22/01/2011

Formigoni difende la Minetti: «Raccolta di firme estranea al Pdl»

Formigoni difende la Minetti: «Raccolta di firme estranea al Pdl»

La 25enne consigliera di zona si è sempre opposta alla candidatura dell'igienista dentale. Il governatore sconfessa l'iniziativa della militante Sara Giudice: «Lasciate lavorare la magistratura»

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26/05/2010

Il pianeta divorato dalla stella

Il pianeta divorato dalla stella

Il telescopio Hubble ha raccolto la prova. La stella nana Wasp-12 sta «mangiando» il vicino pianeta e tra dieci milioni di anni non esisterà più

 

Wasp-12 e il suo pianeta, ricostruzione da Nasa
Wasp-12 e il suo pianeta, ricostruzione da Nasa

L’occhio del telescopio spaziale Hubble della Nasa ha finalmente raccolto la prova: la stella nana Wasp-12 sta divorando il vicino pianeta e tra dieci milioni di anni non esisterà più. Lo chiamano cannibalismo cosmico. Succede tra galassie grandi e piccole, tra due stelle, e ora si è visto che il fenomeno si verifica anche fra una stella ed un suo pianeta.

HUBBLE - Dalla nascita dell’astro e con la stessa materia era nato il corpo planetario che ora l’astro-madre si riprende, distruggendolo. Il fatto era stato suggerito da Shu-lin Li dell’Università di Pechino dopo che l’esopianeta era stato scoperto ancora nel 2008 durante la ricerca condotta da astronomi britannici nota come Wide Area Search. Ma occorreva tutta la potenza di Hubble per raccogliere la debole radiazione che arriva da Wasp-12 nella costellazione Auriga e lontana dalla Terra 600 anni luce. Il pianeta, essendo molto vicino all’astro tanto da compiere un giro completo intorno ad esso in poco più di un giorno, riesce a far sentire in modo violento la sua forza di gravità attirando a sé il materiale di cui è formato lo stesso pianeta noto come Wasp-12b. Esso è analogo nelle caratteristiche al nostro Giove, il gigante del sistema solare, e quindi è gassoso ma quattro volte più grande. Gli strumenti di Hubble misurando sia l’attenuazione della luminosità causata dal transito del corpo planetario sia il tipo di radiazione hanno permesso agli scienziati della Open University britannica di capire che intorno al pianeta c’è una grande nube di materiale costantemente risucchiato dall’astro-madre. Anche nella materia astrale l’universo manifesta la violenza della natura.

Giovanni Caprara


16/10/2008

Rifiuti, la soluzione di Bolzano

Rifiuti, la soluzione di Bolzano

 

Ecco i cassonetti hi-tech con la tessera-bancomat

Sono arrivati i bidoni della nuova generazione, quelli con tessera magnetica (che assomiglia tanto a un bancomat) che elimineranno i cassonetti verdi della raccolta indifferenziata. A Bolzano la Seab, la società comunale che tratta anche lo smaltimento dei rifiuti, li ha installati in via sperimentale per cinquecento residenti di piazza Matteotti.

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Si chiamano “Gaia”, sono interrati e dovrebbero soppiantare, nel giro di una settimana, i classici cassonetti verdi della raccolta indifferenziata. Già dal 6 ottobre sono state distribuite dagli addetti della società le tessere (simili a bancomat) necessarie a far funzionare i nuovi contenitori a cinquecento residenti della zona. I due “Gaia” sono attivi, ma il loro funzionamento rimane ancora un enigma per molti. «Sì, sono venuti a portarci la tessera magnetica, ma le indicazioni erano piuttosto scarne: ancora non ho capito se ci posso buttare anche l’umido», spiega Ottavio Fason.

In effetti, il dilemma su quale spazzatura si possa effettivamente gettare dentro Gaia avvince la piazza. I più interessati sono gli anziani che si accalcano in piccoli capannelli davanti ai bidoni, nel tentativo di farsi insegnare e spiegare da chi già ce l’ha fatta a buttare l’immondizia. Il cassonetto automatizzato presenta, infatti, una moltitudine variegata e colorata di bottoni. Gli unici che servono veramente però sono due: quello della lingua con cui si vuole sentir parlare “Gaia” e quello che attiva la funzione del rifiuto che si intende buttare.

«Le uniche cose che sappiamo, però, le abbiamo lette sul giornale: so che dovrebbero esserci degli operatori, ma ancora non li abbiamo visti», dice Agnese Tavernar.

I precedenti non sono incoraggianti: tempo addietro c'erano i “ canguri”, ossia un vecchio sistema automatizzato di raccolta rifiuti che spesso si inceppava, a causa di problemi con l’impianto fognario, e che costringeva molti a lasciare i sacchetti della spazzatura sull’asfalto.

Francesco Gallina, responsabile della raccolta rifiuti della Seab, rassicura: «I sistemi sono diversi, non dovremmo più avere di questi inconvenienti. Importante, però, sottolineare che per il momento i “Gaia” possono ricevere solo l’indifferenziato, anche se potenzialmente possono servire anche per la raccolta dei quattro materiali. Dobbiamo però lasciare il tempo ai cittadini di prendere dimestichezza con il sistema. Dovesse essere un’iniziativa di successo potremo pensare di estenderla, pur tenendo presente che non dappertutto si possono costruire ampi vani interrati e che l’i nstallazione comporta dei costi anche per il cittadino. I nostri operatori, infine, saranno presenti mattina, pomeriggio e sera in piazza Matteotti anche per consegnare le tessere a chi ha ricevuto la lettera perché non era in casa alla consegna. Importante dire che la tessera serve a noi per scaricare i dati delle utenze ma non per il pagamento
».

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