26/01/2011

Khodorkovskij: «Uscirò dal carcere Il futuro della Russia è la democrazia»

Khodorkovskij: «Uscirò dal carcere Il futuro della Russia è la democrazia»

Il detenuto più celebre e imbarazzante della Russia. Il magnate prigioniero: «Putin sa quanto è debole il suo potere e cosa potrebbe farlo cadere»

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27/12/2010

Giudicato colpevole l'ex magnate russo del petrolio Khodorkovsky

Giudicato colpevole l'ex magnate russo del petrolio Khodorkovsky

A MOSCA IL SECONDO PROCESSO A SUO CARICO. Le accuse nei suoi confronti sono sottrazione di petrolio e riciclaggio di denaro. La procura aveva chiesto 14 anni

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03/12/2010

La «visione distorta» dell’alleato italiano amico e sodale di Putin

La «visione distorta» dell’alleato italiano amico e sodale di Putin

WIKILEAKS/I DOCUMENTI. I dispacci sull’intreccio di affari e politica e sulla dipendenza energetica dalla Russia

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09/07/2010

Usa, si dichiarano colpevoli le spie russe arrestate

Usa, si dichiarano colpevoli le spie russe arrestate

Come ai tempi della Guerra fredda sarebbe stato raggiunto un accordo per uno scambio di spie tra Stati Uniti e Russia. Potrebbe essere rilasciato l'esperto nucleare Sutyagin, arrestato 11 anni fa con l'accusa di tradimento a favore di Washington

 

 

Le spie russe arrestate il mese scorso hanno accettato di dichiararsi colpevoli. La dichiarazione verrà ufficializzata in un tribunale Federale dello Stato di New York. Seconde alcune fonti giornalistiche le dieci spie verranno condannate a 11 giorni di carcere per non aver dichiarato immediatamente di essere agenti del governo di Mosca e quindi espulse. Da una notizia trapelata da fonti di stampa russe ed americane, la scarcerazione degli agenti è la mossa iniziale di uno scambio organizzato tra Washington e Mosca. In cambio delle spie, la Russia infatti sarebbe pronta a liberare Igor Sutyagin, incarcerato con l'accusa di essere uno 007 statunitense, e che si troverebbe già a Vienna.


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30/06/2010

Spie arrestate, l'ira di Mosca «Vogliamo spiegazioni»

Spie arrestate, l'ira di Mosca «Vogliamo spiegazioni»

All'indomani della visita del leader del Cremlino Medvedev. Proteste russe per il blitz dell'Fbi: catturati in dieci. «Accuse infondate». Il caso di Anna Chapman

 

Il ministro degli Esteri russo Lavrov (Epa)
Il ministro degli Esteri russo Lavrov (Epa)

MOSCA - Lo smantellamento di una rete di dieci spie russe infiltrate da molti anni negli Stati Uniti ha fatto soffiare per alcune ore gelidi venti di Guerra Fredda sul reset nei rapporti tra Washington e Mosca. Ma l'indignazione del premier Vladimir Putin per gli arresti e per la spettacolarità dell'annuncio di lunedì è stata seguita da un messaggio sdrammatizzante della Casa Bianca: la vicenda non influenzerà il reset avviato con successo nei rapporti tra i due Paesi. Resta però l'imbarazzo per la vicenda divampata domenica con gli arresti delle spie e lunedì con l'annuncio del ministero della Giustizia Usa pochi giorni dopo il grande benvenuto dato da Obama alla Casa Bianca al presidente russo Dmitri Medveved. Aggravato dal fatto, emerso solo oggi, che Obama era sicuramente al corrente della vicenda quando giovedì ha portato il suo ospite a mangiare hamburger e patatine fritte in una tavola calda della Virginia proprio per sottolineare il calore del rapporto personale tra i due leader.

IL BLITZ - Intanto l'Fbi preparava il blitz contro le dieci talpe russe che per anni si erano infiltrate nel cuore dell'America, tra le villette di New York e i professori di Harvard. Nel colloquio tra Obama e Medvedev la vicenda dello spionaggio non era comunque mai stata menzionata. Alcune fonti hanno fatto sapere che il presidente Obama non era contento del tempismo degli arresti (dopo anni di indagini) così a ridosso del suo benvenuto a Medvedev. Ma l'Fbi ha fatto pressioni sottolineando che una delle spie sorvegliate stava per fuggire ed occorreva quindi agire rapidamente. Nella vicenda è intervenuto oggi con vigore Putin: «La polizia in Usa è andata fuori controllo, scaraventando persone in carcere: spero che quanto sta accadendo - ha ammonito - non danneggi i progressi raggiunti nelle nostre relazioni». Gli ha risposto prima il dipartimento di Stato: «Abbiamo fatto significativi progressi negli ultimi 18 mesi. Abbiamo raggiunto risultati concreti. Andremo avanti per questa strada, nonostante tutto». Un messaggio poi rinforzato dalla Casa Bianca con parole analoghe sottolineando la cooperazione degli ultimi tempi con Mosca all'Onu su temi come l'Iran e la Corea del Nord. Il ministero degli Esteri russo aveva ha ammesso che le persone arrestate sono cittadini russi, aggiungendo che non avevano però «commesso alcuna azione contro gli interessi americani» ed ha chiesto che i legali del consolato russo possano vedere gli arrestati. Il tempismo dell'annuncio di ieri ha provocato oggi non solo le smentite indignate delle autorità russe («sono accuse infondate») ma anche pungenti rimostranze sulla spettacolarità dell'annuncio «fatto nello spirito di passioni spionistiche da tempi della Guerra Fredda» e sul tempismo «sullo sfondo del reset nei rapporti tra Russia e Stati Uniti».

L'INCHIESTA - L'inchiesta ha dimensioni internazionali. Un undicesimo sospetto, un canadese con passaporto americano, è stato fermato ma poi rilasciato su cauzione oggi a Cipro. Alcuni degli agenti che si erano infiltrati negli Usa, comprese alcune coppie con bambini, affermavano di essere canadesi o peruviani. Altri avevano usato falsi passaporti irlandesi e britannici. Londra e Dublino hanno aperto inchieste per indagare sull'origine dei passaporti falsi. Per molti in Russia non vi sono dubbi. Si tratta di una manovra dei 'Falchì che cercano di sabotare il miglioramento dei rapporti tra i due Paesi, fatto scattare da Obama col famoso reset. «È anche un colpo contro il presidente Obama», affermano. Ma è anche un colpo contro la ratifica del nuovo trattato START 2 da poco firmato. Secondo l'Fbi tra gli obiettivi dati agli agenti dai loro capi a Mosca c'era quello di acquisire informazioni in molti campi: dai programmi del Pentagono sulle bombe ad alta penetrazione ai criteri di selezione dei nuovi agenti della Cia. Tra le frasi in codice usate dalle spie: «Ma non ci siamo incontrati l'anno scorso in aprile in Thailandia?». La risposta attesa: «Non era aprile ma piuttosto il mese di maggio». (fonte: Ansa)

Redazione online


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26/04/2010

Nucleare in Italia, Berlusconi: «Inizio lavori entro tre anni»

Nucleare in Italia, Berlusconi: «Inizio lavori entro tre anni»

Vertice con Putin a villa gernetto. Il premier russo in visita "semi-privata". Firmati due memorandum su nucleare e Abruzzo

 

Putin e Berlusconi
Putin e Berlusconi

MILANO - Un «affettuoso benvenuto» a Vladimir Putin, al quale «sono legato da molti anni da stima, amicizia e affetto». Così Silvio Berlusconi ha salutato il premier russo in apertura della conferenza stampa a villa Gernetto dopo l'incontro tra i due leader. Al centro dei colloqui c'è soprattutto il delicato tema dell'energia.

NUCLEARE - «Abbiamo parlato molto del futuro dell'energia nel mondo - ha spiegato Berlusconi - e siglato un accordo che può segnare una svolta per il nucleare. Un progetto che potrà cambiare gli scenari della produzione di energia per le generazioni future» (il riferimento è al memorandum d’intesa per la collaborazione in vista della creazione in territorio russo di un reattore termonucleare sperimentale "Ignitor"). Poi l'annuncio del premier: i lavori per la prima centrale nucleare in Italia «saranno iniziati entro tre anni» e ha assicurato che il ministro Scajola è intenzionato a far partire i lavori entro questa legislatura. «Prima di individuare un luogo in cui realizzare una centrale nucleare, bisogna che cambi l'opinione pubblica italiana». «Dobbiamo fare una vasta opera di convincimento, guardando alla situazione francese - ha aggiunto il premier -. In Francia le comunità locali scendono in campo per avere le centrali in casa loro, hanno ormai raggiunto una consapevolezza della non pericolosità degli impianti, che portano anche tanto lavoro. In situazioni locali dove c'è bisogno di maggiori posti di lavoro si scatena la rincorsa per avere le centrali. Ne ho parlato anche con esponenti della nostra tv di Stato, stiamo lavorando a un progetto per raccogliere le esperienze dei francesi che vivono vicino alle centrali - ha sottolineato Berlusconi -. È un lavoro che durerà più di un anno, ma è preliminare per individuare i luoghi degli impianti».

ENI - Sempre sul tema energia, nell'ottica della collaborazione Italia-Russia, è stata data notizia che l'Eni potrebbe espandere la sua collaborazione con Gazprom anche al di fuori dell'Europa, ad esempio in Africa. «Continueremo - ha detto Berlusconi - in direzione della collaborazione fra Gazprom ed Eni e penso che ci possano essere collaborazioni in paesi extraeuropei. C'è tutto un continente come l'Africa che si apre ad aziende estere e non vorremmo lasciare che fosse solo la Cina ad assorbire tutte le nuove potenzialità».

L'AQUILA - Mosca ha presentato lo stanziamento di 7,2 milioni di euro per contribuire alla ristrutturazione di Palazzo Ardinghelli e della chiesa di San Gregorio Magno. «Commentando il «gesto di amicizia» della Russia che stanzierà 7,2 mln di euro per la ristrutturazione di Palazzo Ardinghelli e la chiesa di San Gregorio all'Aquila Berlusconi ha detto a Putin che «deve ritenersi obbligato ad accettare l'invito a venire ad ascoltare la prima messa quando verrà riaperta la chiesa di San Gregorio magno all'Aquila. E lui verrà».

LA CRISI - «Purtroppo - ha però rimarcato il premier - abbiamo registrato un calo di quasi il 30% dei movimenti tra noi e la Russia, una flessione legata alla crisi. Speriamo che la ripresa possa fare tornare l'interscambio commerciale ai livelli del 2008». Il premier russo ha auspicato che Russia e Italia ripristino i livelli pre crisi della cooperazione economica. «Dobbiamo fare passi attivi - ha dichiarato il capo del governo russo nella conferenza comune con il premier Silvio Berlusconi - per ripristinare il livello della nostra cooperazione, abbiamo tutto per poterlo fare. In seguito alla crisi mondiale, l'interscambio si è ridotto del 38%. Normalmente - ha proseguito - si pensa che alla base della nostra cooperazione ci sia l'energia, e prevalentemente è così, però non è tutto ciò di cui ci occupiamo insieme», ha aggiunto Putin, ricordando la collaborazione nei settori metalmeccanico, chimico, dell'aviazione e dello spazio.

UNIVERSITÀ LIBERALE - Villa Gernetto è la dimora che dovrebbe ospitare l'ateneo tanto voluto dal Cavaliere. Così Berlusconi spiega ai cronisti che i lavori per l'università vanno avanti e che i politici di livello internazionale contatti per insegnare sono già molti. «Io - aggiunge - vorrei che il primo tra i professori a inaugurare il corso fosse Vladimir Putin. L'ho chiesto a lui e dalla sua risposta- assicura sorridendo - ho capito che non sarebbe contrario a farlo».

SOCHI2014 - Il premier ha poi assicurato all'amico tutto l'appoggio dell'Italia per l'organizzazione dell'Olimpiade invernale:«Noi abbiamo ospitato a Torino con grande successo una Olimpiade invernale, e per Sochi 2014 siamo disponibili a consegnare tutta l'esperienza dei nostri tecnici ai tecnici della Federazione Russa. Con molta gioia ci mettiamo a disposizione». «Abbiamo parlato anche delle altre manifestazioni che la Russia intende ospitare, tra cui i Mondiali di calcio», ha spiegato il premier.

MATRIMONI - Infine Berlusconi ha risposto a una domanda su cosa serva per far funzionare i «matrimoni politici»: «Sono esperto in molti settori, urbanistica, editoria, televisione, sport, amministrazione pubblica, ma non ho felici risultati per quanto riguarda i matrimoni e mi astengo dal dare suggerimenti al riguardo. Per litigare bisogna essere in due, ma per divorziare basta essere in uno, mi è stato detto da qualcuno che conoscete...». Il riferimento finale di Berlusconi è chiaramente alla sua vicenda coniugale con Veronica Lario intrecciata ai recenti problemi politici con Fini.

Redazione online


25/04/2010

Le feste di Katya Trappole sexy per i nemici di Putin

Le feste di Katya Trappole sexy per i nemici di Putin

Seduce oppositori, giornalisti critici e diplomatici stranieri. Poi sparisce. «E’ una spia». E i video del Kgb spuntano sul web

 

Katya Gerasimova
Katya Gerasimova

MOSCA — Giornalisti, politici, magistrati e stranieri importanti. I vecchi sistemi del Kgb sembrano tornati in auge nella Russia di Vladimir Putin visto che il web si sta riempiendo di filmati compromettenti che mostrano personaggi sgraditi al potere in serate di sesso, droga e (presumibilmente) rock’n’roll.

Protagoniste assolute di questa vicenda a luci rosse sono la bruna Katya e la bionda Nastya che avrebbero «adescato» diversi personaggi della Mosca che conta per poi sparire senza lasciare traccia. Ma dietro a loro ci sono diverse comprimarie che negli ultimi tempi hanno messo nei guai un diplomatico britannico e uno americano, per non parlare di un ufficiale indiano richiamato di corsa in patria.

Al Cremlino, come c’era da aspettarsi, dicono di non sapere nulla dell’intera vicenda, ma una delle vittime, Iliya Yashin, attivista dell’opposizione, sostiene nel suo blog che dietro a buona parte delle operazioni sospette ci sarebbe Vladislav Surkov, potente vice capo dell’amministrazione presidenziale.

Yashin ha raccontato di aver conosciuto Katya Gerasimova su un sito di relazioni sociali e di essere stato poi invitato in un appartamento moscovita. Quando, a un certo punto, è spuntata la cocaina, Yashin dice di essersene andato. E’ finito invece in internet il filmato dell’incontro che la stessa Katya ha avuto con Viktor Shenderovich, noto in Russia per il suo programma televisivo nel quale i potenti erano impersonati da pupazzi di gomma. Da tempo il programma è sospeso dopo le lamentele di Putin.

Shenderovich, misteriosamente, è stato avvertito in anticipo che il filmato stava per uscire e ha dato lui stesso la notizia sul suo blog. Altre vittime sono stati il direttore dell’edizione russa del settimanale Newsweek Mikhail Fishman, lo scrittore Eduard Limonov, esponente del gruppo Solidarnost e Aleksandr Potkin, capo del movimento contro l’immigrazione clandestina. Tempo fa sulla rete erano invece finiti due diplomatici: il vice console britannico di Ekaterinburg e il consigliere dell’ambasciata Usa che si occupava di diritti umani. Poi l’ufficiale indiano che controllava la ristrutturazione di una portaerei che la Russia sta vendendo a New Delhi.

I servizi dietro a tutto? Sembrerebbe proprio di sì, visto che la pratica di usare quelle che all’epoca venivano chiamate «trappole al miele » non è certo morta con lo scioglimento dell’Urss. Nel 1999, quando Putin era capo dell’Fsb, successore del Kgb, il procuratore Yurij Skuratov, impegnato in un braccio di ferro col presidente Boris Eltsin, venne tolto di mezzo grazie a un filmetto girato in sauna dove due ragazze facevano divertire un uomo che sembrava proprio il procuratore. Il Kgb usava le «trappole» a 360 gradi. Perfino il simpatizzante Jean Paul Sartre venne incastrato da una «interprete». Tanto che arrivò a difendere pubblicamente Breznev ai tempi del processo contro i dissidenti Siniavskij e Daniel. Il capo dei servizi della Ddr Markus Wolf aveva creato una vera «brigata dell’amore », composta da belle ragazze e aitanti giovanotti. Dopo la caduta delMuro, ha scritto nella sua autobiografia: «Finche esisterà lo spionaggio, ci saranno dei Romeo che sedurranno vittime inconsapevoli».

Fabrizio Dragosei


17/07/2009

Ira di Putin per il party, oligarca in esilio

Ira di Putin per il party, oligarca in esilio

 

 

All’inaugurazione del suo hotel, ha invitato (a pagamento) Hilton, Gere, Bellucci e la Stone. Megafesta nel pieno della crisi. E il governo blocca le attività di Ismailov

 


Sharon Stone
Sharon Stone

MOSCA — L’idea di dare una festa da mille e una notte nel bel mezzo della gra­vissima crisi economica che sta lasciando centinaia di migliaia di russi senza lavoro non è stata certamente delle migliori.

Ma Telman Ismailov non si aspettava certo che invitare (naturalmente a paga­mento) personaggi come Sharon Stone, Richard Gere, Mariah Carey, Paris Hilton e Tom Jones gli sarebbe costato così caro. Il primo ministro Vladimir Putin è andato su tutte le furie e poco dopo le redditizie attività commerciali del tycoon di origine azera sono state bloccate. Lui, per pruden­za, si sarebbe rifugiato in Turchia. Visti i precedenti nel paese, un mandato di cattu­ra, o altri spiacevoli «inconvenienti» non sono affatto da escludere.

Nel frattempo, come risultato dello scontro tra il vertice del potere e l’oligar­ca, il mercato all'aperto di Mosca Cherki­zovskij (il più grande d'Europa), di sua proprietà, è stato chiuso con decine di mi­gliaia di uomini e donne finiti sul lastrico. La vicenda è iniziata nello scorso mag­gio, quando Ismailov era pronto a inaugu­rare uno dei più costosi alberghi del mon­do appena realizzato ad Antalia in Tur­chia, con 17 bar, 10 ristoranti e una pisci­na così grande che per attraversarla in bar­ca dicono che ci voglia mezz'ora. Ismailov ha fatto i quattrini rapidamente negli ulti­mi anni, iniziando proprio col piccolo commercio. Fino all'idea di creare il colos­sale mercato che sorge alla periferia est di Mosca. Una città nella città, accusano i de­trattori dell'imprenditore; con polizia pri­vata, un consolato del Tagikistan e miglia­ia di lavoratori che non parlano il russo (solo i tagiki sarebbero 17 mila) e non escono per anni dai confini di Cherkizo­vskij. Tutto ben noto alle autorità che han­no sempre guardato dall'altra parte.

Il sindaco di Mosca Yurij Luzkov è un grande amico di Ismailov, tanto che in un filmato girato due anni fa in occasione del cinquantesimo compleanno dell'oligarca, lo si vede gridare al microfono: «Telman, tu sei nostro amico, amico per sempre». Alla stessa festa Jennifer Lopez abbraccia­va e baciava Ismailov dopo aver ballato e cantato per la modesta cifra di un milione di dollari. Le bizzarrie dell'imprenditore non sono però piaciute a Putin quando i rotocalchi russi si sono riempiti delle im­magini della costosissima festa svoltasi in Turchia. Soprattutto, pare, le immagini di Ismailov che danza sotto una pioggia di banconote da cento dollari.

Subito sono partite le prime ispezioni sanitarie al mercato e le prime indagini do­ganali e fiscali. Un copione già visto in pas­sato con tutti gli oligarchi diventati all'im­provviso sgraditi, da Khodorkovskij, anco­ra in carcere, a Berezovskij e Gusinskij, fuggiti all'estero. In Russia quasi tutti quel­li che hanno fatto soldi nascondono vari scheletri nell'armadio. E chi di dovere di­spone di tutta la documentazione necessa­ria. Che può essere tirata fuori al momen­to del bisogno.

Ma con Ismailov le cose sono andate a rilento all'inizio e allora Putin ha deciso di intervenire personalmente e pubblica­mente. In una riunione di governo si è la­mentato: «Normalmente il risultato delle indagini è il fatto che le persone finiscono dentro. Ma dove sono gli arresti?» L'acce­lerazione è stata immediata. Seimila con­tainer pieni di merce contraffatta seque­strati e il mercato chiuso a tempo indeter­minato. Da parte del sindaco, che ha subi­to capito con chi bisognava allinearsi. E Ismailov, che un po’ di esperienza in que­sti anni se l'è fatta, si tiene alla larga dalla Russia. In attesa di vedere se riesce a farsi perdonare.

Fabrizio Dragosei


19/03/2009

«Ecco l'agente Kgb Putin: finto turista con Reagan a Mosca»

«Ecco l'agente Kgb Putin: finto turista con Reagan a Mosca»

 

L'evento fu immortalato da uno scatto di Pete Souza, fotografo ufficiale di Obama. Alcune riviste internazionali: «L'uomo con la macchina fotografica è l'attuale premier russo»

 

La foto di Pete Souza: Ronald Reagan stringe la mano a un bambino russo. Alle sue spalle, nel cerchietto rosso, l'agente sotto copertura Putin
La foto di Pete Souza: Ronald Reagan stringe la mano a un bambino russo. Alle sue spalle, nel cerchietto rosso, l'agente sotto copertura Putin

MILANO - Il "turista" Vladimir Putin assieme a Ronald Reagan sulla Piazza Rossa. Non è un film di fantapolitica, ma ciò che accadde nella primavera del 1988 quando l'allora presidente degli Stati Uniti D'America incontrò a Mosca il premier comunista Mikhail Gorbaciov e s'intrattenne in una conversazione con alcuni cittadini dell'Unione Sovietica. Tra questi c'era anche un giovane biondo, con una macchina fotografica al collo che assieme ad altre persone pose al presidente americano delle domande sullo stato dei diritti umani negli Stati Uniti. Secondo il magazine Foreign Policy e altre testate internazionali quell'uomo non era altro che Vladimir Putin, attuale primo ministro russo, che camuffato da turista passato lì per caso, era invece in missione come agente del Kgb. Probabilmente il servizio segreto sovietico aveva preparato tutta quella messa in scena per mettere in difficoltà il politico conservatore. L'evento fu immortalato da uno scatto di Pete Souza, attuale fotografo ufficiale di Barack Obama e al tempo reporter al seguito del presidente Reagan.

Il confronto tra una recente di Putin e il turista immortalato da Souza: la somiglianza c'è ma i dubbi restano
Il confronto tra una recente di Putin e il turista immortalato da Souza: la somiglianza c'è ma i dubbi restan

AGENTE SOTTO COPERTURA - L'immagine mostra in primo piano Reagan che stringe la mano a un bambino russo. Alle sue spalle si scorge l'agente sotto copertura Putin. In quel periodo, capitava spesso durante le visite dei capi di stato stranieri, soprattutto di quei paesi che non erano nell'orbita comunista, che gli agenti del Kgb si fingessero passanti o turisti, ponendo domande ai leader internazionali. Era un modo per impressionare i politici stranieri e dimostrare quanto fosse "aperta" e civile la patria del socialismo reale. Il fotografo Souza intervistato da National Public Radio ha dichiarato che rimase stupito dalle domande formulate dai turisti e chiese a un agente segreto americano che era nei paraggi: «È incredibile che i turisti in Unione Sovietica facciano domande così difficili al Presidente». La spia tagliò corto: «Non sono turisti, sono tutti parenti di spie russe».

SMENTITA - A poche ore dalla diffusione della foto, puntuale è arrivata la smentita da Mosca attraverso Andrey Piontkovsky, analista politico e biografo dell'attuale primo ministro russo. Lo scrittore ha affermato che quel "turista" biondo non può essere Vladimir Putin: «Al tempo Putin era un maggiore di stanza a Dresda», ha dichiarato Piontkovsky. «Non aveva un ruolo così centrale nel servizio segreto da poter essere spedito a Mosca ».

Francesco Tortora


06/02/2009

Putin fan degli Abba: per lui un concerto privato dei «Bjorn again», imitatori doc

Putin fan degli Abba: per lui un concerto privato dei «Bjorn again», imitatori doc

 

La cover band australiana, a londra da febbraio ad aprile, ha ricevuto 20.000 sterline. Spettacolo per il premier russo in una località nascosta a cui ha assistito in smoking insieme a una donna in lungo

 

I «Bjorn Again» (dal sito ufficiale)
I «Bjorn Again» (dal sito ufficiale)
MOSCA (RUSSIA) - Chi l'avrebbe detto. Il duro e imperscrutabile ex agente del Kgb e ora primo ministro russo, dopo essere stato a lungo presidente, innamorato di «Gimme Gimme Gimme» e «Dancing Queen». Ora dunque sappiamo che tipo di musica piace a Vladimir Putin: è un'appassionato degli Abba. Tanto da farsi organizzare un concerto privato con quelli che sono conosciuti come gli imitatori doc del gruppo svedese ormai sciolto, vale a dire i «Bjorn again», formazione australiana che dal 1988 canta sul palco gli intramontabili successi di Ulvaeus e compagni.

IL CONCERTO - Putin, secondo il quotidiano britannico The Times, che riporta le confidenze dei membri dei «Bjorn Again» ha assistito a un concerto privato in Russia in «compagnia di una donna» in «vestito lungo, color crema». «Erano seduti su un divano velato da una tendina di pizzo» scrive il corrispondente da Mosca del quotidiano britannico, aggiungendo che «il mondo conosce Putin quale esperto di judo ed ex spia del Kgb. Ma ora è possibile aggiungere alla sua immagine la versione "Super Trouper" dopo che l’ha rivelata in un concerto segreto». La cover band «Bjorn Again» è volata a Mosca, da Londra, dove si esibirà da febbraio ad aprile, ed è poi è stata portata con un autobus a 200 miglia a nord della capitale in una remota località nei pressi del lago Valdai, dove è stata alloggiata in una caserma. Poi il concerto in un piccolo teatro la notte seguente, dove hanno suonato per un pubblico molto ristretto. Oltre a Putin infatti, solo cinque o sei altri ospiti erano presenti allo spettacolo che si è tenuto il 22 gennaio. Il gruppo ha cantato 15 hit degli Abba tra cui «Waterloo», «Gimme Gimme Gimme» e «Dancing Queen». Secondo il Times il Cremlino ha pagato 20.000 sterline (circa 23,000 euro) per il concerto privato. E fa notare che «mentre la Russia sta sperimentando un veloce naufragio della valuta nazionale e la sua reputazione è stata intaccata nella disputa del gas con l’Ucraina i funzionari governativi hanno trovato il tempo di organizzare la manifestazione per Mr. Putin». L’evento inoltre, sempre secondo il quotidiano britannico è «in contrasto con l’immagine ascetica che Putin ha presentato al pubblico russo sui media, che lo ritraggono come un uomo di gusti modesti», continua «The Times», che descrive il premier in smoking al concerto, mentre «La donna indossava un vestito lungo color crema davvero bello». Gli unici che non si sono tanto divertiti sono stati gli stessi "Bjorn again": «La sicurezza era così stretta - spiega il Times - che a uno della band è stato consigliato di non andare a fare una passeggiata perché fuori c’erano troppi cecchini attorno al teatro».

 

 


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