29/03/2012

Protesi in cambio di apparizioni tv. Arrestato primario di chirurgia plastica

Protesi in cambio di apparizioni tv. Arrestato primario di chirurgia plastica

Sanita'. Ai domiciliari il professor Mario Dini. Perquisizioni in tutta Italia. Coinvolti informatori scientifici

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09/12/2009

Arrivano le prime dita bioniche

Arrivano le prime dita bioniche

 

Impiantate con successo a una donna spagnola. Che ora può di nuovo afferrare gli oggetti e sfogliare le pagine

 

Maria Antonia Iglesias è un ex-pianista spagnola a cui nel 2003, in seguito ad una grave infezione, erano state amputate tutte le dita della mano destra e rimossa completamente la mano sinistra. La signora aveva dovuto non solo rinunciare alla sua passione per il pianoforte, ma anche alla possibilità di compiere i più banali gesti quotidiani, come afferrare un bicchiere o sfogliare le pagine di un libro.

DITA ARTIFICIALI – Di recente, però, la signora Iglesias ha ricominciato a leggere i giornali e a svolgere gli altri gesti che prima le erano proibiti. È infatti una delle prime pazienti ad utilizzare ProDigits, le dita artificiali realizzate dalla società inglese Touch Bionics. La protesi si presenta come un guanto personalizzato che può essere indossato su qualsiasi mano: all'interno sono installati sensori mioelettrici che percepiscono la tensione generata dai muscoli del braccio e la trasformano in movimento.

BENEFICI – La signora Iglesias ha ora ripreso anche ad esercitarsi con il pianoforte. «Sono davvero contenta di aver aderito a questo progetto, per me si tratta di un sogno che si realizza», ha dichiarato al Times. La protesi permette infatti di raccogliere oggetti di piccole dimensioni, come pure di afferrare una penna e scrivere con precisione.

COSTI - A seconda della tipologia scelta, il guanto bionico può costare tra i 38mila e i 50mila euro. Per ora si tratta di una tecnologia proprietaria, ma la compagnia inglese intende proporla anche ai servizi sanitari pubblici. Si calcola infatti che solo in Europa ci sono 52 mila persone che hanno subito un'amputazione parziale o totale delle dita. E la cifra sale a 1,2 milioni di individui nel mondo.

PROSTETICA - Si allarga così il fronte delle applicazioni prostetiche hi-tech che permettono ai diversamente abili di tornare a compiere normali gesti. Touch Bionics ha già realizzato una mano bionica che sembra funzionare a tutti gli effetti. Resta però il problema dei costi, non proprio alla portata di chiunque soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. È per questo che all'Università di Stanford stanno lavorando ad una gamba artificiale che costa solo 20 dollari. Potrebbe permettere a migliaia di vittime di guerra di poter tornare a camminare.

Nicola Bruno


13/09/2009

Pistorius, notte in cella: è accusato di aggressione

Pistorius, notte in cella: è accusato di aggressione

 

Sud Africa. L'atleta allontana una ragazza da casa: mentre chiude la porta la colpisce a una gamba. Lei lo denuncia


Oscar Pistorius

Brutta disavventura per Oscar Pistorius. Lo sprinter sudafricano, che corre con due protesi alle gambe, è accusato di aggressione nei confronti di una ragazza di 19 anni e ha trascorso la notte in una cella prima di essere rilasciato. Lo ha affermato il sergente Miranda Stoltz a un'emittente sudafricana. Pistorius dovrà presto apparire davanti ai giudici.

LE ACCUSE - Secondo quanto riferiscono gli inquirenti, la ragazza stava litigando col fidanzato mentre si trovavano nella casa di Silver Lakes di Pistorius e un certo punto il campione paralimpico ha detto a entrambi di andare via. L'amico di Pistorius è poi tornato da solo, seguito dalla ragazza che ha cominciato a dare calci alla porta. «In quel momento - spiega il sergente Stoltz - Pistorius ha aperto e le ha detto di lasciare la sua casa e quando ha richiuso, la porta l'ha colpita alla gamba procurandole dei lividi». A quel punto la ragazza si è recata nella stazione di polizia di Boschksop denunciando il campione paralimipico, inizialmente sotto accusa per aggressione con lesione corporale, poi diventata semplice aggressione. Pistorius è stato già rilasciato ma dovrà presentarsi in tribunale.


24/06/2009

Londra, commessa contro A&F: discriminata per la mia protesi

Londra, commessa contro A&F: discriminata per la mia protesi

 

L’azienda statunitense è specializzata in abiti "casual luxury". Giovane fa causa ad Abercrombie & Fitch. «Spostata al lavoro in magazzino per mio handicap». L'azienda nega

 

Riam Dean (Ap)
Riam Dean (Ap)

LONDRA - "Retrocessa" da addetta alle vendite a magazziniera per colpa di una protesi. Una ragazza di 22 anni, con una protesi a un braccio, ha deciso di fare causa ad Abercrombie & Fitch per discriminazione sul posto di lavoro. La studentessa Riam Dean, addetta alle vendite nel negozio di Savile Row, a Londra, ha portato davanti a un tribunale l’azienda statunitense - specializzata in abiti "casual luxury" - sostenendo di essere stata "retrocessa" ruolo di magazziniera proprio per via del suo handicap. Il trasferimento d’ufficio, secondo l'accusa, sarebbe stato motivato con l’incompatibilità della giovane con la "look policy" di A&F. L’azienda, da parte sua, si difende specificando in un comunicato di avere una rigida «policy anti-discriminazione e anti-molestie». Il verdetto è atteso per i prossimi giorni.

I FATTI - Riam aveva superato con successo il colloquio di lavoro. Dopo aver firmato il contratto, la ragazza aveva ricevuto un libretto che spiega nei dettagli cosa i commessi e le commesse del negozio devono indossare, come devono portare i capelli e persino quanto lunghe possono essere le loro unghie. La giovane aveva seguito le indicazioni alla lettera, ma vista la protesi le era stato permesso di indossare, nei mesi estivi, un cardigan bianco per coprire l'avambraccio. Dopo qualche giorno di lavoro però, i manager del negozio le hanno detto che stava violando le regole sul look e le hanno ordinato di lavorare in magazzino fino a quando sarebbero arrivate le uniformi invernali. Ora la ragazza, che ha appena terminato un corso di laurea in legge presso la Queen Mary University di Londra, ha deciso di portare in tribunale la Abercrombie & Fitch chiedendo fino a 20 mila sterline di danni. Il caso verrà discusso a breve da un tribunale del lavoro. Commentando le accuse sporte dalla ragazza, una portavoce del marchio statunitense ha definito «inesatta» la versione dei fatti offerta da Riam.

CAPI INDOSSATI DA MILIONI DI GIOVANI - Le vendite negli store Abercrombie & Fitch, i cui capi sono indossati da milioni di giovani e meno giovani nel mondo, sono affidate a modelli a torso nudo che accolgono i clienti, e a modelle in minigonna e magliettina slim, il tutto in un ambiente da discoteca, con luci soffuse e musica a tutto volume.