18/06/2010

Obbligo di rettifica per i siti: la Rete prepara emendamenti Blogger e parlamentari si sono alleati nel contrasto alla norma del ddl intercettazioni che prevede sanzioni per la blogosfera italiana fino a 12.500 euro. Modifiche elaborate sul Web, stanno pe

Obbligo di rettifica per i siti: la Rete prepara emendamenti Blogger e parlamentari si sono alleati nel contrasto alla norma del ddl intercettazioni che prevede sanzioni per la blogosfera italiana fino a 12.500 euro. Modifiche elaborate sul Web, stanno pe

Blogger e parlamentari si sono alleati nel contrasto alla norma del ddl intercettazioni che prevede sanzioni per la blogosfera italiana fino a 12.500 euro. Modifiche elaborate sul Web, stanno per essere presentate alla Camera

 

internet_volto_davanti_a_un_pc.jpg

 

 

“Chiuso per rettifica”. E’ la scritta che tra qualche mese potrebbero trovarsi ad esporre siti e blog italiani. Costretti a interrompere le pubblicazioni per l’impossibilità di tenere testa a una piccola norma inserita nella legge sulle intercettazioni. Saranno limitati nella loro libertà di raccontare e commentare, dall’obbligo di soddisfare entro 48 ore ogni richiesta di rettifica, allo stesso modo di tv e giornali. Per chi gestisce una pagina web da solo, per passione, anche un fine settimana a computer spento potrebbe allora rivelarsi fatale: dopo due giorni dalla richiesta di correzione, scatterebbe una sanzione fino a 12.500 euro. Perciò l’allarme è alto. E, in vista del varo definitivo della legge alla Camera, la blogosfera italiana prepara le contromosse. Un anno fa oltre 800 blog e siti italiani aderirono all’iniziativa: “Alza la voce”. Una manifestazione e uno sciopero virtuale indetti per denunciare l’iniquità della nuova norma sulla rettifica in Rete, introdotta a Montecitorio nel ddl intercettazioni. Si nutrivano ancora speranze, allora, che la disposizione potesse essere stralciata o quantomeno modificata al Senato. Ma così non è stato. E ora che la legge sugli ascolti si avvia al varo definitivo, da Internet partono iniziative volte a tradursi direttamente in proposte di emendamento alla norma incriminata, il comma 29 dell’articolo 1. “È la tomba della libertà di informazione in Rete”, sostiene dalle pagine del suo blog Antonio Di Pietro. “Una cosa è pretendere rettifiche e chiarimenti da siti professionali – spiega il senatore dell’Idv Luigi Li Gotti – un’altra richiederle a quelli amatoriali, il cui responsabile è chi ha registrato il sito ma spesso naviga su Internet saltuariamente”. “Si può rischiare una maximulta perché magari si è in vacanza o non si controlla la posta?”, domanda il Partito democratico, che ha indetto per venerdì 18 giugno una giornata di discussione sulla libertà del Web. E che, per iniziativa di Paolo Gentiloni, Matteo Orfini e Giuseppe Civati ha lanciato una mobilitazione on-line. Il Pd annuncia alla Camera un emendamento abrogativo dell’obbligo di rettifica e lancia una sfida ad aderire ai colleghi del Pdl e della Lega che sono iscritti all’intergruppo parlamentare 2.0: “Nei convegni si esprimono sempre per la libertà d’espressione in Rete. Ora devono dimostrare che le loro non sono solo parole, da abolire a un cenno di Berlusconi”. Ma uno di questi colleghi, il deputato del Pdl Roberto Cassinelli, si è già mosso per proprio conto. E, raccogliendo l’invito a intervenire lanciato dalle pagine dei blog Il Nichilista e Byoblu, ha chiesto al Web un aiuto per elaborare un proprio emendamento. Il risultato è una proposta di modifica che lascia il limite di 48 ore alla rettifica sui siti di testate registrate, lo allunga a sette giorni per i siti non registrati e riduce la sanzione a un massimo di 2.500 euro per le pagine gestite senza fini di lucro. Cassinelli si dice ottimista sulla possibilità di far passare una modifica del genere. Ma se così non fosse, se la norma alla fine venisse davvero varata, il giurista Guido Scorza, uno dei primi a lanciare l’allarme sul rischio “chiusura” della blogosfera italiana, ha già elaborato una soluzione per rispondere colpo su colpo a una legge “stupida”, frutto “dell’ignoranza con la quale il Palazzo continua ad affrontare le cose della Rete”. “Sarà sufficiente pubblicare – suggerisce Scorza - in calce a ogni post un link che inviti chiunque abbia interesse alla rettifica a comporre autonomamente un commento di un numero di caratteri corrispondente all’informazione da rettificare e pubblicarlo, sempre autonomamente, sul blog stesso, giusto di seguito, rispetto al post incriminato”. Fatta la legge, trovato l’inganno? No, risponde Scorza: si tratta soltanto di rendere automatico “un processo che già oggi, senza bisogno di alcuna legge, è alla portata di tutti”.

Serenella Mattera


29/05/2010

Intercettazioni, 11 emendamenti del Pdl Si potrà pubblicare il riassunto degli atti

Intercettazioni, 11 emendamenti del Pdl Si potrà pubblicare il riassunto degli atti

Ridotte le sanzioni per gli editori. Stretta sulle conversazioni, ma eliminate restrizioni per i pubblicisti. Maroni: ddl non pregiudica indagini mafia.

 

 

(Ansa)
(Ansa)

MILANO - «La nuova normativa sulle intercettazioni (che lunedì arriva in Senato per la discussione generale, ndr) non pregiudica per nulla le attività investigative nei confronti della criminalità organizzata. Non c'è nessun ostacolo, dal mio punto di vista io sono tranquillo». Così il ministro dell'Interno Maroni, a margine della riunione del G6 a Varese.

EMENDAMENTI - Intanto la maggioranza fa un'operazione-trasparenza sulle proposte di modifica al ddl, contestato da più parti: gli 11 emendamenti presentati da Pdl e Lega sono stati pubblicati sul sito del Pdl al Senato. La Lega, ha fatto sapere il presidente del Carroccio al Senato Bricolo, «condivide tutti gli emendamenti presentati a prima firma Gasparri, che rappresentano una soluzione equilibrata tra il diritto di cronaca e quello alla riservatezza dei cittadini. Attendiamo l'inizio dell'esame in Aula auspicando un clima di confronto tra tutte le forze politiche». «La norma era chiara, l'esecutore non l'ha applicata bene; è chiaro che la fonte, ossia il legislatore, interviene nuovamente» ha sintetizzato il ministro della Giustizia Alfano. Il gruppo del Pd al Senato ha presentato circa 160 emendamenti, che si vanno ad aggiungere ai 110 dell'Idv e ai 10 di Alleanza per l'Italia.

I DIVIETI - Alcuni emendamenti riguardano il lavoro dei giornalisti: viene autorizzata la pubblicazione «per riassunto» degli atti delle indagini. È invece vietata la pubblicazione anche parziale, per riassunto o nel contenuto delle intercettazioni, anche se non più coperte dal segreto fino alla conclusione delle indagini preliminari. Vietata la pubblicazione anche in questo caso parziale, per riassunto o nel contenuto, delle ordinanze emesse in materia di misure cautelari. Stesso divieto vale anche per le richieste di tali misure. Si potrà pubblicare il contenuto solo dopo che l'indagato o il suo difensore siano venuti a conoscenza dell'ordinanza del giudice. È sempre vietata la pubblicazione delle intercettazioni di cui sia stata ordinata la distruzione o che riguardino fatti, circostanze e persone estranee alle indagini. Un altro emendamento prevede che non ci sia alcun limite alle intercettazioni se le indagini servono alla cattura di un latitante. La disciplina prevista dal ddl si applica «anche ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge».

EDITORI - La maggioranza interviene anche per ridurre le sanzioni agli editori. L'emendamento, primo firmatario Gasparri, prevede di sostituire le parole «da 250 a 300 quote» con «da 100 a 200 quote». Dunque, le sanzioni per gli editori che pubblicheranno gli atti giudiziari prima dell'udienza preliminare andranno da 25.800 a 309.800 euro. Ogni quota può oscillare dai 258 ai 1.500 euro.

RIPRESE TV - L'intero comma 10, quello che riguardava la disciplina sulle riprese visive, viene soppresso. Si parlerà solo di «intercettazioni di immagini mediante riprese visive», togliendo così tutta la parte che disciplinava le riprese visive "captative" e "non captative". «Le riprese visive, insomma - ha spiegato il relatore del ddl Roberto Centaro - diventeranno oggetto di una normativa ad hoc».

PUBBLICISTI - Infine l'appello di Milena Gabanelli a Report è stato ascoltato: anche i pubblicisti, oltre agli 007 e ai giornalisti professionisti, potranno effettuare registrazioni di comunicazioni e riprese ai fini dell'attività di cronaca. Uno degli emendamenti stabilisce la non punibilità «quando le riprese e le registrazioni sono effettuate ai fini dell'attività di cronaca da giornalisti iscritti all'ordine professionale» e non più, come era nel testo approvato dalla commissione «giornalisti iscritti all'albo professionale».

 

 

Redazione online


03/04/2009

Cervello: il sonno lo «ripulisce»

Cervello: il sonno lo «ripulisce»

 

SCOPERTA DI RICERCATORI ITALIANI PUBBLICATA SU SCIENCE. Svelato a livello molecolare il meccanismo che permette di liberare la testa delle informazioni inutili accumulate

 

(Contrasto)

Se si dorme male la testa diventa «pesante», nel vero senso della parola. La mancanza di sonno, infatti, favorisce l'accumulo di proteine a livello delle sinapsi, cioè i punti di congiunzione fra i neuroni, fondamentali per il passaggio delle informazioni fra una cellula nervosa e l'altra. A scoprirlo sono stati Chiara Cirelli e Giulio Tononi scienziati italiani della University of Wisconsin-Madison School of Medicine, la cui ricerca è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica «Science».

L'ESPERIMENTO - L'osservazione rappresenta una prova della teoria secondo cui il sonno è il momento in cui il cervello mette in ordine tutte le informazioni accumulate il giorno precedente ed elimina quelle superflue. Negli ultimi anni vari studi a firma di Tononi, neuropsichiatra italiano trasferitosi all'estero da oltre 15 anni dopo una laurea in medicina a Pisa, hanno lasciato intravedere la concreta possibilità che la pulizia cerebrale avvenisse ogni notte mentre dormiamo. Nel nuovo studio arriva una dimostrazione diretta di ciò: gli esperti hanno impedito ai moscerini di dormire per 24 ore e osservato con un potente microscopio che ciò causava l'aumento di concentrazione di cinque proteine nelle sinapsi. Permettendo ai moscerini di dormire, dopo il sonno il contenuto proteico delle sinapsi si riduce del 30-40%. Il sonno fa pulizia, dunque, serve a far ripartire in quarta il cervello ogni giorno che viene, consentendogli di lavorare al meglio.