15/09/2010
Cavallo si schianta contro autobus Muore l'autista, cinque feriti
Cavallo si schianta contro autobus Muore l'autista, cinque feritiE' successo nella notte sulla statale Domiziana, all'altezza di Castel Volturno. Il mezzo è finito nel torrente Agnena e per i soccorritori non è stato facile portare in salvo i sei pendolari che si trovavano sul mezzo
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16/05/2010
Lancio di tondini di ferro sulla A8 Ferito l'autista di un pullman
Lancio di tondini di ferro sulla A8 Ferito l'autista di un pullmanAl chilometro 1, in direzione Varese. Traffico interrotto fino alle 19.40. L'uomo, colpito a una gamba, è stato medicato sul posto. Venerdì c'era stato un lancio di sassi
| Torce per segnalare il pericolo sulla A8 (Fotogramma) |
MILANO - I vandali oggi sono entrati in azione poco prima delle 18 di sabato. Hanno cominciato a tirare tondini di ferro, nei pressi dell'innesto tra la A/8 Milano-Varese e la A/4 Milano-Venezia. Alcuni oggetti hanno colpito un pullman: il mezzo ha sbandato, l'autista si è fatto male alle gambe, ma è riuscito a tenerlo in strada e poi a fermarlo, senza altre conseguenze. Sono scattati immediati i soccorsi, mentre l'autostrada veniva chiusa per consentire il recupero dei tanti oggetti scagliati sulla carreggiata. Il traffico è rimasto bloccato per un paio di ore. La società Autostrade ha spiegato che, per consentire la rimozione dei tondini scagliati sulla carreggiata, è stato necessario chiudere il bivio per chi proviene da Brescia e lo svincolo di immissione per la A8 dal raccordo di viale Certosa a Milano. Ciò ha causato code fino alle 19.40 circa, quando il bivio è stato riaperto.
IL PRECEDENTE - Venerdì c'era stato un episodio analogo nel tardo pomeriggio, ma senza conseguenze: l'autostrada era rimasta chiusa per alcuni minuti quasi nello stesso punto, nel territorio di Baranzate, sempre in direzione Varese, a causa del lancio di sassi. I responsabili del gesto ancora non sono stati identificati, anche se i sospetti si sono diretti subito verso alcuni ragazzi che vivono in un campo nomadi in via Monte Bisbino, a poca distanza dall'autostrada. Dopo l'episodio di sabato pomeriggio il campo, che è regolare, anche se alcune costruzioni all'interno sono abusive, è stato controllato e ispezionato. Non sembra sia stato trovato nulla.
DE CORATO: «INSEDIAMENTO ABUSIVO» - Per il vicesindaco e assessore alla sicurezza del Comune di Milano, Riccardo De Corato, che si basa sui rapporti della polizia urbana, non ci sono dubbi: i responsabili provengono dal campo nomadi di via Monte Bisbino: «È il secondo episodio che si registra nell'arco di 24 ore, fatti che impongono un forte e efficace intervento delle forze dell'ordine per porre fine a una situazione che è al di fuori di ogni regola - ha detto il vicesindaco -. Non si può tollerare che i soggetti che vivono in questo insediamento abusivo, lanciando pietre, mettano a repentaglio la sicurezza dei tanti automobilisti che quotidianamente percorrono l'autostrada. Creando poi disagi alla circolazione a causa della chiusura temporanea dei tratti interessati. E' necessario pertanto disattivare nel più breve tempo possibile questa situazione. Oggi l'autista è rimasto lievemente ferito. Ma la prossima volta le conseguenze potrebbero essere ancora più pesanti».
Redazione online
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25/08/2009
Livorno, ruba pullman e uccide un uomo
Livorno, ruba pullman e uccide un uomo
Ha urtato violentemente un camper e schiacciato contro un muro la vittima. Il 38enne è in cura da tempo per disturbi psichiatrici. Giorni fa aveva dato fuoco alla sua abitazione.
LIVORNO - Ha rubato un pullman da un deposito, investendo un meccanico che stava riparando un camper sul bordo della strada. È successo a Livorno: l'uomo che si è messo alla guida del bus, Giampaolo Poletto di 38 anni, è in cura da tempo per disturbi psichiatrici in una clinica di Cecina.
MORTO SUL COLPO - Martedì notte, intorno alle 4, Poletto è entrato nel deposito di Rosignano e ha preso un pullman. La mattina, verso le 9, ha preso gli Scali della Dogana D'Acqua nel quartiere Pontino. Lì un meccanico di 40 anni, Enrico Raffaelli, stava lavorando al motore di un camper. Il pullman ha urtato violentemente il retrotreno del camper schiacciando contro il muro di una casa il meccanico. Immediati i soccorsi. Sul posto due ambulanze della Misericordia e un volontario della Pubblica assistenza che abita nella stessa strada dove è avvenuto l'incidente. Ma per il meccanico non c'è stato niente da fare. Enrico Raffaelli ha smesso di respirare dieci minuti dopo l'impatto. Il magistrato di turno, Giuseppe Rizzo, ha disposto l'esame esterno della salma prima di dare il nulla osta per i funerali. L'uomo era sposato e aveva due figli di 22 e 17 anni.
OMICIDIO COLPOSO - Giampaolo Poletto, giostraio di professione e residente a Rosignano, è stato arrestato dai vigili urbani con l'accusa di omicidio colposo, ma dovrà anche rispondere del furto del bus. Nelle scorse settimane l'uomo aveva tentato di dare fuoco alla propria casa e le autorità locali ne avevano chiesta la custodia per scongiurare altri pericoli: la proposta era stata respinta dai giudici che hanno deciso di lasciare l'uomo in libertà.
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19/04/2009
Il bus delle (aspiranti) mogli In 44 per ripopolare la campagna
Il bus delle (aspiranti) mogli In 44 per ripopolare la campagna
Spagna, gita in cerca di scapoli. «Abbiamo intenzioni serie». L’idea di un broker assicurativo: «Due, tre successi ogni viaggio». Gli incontri fra scherzi e timidezze
SAN CRISTOBAL ENTREVIÑAS (Castiglia e Leon) — Quarantaquattro spose per ventidue fratelli. Venti, al momento della verità, perché due non reggono l’emozione o la fifa, e si defilano appena il pullman granturismo, macinati i 270 chilometri di distanza da Madrid, si staglia all’inizio della nazionale 630 che attraversa il paese di San Cristobal Entreviñas, provincia di Zamora, a un passo dal confine portoghese. Porta un altro carico di donne disposte a «ripopolare » uno dei tanti spicchi di Spagna rurale che non approfitta dell’assegno bebé di Zapatero. O a confortare la routine solitaria dei campesinos, rimasti ad arare la terra e a coltivare le vigne senza altro diversivo di un maschio bicchierino, la sera al bar. Uomini tranquilli, troppo per i gusti del romantico broker assicurativo Manolo Gozalo Hernando, 53 anni, che da 14, nel tempo libero, si dedica a organizzare « caravanas de mujeres » nei villaggi ad alta densità di scapoli irriducibili, non tanto per scelta quanto per scarsità di compaesane. Quasi tutte partite appena maggiorenni a lavorare in città; e laggiù, più o meno definitivamente, accasate.
Le hanno aspettate invano di ritorno. Per la stessa strada, però in senso inverso, spuntano ora altre carovane di emigranti. Non cercano un impiego stagionale, ma un contratto a vita. Qualcuna un passaporto europeo. Hanno i capelli freschi di parrucchiere e, talvolta, di quella tinta biondo-platino improbabile per le loro origini latinoamericane. Ridono troppo, per essere davvero allegre, sulla corriera dell’amore diretta a stanare nel farwest castigliano qualche maturo John Wayne dimenticato. E, se Dio vuole, meno misogino. La statistica di Manolo è di due o tre successi a viaggio. Oltre 50 primavere sulle spalle e pochi grilli per la testa corvina: Madrid, per l’ecuadoriana Maria del Carmen, significa 12 ore quotidiane, dalle 7 alle 19, festivi inclusi, di dedizione a un’anziana signora non più autosufficiente. Per un giorno di gita con l’agente Cupido ha barattato il primo maggio. Pazienza.
Si è passata sulle labbra un rosso carminio e, sulle palpebre, un ombretto turchese; e si è accomodata nella prima fila del pullman: «Per distrarmi e fare nuove amicizie. Non spero di trovare un marito. Il mio mi ha lasciato dopo 24 anni, con tre figli. Li ho fatti laureare tutti, l’ultimo in ingegneria meccanica. Vivono a Quito, e quest’anno non potrò pagarmi i 2.300 euro del biglietto aereo per andare a trovarli». Così ne ha investiti 20 in questa scampagnata, che include pranzo, cena e pomeriggio danzante nelle sale del ristorante di Clara, perché a San Cristobal Entreviñas non c’è altro, a parte la chiesa romanica. Che chissà mai, possa rivelarsi utile più avanti. «Perché no?» chiosa Jany, la miss della comitiva, monumentale parrucchiera dominicana di 36 anni, chiome dai riflessi fucsia, jeans bianchi attillati che fanno crollare molte mandibole maschili. «Ho intenzioni serie e sono pronta a trasferirmi in campagna» garantisce al microfono della tivù locale. Sì, ma ha notato l’età media dei pretendenti? «Non importa, per l’amore non c’è età». E poi mancano ancora i timidi. I ventidue, meno due, del comitato d’accoglienza sono soltanto un’avanguardia.
Un’altra trentina si fa coraggio al bar, sempre di Clara, ridendo dei « solteros », i zitelloni già partiti all’attacco. Come Mariano, bel sessantenne dagli occhi blu: non si ritrae nemmeno davanti alla colombiana Rosa, che si presenta con un pancione di sette mesi e una pretesa imbarazzante, «cerco un papà per il mio bambino». Lui accenna un paso doble e promette: «Non farò domande ». Tanto scoprirà prima di pranzo che là sotto c’è un cuscino. Uno scherzo architettato in pullman. Manuel, il sensale, è alla 44ª spedizione, da 41 scortato dalla moglie dominicana, Venecia, conosciuta alla terza: «Manolo — lo redarguisce lei — cambia musica, basta salsa!». Prima di cena, al bar, Mariano rimugina i perché della sua affezione al celibato: «Le donne... Vogliono soltanto divertirsi». Già, John Wayne non l’avrebbe detto meglio.
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01/04/2009
Il viaggio di un 16enne afghano dalla Grecia all'Italia sotto un pullman
Il viaggio di un 16enne afghano dalla Grecia all'Italia sotto un pullman
Il mezzo riportava a casa una scolaresca in gita scolastica. E' rimasto per 24 ore nascosto all'interno del vano della ruota di scorta
TORINO - Un 16enne afghano è arrivato dalla Grecia all'Italia, per la precisione fino in provincia di Torino, nascosto nel vano della ruota di scorta di un pullman. È il viaggio della disperazione di un giovane profugo, giunto a Chieri sull'autobus che riportava a casa una scolaresca in gita scolastica. «È saltato fuori mentre scaricavamo le valigie - racconta Luigi Menini, il titolare della ditta di trasporti a cui appartiene il pullman - e ho subito chiamato carabinieri e Croce Rossa». Indolenzito e privo di forze, il giovane è stato portato al pronto soccorso, dove gli sono state somministrate due flebo.
24 ORE SOTTO IL PULLMAN - «Quando l'ho visto - riprende Menini - non riuscivo a credere ai miei occhi. Quel giovane è rimasto nascosto in quel vano angusto per più di 24 ore». E non era solo: un altro ragazzo, probabilmente connazionale, è saltato fuori da un altro pullman (in totale erano tre) che riportava a casa la scolaresca dalla Grecia. «Il mio autista ha subito avvisato la polizia stradale - dice Menini - mai avremmo immaginato che ci fosse un altro clandestino».
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16/01/2009
SPAGNA: SI ALLARGA LA GUERRA DEI BUS TRA ATEI E CREDENTI
SPAGNA: SI ALLARGA LA GUERRA DEI BUS TRA ATEI E CREDENTI

Iniziative analoghe sono già state prese a Londra e da poco a Genova. Rubiales ha finanziato la risposta dei credenti con le offerte domenicali raccolte nella sua piccola chiesa evangelica della periferia di Madrid. Il bus 'credente' è il secondo apparso nelle strade della capitale. Il primo, lanciato il 25 dicembre, dopo che il pastore aveva avuto sentore dell'intenzione del campo ateo di investire Barcellona, circola però solo all'estrema periferia sud di Madrid, tra Fuelabtra, Leganes e Aluche. Il nuovo bus passa invece in centro, fra l'altro vicino a Las Ventas, la famosa 'plaza de toros' di Madrid. La contromossa del club ateo non si è fatta attendere. L'Associazione madrilena degli Atei e Liberi Pensatori (Amal) ha ottenuto ieri il via libera del Comitato di autoregolamentazione della pubblicità al varo della campagna "Dio probabilmente non esiste" dalla fine del mese fino a marzo su due bus delle centralissime linee 3 e 5 di Madrid, fra la Puerta de Toledo e Plaza de San Amaro il primo, fra Puerta del Sol e Chamartin il secondo.
In altre parole i cartelli dell"orgoglio ateò passeranno più volte ogni giorno davanti a luoghi simbolo del cattolicesimo spagnolo, la Cattedrale dell'Almudena, l'Arcivescovado, ma anche il palazzo del governo di Madrid, in mano al Partido Popular, di ispirazione cattolica. Ma la disfida fra i due campi sembra dover allargarsi a macchia d'olio. Un'altra associazione cattolica raccoglie fondi per lanciare un terzo bus 'credente' a Madrid dalla fine del mese, l'Ual (che ha raccolto già oltre 16 mila euro per la campagna, e ne spenderà solo quattromila a Madrid) pensa di esportare il messaggio in altre città spagnole.
La 'guerra degli spot' sull'esistenza o meno di Dio ha già fatto colare torrenti di inchiostro nei giornali spagnoli, ma senza provocare contrapposizioni troppo accese. Una inviata di El Pais ha effettuato all'alba il primo viaggio nel centro di Madrid con il bus 'credente', raccogliendo le opinioni dei viaggiatori. Risultato: sei favorevoli allo spot 'credente', tre contrari e due "non lo so". Non tutti però apprezzano il metodo: "mi vergogno che in questo paese ci si presti a queste stupidaggini" è sbottato Ignacio Fraguas, 51 anni, che si è detto seccato dai cartelli degli uni e degli altri: "non mi va che mi si dica su un autobus cosa devo pensare: con tutti i problemi del mondo, ora reinventiamo le crociate, le guerre sante?".
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