26/01/2012

Clasico, Mou insulta l'arbitro nel garage del Nou Camp

Clasico, Mou insulta l'arbitro nel garage del Nou Camp

Il giorno dopo l'eliminazione dalla Coppa del Re, anche il portiere del Real Madrid conferma le accuse all'arbitro Teixeira, colpevole di aver favorito i blaugrana. Che perdono però due fuoriclasse come Iniesta (3 settimane di stop) e Sanchez

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13/04/2011

Lo Schalke spazza via il sogno nerazzurro

Lo Schalke spazza via il sogno nerazzurro

QUARTI DI FINALE - RITORNO. Tedeschi avanti con Raul, Motta pareggia ma Howedes firma il 2-1. I nerazzurri salutano la Champions

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23/01/2011

Australian Open, Schiavone avanti: sarà quarta nel ranking

Australian Open, Schiavone avanti: sarà quarta nel ranking

L'italiana ha sconfitto agli ottavi la russa Kuznetsova in una partita leggendaria, il singolo più lungo in un torneo del grande slam femminile: 4 ore e 44 minuti. "E' stato fantastico", ha dichiarato la milanese. Tra gli uomini vincono Federer e Djokovic

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04/07/2010

Furia Villa, Spagna in semifinale. Paraguay battuto 1-0

Furia Villa, Spagna in semifinale. Paraguay battuto 1-0

Un gol del neo attaccante del Barcellona riscrive la storia delle Furie Rosse al termine di un match thrilling in cui i sudamericani hanno sbagliato un rigore con Cardozo. Anche Xabi fallisce un penalty. Nel finale ci pensa el Guaje.

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PARAGUAY-SPAGNA 0-1
83' Villa




E' lui el hombre de Espana, David Villa consegna la semifinale alle Furie Rosse al termine di un match con il Paraguay che ha assunto connotati drammatici nella ripresa con il rigore sbagliato dai sudamericani, quello segnato e poi di nuovo sbagliato da Xabi Alonso fino alla rete del neo attaccante del Barcellona e alla parata miracolosa nel finale di Casillas. Vince la Spagna 1-0 che conquista la prima "vera" semifinale della sua storia ai Mondiali.

Parte meglio il Paraguay nel primo tempo, complice la serenità per aver ottenuto il massimo dal suo Mondiale e libero da ogni pressione da risultato. Gli uomini di Martino giostrano bene la palla al cospetto di una Spagna un po' contratta che sente il peso della responsabilità della vittoria ad ogni costo. Dopo una lunga fase di studio è Xavi a rompere l'equilibrio con un tiro dai 20 metri che non scende abbastanza e termina di poco alto. La Spagna prova ad aggirare la retroguardia sudamericana e Iniesta, imbeccato da Villa, mette in mezzo un pallone su cui Fernando Torres non ci arriva. Al 40' grandi proteste del Paraguay a cui viene annullato (giustamente) un gol, per fuorigioco di Cardozo (attivo nell'azione), ma segnato da Valdez.


Nella ripresa l'occasionissima per l'albiroja arriva al 58' quando Piquè stende in area Cardozo: per l'arbitro è calcio di rigore. Dal dischetto si presenta l'attaccante del Benfica che calcia forte ma non abbastanza angolato e Casillas para. Sul capovolgimento di fronte Alcaraz atterra Villa ed è penalty in favore della Spagna. Xabi Alonso segna ma il direttore di gara fa ripetere: il secondo tentativo, però, è parato da Villar.


La gara si accende e i ritmi si elevano: Iniesta impegna severamente Villar e poi Xavi calcia a lato in diagonale. La svolta dell'incontro arriva all'83': Iniesta parte in contropiede, suggerisce per Pedro che calcia a colpo sicuro ma la palla è respinta sui piedi di Villa dal palo, el Guaje calcia e la sfera prima bacia il montante opposto e poi termina in rete. Per la Spagna è un trionfo. Il Paraguay non riesce a reagire. Le Furie Rosse conquistano la semifinale dove ad attenderle c'è la Germania.


03/07/2010

Uber alles: la Germania fa fuori anche Maradona

Uber alles: la Germania fa fuori anche Maradona

I tedeschi eliminano dal Mondiale anche l'Argentina: Muller, Klose (2) e Friedrich firmano il 4-0 che porta la squadra di Loew alla sesta semifinale negli ultimi otto Mondiali. Deludenti i sudamericani, raramente in partita.

 

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ARGENTINA-GERMANIA 0-4
3' Muller, 68' Klose, 74' Friedrich, 89' Klose



Inarrestabile, bella da vedere, durissima da affrontare: la Germania non ha rivali, batte l'Argentina con un sonoro e sontuoso 4-0 e conquista la semifinale anche in Sudafrica, per la sesta volta negli ultimi otto Mondiali. Loew, basso profilo e concretezza tutta teutonica, fa fuori Diego Maradona, quello che per tutti era il predestinato di questa edizione del campionato del mondo. Invece no: la Germania, dopo avere umiliato l'Inghilterra, ha fatto lo stesso contro l'Argentina. Quasi senza rischiare, lavorando anche di cesello perché in questa squadra, quando Ozil è in ombra, ci pensa Muller a miracol mostrare, e se non è Podolski a segnare allora ci può pensare anche uno come Friedrich. Perché questo è la Germania: una squadra, vera, solida, frizzante e ricca di qualità. L'Argentina no: con un Messi a mezzo servizio - e che esce dal Mondiale senza avere mai segnato - non c'è stato nessuno capace di modificare l'inerzia di una gara iniziata male e finita peggio, con il terzo poker dei tedeschi a questo Mondiale. Adios, Diego, la storia questa volta la scriveranno altri: evidentemente, non era destino.

La partita
- La gara si è messa immediatamente in discesa per i tedeschi, passati in vantaggio dopo appena 3'. Tutto è nato da un fallo di Otamendi su Podolski, da posizione defilata sulla sinistra del vertice dell'area: punizione di Schweinsteiger, pessima marcatura dello stesso Otamendi su Muller, abile a colpire di testa quel tanto che bastava per ingannare un Romero apparso nell'occasione tutt'altro che impeccabile. A quel punto, con l'Argentina per la prima volta in svantaggio, l'interesse era nel capire quale reazione avrebbero avuto gli uomini di Maradona, mai trovatisi prima in queste condizioni, ma i sudamericani non sono stati in grado, per larghi tratti, di allestire una trama capace di mettere in difficoltà Ozil e compagni e di avvicinarsi al pareggio. Anzi: non fosse stato per un clamoroso errore sottomisura di Klose (smarcato a centro area da Muller al minuto 23), Loew avrebbe potuto applaudire anzitempo un impronosticabile raddoppio. Germania padrona del gioco, specialmente sulla sinistra dove né Otamendi né, in ribattuta, Demichelis, sono stati capaci di bloccare le offensive tedesche: l'Argentina si è svegliata solamente nell'ultimo quarto d'ora della prima frazione, ma una rete (in chiarissimo fuorigioco) e una bella triangolazione Tevez-Messi-Teves non possono bastare a salvare la prestazione dei sudamericani.

Più equilibrata, quanto ad occasioni, la ripresa: l'Argentina ci ha provato con Di Maria (sventola da fuori, di poco a lato) e Higuain (63'. Neuer incerto ma efficace), ma a riuscirci è stata la Germania che, al 68', ha segnato il 2-0: Muller, indiavolato (ma, ammonizo, salterà la semifinale), se n'è andato sulla sinistra al nocivo Otamendi, ha messo palla in mezzo dove Klose, a un metro, non ha potuto fare altro che appoggiare in rete il 2-0 al 68'. Poi, non sazia, la Germania ha anche colpito per la terza volta, con un'azione molto simile a quella del raddoppio, con protagonisti però Schweinsteiger (sua l'azione personale sulla sinistra) e Friedrich, improbabile goleador in una giornata da ricordare. Gloria, e meritata, anche per lui. E per Klose, di nuovo, in gol a un minuto dalla fine. Un trionfo.


Estasi Uruguay all'ultimo rigore. Ghana in lacrime

Estasi Uruguay all'ultimo rigore. Ghana in lacrime

Sfida al cardiopalma ai quarti: 1-1 al 90', poi all'ultimo minuto dei supplementari Gyan fallisce il penalty che avrebbe regalato agli africani un risultato storico. Ai rigori la Celeste centra la semifinale dopo 40 anni: affronterà l'Olanda.

 

 

URUGUAY-GHANA 5-3 d.c.r (1-1)
47' pt Muntari (G), 55' Forlan (U)



Sono serviti supplementari e rigori per scrivere un altro pezzo della leggenda del Mondiale. Alla fine ha vinto l'Uruguay e la sua favola va ad aggiungersi a quella dell'Olanda, che nel pomeriggio ha eliminato il favoritissimo Brasile. Dopo una sfida molto intensa, la storia ha dato appuntamento all'ultimo minuto dei supplementari, quando Suarez si sostituisce a Muslera e "para" sulla linea di porta una conclusione, a portiere battuto, di Adiyiah. Espulsione per l'attaccante dell'Ajax, che si è immolato per la causa, e rigore che Gyan, tradito dalla tensione, spara sulla traversa, costringendo le squadre ai rigori. Lotteria che premia i sudamericani, grazie alle parate di Muslera su Mensah e Adiyiah, e al "cucchiaio" decisivo di Abreu, freddissimo nella trasformazione del penalty decisivo.

L'Uruguay torna in semifinale dopo 40 anni: l'ultima volta fu nel 1970, sconfitta per 3-1 con il Brasile che poi trionfò. Sfuma invece il sogno del Ghana, vicino ad essere la prima squadra africana a raggiungere le semifinali di un Mondiale. Soltanto eguagliato il record di Camerun nel 1990 e Senegal nel 2002: anche loro si erano fermate ai quarti di finale.


La partita -
L'Uruguay parte forte: nei primi 20 minuti preme e trova la conclusione soprattutto con Forlan. Al 14' l'attaccante dell'Atletico Madrid calcia una punizione forte e tesa dalla distanza, mettendo Kingson in difficoltà. Poi scappa solitario e guadagna un angolo su cui Cavani si avvita bene e gira di testa, trovando la respinta d'istinto di Kingson. Il portiere ghanese si ripete poco dopo, mandando la palla sopra la traversa con la punta delle dita sulla potente conclusione di Suarez.
Per il Ghana è l'ora della sveglia: il centrocampo degli africani si riorganizza, inizia a pressare alto e a far ripartire le punte. I pericoli maggiori vengono da Gyan (girata di prima su bell'invito dalla destra di Boateng), da Muntari di testa e da Boateng, che strappa applausi con una rovesciata che non inquadra lo specchio. E' il preludio al gol, che giunge quando le squadre sono già mentalmente negli spogliatoi per l'intervallo. Secondo minuto di recupero, Muntari prova il tiro impossibile da 35 metri. Muslera è coperto e poco reattivo e, complice un mezzo passo sulla sua destra, si fa infilare nell'angolino sinistro.
La gioia dei ghanesi dura giusto il tempo dell'intervallo, o poco più, dato che al 55' l'Uruguay conquista una punizione dalla sinistra. Ci prova ancora Forlan, e stavolta ci riesce. Sulla sua battuta Kingson non riesca a valutare bene la traiettoria di Jabulani, ed è 1 a 1.
La gara è vivace e i sudamericani ci riprovano al 70' con una bella combinazione Fucile-Lodeiro-Suarez che porta l'attaccante alla conclusione potente e centrale, ribattuta in angolo da Kingson. Suarez ci riprova anche deviando una punizione dalla trequarti di Forlan, ma Kingson è reattivo nella deviazione.
E' l'ultima emozione dei 90' regolamentari, ma non della gara.


02/07/2010

Il vero Brasile è l'Olanda, a casa i favoriti del Mondiale

Il vero Brasile è l'Olanda, a casa i favoriti del Mondiale

Nel primo quarto di finale a Sudafrica 2010 i verdeoro perdono 2-1 contro gli Orange al termine di un match spettacolare. Brasile in vantaggio con Robinho, nella ripresa Sneijder capovolge le sorti del confronto. Melo espulso nel finale.

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OLANDA-BRASILE 2-1
10' Robinho (B), 53' aut. Melo (O), 68' Sneijder (O)

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10' Robinho (B)

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53' aut. Melo (O)

 

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68' Sneijder (O)



Quartanticinque minuti. Tanto è durato il Brasile favorito per la vittoria finale ai Mondiali in Sudafrica e colato a picco nella ripresa vittima di un narcisismo e di una superbia sgretolatasi sotto la capacità operaia dell'Olanda di essere squadra, di saper soffrire e ribaltare una gara che sembrava dover finire con un risultato netto in favore dei verdeoro. E invece è salito in cattedra Sneijder, complice una difesa sudamericana che ha palesato notrevoli segni di incertezza in occasione dei due gol Orange. L'Olanda vince 2-1 e vola in semifinale.

Gara che inizia su ritmi elevati. E' il Brasile a macinare gioco e chilometri. La qualità dei verdeoro è sin da subito evidente e in 10' la squadra di Dunga crea prima due occasioni da gol e poi infilza la difesa dell'Olanda: buco centrale e corridoio libero in cui Felipe Melo imbuca una palla filtrante per Robinho che batte Stekelenburg di destro. La risposta degli Orange non si fa attendere e arriva con Kuyt che incrocia un destro sul quale si distende Julio Cesar che manda in angolo. La reazione degli uomini di Van Marwijk si esaurisce qui. Il Brasile alza il ritmo e comincia a creare diverse chance per il raddoppio. Ci prova Juan a risolvere una mischia in area di rigore ma manda altissimo. Poi Kakà impegna severamente uno straordinario Stekelenburg che si distende e manda in angolo. L'ultima occasione dei primi 45' è firmata da Maicon che calcia sull'esterno della rete.


Nella ripresa il Brasile è più attento a controllare ma è l'Olanda a trovare il pari complice un errore in concorso di colpe tra Julio Cesar e Felipe Melo: Sneijder gira un pallone apparentemente innocuo in area, il centrocampista tocca di testa e beffa il portiere in uscita. La formazone olandese prende coraggio ma il Brasile è pericolosissimo quando riparte. Lo fa con Kakà che trova uno spiraglio per concludere ma la sua parabola si perde di poco a lato. E' Sneijder, tuttavia, a rompere gli equilibri della gara: angolo di Robben, colpo di testa dell'interista e 2-1. La squadra di Dunga accusa il colpo e perde la testa, Felipe Melo calpesta Robben e viene espulso. L'Olanda passeggia sul velluto, il Brasile non riesce ad alzare il baricentro nonostante l'ingresso di Nilmar al posto di Luis Fabiano. Nel finale un sussulto d'orgoglio spinge in avanti i verdeoro che sfiorano il pari in un paio di occasioni sugli sviluppi di due calci d'angolo.


Kakà ci prova ancora 5' dal termine ma la conclusione finisce larga, Van Persie, sul capovolgimento di fronte serve Sneijder che incrocia di sinistro ma Julio Cesar para. Sono le ultime emozioni di un match spettacolare che ha premiato l'organizzazione e la caparbietà degli uomini di Van Marwijk. L'Olanda vola in semifinale, il Brasile va a casa come in Germania quattro anni dopo.