11/09/2010
Tre operai morti durante la bonifica di una cisterna
Tre operai morti durante la bonifica di una cisternaAlla DSM, ditta farmaceutica di capua. Recuperati i tre corpi: soffocati dalle inalazioni
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24/06/2010
Marea Nera, marinaio si suicida. “Disperato per il disastro”
Marea Nera, marinaio si suicida. “Disperato per il disastro”Il capitano di un’imbarcazione assoldato dalla Bp per la pulizia delle acque del golfo si è tolto la vita sparandosi con la sua pistola. Da quanto riferito dal suo equipaggio “era sconvolto dalla portata dell’inquinamento”
Un dramma personale scuote le operazioni per arginare il disastro provocato dalla marea nera, nel sud degli Stati Uniti. Il capitano di un'imbarcazione assoldato dalla Bp per partecipare alle operazioni di pulizia si è tolto la vita sparandosi un colpo alla testa. Come ogni giorno William Kruse, 55 anni, aveva raccolto l'equipaggio e si apprestava a partire dalla costa dell'Alabama. Poi ha detto ai marinai di andare a prendere del ghiaccio e quando sono tornati a bordo lo hanno trovato morto. Kruse, a quanto riferito, era rimasto sconvolto e adirato per i danni causati dalla fuoriuscita di greggio che sta devastando l'ecosistema delle coste meridionali degli Stati Uniti.
Intanto la Bp ha riposizionato il "tappo" che argina la fuoriuscita di greggio nel Golfo del Messico, dopo che era stato temporaneamente rimosso per un incidente causato da un robot sottomarino. Lo ha reso noto la stessa compagnia petrolifera che in una nota ha riferito che il sistema "ha ripreso a pompare petrolio e gas".
La rimozione del tappo aveva provocato un notevole aumento del flusso di greggio che ha già provocato il più grave disastro ambientale nella storia degli Usa, minacciando l'ecosistema della Louisiana e di altri Stati meridionali.
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26/05/2009
Tragedia alla Saras, morti tre operai
Tragedia alla Saras, morti tre operai
L'IMPIANTO DI PROPRIETA' DELLA FAMIGLIA MORATTI. Si trovavano in un impianto di desolforazione. Napolitano: «Cordoglio per le vittime»
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| L'impianto di raffineria Saras (dal web) |
CAGLIARI - Tre operai sono morti e altri due sono rimasti feriti martedì pomeriggio intorno alle 14 all'interno degli impianti della raffineria Saras a Sarroch (Cagliari). Le tre vittime, secondo le prime informazioni, stavano pulendo una cisterna in un impianto di desolforazione. Sono deceduti, l'uno per salvare l'altro, per asfissia, anche se non si esclude l'intossicazione da anidride solforosa. Daniele Melis, di 29 anni, Luigi Solinas, di 27, e Bruno Muntoni, di 56, erano tutti di Villa San Pietro, piccolo paese confinante con Sarroch. Muntoni era sposato e padre di tre figli. Il presidente e l'ad della Saras, Gianmarco e Massimo Moratti, hanno subito raggiunto Sardegna appresa la notizia. I Moratti hanno comunicato con una nota il «tragico evento» verificatosi presso la raffineria di Sarroch, esprimendo «profondo dolore».
I SOCCORSI - Sul luogo dell'incidente sono intervenuti medici del 118, ma per i tre operai era già tardi. Sulle cause della morte restano molti dubbi, che verranno chiariti dall'inchiesta della magistratura. Secondo il medico della Saras sarebbero morti per asfissia, cioè per mancanza di ossigeno. L'azienda assicura che la cisterna era stata bonificata con azoto lunedì sera, ma non è escluso che i tre abbiano respirato anidride solforosa. Da quanto si è appreso, i tre operai morti erano dipendenti della Comesa, una ditta esterna che lavora per la Saras e che ha in appalto alcuni lavori all'interno della raffineria. In queste settimane gli impianti sono interessati da una serie di interventi di manutenzione programmata.
LA RABBIA DEI COLLEGHI - Subito dopo l'incidente, i dipendenti sono stati invitati a mettere in sicurezza gli impianti e ad abbandonare lo stabilimento, e la Saras, esprimendo cordoglio ai familiari, ha sottolineato di attendere la ricostruzione dei fatti da parte delle autorità. Nel frattempo all'esterno cresceva la rabbia degli operai, passati dallo sgomento alla disperazione. Tante le accuse lanciate all'azienda sulla sicurezza, soprattutto quella di far svolgere le mansioni più pericolose alle ditte esterne e non ai dipendenti. «Rischiamo la vita tutti i giorni per 900 euro al mese - ha detto un operaio di
SCIOPERO - I sindacati parlano di morti annunciate e chiedono di accelerare l'entrata in vigore del testo unico sulla sicurezza. Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato per mercoledì uno sciopero di otto ore, l'intera giornata lavorativa, nello stabilimento Saras. Dalle 6 i lavoratori dell'area industriale, circa 3.000 persone, aderenti alle tre sigle sindacali si asterranno dalle attività. Come preannunciato da Nicola Marongiu, segretario della Camera del lavoro di Cagliari, lo sciopero riguarderà tutte le categorie operanti nella zona: chimici, metalmeccanici ed edili. «Non sappiamo se l'accumulatore dove i tre operai sono morti fosse stato bonificato», spiega Marongiu. «Certo, il gas che li ha uccisi non doveva essere presente al momento del loro ingresso della zona di accumulo, dove si svolge un particolare tipo di lavorazione sul gasolio». «La raffineria è un luogo ad alto rischio, non è prima volta che succedono incidenti mortali, ma mai erano stati di questa gravità. È un incidente gravissimo - ha detto il segretario generale della Cgil sarda, Enzo Costa - ma nessuno parli di fatalità, la pericolosità del sito era ampiamente nota».
LA STORIA - La Saras è stata fondata Angelo Moratti nel lontano 1962. Adesso è guidata dai suoi eredi. La società si occupa di raffinazione petrolifera e l'impianto di Sarroch, uno dei sei supersite d'Europa, lavora circa 300.000 barili al giorno, cioè il 15% dell'intera raffinazione in Italia.
IL CORDOGLIO - Unanime il cordoglio del mondo istituzionale e politico. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dalla prefettura di Firenze, dove ha partecipato a un convegno su Galileo Galilei, si è messo in contatto con il prefetto di Cagliari per avere ragguagli sulla dinamica del grave infortunio. Il capo dello Stato ha pregato il prefetto di sprimere ai familiari delle vittime la sua vicinanza e il suo cordoglio a nome di tutto il Paese. L’incidente è «una ennesima tragica notizia» ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che in occasione del convegno «Il lavoro che cambia» ha invitato i presenti in sala a tributare un minuto di silenzio. Anche l'Aula del Senato ha osservato un minuto di silenzio per i tre operai morti a Saras. Tutti i gruppi sono intervenuti esprimendo cordoglio per la morte dei tre operai. «Il profondo cordoglio proprio personale e quello dell'intera Assemblea di Palazzo Madama» è stato espresso da Renato Schifani. Cordoglio anche dal segretario del Pd, Dario Franceschini, mentre il Governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci ha parlato di «tragedia immane». Concetti ribaditi anche dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi («ora sono doverosi i più attenti e scrupolosi accertamenti sulle responsabilita») e dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.
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22/05/2009
La villa di Paul Mc Cartney cancellata da Google Street View
La villa di Paul Mc Cartney cancellata da Google Street View
L'ex Beatle aveva protestato per motivi di sicurezza. Ora chiunque può togliere la propria casa dal sito cliccando un semplice pulsante
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| (Ap) |
LONDRA - Google ha rimosso la villa di St John’s Wood di Sir Paul McCartney da “Google Street View”, dopo che lo stesso cantante si era ufficialmente lamentato per quella che considera un’indebita violazione della privacy. Come riporta il Sun, il cantante si è arrabbiato parecchio quando ha scoperto che chiunque poteva dare un’occhiata alla sua casa, così come alle altre che ci sono nella sciccosissima via londinese in cui si trova, e, fissato com’è con la sicurezza sin da quando John Lennon venne ammazzato nel 1980, ha presentato una lamentela alla casa madre del servizio di mappatura online delle città tramite il security team che controlla gli accessi alla sua proprietà 24 ore su 24. «Paul si è molto agitato quando ha saputo che chi utilizza Google poteva avere una visione a 360 gradi della sua casa», ha raccontato una fonte protetta da anonimato al tabloid.
QUI HA COMPOSTO HEY JUDE - In questa casa McCartney ha composto alcuni dei pezzi storici dei Beatles, come Penny Lane e Hey Jude, mentre nel 1976 fece costruire una cappella per la meditazione all’interno del parco, con un letto circolare, regalo personale dell’attore Groucho Marx . Un portavoce di Google ha spiegato che chiunque può ora togliere la propria casa dal sito cliccando un semplice pulsante, aggiungendo, però, che «il servizio è stato utilizzato da milioni di persone fin dal suo lancio e che la stragrande maggioranza si è detta entusiasta di vedere indicata la propria casa».
Simona Marchetti
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19/05/2009
San Francisco fa la guerra ai mozziconi
San Francisco fa la guerra ai mozziconi
I filtri gettati in strada costano alla collettività 10 milioni di dollari ogni anno. Il sindaco ha annunciato una tassa di 33 centesimi sui pacchetti: serve per pulire marciapiedi e tombini
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| (Ap) |
NEW YORK - Per la prima volta, negli Usa, la lotta contro il tabacco insegue i fumatori anche dopo l'ultimo tiro di sigaretta. A San Francisco è infatti iniziata la guerra ai mozziconi, i filtri non biodegradabili, che inquinano le strade della città costando ogni anno oltre 10 milioni di dollari alla collettività. Il sindaco della città nord californiana Gavin Newsom ha infatti annunciato una tassa per sanzionare una vecchia abitudine dei suoi concittadini: il lancio dei mozziconi spenti in strada.
NUOVA TASSA - La proposta, che sarà presentata il prossimo mese al consiglio comunale, consisterà in un aumento di 33 centesimi sul prezzo dei pacchetti di sigarette, sufficiente a ripagare i milioni di dollari spesi ogni anno per rimuovere i filtri dai marciapiedi, dalla grondaie e dai tombini. Secondo Newsom, «la tassa contribuirà a ridurre l'uso del tabacco, quindi avremo anche un beneficio per la salute pubblica». San Francisco già ha dimostrato in passato un approccio severo nei confronti dei fumatori. La città ha imposto di recente un bando alla vendita di tabacco nei drugstore, le farmacie-supermecato, e ha vietato l'accensione delle sigarette in molti luoghi pubblici all'aperto. I produttori di tabacco hanno già fatto sentire la loro voce. Frank Lester, portavoce della Reynolds American, secondo produttore di sigarette negli Usa, ha spiegato che «anche se pensiamo che le persone non dovrebbero gettare i mozziconi in strada, ci opponiamo all'idea di una tassa addizionale». Più prudente è stata la Philip Morris, che preferisce attendere la presentazione formale della proposta prima di prendere posizione, pur avendo già annunciato la propria contrarietà ai nuovo aumento.
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21/03/2009
Privacy, Street View troppo indiscreto Google cancella le foto di chi protesta
Privacy, Street View troppo indiscreto Google cancella le foto di chi protesta
Proteste da parte di persone inquadrate a loro insaputa nelle immagini: scatta la pulizia. In gran bretagna primi oscuramenti
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LONDRA - L'offensiva della privacy contro l'invasione di immgini pubbliche di Street View comincia dalla Gran Bretagna. I responsabili del servizio offerto da Google hanno dovuto cancellare diverse immagini dopo una serie di proteste da parte di persone ritratte a loro insaputa nelle foto. Le prime fotografie oscurate, pubblicate dal «Daily Mail», sono state quelle di un ignaro signore che, con fare circospetto, esce da un sexy shop nel quartiere di Soho a Londra. Mai avrebbe potuto immaginare di finire davanti agli occhi di milioni di utenti. Sempre a Londra, un altro ragazzo è stato ritratto mentre, forse dopo aver bevuto un bicchiere di troppo, dava di stomaco all'angolo di una strada. «Bbc online» aggiunge che altre immagini tolte riguardano anche alcune persone arrestate.
ALTRE RIMOZIONI - «Non possiamo quantificare il numero di proteste che abbiamo ricevuto», aveva annunciato un portavoce di Google, «ma stiamo prendendo contatto con gli utenti e nelle prossime ore oscureremo le immagini». E così è stato, a partire da ieri. La società ha promesso, anche per il futuro, che rimuoverà tutte le foto che possano violare la privacy. Il nuovo servizio di Google, diffuso anche in tutte le maggiori città italiane, consente agli utenti di vedere le immagini catturate periodicamente da alcune telecamere piazzate a bordo di veicoli. 'Steet View', lanciato due anni fa negli Stati Uniti, si è diffuso in Francia, Spagna, Australia, Nuova Zelanda, Giappone. La versione britannica comprende milioni di foto di 25 città, tra cui Londra, Edimburgo, Cardiff, Manchester, Oxford e Leeds. Altre località, hanno annunciato, saranno aggiunte nei prossimi anni. Il servizio è totalmente gratuito ed è accessibile, oltre che dal computer, anche da cellulari di ultima generazione.
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19/10/2008
Le insidiose trappole dell’igiene
Le insidiose trappole dell’igieneSiamo troppo puliti? Meno germi, più allergie. Ora questa ipotesi si estende al diabete e ai tumori
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| (da www.napscompany.com) |
L’«ipotesi igienica» non è più una curiosità come sembrava quando fu proposta, alla fine degli Anni Ottanta, dall’epidemiologo britannico David Strachan, che attribuiva alla minore esposizione ai germi durante l’infanzia l’aumento delle malattie allergiche nei Paesi più ricchi. A conferma della sua teoria diversi studi mostravano come la probabilità di soffrire di eczema, raffreddore da fieno, o asma era più bassa tra chi aveva molti fratelli, aveva frequentato l’asilo nido fin dai primi mesi di vita, o comunque, vivendo in contesti socioeconomici più sfavorevoli, aveva contratto l’epatite A, la salmonellosi o altre malattie che si trasmettono in condizioni igieniche inadeguate. «Oggi a queste prove indirette si sono aggiunti esperimenti di laboratorio e studi su modelli animali — spiega Paolo Maria Matricardi, che attualmente è senior scientist presso il Dipartimento di pneumologia e immunologia pediatrica dell’Università di medicina Charité di Berlino —. Esaminando l’incidenza di allergia nei militari, per esempio, abbiamo dimostrato che l’effetto protettivo, più che dalle infezioni respiratorie, che anzi possono innescare l’asma, viene da germi trasmessi da mani poco pulite e da cibi contaminati».
L’ipotesi igienica si è intanto estesa: le difese dell’organismo umano, non dovendosi cimentare con le molteplici infezioni cui è stato esposto per millenni, si rivolgerebbero non solo contro elementi di per sé innocui, come nelle malattie allergiche, ma anche verso tessuti e organi propri, scatenando malattie autoimmuni, come il diabete, la sclerosi multipla o il morbo di Crohn. Per studiare l’applicazione della teoria igienica al diabete di tipo 1 l’Unione europea ha stanziato 6 milioni di euro. Si è osservato, infatti, che in Finlandia il diabete è 6 volte più comune che in Russia e che in alcune regioni della Russia sono più frequenti le infezioni intestinali: il progetto Diabimmune, dovrà stabilire, indagando su 7 mila bambini, se c’è un legame tra queste due circostanze. La linea di ricerca più innovativa e di cui si è finora meno sentito parlare, però, è quella che riguarda i tumori, perché anche la loro genesi è tenuta sotto controllo dal sistema immunitario. Si è partiti dall’osservazione che i bambini inseriti al nido nei primi mesi di vita hanno un rischio ridotto di ammalarsi di leucemia infantile, o di sviluppare da grandi il linfoma di Hodgkin, tumore del sistema linfatico che è meno frequente anche nei giovani con più fratelli maggiori.
«Anche le difese immunitarie contro i tumori vengono attivate dal contatto con i germi, soprattutto dalle componenti di alcuni batteri, chiamate endotossine, — spiega il professor Giuseppe Mastrangelo, del Dipartimento di medicina ambientale e sanità pubblica dell’Università di Padova — con cui vengono particolarmente a contatto alcune categorie professionali, come gli allevatori e i lavoratori dei cotonifici». «Chi lavora nelle stalle, per esempio, ha cinque volte meno probabilità di avere un cancro al polmone rispetto ai contadini che non allevano animali — prosegue l’epidemiologo padovano — . Il rischio diminuisce quante più sono le mucche da accudire e torna ad aumentare col tempo se gli allevatori cambiano lavoro. In maniera analoga, le addette alla lavorazione del cotone sembrano protette, oltre che nei confronti del tumore al polmone, anche verso il tumore al seno, al fegato, allo stomaco, al pancreas. E pure in questo caso l’effetto protettivo è tanto maggiore quanto più intenso e lungo è stato il contatto con l’endotossina, presente nella polvere di cotone, così come nel letame».
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