27/11/2010

La «dream car» esiste ma solo nei giochi

La «dream car» esiste ma solo nei giochi

La X1 di Redbull, "dream car" che esiste solo in Gt5, un bolide da 450 kM/h

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05/03/2010

Vanessa Paradis, accecata dalla gelosia

Vanessa Paradis, accecata dalla gelosia

 

La ex cantante, da 12 anni accanto a Johnny Depp, sarebbe gelosa di Angelina Jolie e avrebbe provato ad impedire le riprese di "The tourist"

 

 

 

Belle, ricche, famose, sposate con uomini da sogno. Insomma, si direbbe tutto perfetto. Eppure... eppure non si è mai al riparo da fastidiose insidie! Quindi, meglio giocare d'anticipo.

Vanessa Paradis, da 12 anni accanto a Johnny Deep, starebbe facendo fuochi e fiamme per fare in modo che il compagno lasci il set del film "The tourist", girato a Venezia.
Le argomentazioni della ex cantante, (ve la ricordate la hit Joe le taxi?) sono ben due.
Innanzitutto il copione prevede troppe scene di sesso. La seconda è che la coprotagonista della pellicola sarebbe la bella, procace e sexy Angelina Jolie. Povera Vanessa.


16/01/2010

Due ruote e sicurezza: pistola-laser contro gli eccessi di velocità

Due ruote e sicurezza: pistola-laser contro gli eccessi di velocità

 

INIZIATIVA DELL'ASSOCIAZIONE «di traffico si muore». Via dei Fori Imperiali: auto e moto a 70-90 km orari. La prova-denuncia dei ciclisti dopo la morte di Eva

 

 

ROMA - C’è il centauro in «scooterone» che sfreccia a 71 chilometri orari. Il Suv che tocca i 70. Il tassista a 81 orari. L’utilitaria con permesso disabili (beatamente esposto) che si lancia, per il centro di Roma, a 90 chilometri orari. Cronache di una mattina qualunque, in via dei Fori Imperiali. Solo che, venerdì, le folli andature di (molti) automobilisti romani hanno trovato il rilevatore di velocità del Coordinamento «Di traffico si muore» ad immortalarne la sistematica violazione dei limiti imposti dal codice della strada.

LIMITE DI 50 KM DISATTESO - «Siamo qui nel punto in cui è stata uccisa la povera Eva – ricorda Paolo Bellino, per il Coordinamento – per dimostrare come, sotto gli occhi del Campidoglio, il limite di 50 chilometri orari, che vige sull’intero territorio capitolino, viene costantemente disatteso. I ciclisti rischiano la vita, le auto non si curano dell’alta velocità. E non si fa nulla per impedire tutto questo». Qualche automobilista disciplinato non manca. Ma la percentuale è veramente irrisoria. Taxi, autoblu, Ncc, semplici cittadini, centauri. Nessuno è escluso. Subito dopo la svolta a destra, alla fine di via Cavour, in direzione piazza Venezia, inizia la corsa. Pronti al semaforo. Via, acceleratore al massimo.

Rilevatore di velocità: la pistola-laser (Foto Mario Proto)
Rilevatore di velocità: la pistola-laser (Foto Mario Proto)

LA PISTOLA-LASER - Alle undici del mattino, solo le auto con permessi Ztl possono entrare in centro. Questo, però, non basta ad allentare la frenesia. Anche i bus si muovono sul filo: 50-55 chilometri orari. Il Coordinamento «Di traffico si muore» ha acquistato un laser per la rilevazione della velocità. E annuncia battaglia su questo fronte. Proprio la «pistola-laser» crea scompiglio tra gli automobilisti. Lungo via dei Fori Imperiali chi, nonostante la fretta, nota i ciclisti romani intenti nella rilevazione, prova a rallentare. Guarda incuriosito. Preoccupato, forse, che si tratti di forze dell’ordine appostate per elevare multe. Un automobilista inverte addirittura la marcia su via dei Fori Imperiali per chiedere lumi. «Mi avete fatto la multa?». «Non siamo vigili» rispondono i ragazzi del Coordinamento. «Ambè». Neanche le contravvenzioni, dunque, possono essere un deterrente? «Non bastano – prosegue Bellino – c’è chi le multe nemmeno le paga. Serve educazione e disciplina stradale. È necessario che i capiscano di non essere uniche utenti della strada». Rilanciano dal Coordinamento: «Attendiamo un’altra vittima per arginare la situazione?».

Simona De Santis

fonte: corriere.it


21/11/2008

Caos al concorso per magistrati «Una farsa, la prova va annullata»

Caos al concorso per magistrati «Una farsa, la prova va annullata»

Cori, proteste e denunce nella prova per 500 posti da uditore giudiziario. Sopra i banchi anche i vietatissimi codici «commentati» con il timbro del ministero che ne autorizza l'utilizzo

 

 

MILANO - Niente male per essere un concorso per futuri magistrati. Niente male, poi, per un concorso organizzato dal ministero della «Giustizia». Dentro le aule è entrato di tutto: fotocopie, fisarmoniche di carta con possibili tracce e, soprattutto, codici «irregolari», cioè «commentati». Eppure ugualmente approvati dai cancellieri durante i controlli con tanto di timbro del dicastero di via Arenula. Così si spiega la sollevazione generale mercoledì scorso da parte dei partecipanti. E la contestazione è andata avanti per almeno un'ora. Andiamo per ordine.

 

Tutti in coda (Silvano Del Puppo/Fotogramma)
Tutti in coda
LA STORIA - Lunedì nei padiglioni della Fiera di Milano a Rho, iniziano le procedure della prova del concorso nazionale da magistrato. Partecipano 5.600 laureati in legge, per 500 posti da uditore giudiziario. Tutti hanno con se i testi che potranno poi consultare in aula. Ma prima devono superare il controllo. Cioè, un cancelliere di tribunale, quindi un esperto, verifica i loro libri. Controlla che siano realmente dei codici e che non vi siano infilati dentro dei fogli. Non deve esserci trascritto assolutamente nulla. Ma soprattutto il cancelliere deve controllare i volumi siano conformi al bando. Cioè dei semplici codici senza commenti. Due giorni di lavoro e code interminabili per fare questi controlli. Eppure cosa accade? Mercoledì, giorno della prova scritta, i futuri magistrati si ritrovano degli aspiranti colleghi con testi «fuorilegge» però con tanto di timbro del ministero della Giustizia.

LE DENUNCE - Intorno alle 18, quando è stato consentito ai candidati che lo desideravano di lasciare il padiglione, sono stati tanti quelli usciti furenti: «O i cancellieri sono incompetenti, e non si capisce perché il ministero si serva di loro, oppure sono in malafede», denuncia Marco che arriva da Napoli. «Io sono stata sottoposta ad un controllo che è durato dieci minuti. Non si spiega come sia possibile che quei volumi abbiano ottenuto il timbro ministeriale. Eppure, anche un bambino vedrebbe che il tomo pesa il doppio perché contiene dei commenti», urla Katia dalla Sicilia. Così è iniziata la sollevazione dei futuri magistrati. Con il coro «vergogna, vergogna» all'indirizzo della commissione d'esame. E dopo le proteste sono andati a denunciare i fatti in procura. Una cinquantina di ragazzi ha anche abbandonato il concorso: «È una farsa. Vogliamo che la prova venga annullata!», ci dice un giovane neolaureato che arriva da Genova. Alla fine, 21 espulsi il primo giorno e una cinquantina giovedì.

IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO - Venerdì mattina in tanti hanno rinunciato alla prova. E si chiedevano come mai il presidente della commissione, Antonio Gialanella, nominato appena 14 giorni prima della prima della prova, dopo appena una settimana ha lasciato l'incarico: «Forse il suo telefono era diventato rovente», afferma un futuro magistrato che vuole restare anonimo (sic!). «Una settimana a Milano per fare il concorso, ho speso 1000 euro tra albergo e viaggio, e devo assistere ad un simile spettacolo». Molti poi contestano che il concorso si tenga nella sede unica di Milano quando negli anni passati si teneva anche a Roma. Giovanni da Catania è lapidario: «Forse qualcuno della Lega vuole penalizzare la maggioranza dei concorrenti che arriva dal sud?». Ma questa è un'altra polemica.

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