08/07/2010
Atterra Solar Impulse Dopo 26 ore di volo
Atterra Solar Impulse Dopo 26 ore di voloIl prototipo, che ha le ali coperte da 12mila celle fotovoltaiche, è decollato ieri mattina. L'obiettivo finale del Progetto Solar-Impulse è di compiere il giro del mondo a tappe
GINEVRA - Il velivolo a propulsione solare elvetico Solar Impulse Hb-Sia è atterrato stamattina a Payerne, nella Svizzera occidentale, dopo un volo di circa 26 ore, ricorrendo esclusivamente all'energia del sole. L'aereo sperimentale, decollato ieri mattina alle 06:51 sempre dall'aerodromo di Payerne, è atterrato questa mattina alle 09:00, dopo essere riuscito a volare tutta la notte grazie all'energia accumulata durante il giorno.
"Per la prima volta un aereo solare è stato in grado di volare un giorno e una notte senza interruzione nè carburante - ha commentato l'ideatore del progetto, Bertrand Piccard - Oggi Solar Impulse ha dimostrato che la sfida è possible". Piccard è già entrato nella storia dell'aeronautica per essere stato il primo a compiere il giro del mondo senza scalo a bordo di un pallone aerostatico.
"E' stato un volo meraviglioso, meglio del previsto", ha aggiunto il direttore di volo Claude Nicollier. Il pilota Andre Borschberg, costretto a rimanere sveglio tutta la notte in assenza del pilota automatico, dopo oltre 22 ore in volo è "in ottima forma sia fisica che psicologica".
Il prototipo, che ha le ali coperte da 12mila celle fotovoltaiche, capaci di alimentare quattro motori elettrici, è decollato ieri mattina. Ieri sera gli organizzatori avevano deciso di proseguire il volo per tutta la notte, visto che le batterie erano abbastanza cariche da durare fino alla mattina.
Solar-impulse Hb-Sia, che aveva compiuto il suo primo storico volo il 7 aprile e ha quindi alle spalle diverse missioni sperimentali, ha superato gli 8.500 metri di altitudine e ha raggiunto gli 8.700 metri ieri pomeriggio per poi scendere a 1.500 metri nella notte e continuare a volare grazie all'energia accumulata durante il giorno.
Obiettivo finale del Progetto Solar-Impulse è di compiere il giro del mondo a tappe, con un nuovo aereo. Il Solar Impulse Hb-Sia ha un'apertura alare paragonabile a quella di un Airbus A-340(63,4 metri) ed il peso di un'automobile (1.600 kg).
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13/05/2010
iPhone 4G come funghi: spuntano dappertutto
iPhone 4G come funghi: spuntano dappertutto
Ma com'è che la Apple, solitamente attentissima a preservare la sicurezza dei suoi prodotti prima del lancio, e maestra nel far filtrare poche, discrete informazioni che fanno correre la fantasia dei fan, ora sembra affidare i prototipi del prossimo iPhone (il cosiddetto 4G, quarta generazione) a una banda di intemerati distratti? Già, perché dopo il caso del modello perso in California e finito nelle mani del blog Gizmodostrascichi legali e polemiche), ora un altro Melafonino 4G. Addirittura in (con tanto di Vietnam, dove su un forum locale (non raggiungibile al momento in cui scriviamo questo post, forse per eccesso di contatti) è stata pubbblicata una serie di foto (riprese da centinaia di siti, come Engadget - qui invece c'è un video) che confermano quanto visto su Gizmodo. E per completare il tutto, su YouTube è stato pubblicato un video di - udite, udite! - un terzo iPhone smarrito, in cui il prototipo viene "sezionato" dai tipi di Smartphonemedic, società della Carolina del Sud.
Da questi misteriosi (?) ritrovamenti, non emerge granché di nuovo rispetto allo scoop di Gizmodo. Se non che il prossimo iPhone, che sarà mostrato da Steve Jobs il 7 giugno al Wwdc 2010, ha davvero quelle forme e quel tipo di finiture ormai già note. E che, come spiega lo stesso Gizmodo, al suo interno batte un processore A4 del tipo già utilizzato sull'iPad. Il resto a fra poche settimane. O al prossimo iPhone smarrito.
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28/04/2010
Nuovo iPhone, unità speciali irrompono nell'abitazione del blogger di Gizmodo
Nuovo iPhone, unità speciali irrompono nell'abitazione del blogger di GizmodoSequestrati computer e cellulari. L'editore: «Una perquisizione illegale», il prototipo del nuovo dispositivo era finito nelle mani dei redattori della rivista online
Va crescendo negli Usa lo scandalo dell'iPhone 4G: dopo che la settimana scorsa il prototipo del nuovo dispositivo della Mela era finito nelle mani dei redattori della rivista online Gizmodo, la polizia ha fatto ora irruzione nella casa del giornalista Jason Chen ed ha sequestrato computer, server ed altre apparecchiature tecnologiche. La società editrice del blog accusa: violate le leggi a tutela del giornalista.
SCOOP - L'articolo, le immagini e i video presentati da Gizmodo del nuovo apparecchio Apple, che con ogni probabilità avrebbe visto la luce solamente nel mese di giugno, hanno fatto il giro del mondo. Anche a causa delle circostanze quasi incredibili: il «Melafonino» di nuova generazione era stato perduto incautamente circa un mese fa da un ingegnere della Apple, tale Gray Powell, in una birreria di Redwood City, nei pressi di San Josè in California. Successivamente acquistato per cinquemila dollari, i redattori di Gizmodo lo hanno sezionato ed esplorato, realizzando così lo scoop. Nel frattempo il blog ha restituito il controverso apparecchio alla società di Cupertino. Venerdì scorso, però, intorno alle dieci di sera un'unità speciale della polizia ha fatto irruzione nell'abitazione del caporedattore di Gizmodo, Jeson Chen.
PERQUISIZIONE - Con tanto di mandato in mano gli uomini del Rapid Enforcement Allied Computer Team, un corpo speciale californiano che si occupa di reati legati alla tecnologia, avrebbero sequestrato quattro computer, due server, fotocamere digitali e un cellulare. Al centro del contendere, infatti, c'è la modalità del ritrovamento del dispositivo e la possibilità di aver sdoganato segreti industriali - reati che possono sfociare nel codice penale, soprattutto il secondo, in base alla loro gravità. Chen non era presente all'azione della polizia durata diverse ore, ma si trovava a cena con la moglie. Le forze dell'ordine hanno pertanto dovuto sfondare la porta di casa.
GIORNALISTI-BLOGGER - Ora però torna nuovamente alla ribalta la questione che contrappone i giornalisti ai blogger. Secondo Nick Denton, a capo di Gawker Media (editore di Gizmodo), si è trattato di una perquisizione illegale. Denton ha contestato il sequestro dei dispositivi appartenenti al giornalista, sostenendo che la misura non sarebbe valida poiché le informazioni sui computer sono protette da leggi federali e statali a tutela dei giornalisti. Della stessa idea gli attivisti di EFF (Electronic Frontier Foundation), nota istituzione non profit di avvocati e legali, che opera in difesa della privacy e dei diritti civili in Rete: il mandato emesso dal giudice della Superior Court di San Mateo ha violato lo scudo legale vigente in California per la protezione dei giornalisti e delle loro fonti di informazione.
INDAGINI - Tuttora non esiste alcun indiziato e le indagini sono state sospese per riesaminare la posizione di Chen; Gizmodo può incorrere tuttavia nel reato di ricettazione per aver acquisito l'apparecchio sottratto. E per questo reato - riferisce «Techcrunch» - il codice penale della California prevede fino ad un anno di carcere. Le informazioni sui computer, ha comunque affermato il tribunale di San Mateo, non verranno scandagliate fino a che non si chiarirà la situazione giuridica del giornalista-blogger.
Elmar Burchia
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22/04/2010
Giallo a Silicon Valley. La Apple «smarrisce» il prototipo iPhone4
Giallo a Silicon Valley. La Apple «smarrisce» il prototipo iPhone4Il caso - Perso da un ingegnere ubriaco oppure una montatura? Una rivista compra e recensisce il gadget
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NEW YORK — «Ho sottostimato la bontà della birra tedesca». E' l'ultimo aggiornamento della sua pagina su Facebook digitata da Gray Powell, giovanissimo ingegnere della Apple, prima di dimenticare un segretissimo prototipo di iPhone — quello di quarta generazione che dovrebbe essere lanciato a giugno — su un tavolo della Gourmet Haus Staudt, una birreria di Redwood City, nella «Silicon Valley» californiana. Da giorni tra gli appassionati di tecnologia non si parla d'altro. Da quando il sito newyorchese degli «avanguardisti digitali» di Gizmodo ha acquistato (per cinquemila dollari) il supertelefonino dalla persona che l'ha ritrovato nella birreria. I ragazzi del sito l'hanno smontato, raccontando quello che hanno trovato dentro. Sorpresa, polemiche e tanti dubbi. Sarà davvero un prototipo Apple? Come può essere stato smarrito in modo così goffo, visto che l'azienda di Steve Jobs è famosa per la sorveglianza ferrea che esercita sui suoi segreti industriali, protetti da una polizia interna affettuosamente soprannominata Gestapo? Gizmodo non rischia guai per aver acquistato un oggetto, se non rubato, sicuramente di proprietà altrui?
Alla prima domanda ha dato risposta la stessa Apple intimando al sito degli «smanettatori» digitali di restituire il prototipo con una lettera-ingiunzione firmata dai suoi avvocati. Gli esperti ritengono, quindi, che le novità dell'iPhone4 smontato da Gizmodo — telecamera frontale per le «chat» in aggiunta a una fotocamera sul dorso con obiettivo potenziato, flash, schermo con una migliore risoluzione delle immagini, frontale piatto senza bordi arrotondati, micro Sim card, come quella dell'iPad — siano davvero quelle del nuovo prodotto che arriverà sul mercato nella seconda parte del 2010. Presentazione della Apple bruciata? Sarebbe clamoroso, un fatto senza precedenti, soprattutto per un'azienda come quella di Steve Jobs che, in un mondo in cui anche molti manager ormai dialogano coi clienti e i «media» anche via Twitter, mantiene un livello di segretezza da fornitore delle armi più letali del Pentagono. La vicenda di Gray Powell, ingegnere un po' scapestrato che commette l'imprudenza di portare con sé il prodotto «top secret» — oggetti normalmente conservati in cassaforte — e poi se lo dimentica al termine di un party ad alto contenuto etilico nel quale ha festeggiato il suo ventisettesimo compleanno, potrebbe anche far sorridere se Apple non fosse famosa per la durezza con cui si comporta in casi del genere. E se in passato non ci fossero stati episodi inquietanti come il suicidio, poco meno di un anno fa, di Sun Danyong, 25enne dipendente della Foxcomm, azienda cinese che produce su licenza per conto della Apple, picchiato e umiliato dai servizi di sicurezza cinesi che lo accusavano di aver perso un altro prezioso prototipo di iPhone.
Allora l'inchiesta fatta dalla stessa Apple presso il suo contrattista appurò che Sun, sicuramente trattato con troppa durezza dalla società cinese, non aveva solo perso l'apparecchio: aveva anche commesso azioni definite «chiaramente illegali». Di Powell la Apple non dice nulla. Il giovane ingegnere, raggiunto telefonicamente da Gizmodo prima di restituire l'iPhone 4G, sembra lavorare ancora per la società di Cupertino, ma il suo tono di voce, al telefono, era quella sofferto di uno molto sotto pressione. Un «caso pilotato»? Anche questo sembra inverosimile: sarebbe un cambiamento radicale dello stile di comunicazione del gruppo, un gesto illogico del quale non si vedono i benefici. E poi Gizmodo è considerato dalla Apple un nemico da quando ha pubblicato indiscrezioni «sgradite» sul precario stato di salute di Steve Jobs. Rimangono, però, gli interrogativi sul modo in cui il cellulare è finito nelle mani di Gizmodo — i protagonisti dicono di aver tentato senza successo di contattare il proprietario — e su cosa è successo nelle tre settimane dallo smarrimento in birreria, il 18 marzo, alla proposta di vendita del prototipo. E poi, mistero dei misteri, se telefoni anche molto meno avanzati sono sempre localizzabili, anche spenti, come mai la Apple non è riuscita a rintracciarne uno sofisticatissimo, teoricamente dotato di tutti i possibili collegamenti satellitari e non? Pare che il prototipo avesse il Gps malfunzionante o disconnesso. Telefonino in «libera uscita». Impossibile da rintracciare. Nelle mani di un ingegnere scapestrato e alticcio. Non ci sarà qualche coincidenza di troppo?
Massimo Gaggi
12:06 Scritto in tecnologia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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16/03/2010
Il soldato che con la lingua torna a percepire la realtà
Il soldato che con la lingua torna a percepire la realtà
Il dispositivo è un prototipo non ancora in commercio. Craig Lundberg, non vedente, grazie a un dispositivo distingue le forme e cammina senza sostegno
Giocatore nella nazionale inglese di calcio dei non vedenti, Craig Lundberg, ventiquattro anni da Walton (Liverpool), è rimasto cieco nel 2007, dopo essere stato colpito da una granata in Iraq. Il ministero della Difesa lo ha scelto ora per sperimentare un dispositivo innovativo e la sua testimonianza regala uno spiraglio di speranza ai non vedenti.
L’AZIENDA PRODUTTRICE- «L’espressione vedere attraverso la lingua potrebbe essere fuorviante, ma sicuramente il sistema BrainPort per la visione, realizzato dall’azienda Wicab, è in grado di tradurre le immagini trasmesse da una telecamera con molta precisione, utilizzando proprio la lingua, l’estremità sensoriale che legge più dettagli dopo l’occhio». Le parole sono di Roberto Furlan, amministratore delegato della Khymeca, l’azienda che distribuisce in Italia i prodotti dell'americana Wicab. La tecnica è effettivamente pionieristica e consente ai non vedenti una rappresentazione della realtà sufficiente a recuperare una notevole autonomia.
IL DISPOSITIVO –Wicab fu fondata dal professor Bach-y-Rita, neuroscienziato che scoprì come , stimolando la lingua con deboli segnali elettrici mediante tanti elettrodi molto vicini tra loro, fosse possibile che il soggetto percepisse con una certa accuratezza quali elettrodi fossero «accesi» e quali invece «spenti». Oggi Wicab realizza in realtà molti dispositivi, tra i quali un apparecchio già in commercio che riguarda la riabilitazione dell’equilibrio. L’apparecchio BrainPort utilizzato da Craig Lundberg è invece per il momento un prototipo in via di sperimentazione e da tempo viene testato anche dai militari americani subacquei per poter vedere meglio sott’acqua. Il sistema si basa sul concetto che gli impulsi che generano la visione, vengono raccolti dall'occhio ma inviati al cervello, che li interpreta e li trasforma nelle immagini come noi le percepiamo. Quindi, se gli occhi non trasmettono più informazioni si può tentare di utilizzare un altro organo di senso per raccoglierle.
COME FUNZIONA - Utilizzando una telecamera posizionata sul capo del paziente come fonte di informazioni visive e una griglia di 600 piccolissimi elettrodi come trasmettitore di informazioni sulla lingua, è stato realizzato un dispositivo che consente al soggetto di identificare figure (cerchio, triangolo, quadrato, etc.), caratteri (aprendo la possibilità alla lettura), ma anche caratteristiche dell’ambiente, come la presenza di strade e marciapiedi, veicoli in movimento, strisce pedonali, etc. In sostanza la lingua diviene un canale di ricezione e trasmissione e il sistema sostanzialmente si basa sulla rappresentazione della realtà attraverso il tatto. BrainPort per certi versi è una sorta di Braille, con la differenza che non è codificato e non utilizza la sensibilità dei polpastrelli bensì quella della lingua, molto più fine ed accurata.
LA TESTIMONIANZA- Il sistema dunque consente una percezione della realtà che assomiglia in qualche modo al concetto di sguardo, pur essendo ben altra cosa. Come fa notare Furlan: «il concetto di sostituzione sensoriale non è del tutto nuovo: i ciechi utilizzano il tatto per sopperire alla mancanza della vista in moltissime circostanze. Ciò che mancava era un dispositivo che svolgesse questo compito in modo più efficace e senza limitazioni». «È come leccare una batteria da nove volt – dichiara Craig, che spiega come la telecamera invii i segnali alla lingua e consenta di stabilire il loro significato e trasferirlo alle forme. Ora l’azienda produttrice vuole aumentare il numero di elettrodi sul dispositivo da 600 a più di mille e rendere l’apparecchio più pratico da indossare».
Emanuela Di Pasqua
16:06 Scritto in tecnologia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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22/01/2010
In arrivo la navetta monoposto della Nasa
In arrivo la navetta monoposto della Nasa
Il pilota sta disteso a pancia in giù. Entro marzo sarà realizzato un prototipo in scala. Alimentata a propulsione elettrica e silenziosissima, decolla in verticale e poi si posiziona come un aeroplano
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| Il veicolo individuale ideato dalla Nasa |
Volare. Come Icaro, come Superman o gli eroi dei cartoon. Un sogno? Forse, ma la Nasa ci sta lavorando. L'agenzia spaziale americana ha in cantiere un veicolo aereo personale, il cui concept viene presentato in questi giorni al meeting dell'American Helicopter Society di San Francisco. Si chiama Puffin - ovvero pulcinella di mare - ed è una navetta monoposto che ricorda da vicino quelle che sfrecciano nei film di fantascienza. Alimentato a propulsione elettrica, e quindi silenziosissimo, Puffin decolla in verticale, come lo Shuttle, ma poi si posiziona come un qualsiasi aeroplano, parallelo al suolo. Al suo interno c'è spazio per un solo passeggero, il pilota, che in volo sta disteso a pancia in giù. VOLO DI 80 CHILOMETRI - Alto 3,7 metri e con un'apertura alare di poco più di 4, è interamente in fibra di carbonio e pesa 135 chili, cui vanno aggiunti i 45 chili di una batteria ricaricabile al fosfato di litio, la cui autonomia potrebbe, al momento, garantire un voto di 80 chilometri, ma si parla di arrivare a 320 entro il 2017. La velocità di crociera è di 240 km/h con un’accelerazione che può arrivare a 480. A coordinare il progetto è Mark Moore, un ingegnere aerospaziale al Langlay Research Center della Nasa, che spiega così la scelta del nome: «A terra la pulcinella di mare sembra goffa, e con ali troppo corte per poter volare, proprio come il nostro veicolo. Ma la pulcinella di mare è considerato anche un volatile amico dell'ambiente, perché ha cura di nascondere i suoi bisogni. Un po' come la nostra navetta, che è in pratica ad emissioni zero». Infine, Moore conclude: «La pulcinella di mare ama stare in solitudine, e Puffin è pensato per ospitare in cabina il solo pilota».
PROTOTIPO IN SCALA - Entro marzo gli ingegneri della Nasa realizzeranno un prototipo in scala, le cui dimensioni saranno un terzo rispetto all’originale. La silenziosità rende Puffin adatto a missioni militari, e in effetti è questo lo scopo per cui è stato pensato. Ma è chiaro che se la tecnologia dovesse funzionare, potrebbe essere applicata ai trasporti civili: Puffin potrebbe diventare una specie di motocicletta volante da tenere in garage.
Elvira Pollina
12:36 Scritto in SCIENZE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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10/09/2009
La penna-fonino che scrive nell’aria
La penna-fonino che scrive nell’aria
Lo hanno messo a punto ricercatori americani. Un cellulare da usare come una penna davanti a una lavagna immaginaria
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| Il prototipo di telefonino che scrive nell'aria |
MILANO - Verba volant, scripta manent, dicevano i latini. Ma presto anche la scrittura potrebbe prendere il volo. E quando vedrete qualcuno per strada brandire il telefonino come un direttore d’orchestra la bacchetta, non stupitevi: probabilmente sta solo mandando un sms. Infatti, scrivere per aria col telefonino come se si stesse davanti a una lavagna immaginaria non è più così fantascientifico. Alcuni ricercatori della Duke University nella Carolina del Nord hanno realizzato un cellulare-penna, in grado di decifrare i movimenti della mano intenta a disegnare numeri e lettere per aria.
ANCORA UN PROTOTIPO - La progettazione di un simile apparecchio – ribattezzato PhonePoint Pen e attualmente ancora allo stadio di prototipo – è stata resa possibile dagli accelerometri introdotti nei telefonini di ultima generazione. L’uso di questi strumenti – in grado di rilevare l’accelerazione di un oggetto – si estende infatti dai portatili che ruotando modificano automaticamente l’orientamento della visualizzazione sul display ai telecomandi di giochi come la Wii. Ma registrare l’inclinazione di un telefonino o i movimenti compiuti da un giocatore sono operazioni molto più banali rispetto al riconoscimento della scrittura «aerea».
LE APPLICAZIONI - Così, il gruppo di ricercatori guidati da Romit Roy Choudhury ha iniziato a lavorare su gesti elementari, come disegnare un quadrato, mettendo a punto l’algoritmo. Il passaggio all’alfabeto e ai numeri è stato più arduo, e attualmente il sistema riconosce lettere ben disegnate e in stampatello. Inizialmente la penna-telefonino potrebbe essere indicata soprattutto per chi ha problemi a digitare sui tasti o per annotazioni brevi e fatte di corsa. Per trasformarla in uno strumento di scrittura abituale ci vorranno probabilmente molti altri miglioramenti. Specie se non si vuol rischiare il gomito del tennista.
Carola Frediani
Fonte: Corriere della Sera
15:54 Scritto in HI-TECH | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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