 anni, incensurato è stato arrestato per traffico di droga. Secondo quanto si è appreso successivamente da fonti investigative pare che il garage si trovasse nella disponibilità del clan degli Scissionisti, attivo a Secondigliano, quartiere periferico di Napoli mentre la droga era destinata al «supermarket» di Scampia dove ieri è stata sequestrata droga per un valore di 15 milioni di euro.
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02/06/2009
Ardenno, trovati i resti dell'operaio: fermato per omicidio un imprenditore
Ardenno, trovati i resti dell'operaio: fermato per omicidio un imprenditore
La vittima era sparita dopo la festa di compleanno. Simone Rossi prelevato dalla sua abitazione: sarebbe stato lui a uccidere Donald Sacchetto
| Le ricerche dei resti di Donald Sacchetto |
SONDRIO - È stato fermato con l'accusa di omicidio e distruzione di cadavere. Simone Rossi, l'imprenditore di 28 anni nella cui cava sono stati ritrovati i resti di Donald Sacchetto, è stato prelevato dai carabinieri nella sua abitazione. Sono dunque arrivate a una svolta le indagini sulla sorte dell'operaio 36enne scomparso la notte del 16 maggio dopo aver festeggiato il compleanno con alcuni amici ad Ardenno (Sondrio). Il provvedimento di fermo si è reso necessario perché i carabinieri del Nucleo investigativo di Sondrio, coordinati dal luogotenente Raffaele Grega, avevano captato una frase al suo cellulare che faceva chiaramente capire di avere intenzione di fuggire. «Non farò un solo giorno di carcere - avrebbe detto l'imprenditore al telefono in una conversazione registrata dagli investigatori - mi dovranno cercare per trent'anni».
CONFRONTO - «Nella tarda serata di lunedì - ha dichiarato Loana Sacchetto, la sorella dell'operaio - sono venuti a casa mia i carabinieri per informarmi dell'esito degli esami autoptici eseguiti a Milano. Mi hanno riferito che, al raffronto con il Dna, non esistono dubbi sul fatto che i resti trovati nella cava appartengono al cadavere di mio fratello che è stato ucciso come un cane».
PRIME AMMISSIONI - Nei giorni scorsi Simone Rossi aveva ammesso di aver bruciato e sepolto il cadavere dopo che Donald si sarebbe tolto la vita sparandosi un colpo. Il giovane, contitolare con il fratello e il padre della "Rossi Marmi e Graniti" di Ardenno, aveva anche detto di non ricordare dove avesse occultato il corpo. Finora risultava indagato solo per distruzione e occultamento di cadavere. Nelle ultime ore, invece, la svolta, con il provvedimento restrittivo voluto dal Procuratore capo Fabio Napoleone.
RITROVAMENTO - Sabato mattina nella cava della "Rossi Marmi e Graniti" erano stati rinvenuti, durante gli scavi che stavano andando avanti da quasi due settimane, alcuni resti umani. L'esame del Dna ha stabilito che appartenevano proprio a Donald Sacchetto.
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30/05/2009
Lascia un palazzo alla badante
Lascia un palazzo alla badante
La donna starebbe vendendo il posto barca per pagare la successione. L’eredità di un vedovo (senza figli ma con nipoti) a una marocchina di 40 anni
| L'ingresso del palazzo di cinque piani in via Borsieri a Milano |
MILANO — La sorella, con gentilezza, dice che, testuale, «l’importante è la salute» e che comunque «è fuori Milano». Il fratello, con meno gentilezza, conferma che «non c’è», premette che «se proprio deve essere, parlo io» e conclude: «È meglio se non parliamo. Niente pubblicità». La diretta interessata, una marocchina sui quarant’anni, ex badante e donna di servizio del signor Celso Canova che il 20 luglio avrebbe compiuto 83 anni e che è appena morto, in effetti non c’è. Si trova in Liguria. La accompagnano alcuni avvocati. Canova le ha donato un posto barca a Lavagna, sulla riviera di Levante: dicono lo stia vendendo per pagarsi la tassa di successione. Tassa onerosa: Canova era proprietario di un palazzo di cinque piani, in via Borsieri, gran bel palazzo, all’Isola, quartiere di slancio e rilancio della Milano di domani. Il palazzo, come recita il testamento—fotocopiato e attaccato a lungo nell’androne, sia mai qualcheduno, ossia tutti quanti, non ci credesse —, è stato lasciato in eredità alla signora marocchina. Lei. L’ex badante e donna delle pulizie. Per dieci anni.
È padrona di uno stabile da 10 milioni di euro. Dopo aver fatto arrivare dal Marocco i parenti fino all’ultimissimo grado e oltre, e aver dato una festa che raccontano sia durata giorni e notti, l’ex badante, che viveva, sempre in questo palazzo, in un normale bilocalino, si è trasferita all’ultimo piano. Nell’abitazione di Canova. Quasi trecento metri quadrati, con quattro bagni ed enormi vasche idromassaggio. L’Isola è stata terra di operai, ladri, poveri. Oggi non si compra con meno di 3.500 euro al metro quadrato. Lo stabile di via Borsieri ha un cortile pieno di rose; nell’angolo, c’è un antico cartello che indicava il posto dov’era consentito tagliar la legna per alimentare le stufe. All’ingresso, il grande pannello delle buste per le lettere è anch’esso antico, e di legno. Non c’è angolo, salendo le scale, sostando sui ballatoi, che segnali incuria, mancata manutenzione, necessità di interventi. Niente. A questo punto, qualcuno domanderà: parenti ce ne sono? Canova era rimasto vedovo e non aveva figli. Aveva, sì, nipoti. In particolare, uno che vive nel palazzo. Ha avuto in eredità un hotel. Tre stelle, dalle parti della stazione Centrale. Nulla di pretenzioso, sempre meglio di niente: dipende dai punti di vista. Dicono che lui opti per la prima opzione, «con rancore».
Difatti un amico dei Canova consiglia vivamente di tendere l’orecchio, se si è in via Borsieri: «Lo sente il fruscio delle carte? Sarà battaglia legale». In verità, in via Borsieri, l’orecchio si allunga per captare aneddoti vari sulla scelta del Canova, aneddoti che scivolano nel piccante. Illazioni sul reale rapporto tra l’anziano e la domestica. Interpretazioni del verbo «accudire». Divagazioni a tratti fantascientifiche sul tema del sesso tra differenti età. Eventuali «plagi». Nessuno che s’immoli per sostenere la parabola dell’immigrato che sbanca, del vento che gira, del sudore che diventa oro. Ci sono solo uomini che invidiano le donne, e donne che invidiano certi (danarosi) uomini. E allora, che sia tutta invidia? Forse sotto sotto qualche inquilino aveva — invano — provato a ingraziarsi, lavorarsi, ammanicarsi l’anziano? Non conosceva Canova. Che «i soldi li tirava fuori in un’unica circostanza: mai». Canova era originario di Ponderano, quattromila abitanti in provincia di Biella, paese che ha dato i natali alla famiglia Pozzo, quella del mitico Vittorio, allenatore dell’Italia del calcio due volte campione del mondo. Un’amica della signora marocchina dice: «L’ha accudito con pazienza, costanza, impegno. È stata premiata». Nient’altro? «Vuol sapere se avevano una storia d’amore? Era solo lavoro ». Come finirà con il palazzo? Sarà venduto? Qualche italiano ha una paura: che diventi una casbah. Nello stabile vivono professionisti. C’è un medico. Gli affitti, allo scadere, verranno rinnovati? «Finché il contratto lo prevede, restiamo» dice una signora. Per adesso, non rischia nessuno. Anzi, no, uno c’è. Canova gli aveva dato un appartamentino. Gratis. Senza contratto. Dunque a rischio «sfratto». Sapete chi è? Il nipote. Certo, quello dell’hotel.
Andrea Galli
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