28/06/2011

Caso rifiuti a Napoli Caro De Magistris, arrangiati o dimettiti

Caso rifiuti a Napoli Caro De Magistris, arrangiati o dimettiti

Il sindaco si crede San Gennaro: aveva promesso di eliminare i rifiuti in 5 giorni e la città è più lercia che mai. Spera che un intervento del governo lo tolga dai guai. Se ci sarà un salvataggio sarà l’ultimo

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26/12/2010

Rifiuti a Napoli, interviene pure l'esercito

Rifiuti a Napoli, interviene pure l'esercito

Prosegue l'emergenza a causa delle oltre 1500 tonnellate di immondizia che invadono le strade del capoluogo campano. Riaperti per mezza giornata gli impianti. E per protestare c'è chi scende in piazza in mutande.

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25/12/2010

A Napoli è emergenza rifiuti, anche sotto le feste

A Napoli è emergenza rifiuti, anche sotto le feste

Circa 1400 tonnellate di spazzatura per le strade. Intanto, cresce l'attenzione sul fenomeno dei botti di capodanno illegali: al via i primi sequestri secondo il decreto legislativo 205/2010 che parte proprio il giorno di natale

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21/06/2009

I cassonetti di Palermo con le misure sbagliate

I cassonetti di Palermo con le misure sbagliate


L’azienda comunale ha provato inutilmente a rivenderli. Adesso utilizza le ruote per sistemare i vecchi contenitori. Inservibili per la differenziata: sprecati 750 mila euro

 

PALERMO — Sembrava impossibile anche a loro, agli ingegneri, agli autisti e agli spazzini di lungo corso convocati in gran segreto sul piazzale della discarica di Bellolampo. Spingi a destra, spingi a sinistra. Niente. Spingi da sotto, spingi da sopra. Niente. Riprova a destra, riprova da sopra. Niente, ma proprio niente da fare. I cassonetti comprati l’anno scorso per far partire a Palermo la raccolta differenziata non vanno bene. Misure sbagliate, sistema di aggancio incompatibile: i camion non li possono sollevare e svuotare. Se ne sono accorti diversi mesi fa quelli dell’Amia, l’azienda comunale che si occupa di rifiuti e di cui spesso si è occupata la magistratura. Visto il comprensibile imbarazzo, hanno provato a tenere nascosta la notizia. E pure i cassonetti, confinati in un piazzale fuori città.

Li avevano comprati un anno fa, primo blocco da 1.500 esemplari a 500 euro l’uno per un totale di euro 750 mila a spese dell’ignaro contribuente. Dovevano consentire il recupero di carta, plastica e vetro, risollevando Palermo da quel misero 4 per cento di raccolta differenziata che spinge la quinta città d’Italia in fondo alla classifica nazionale. E invece si sono trasformati da contenitore per i rifiuti in rifiuti punto a basta. Mai utilizzati, nemmeno per un giorno. Inservibili anche per sostituire almeno una parte dei 5 mila cassonetti incendiati o danneggiati nelle ultime settimane in città, quando la raccolta si è fermata per mancanza di soldi e i palermitani hanno cominciato a dare fuoco ai cumuli di spazzatura che riempivano le strade. Ancora adesso sono fermi in quel piazzale di Bellolampo, la discarica cittadina vicina all’esaurimento (ovvio) visto che senza differenziata tutta la spazzatura finisce qui. Avvistarli non è cosa semplice: la discarica è recintata e sorvegliata. Bisogna prendere la strada che sale verso Torretta e poi tagliare per i rimboschimenti della forestale, armati di un buon teleobiettivo.

Chi ha sbagliato? Non la ditta che ha costruito i cassonetti e li ha regolarmente consegnati. Era proprio l’ordine ad essere impreciso e adesso l’Amia non può rivalersi su nessuno. L’azienda ha pure provato a rivenderli come affarone di seconda mano. Ma il salvataggio in corner non è riuscito. Qualcuno aveva pensato di piazzarli negli Emirati Arabi, visto che lì l’Amia doveva partecipare ad un bando proprio per la raccolta differenziata. Ma nemmeno gli arabi ne hanno voluto sapere. Di quelle missioni a Dubai ed Abu Dhabi resta solo l’inchiesta aperta nelle settimane scorse dalla magistratura palermitana. In 22 viaggi la delegazione guidata dall’allora presidente del consiglio d’amministrazione Vincenzo Galioto, ora senatore del Pdl, avrebbe speso almeno 300 mila euro. Più o meno la metà di quanto l’Amia ha pagato quei cassonetti ancora fermi sul piazzale. Cassonetti che adesso rischiano di fare la stessa (triste) fine degli ultimi camion per la raccolta comprati dall’Amia.

Con un debito che supera i 150 milioni di euro, l’azienda non riesce a pagare l’assicurazione dei nuovi mezzi, che quindi restano chiusi in garage. Solo che l’Amia non riesce a comprare nemmeno i pezzi di ricambio necessari per i camion vecchi, gli unici che circolano ancora. Non resta che smontare i camion nuovi e prendere da lì i pezzi che servono per quelli vecchi. Anche per i cassonetti mancano i pezzi di ricambio: solo per rimettere a posto tutte le ruote danneggiate o sparite negli ultimi anni servirebbero 50 mila euro. Soldi che l’Amia non ha. Qualcuno in azienda ha pensato di riciclare le ruote di quei cassonetti fermi sul piazzale, che tanto non servono a niente, e rimontarli su quelli vecchi che zoppicano in strada. Un modo per limitare i danni ma attenzione: la compatibilità non è stata ancora verificata. Visti i precedenti, si raccomanda prudenza.

Lorenzo Salvia

 


27/04/2009

RIFIUTI: BERLUSCONI A NAPOLI, VERTICE SU IMPIANTO ACERRA

RIFIUTI: BERLUSCONI A NAPOLI, VERTICE SU IMPIANTO ACERRA

 

Due abruzzesi al premier, ci stai rovinando


NAPOLI - "Acerra funziona benissimo, l'inquinamento è vicino allo zero. Abbiamo lì un prototipo che é molto utile, che dovremo riedificare in tante altre regioni d'Italia". Così il premier Silvio Berlusconi si era espresso, parlando con alcuni giornalisti, prima di partecipare a una riunione in Prefettura a Napoli a un mese dall'inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra.

Sono a Napoli "per continuare nel lavoro che deve portare all'appalto di altri quattro termovalorizzatori in Campania e a discutere sul fatto se non sia il caso di varare una legge che impedisca di lordare i luoghi pubblici e fare scritte sui muri", ha continuato Berlusconi, incontrando alcuni giornalisti prima di partecipare al vertice in Prefettura a Napoli. "Sono qui - ha aggiunto - per fare il punto sull'appalto degli altri quattro termovalorizzatori che servono alla Campania". "Non dobbiamo avere ritardi. Siccome è un po' di tempo che non riesco ad avere conferme sulle date - ha aggiunto - ho ritenuto di far venire qui Bertolaso, occupatissimo come me per la gestione del dopo terremoto che non ci deve far dimenticare le vicende e le necessità della Campania e il percorso degli appalti per il termovalorizzatore".

"Dobbiamo intervenire ancora con la promozione della differenziata attraverso le scuole, gli oratori, i giornali, le televisione. Siamo molto lontani dal rush finale: la differenziata non deve rimanere a questi numeri, deve arrivare molto molto più su".

GIANNINI, A FINE MAGGIO APRIRA' DISCARICA TERZIGNO
A fine maggio aprira' la discarica di Terzigno (Napoli). E' quanto ha assicurato il generale Franco Giannini, vice del sottosegretario all'emergenza rifiuti Guido Bertolaso, al termine del vertice svolto oggi in prefettura
dente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi. Il generale Giannini ha assicurato che i lavori di allestimento sono in dirittura di arrivo.a Napoli con il presi

Secondo quanto confermato dalla Digos sono stati due trentenni dell'Abruzzo ad aver rivolto urla di protesta nei confronti del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alla sua uscita dalla prefettura di Napoli. I due sono stati identificati e non hanno precedenti. Alle forze dell'ordine hanno riferito di essere venuti a Napoli appositamente per la visita del premier al quale hanno anche detto: "Non devi venire in Abruzzo. Ci stai rovinando".



26/03/2009

Acerra, in funzione il termovalorizzatore

Acerra, in funzione il termovalorizzatore

 

Bertolaso: Sui rifiuti la Campania era la Cenerentola, oggi è la terza regione italiana. Il premier Berlusconi taglia il nastro del nuovo impianto: «E' la dimostrazione che lo Stato c'è e ci sarà sempre»

 

Silvio Berlusconi preme simbolicamente il pulsante che alza il sipario sul nuovo termovalorizzatore di Acerra (Emmevi)
Silvio Berlusconi preme simbolicamente il pulsante che alza il sipario sul nuovo termovalorizzatore di Acerra (Emmevi)

MILANO - Il termovalorizzatore di Acerra è entrato in funzione. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha inaugurato ufficialmente l'impianto - che dovrebbe essere seguito da altre strutture analoghe in altre aree della Campania - che smaltirà circa 600 mila tonnellate all'anno di rifiuti urbani (due tonnellate al giorno, un terzo di quelli prodotti in tutta la regione) e che, grazie alle tecnologie di recupero del calore, potrà fornire energia a circa 200 mila abitanti grazie ad una convenzione con la Gse (Gestore servizi elettrici).

LA GESTIONE - Ad accogliere il premier i militari che hanno contribuito ad affrontare l'emergenza nella fase di raccolta dei rifiuti dalle strade. Il pattume era stato stoccato temporaneamente in alcune discariche disseminate sul territorio e dovrebbe ora essere gradualmente trasferito al nuovo impianto per l'incenerimento. L'impianto, realizzato dall'Impregilo (i cui vertici sono stati definiti dal premier «veri eroi che qualcuno ha cercato di ostacolare»), sarà gestito per due anni dalla A2A, la società che già gestisce i termovalorizzatori di Milano e Brescia.

«LO STATO C'E'» - «Lo Stato c'è - ha commentato soddisfatto Berlusconi -. Oggi possiamo inaugurare il termovalorizzatore di Acerra perchè lo Stato è ritornato a fare lo Stato. Con i precedenti governi della sinistra - ha sottolineato il premier - si intendevano come dimostrazioni di democrazia le azioni che minoranze organizzate facevano interrompendo un'autostrada, bloccando un aeroporto, occupando un'area per impedire la realizzazione di un impianto, cioè andando contro le decisioni assunte democraticamente da istituzioni democratiche dello Stato. La sinistra valutava queste azioni come espressioni di democrazia diretta. Noi la pensiamo esattamente al contrario, queste erano e sono azioni contro gli altri cittadini, contro le istituzioni e contro lo Stato, contro la vera democrazia». «Certo - ha aggiunto - c'è ancora molta strada da fare. Se ci fosse uno striscione ideale ci sarebbe scritto: "Questa è una partenza". Da qui si parte per risolvere il problema dei rifiuti in tutta Italia».

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA - Ma non c'è solo il termovalizzatore alla base della nuova strategia anti-rifiuti. In Campania è stata incrementata la raccolta differenziata e oggi la regione, per dirla con le parole del sottosegretario Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, «è passata dall'essere la Cenerentola che era al terzo posto in Italia, dietro a Lombardia ed Emilia Romagna». Bertolaso ha anche diffuso alcune cifre, spiegando come la percentuale di rifiuti che oggi viene smaltita attraverso il riciclaggio è cresciuta nell'area campana del 20% in un anno: «Grazie alla raccolta differenziata la produzione di rifiuti quotidiana è calata da 7.034 a 5.688 tonnellate».

I COMPLIMENTI DI NAPOLITANO - Anche il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, si è voluto congratularsi con il premier per l'inaugurazione dell'impianto: «Desidero complimentarmi con Lei - ha detto il Presidente in un telegramma letto durante la cerimonia inaugurale dal prefetto di Napoli, Alessandro Pansa - per il successo ed il forte impegno che ha reso possibile l'avvio dell'attività del termovalorizzatore di Acerra a conclusione di un lungo e contrastato iter».