10/12/2011

Pensioni, i privilegi nei palazzi del potere

Pensioni, i privilegi nei palazzi del potere

A Montecitorio lo stipendio medio annuo è di 131 mila euro. I vantaggi dei dipendenti di Camera, Senato e Quirinale rimasti quasi immutati

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16/11/2011

Monti al Quirinale con la lista dei ministri. Il banchiere e il giurista, pronti i nomi

Monti al Quirinale con la lista dei ministri. Il banchiere e il giurista, pronti i nomi

LA SQUADRA DI MONTI. Dodici i dicasteri. Spunta il nome di Passera allo Sviluppo. Entro venerdì il voto in Parlamento. L'ammiraglio Di Paola in lizza per la Difesa, il prefetto Cancellieri per il Viminale.

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15/11/2011

La Nazionale in visita al Quirinale. Napolitano: Italia unico riferimento

La Nazionale in visita al Quirinale. Napolitano: Italia unico riferimento

Stasera all'olimpico la sfida con l'uruguay per il 150° anniversario. Prandelli e la squadra ricevuti dal presidente della Repubblica: per lui la maglia azzurra con il numero 1. Buffon: serve classe politica colta e responsabile

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13/11/2011

Al Quirinale comincia il dopo Berlusconi. Oggi consultazioni, domani il governo. Monti sorride ai cronisti: «Visto che bella giornata?»

Al Quirinale comincia il dopo Berlusconi. Oggi consultazioni, domani il governo. Monti sorride ai cronisti: «Visto che bella giornata?»

Entro le 18 il capo dello Stato avrà sentito tutti i partiti. Schifani e Fini al colle da Napolitano. Italia dei Valori dà la fiducia: «Presto di nuovo la voce ai cittadini» L'incarico a Monti forse già in serata. La giornata del premier in pectore. Il professore assediato dai giornalisti. Domenica l'incarico dal presidente della Repubblica

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21/09/2011

Crisi, incontro Berlusconi -Napolitano. Galan assicura:l premier non si dimette

Crisi, incontro Berlusconi -Napolitano. Galan assicura:l premier non si dimette

Il capo del governo presenta al capo dello stato le misure economiche del governo. Colloquio anche con Bossi, in serata con i vertici Pdl

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11/05/2011

Napolitano: «Sogno un'Italia rispettata per la sua immagine civile e morale»

Napolitano: «Sogno un'Italia rispettata per la sua immagine civile e morale»

Il presidente ai giovani: «Datevi da fare affinché sia così». «Lotta politica non sia guerra continua tra le parti che competono per la maggioranza alle elezioni»

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09/03/2011

Giustizia, Alfano presenta la riforma «Recepite le considerazioni del Colle»

Giustizia, Alfano presenta la riforma «Recepite le considerazioni del Colle»

NO DEL PD: «QUEL TESTO E' INACCETTABILE, COPRE LEGGI AD PERSONAM». Il ministro due ore al Quirinale: «È andata bene»

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08/03/2010

Napolitano: «Differenze politiche, ma il Paese crede nella Costituzione»

Napolitano: «Differenze politiche, ma il Paese crede nella Costituzione»

 

Il presidente della Repubblica: «Profonda condivisione del patrimonio di valori e principi che si racchiude nella Carta repubblicana»

 

Giorgio Napolitano (Ansa)

ROMA - Pur tra le differenze politiche, l'Italia crede nella Costituzione. Lo ha assicurato Giorgio Napolitano intervenendo al Quirinale alle celebrazioni della Festa della Donna dell’8 marzo. «Al di là di ogni differenza di modi di pensare e di posizioni politiche, profonda è tra le italiane e gli italiani la condivisione del patrimonio di valori e principi che si racchiude nella Costituzione repubblicana, a coronamento di una lunga e travagliata esperienza storica», Tra questi valori ci sono «l’impegno civile, la solidarietà, il rispetto della legalità, valori fondanti del nostro vivere civile. Una democrazia rispettabile è proprio il luogo nel quale per essere buoni cittadini non si deve esercitare nessun atto di coraggio», ha proseguito il presidente della Repubblica.

DONNE - Il capo dello Stato ha poi proseguito parlando del tema della festa, rivolgendosi alle donne più giovani: «Preparatevi a esigere da chiunque e in qualsiasi circostanza, nel lavoro, nella famiglia, nell’attività politica, il rispetto della vostra dignità di donne. È la premessa, è la condizione per ogni vostra autentica affermazione e conquista. Di fronte alla crisi economica, l'occupazione femminile però sta mostrando una maggiore capacità di resistenza».

LAVORO - Il tema delle donne che non può essere disgiunto da quello del lavoro, ha proseguito Napolitano: «Perdite di posti di lavoro e disoccupazione devono rappresentare in generale in questo momento una delle principali preoccupazione del nostro Paese e ragione di impegno prioritario per le nostre classi dirigenti. Molto importante che a livello di governo e di opposizione si continui a riflettere su misure idonee per conciliare maternità, famiglia e lavoro».


15/12/2009

Napolitano: Italia più coesa della politica

Napolitano: Italia più coesa della politica

 

Ha ricevuto al Quirinale i dirigenti del Coni e gli atleti olimpici e paralimpici. «Conflitto esasperato, ma sport, ricerca e volontariato testimoniano la ricchezza e i valori della nostra società»

 

ROMA - Il Paese è più coeso della sua politica esasperata. Lo ha detto il presidente Napolitano, facendo riferimento allo scontro in Aula tra maggioranza e opposizione durante la discussione sull'attacco contro Berlusconi. «Il mondo dello sport, ma anche altri mondi che amo citare come quello della ricerca e del volontariato, testimoniano la ricchezza e i valori della società italiana che si mostra ancora una volta più forte e coesa dell’immagine che ne dà la politica, così segnata da esasperato conflitto» ha sottolineato ricevendo al Quirinale i dirigenti del Coni e gli atleti olimpici e paralimpici.

RICERCATORI - Napolitano ha citato in particolare l'esempio dei ricercatori italiani, «giovani che si dedicano alla ricerca i più motivati che io conosca. Molto più di quanto non si potrebbe pensare quando si leggono le loro buste paga». E gli atleti «sono una grande fonte di freschezza nazionale. Lì si guarda e si legge un futuro migliore per l'Italia».


09/05/2009

Quaranta anni dopo, stretta di mano tra le vedove di Pinelli e Calabresi

Quaranta anni dopo, stretta di mano tra le vedove di Pinelli e Calabresi

L'incontro al Quirinale dopo 40 anni di fronte a Napolitano. Napolitano: «Giuseppe Pinelli fu vittima due volte». E su Battisti e Petrella chiede «attenzione e rigore»

 

L'incontro tra Gemma Capra (vedova Calabresi) e Licia Rognini (vedova di Giuseppe Pinelli) (Ansa)
L'incontro tra Gemma Capra (vedova Calabresi) e Licia Rognini (vedova di Giuseppe Pinelli) (Ansa)

ROMA - È il «giorno della memoria» in tutta Italia in ricordo delle vittime del terrorismo. Ma quest'anno le celebrazioni hanno un valore particolare. Alla vigilia c'erano premesse e volontà, auspicate dal presidemte della Repubblica Giorgio Napolitano, di chiudere con la stagione di odio e rancore. E in questo clima al Quirinale si sono incontrate per la prima volta dopo quarant'anni Licia Rognini, vedova di Giuseppe Pinelli e Gemma Capra, vedova del commissario Calabresi.

LA STRETTA DI MANO - «Finalmente, dopo 40 anni, possiamo stringerci la mano e guardarci negli occhi. Finalmente due famiglie si ritrovano». Gemma Capra, vedova del commissario Calabresi, si china sorridente verso Licia Rognini, vedova di Giuseppe Pinelli, seduta in seconda fila, nel salone dei Corazzieri, al Quirinale, pochi istanti prima che inizino le celebrazioni del «Giorno della memoria» per ricordare le vittime del terrorismo. Licia Pinelli non si alza, vista anche l'avanzata età, ma ricambia il sorriso e risponde: «Fingiamo che non siano passati tutti questi anni». È stata una giornata «intesa e ricca di emozioni» - riferisce all'Ansa la signora Calabresi, accompagnata dal figlio Mario al Quirinale -. Terminata la cerimonia le due donne sono state ricevute dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Poi, prima di salutarsi e dopo aver «parlato di figli e nipoti», una promessa reciproca: «Ci rivedremo presto. La signora Pinelli - fa sapere Gemma Capra Calabresi - mi ha invitata a casa sua».

NAPOLITANO: PINELLI VITTIMA DUE VOLTE - Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nel suo discorso ha accomunato «nel rispetto e nell'omaggio i familiari di tutte le vittime di una stagione di odio e di violenza, rispetto e omaggio» e ha rivolto un particolare ricordo alla «figura di un innocente, Giuseppe Pinelli, che fu vittima due volte, prima di pesantissimi infondati sospetti e poi di un'improvvisa, assurda fine». Poi ha precisato: «Qui non si vuole rimettere in questione un processo, qui si compie un gesto politico e istituzionale, si rompe il silenzio su una ferita, non separabile da quella dei 17 che persero la vita a Piazza Fontana, e su un nome, di cui va riaffermata e onorata la linearità, sottraendola alla rimozione e all'oblio». «Grazie- dice con voce commossa il Capo dello Stato- signora Pinelli per aver accettato, lei e le sue figlie, di essere oggi con noi».

VALUTAZIONE STORICA - «Non si possono gettare indiscriminati e ingiusti sospetti sull'operato di quanti indagarono e in particolare sull'operato della magistratura» anche se i processi per nei gravi fatti di terrorismo «rimasero spesso non determinate le cause sul piano dei profili di responsabilità individuali e non solo», ha detto Napolitano. Su questo aspetto ha invitato tutti a soffermarsi sulla valutazione storica. «È parte dolorosa della storia italiana delle seconda metà del '900 - ha detto - anche quanto è rimasto incompiuto nel cammino della verità e delle giustizia. Il nostro Stato democratico porta su di se questo peso».

BATTISTI E PETRELLA - Poi rivendica «attenzione e rigore» il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nelle azioni che ha promosso di recente per assicurare alla giustizia italiana il terrorista Cesare Battisti che ha ottenuto una formula vicina all’asilo politico in Brasile, paese che non ha concesso l’estradizione verso l’Italia. Napolitano pur senza citare espressamente i loro nomi, ricorda i casi di Cesare Battisti in Brasile e Marina Petrella in Francia. «Attenzione e rigore ho dovuto mostrare in tempi recenti nell’esercizio delle mie funzioni - spiega il presidente - nei rapporti con i capi di Stato della Francia e del Brasile per trattamenti incomprensibilmente indulgenti riservati a terroristi condannati per fatti di sangue e da lungo tempo sottrattisi alla giustizia italiana».