20/01/2011

Il consigliere capitolino Orsi: «Io trattato come Berlusconi»

Il consigliere capitolino Orsi: «Io trattato come Berlusconi»

Aveva la delega al Decoro nell'ex giunta. Indagato per riciclaggio e corruzione. Sarebbe l'uomo che presentò al premier la «dama bianca». Il sindaco: solidale

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20/07/2010

Arrestato presunto killer delle prostitute

Arrestato presunto killer delle prostitute

Caccia all'uomo di oltre 24 ore in Friuli e Veneto. Prime ammissioni per l'omicidio della escort romena Diana Alexiu, scomparsa dallo scorso 20 maggio

 

Diana Alexiu (da Chi l'ha visto?)
Diana Alexiu (da Chi l'ha visto?)

UDINE - Un uomo sospettato dell'omicidio di almeno due prostitute è stato fermato dalla Polizia al termine di una caccia all'uomo in corso da oltre 24 ore in Friuli e Veneto. Si tratta di Ramon Berloso, goriziano di 35 anni, condannato in passato per la morte di un uomo durante una rissa in Friuli. Berloso è stato fermato nella notte dalla Polizia Ferroviaria nella stazione di Padova ed è stato condotto in questura a Udine.

INTERROGATO - Da quanto si è saputo, Berloso avrebbe cominciato a fare le prime ammissioni indicando anche la zona, sulle rive del fiume Torre, dove avrebbe abbandonato i cadaveri delle due donne e dove sono ora in corso le ricerche dei corpi. Le operazioni per la sua cattura erano scattate da oltre 24 ore con un centinaio di uomini di Polizia e Carabinieri, con l'impiego di elicotteri e unità cinofile, e hanno riguardato una vasta zona del basso Friuli, ai confini con il Veneto. Il 29 giugno a Cervignano del Friuli venne ritrovata l'auto di Diana Alexiu, una escort romena di 24 anni di cui non si hanno notizie dallo scorso 20 maggio, del cui caso si era occupata anche la trasmissione di Rai 3 Chi l'ha visto?. Nel corso di queste settimane, la Polizia di Udine ha concentrato verifiche e accertamenti nella zona della bassa friulana per risalire alle persone che avrebbero potuto incontrarsi con la donna che, secondo quanto emerso nelle settimane scorse, avrebbe raggiunto il Friuli da Desenzano del Garda (Brescia) per un incontro. Alcuni testimoni avevano riferito agli investigatori di aver visto la donna il 22 maggio in un bar a Palmanova.

ESCORT DI LUSSO - Diana Alexiu, giovane e attraente con alle spalle un'infanzia difficile, era arrivata un Italia da Bucarest nel 2005 per iniziare una nuova vita ed era entrata nel giro delle escort di lusso. Partita da Desenzano il 20 maggio alla guida di una Bmw X5 con targa romena, era giunta verso le 22 al casello autostradale di Palmanova, da dove aveva telefonato al fratello promettendogli di richiamarlo a breve per comunicargli il numero di targa dell'auto del suo nuovo sconosciuto contatto. Ma la telefonata non è mai arrivata.

CACCIA - La caccia a Berloso è scattata dopo la scoperta che stava per incontrare un'altra ragazza. Gli investigatori gli hanno teso una trappola nelle campagne di Aiello (Udine), a poca distanza dalla sua abitazione. L'uomo è però riuscito a evitare la cattura con una manovra spericolata e, abbandonata l'auto nei pressi del cimitero di Crauglio di San Vito al Torre (Udine), è fuggito a piedi. Ricercato per ore, è stato scoperto nella notte alla stazione di Padova. Berloso è sospettato anche della scomparsa di una escort veneziana della quale non si hanno notizie dallo scorso marzo. Berloso era tenuto sotto controllo da alcune settimane dalla Polizia che aveva forti sospetti sul suo conto. L'uomo ha vari precedenti e nel 1996 è stato condannato a Trieste a sei anni di reclusione per omicidio preterintezionale per la morte di un 18enne avvenuta il 24 ottobre 1993 a Farra (Gorizia). Colpito durante una rissa, il giovane morì soffocato riverso in una pozzanghera di fango in un campo di mais nelle campagne del paese. (fonte: Ansa)


22/06/2009

Confederations Cup: giocatori egiziani rapinati da prostitute

Confederations Cup: giocatori egiziani rapinati da prostitute

 

Lo riporta la stampa sudafricana. Le avevano chiamate in albergo per festeggiare la storica vittoria sull'Italia

 

I calciatori egiziani ringraziano Allah per la vittoria sull'Italia (Epa)
I calciatori egiziani ringraziano Allah per la vittoria sull'Italia (Epa)

JOHANNESBURG - Pregare Allah per ringraziarlo per la storica vittoria sull'Italia va bene, ma i festeggiamenti sono un'altra cosa. Dopo l'1-0 sugli azzurri di giovedì scorso alla Confederations Cup in corso di svolgimento in Sudafrica, una volta tornati in hotel almeno cinque calciatori dell'Egitto hanno trovato le stanze svaligiate dai ladri. Così era stato raccontato il giorno dopo alla stampa. Pare però che le cose siano andate diversamente, come spiegano gli organi d'informazione sudafricani.

BECCATI CON I PANTALONI CALATI - Secondo il quotidiano City Press, che riporta informazioni fornite da fonti di polizia e dell'hotel, i calciatori egiziani sarebbero stati derubati da alcune prostitute che avevano chiamato per festeggiare la vittoria. Nelle stanze dei giocatori non sono stati individuati segni di effrazione. Nei filmati delle telecamere a circuito chiuso, inoltre, sono individuabili diverse donne che fanno la spola tra le camere. Il Sunday Independent aggiunge altri dettagli. «Abbiamo ragione di credere che i giocatori abbiano portato le donne nell'edificio e poi siano stati derubati», dice un anonimo funzionario di polizia. Secondo Rich Mkhondo, portavoce del comitato organizzatore della Confederations Cup, la vicenda è diventata «torbida». Il titolo del Sunday Independent («Egiziani festaioli beccati con i pantaloni calati») ha però fatto arrabbiare Samir Zahir, presidente della federcalcio egiziana. «Si sta provando a distogliere l'attenzione dall'argomento principale, la sicurezza, e si sta cercando di creare uno scandalo». La federcalcio ha preannunciato una nota ufficiale.


06/05/2009

Morto il figlio di Mosley. «Overdose»

Morto il figlio di Mosley. «Overdose»

 

Giallo sul decesso del primogenito del presidente della Fia. Il cadavere del 39enne Alexander trovato nel suo elegante appartamento nel quartiere di Notting Hill

 

Max Mosley (LaPresse)
Max Mosley (LaPresse)

LONDRA - Il 39enne Alexander Mosley, primogenito del presidente della Fia Max Mosley, è stato trovato morto nel suo appartamento di Notting Hill, a Londra. Secondo le prime indiscrezioni, il decesso sarebbe stato provocato da un overdose di sostanze stupefacenti. Un portavoce della Metropolitan Police, chiamata nel pomeriggio di martedì da un parente presente nell'appartamento del giovane Mosley, ha ufficializzato la notizia della morte.

LE CONDOGLIANZE DELLA FIA - La Federazione Internazionale dell’Automobile, in una nota, ha espresso le condoglianze alla famiglia Mosley, chiedendo ai mezzi di informazione di «rispettarne la privacy in questo momento difficile». Al momento, invece, non si registra nessun commento da parte della famiglia. Un funzionario di polizia ha confermato ad Associated Press, a condizione dell’anonimato, che gli inquirenti stanno indagando su una presunta morte per overdose.

SCANDALO - Il grave lutto colpisce Max Mosley a poco più di un anno dal polverone sollevato dal video di un'orgia nazista, che aveva come protagonisti il presidente della Fia e cinque prostitute. I giornali inglesi scrissero che una delle cinque ragazze con Mosley era la moglie di un agente dell'MI5, l'agenzia per la sicurezza e il controspionaggio del Regno Unito. Max Mosley ha vinto la sua causa contro il domenicale britannico News of the world che nel marzo scorso pubblicò il filmato dell'orgia: il giudice con una decisione che non ha precedenti, ha stabilito che la privacy dell’uomo è stata violata senza motivo perché la notizia «non aveva un interesse pubblico». Al presidente della Federazione Internazionale di Automobilismo è stato riconosciuto un risarcimento di 76mila euro (60mila sterline).


05/02/2009

Botte e minacce, in un filmato l'iniziazione di una prostituta

Botte e minacce, in un filmato l'iniziazione di una prostituta

 

Lo sfruttatore catturato dalla polizia di frontiera del suo paese. Una romena, madre di un bimbo di 4 anni, costretta a sottoporsi al «rito» da un connazionale

 

 

ROMA - «Io sono il tuo unico vero capo. Ho potere di vita e di morte su di te: adesso tu sei morta e rinasci per una nuova vita». Minacce, botte, sputi e imprecazioni. L’incubo di una ragazza romena, madre di un bimbo di 4 anni, costretta a sottoporsi a un rito iniziatico per essere poi trasformata in una prostituta. Le immagini della cerimonia dei suoi aguzzini (GUARDA IL VIDEO) sono state sequestrate dalla polizia nel corso di un'operazione che, ad Ardea, a circa 50 chilometri da Roma, ha portato all'arresto di un romeno, Gigi Valentin Voetisi, 26 anni. Durante il rito, la ragazza, che ha 21 anni, è stata anche minacciata con un coltello.


L'INCHIESTA - Le indagini della Squadra mobile romana hanno preso l'avvio nel settembre dell’anno scorso dopo il fermo di un cinquantenne romano che aveva il compito di trasportare le ragazze rumene nei luoghi dove dovevano prostituirsi. Soprattutto nella zona di Castel di Guido, sull'Aurelia. Gli investigatori hanno ricostruito la rete di sfruttatori delle «lucciole» fino ad arrivare all’appartamento di Ardea. La ragazza ha deciso di collaborare, nonostante gli aguzzini le avessero prospettato ritorsioni sul suo bambino nel caso avesse rifiutato di prostituirsi. Voetisi, per il quale la procura di Roma aveva chiesto un mandato di cattura europeo, è stato rintracciato e bloccato dalla polizia di frontiera rumena mentre cercava di espatriare in auto. È accusato di favoreggiamento e induzione alla prostituzione, e riduzione in schiavitù.

 


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05/11/2008

Spinelli, prostitute, elemosina. Da oggi scattano le multe da 500 euro

Spinelli, prostitute, elemosina. Da oggi scattano le multe da 500 euro

La Moratti: siamo i primi in Italia. Partono i divieti. Il controllo sarà affidato non solo ai 3000 ghisa ma anche ai 7000 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri
 
 
 
 
Le hanno soprannominate ordinanze anti-degrado. «Per tutelare i cittadini da comportamenti pericolosi e che limitano la libertà». Sono figlie del decreto Maroni, quello che conferisce ai sindaci poteri per difendere l'incolumità pubblica. Milano ci ha messo qualche mese in più di altre città. Per integrare la repressione con interventi sociali. Ieri il sindaco Letizia Moratti ne ha firmate ben sei. Contro l'uso e l'acquisto di stupefacenti in pubblico, contro chi si prostituisce in luogo pubblico compresi i clienti, contro l'accattonaggio molesto (con relativo «sequestro » dell'elemosina), contro i writer che scarabocchiano i muri pubblici e privati, contro il consumo degli alcoolici all'aperto. Le ordinanze sono immediatamente esecutive.
Da oggi scattano le sanzioni. Salatissime: 500 euro (450 se si decide di pagare entro i primi 5 giorni). Il controllo non riguarderà solo i 3000 ghisa ma anche i 7000 tra poliziotti, carabinieri e guardia di Finanza di stanza a Milano. In caso di minorenni, la sanzione verrà notificata ai genitori o a chi ne ha la patria potestà. Accanto alle sanzioni, il Comune ha stanziato tre milioni di euro per programmi di prevenzione, sostegno e recupero. «Siamo la prima città italiana - ha detto la Moratti con a fianco il vicesindaco Riccardo De Corato e l'assessore Mariolina Moioli - che ha emesso le ordinanze per la sicurezza unite a interventi di prevenzione, di sostegno e di recupero sociale». Chiaramente, su base volontaria.
Ma non tutti sono d'accordo sulle nuove ordinanze. «È la classica operazione di fumo negli occhi - attacca il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino - È odioso mettere insieme accattonaggio e prostituzione. Piuttosto la Moratti si batta con noi contro il taglio di 700 poliziotti». Anche nella maggioranza c'è chi storce il naso: «Per operazioni del genere attacca il repubblicano Franco De Angelis - bisogna creare il consenso politico. Noi consiglieri non siamo stati coinvolti ». Persino in giunta ci sono stati distinguo e integrazioni. Dubbi sull'ordinanza anti-alcool e soprattutto sull'accattonaggio.
Entriamo nello specifico. Le prime due sono dedicata all'uso e all'acquisto degli stupefacenti. Niente canne o stupefacenti in luogo pubblico, ma è anche «fatto divieto di cedere a qualsiasi titolo, sostanze stupefacenti in luogo pubblico». Lo stesso divieto vale per l'acquisto «anche se solo a uso personale » di stupefacenti «in luogo pubblico o in spazi aperti al pubblico». La terza riguarda la prostituzione e i clienti. Vietato prostituirsi in luogo pubblico, divieto di contrattare prestazioni sessuali «per chi esercita il meretricio». E veniamo ai clienti. Chi si ferma in auto è sanzionabile. Nessuna novità rispetto alla precedente ordinanza. Si aggiunge però un altro comma: anche chi si ferma a piedi «sul demanio pubblico, su spazi aperti al pubblico o visibili al pubblico» rischia di pagare 500 euro.
Di più difficile interpretazione quella sull'alcool che riguarda essenzialmente i luoghi del divertimento e dello sballo (leggi Navigli, corso Como e via Monte Grappa, Arco della Pace o viale Monte Nero): il divieto di consumare bevande alcooliche in bottiglie di vetro o lattine in tutti i luoghi pubblici o aperti al pubblico è condizionato da due fattispecie: quando si creino condizioni di pericolo per le bottiglie abbandonate o frantumante; quando «si concretizzino comportamenti incivili, violenti o tali da limitare la piena e serena fruizione dei luoghi pubblici». Per l'accattonaggio il divieto riguarda chi è insistente o fastidioso. Ma è anche vietato usare, minori, anziani o disabili. Chi non molesta - chi chiede l'elemosina seduto per terra - non è sanzionabile. Ma quale accattone potrà pagare 500 euro? Per questo motivo, l'ordinanza prevede il sequestro del «piattino».
 


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10/10/2008

Prostituzione, blitz a Castrovillari: 10 arresti e centinaia di romene coinvolte

Prostituzione, blitz a Castrovillari: 10 arresti e centinaia di romene coinvolte


Cosenza, tra le persone sfruttate anche minorenni e donne in gravidanza. L'indagine si basa su una serie di intercettazioni telefoniche ed ambientali

 

CASTROVILLARI (Cosenza) - Si è svolta in mattinata in provincia di Cosenza un'operazione della Polizia contro un'organizzazione criminale composta da italiani e romeni dedita allo sfruttamento della prostituzione. Il personale del commissariato di Castrovillari, ha eseguito dieci ordinanze di custodia cautelare emesse nei confronti di altrettanti presunti componenti dell'organizzazione, che avrebbe avuto la sua base logistica a Sibari, nella zona dell'alto Jonio cosentino. Agli arrestati viene contestata l'associazione per delinquere finalizzata all'induzione e allo sfruttamento della prostituzione. L'organizzazione che è stata sgominata avrebbe avuto diramazioni anche in Emilia Romagna. L'indagine che ha portato all'emissione delle ordinanze di custodia cautelare si basa su una serie di intercettazioni telefoniche ed ambientali dalle quali è emersa la fitta rete di rapporti e complicità tra i componenti dell'organizzazione per lo sfruttamento nell'attività di prostituzione nella quale erano coinvolte decine di donne, molte delle quali romene.

CENTINAIA DI ROMENE COINVOLTE - Sarebbero centinaia le donne di nazionalità romena coinvolte nel giro di prostituzione gestito dall'organizzazione che è stata sgominata la scorsa notte dalla polizia con l'operazione Ursaru. Le romene, tra cui molte minorenni e molte donne in gravidanza, venivano introdotte irregolarmente in Italia, con false promesse di lavoro o di matrimonio, e portate a Bologna, da dove venivano smistate in Calabria ed in altre regioni per essere avviate alla prostituzione. L'attività dell'organizzazione andava avanti da alcuni anni e le donne fatte prostituire venivano cambiate ogni mese per evitare che si radicassero sul territorio. Dalle indagini è emerso anche il caso di una giovane costretta a prostituirsi malgrado fosse in stato di gravidanza e che, per cause in corso d'accertamento, ha perso il figlio. Le donne sfruttate dall'organizzazione sarebbero state sottoposte a violenze fisiche e pressioni psicologiche.


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