09/02/2012

Maltempo, in arrivo altra neve da venerdì, Monti dà a Gabrielli il coordinamento. Allarme nuove nevicate, Alemanno chiude scuole e uffici pubblici per 2 giorni

Maltempo, in arrivo altra neve da venerdì, Monti dà a Gabrielli il coordinamento. Allarme nuove nevicate, Alemanno chiude scuole e uffici pubblici per 2 giorni

Sale il bilancio delle vittime: almeno 40 persone morte per le conseguenze del gelo. Allerta per i prossimi giorni. Le regioni più a rischio sono Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise. SECONDA ONDATA DI MALTEMPO. «Le previsioni della Protezione civile sono di 30 cm di neve» Imposto anche l'obbligo di circolare con pneumatici da neve o catene montate. Molti istituti ancora assediati dal ghiaccio

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07/02/2012

A San Saba il cimitero degli spazzaneve. Emergenza maltempo, ira di Gabrielli: «Protezione civile non più operativa»

A San Saba il cimitero degli spazzaneve. Emergenza maltempo, ira di Gabrielli: «Protezione civile non più operativa»

Sprechi. Il sindaco a dicembre aveva tolto all'Ama il ruolo principale nella gestione di situazioni eccezionali. Sub e cacciatori nell'elenco dei volontari per spargere il sale in città. Il capo Dipartimento dopo le polemiche e gli attacchi di Alemanno: «Sabato messo alla berlina, chiedo rispetto», «Se sono d'intralcio, pronto a farmi da parte»

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23/11/2011

Frana nel Messinese : tre i morti Salvata la ragazza data per dispersa. le testimonianze della tragedia nel messinese: «Qui c'era l'inferno, ora ho paura»

Frana nel Messinese : tre i morti Salvata la ragazza data per dispersa. le testimonianze della tragedia nel messinese: «Qui c'era l'inferno, ora ho paura»

Allerta meteo su Calabria, Sardegna, Basilicata e Puglia. Valanga di fango travolge Scarcelli, frazione di Saponara. L'appello di Napolitano: «Serve prevenzione costante». Un pensionato: «Vivo qui da anni, mai visto nulla di simile». Un uomo: «Eravamo tutti bloccati, non potevamo scappare»

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23/09/2011

Il satellite Uars cadrà venerdì sera. Solo 2 ore prima si saprà dove

Il satellite Uars cadrà venerdì sera. Solo 2 ore prima si saprà dove

Vittori: «non creiamo allarmismo». Secondo la Nasa la possibilità che un frammento colpisca un essere umano è vicina allo zero

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15/04/2011

Regione, dipendenti aggrediscono il giornalista di Striscia la notizia

Regione, dipendenti aggrediscono il giornalista di Striscia la notizia

Abete stava «indagando» sui mezzi nuovi di zecca e mai utilizzati acquistati con i fondi europei nel 2008

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14/03/2011

Il presentatore di ANNOZERO Santoro scambia volontari per paparazzi «Scattavamo foto e ci ha insultato»

Il presentatore di ANNOZERO Santoro scambia volontari per paparazzi «Scattavamo foto e ci ha insultato»

Amalfi, il conduttore credeva che stessero fotografando la sua casa in costiera. Lui: «Nessuna invettiva»

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11/08/2010

Russia: roghi nelle zone contaminate da Chernobyl

Russia: roghi nelle zone contaminate da Chernobyl

Un temporale porta un po' di respiro a Mosca e toglie il fumo. I forti venti hanno spento molti incendi. La Protezione civile annuncia che le fiamme si sono dimezzate

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04/08/2010

Tangenti post-sisma, Daniela Stati: ho tutelato i lavoratori

Tangenti post-sisma, Daniela Stati: ho tutelato i lavoratori

L'assessore dimissionario alla Protezione civile dell'Abruzzo, indagata per corruzione, si dichiara estranea ai fatti. Poi rivolge un messaggio al premier: "Caro presidente mi aggiungerò agli altri casi nazionali".

 

 

 

“Sono arrabbiata” dice Daniela Stati, l’assessore regionale alla Protezione civile dell’Abruzzo che ha rassegnato le dimissioni dopo essere stata indagata per corruzione nell’inchiesta sulla corruzione post terremoto.

Arrabbiata perché, sostiene ai microfoni di Sky TG24, la sua unica colpa “è quella di aver voluto tutelare i diritti dei lavoratori di una società che di fatto ha sempre avuto pareri legali che la certificano, e aver cercato di farla lavorare senza ancora fare una delibera, senza affidargli un euro di lavoro senza dare commesse”.


L'inchiesta sulla ricostruzione del dopo terremoto ha portato anche all'arresto di quattro persone. Per tutti l'accusa è
aver agito per essere inseriti nella lista di beneficiari degli interventi di ricostruzione dopo il terremoto.
Tra le persone finite in manette ci sono anche il padre di Daniela Stati, Ezio Stati, ex consigliere regionale Dc e attuale esponente di spicco del Pdl e il compagno, Marco Buzzelli.

Questi fatti “hanno sfregiato la mia famiglia” continua l’assessore dimissionario che ribadisce la sua estraneità ai fatti.

“Ho scelto di dimettermi per correttezza istituzionale – prosegue la Stati che precisa – E anche per non mettere in imbarazzo il presidente della regione Chiodi che ringrazio”.
Daniela Stati rivolge anche Denis Verdini e manda un messaggio a Silvio Berlusconi: “Caro presidente io mi aggiungerò agli altri casi nazionali”

Gli interrogatori –
Le cinque persone coinvolte nei fatti di corruzione legati alla ricostruzione post-sisma sono state ascoltate davanti al Gip del Tribunale dell'Aquila.
Al Palazzo di giustizia di Bazzano si sono presentati Ezio Stati, ex consigliere regionale Dc e attuale esponente di spicco del Pdl - agli arresti nel carcere dell'Aquila; l'ex deputato di Fi Vincenzo Angeloni, medico odontoiatra di Avezzano (detenuto a Regina Coeli) e Sabatino Stornelli, amministratore delegato di Selex service management, società di Finmeccanica, al quale è stato imposto l'obbligo di dimora nel comune di Roma.

Presenti anche Daniela Stati, figlia di Ezio, e assessore dimissionario alla Protezione civile regionale, e il suo compagno Marco Buzzelli, attualmente agli arresti domiciliari. Tutti loro dovranno confrontarsi con l'accusa di corruzione.


22/06/2010

Disastro di Viareggio, 18 persone indagate

Disastro di Viareggio, 18 persone indagate

La procura di Lucca precisa che "l'individuazione dei soggetti da sottoporre a indagine non può ritenersi conclusa". Nell'esplosione della cisterna carica di Gpl morirono 32 persone. Cittadinanza italiana all’unica superstite di una famiglia marocchina

 

 

 

Diciotto persone sono indagate dalla procura di Lucca nell'ambito dell'inchiesta sulla strage di Viareggio del 29 giugno 2009. Lo rende noto un comunicato della procura.  "A tutt'oggi risultano iscritte nel registro degli indagati 18 persone. L'individuazione dei soggetti da sottoporre a indagine, tuttavia, non può ritenersi allo stato conclusa", spiega la nota.

La Procura lucchese inoltre informa che "gli approfondimenti investigativi continuano, in molteplici direzioni, nello sforzo di non lasciare inesplorato alcun elemento nella ricognizione delle cause di quella tragica vicenda e delle relative responsabilità -si legge - malgrado la notevole complessità del lavoro di acquisizione, anche all'estero, del necessario materiale probatorio, del suo controllo, della verifica dei diversi titoli di responsabilità distribuiti anche nel tempo, e degli accertamenti tecnici da svolgere".


Ad aprile, i magistrati lucchesi avevano
annunciato l'iscrizione sul registro degli indagati di sette persone. La fuoriuscita di Gpl dalla ferrocisterna, rovesciatasi dopo il deragliamento vicino alla stazione di Viareggio nella notte del 29 giugno, provocò un vasto incendio che investì le strade vicine alla ferrovia, bruciando intere palazzine. Dai primi accertamenti, a causare il deragliamento sarebbe stata la rottura dell'asse del vagone, in parte arrugginita. Oltre all'indagine della magistratura di Lucca, anche il ministero dei Trasporti ha aperto un'inchiesta sul disastro.

Intanto questa mattina, a Lucca, il prefetto Maurizio Maccari ha consegnato al sindaco di Viareggio, Luca Lunardini, il decreto del Presidente Napolitano, con il quale viene conferita la cittadinanza italiana di Ibtissam Ayad, 21 anni, unica superstite della famiglia marocchina distrutta nella strage di Viareggio. La giovane - che in questi mesi ha espresso più volte la sua volontà di restare in Italia e, in particolare a Viareggio - ha perso i genitori e due fratelli nello scoppio del vagone-cisterna avvenuto quasi un anno fa alla stazione di Viareggio e, lo scorso ottobre, si è sposata con un connazionale, anche lui residente a Viareggio.


29/04/2010

Grandi Eventi, le carte dell'inchiesta "Così fu comprata la casa per Scajola"

Grandi Eventi, le carte dell'inchiesta "Così fu comprata la casa per Scajola"

I pm: fondi del costruttore Anemone nell’interesse del ministro. «Soldi in nero con 80 assegni per l’immobile di Scajola». Tracce dei conti esteri intestati ai funzionari pubblici, ricostruito il percorso del denaro

 

Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola (Ansa)
Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola (Ansa)

ROMA - I pubblici ministeri di Perugia rilanciano e svelano le nuove carte. Il ricorso contro l’ordinanza del giudice che ha respinto la richiesta di arresto del commercialista Stefano Gazzani, dell’architetto Angelo Zampolini e del commissario dei Mondiali di nuoto Claudio Rinaldi — indagati per aver partecipato alle attività di corruzione e riciclaggio nella gestione degli appalti per i Grandi eventi — elenca i riscontri alle accuse. Individua la traccia dei conti esteri intestati ai funzionari pubblici. Ricostruisce il percorso dei soldi utilizzati dal costruttore Diego Anemone per acquistare, tra il 2004 e il 2006, gli appartamenti poi intestati all’attuale ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola e al generale della Guardia di finanza Francesco Pittorru, al quale l’imprenditore chiedeva di tenerlo aggiornato sullo sviluppo delle inchieste avviate sul suo conto.

E così contesta la decisione secondo cui non è competente la Procura di Perugia: «Tutti i reati di cui si discute appaiono di competenza di questa autorità giudiziaria per la loro connessione con il reato associativo del quale è concorrente esterno anche il magistrato Achille Toro», il cui coinvolgimento aveva determinato il trasferimento in Umbria dell’inchiesta avviata due anni fa a Firenze. In particolare i magistrati ritengono che i tre siano inseriti in quella «cricca » di cui fanno parte l’ex provveditore alle Opere pubbliche Angelo Balducci, il suo successore Fabio De Santis, il funzionario delegato alla gestione del G8 a La Maddalena Mauro Della Giovampaola e lo stesso Anemone, che sarebbe riuscito ad accaparrarsi la fetta più grossa dei lavori. E per questo chiedono ai giudici del Riesame, che decideranno l’11 maggio, di riconoscere la loro titolarità a proseguire le indagini e disporre la cattura degli indagati.

Le ammissioni dell’architetto
Zampolini, interrogato la scorsa settimana, ha confermato il passaggio dei soldi transitati sul suo conto che era già stato ricostruito nei dettagli dalla Guardia di finanza, specificando di aver ricevuto da Anemone il denaro. Ma ha detto di non conoscere per quale motivo fossero stati acquistati immobili poi intestati al politico di Forza Italia e all’ufficiale delle Fiamme gialle in servizio presso l’Aisi, il servizio segreto civile. Del trasferimento delle somme all’estero destinate ad Angelo Balducci e Rinaldi si sarebbe invece occupato Gazzani. I pubblici ministeri Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi accusano i due funzionari di aver «autorizzato i lavori di implementazione del Salaria Sport Village di proprietà dello stesso Anemone e di Filippo Balducci (figlio del funzionario, ndr) abusando dei poteri connessi alla loro carica, in violazione della legge che gli stessi poteri prevedeva e a favore della società che ne traeva un indebito risparmio quantificato in 9 milioni di euro. Atto in relazione al quale ricevevano dalla parte privata la corresponsione di denaro per una somma allo stato non determinata che veniva girata in conti esteri intestati ai pubblici ufficiali». In particolare Rinaldi avrebbe ricevuto soldi su un conto aperto a San Marino, ma il suo avvocato Titta Madia spiega di aver «già depositato una memoria che dimostra come quei soldi, depositati da sua madre, non fossero affatto destinati a lui».

Le case regalate
La prima operazione per l’acquisto di un immobile risale al 6 luglio 2004. I magistrati l’hanno ricostruita nei dettagli. Quel giorno «Zampolini versa 900 mila euro in contanti su un conto dell’agenzia 582 della Deutsche Bank di Roma». Subito dopo «ottiene l’emissione di 80 assegni circolari all’ordine di Barbara e Beatrice Papa per valuta corrispondente, per l’acquisto nell’interesse di Claudio Scajola di un immobile intestato al suddetto». Accusano i pubblici ministeri: «In questo modo trasferiva denaro e compiva operazioni tali da ostacolare l’identificazione della loro provenienza da delitti contro la pubblica amministrazione». Secondo le verifiche compiute dalla Guardia di finanza la casa sarebbe costata circa un milione e mezzo di euro e la somma gestita dall’architetto sarebbe stata versata «in nero». L’indagine mira adesso a verificare per quale motivo Anemone abbia deciso di comprare un appartamento di prestigio per Scajola, all’epoca ministro dell’Attuazione del programma, dopo essere stato ministro dell’Interno fino al 2 luglio 2002 quando si era dimesso dopo la pubblicazione di sue frasi offensive nei confronti di Marco Biagi, il giuslavorista assassinato a Bologna dalle Brigate rosse.

Ma Guardia di finanza e carabinieri del Ros devono verificare se il passaggio dei soldi possa essere legato proprio agli appalti che lo stesso Anemone aveva ottenuto dal Viminale. Il ministro Scajola si dice «disgustato per la violazione del segreto istruttorio». Lo stesso meccanismo per il trasferimento del denaro Zampolini lo aveva già utilizzato il 2 aprile 2004. In quel caso l’architetto aveva «versato 285 mila euro in contanti presso la stesso istituto di credito e ottenuto l’emissione di 29 assegni circolari all’ordine di Monica Urbani per valuta corrispondente, per l’acquisto nell’interesse di Francesco Pittorru da destinare a Claudia Pittorru, figlia del suddetto». Anche due anni dopo, esattamente l’8 giugno 2006, Zampolini si occupa di un acquisto per conto del generale. Infatti «versa 520 mila euro sul conto corrente e ottiene assegni circolari all’ordine di Rosa e Daniela Arcangeletti, Rosa Anna e Nello Ruspicioni per l’acquisto di un immobile intestato allo stesso Pittorru e alla moglie Anna Maria Zisi».

Il finanziamento dei film
Nel registro degli indagati di Perugia è finito anche Lorenzo Balducci, il figlio attore del provveditore alle Opere pubbliche, per alcuni affari gestiti con Gazzani. Reato contestato: riciclaggio. In particolare il commercialista è accusato di aver «fatto versare denaro in contanti pari a un milione e duecentomila euro dal cognato Achille Silvagni intestato alla società "Stefano Gazzani Communications srl" di cui Silvagni è amministratore unico e facendo poi emettere assegni per un totale di un milione e centomila euro intestati alla Blu International. Compiva operazioni tali da ostacolare l’identificazione della loro provenienza da delitti contro la pubblica amministrazione poiché destinatario finale della somma appare essere stato Lorenzo Balducci che la Blu International aveva contrattualizzato per il film Uccidimi, opera mai realizzata». Proprio al giovane, l’architetto Zampolini avrebbe provveduto a intestare un appartamento acquistato nel 2004. Si legge nel capo di imputazione: «Versava sul proprio conto corrente della Deutsche Bank agenzia 582 denaro contante per 435 mila euro che nei giorni successivi permetteva l’emissione di assegni all’ordine di Manfredi Geraldini per valuta corrispondente, per l’acquisto nell’interesse di Angelo Balducci di un immobile intestato a Lorenzo Balducci».

Le false fatture
Tra i destinatari di soldi gestiti dal commercialista ci sono altri pubblici ufficiali, tra cui Della Giovampaola. I magistrati contestano al professionista «di aver emesso nel corso dell’anno 2009, in concorso con Michele D’Amelio legale rappresentante della società "Mi.Da", fatture relative a operazioni inesistenti in favore di Della Giovampaola, Caterina Pofi, Valerio Sant’Andrea per un importo complessivo di 1 milione e 120 mila euro». Le fatture avevano come oggetto collaborazione professionale prestata con riferimento ai lavori realizzati nell’ambito delle opere realizzate per il G8 a La Maddalena, emesse al solo fine di documentare costi inesistenti per abbattere il reddito imponibile degli utilizzatori. Di fatto tutti hanno agito su consiglio e istigazione di Gazzani in qualità di commercialista, che procacciava la società nel cui nome emettere le fatture false e che provvedeva alla gestione del fittizio pagamento degli importi fatturati, che in realtà venivano restituiti ai soggetti utilizzatori, decurtati dall’Iva ». Di questi soldi le fatture per Della Giovampaola sono tre, ognuna per un imponibile di 250 mila euro e dunque per un totale di 750 mila euro.

Fiorenza Sarzanini