30/06/2009
Si schianta aereo yemenita, 153 a bordo Parigi: «Riscontrati difetti già nel 2007»
Si schianta aereo yemenita, 153 a bordo Parigi: «Riscontrati difetti già nel 2007»
Al largo delle isole Comore, vicino al Madagascar. un mese fa la tragedia dell'air france. Tra i passeggeri 66 francesi. Trovato un superstite: è un bambino. La Farnesina esclude presenza di italiani
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| Un Airbus A310 della compagnia Yemenia (Reuters) |
PARIGI - Un Airbus A310 della compagnia Yemenia Air con a bordo 153 persone si è schiantato nella notte tra lunedì e martedì nelle acque dell'oceano Indiano, al largo delle isole Comore, a circa tre chilometri dalla costa dell'arcipelago, situato fra il Mozambico e il Madagascar . I soccorritori hanno trovato un sopravvissuto: è un bambino, non si conosce la sua nazionalità. Secondo fonti dell'aeronautica yemenita sono stati recuperati anche tre cadaveri, ma le ricerche proseguono con difficoltà a causa delle le pessime condizioni meteorologiche: «Mare grosso e forti venti stanno ostacolando i soccorsi».
A BORDO ANCHE 66 FRANCESI - Tra i passeggeri (142, più 11 membri dell'equipaggio) c'erano 66 francesi, di cui molti residenti nelle Comore. Delle quattro isole dell'arcipelago, quella di Mayotte è rimasta sotto la sovranità di Parigi dopo un referendum. Altri erano partiti su un Airbus A330-200 della Yemenia dall'aeroporto parigino di Roissy, facendo scalo a Marsiglia e Sanaa (Yemen): qui hanno cambiato velivolo per imbarcarsi sull'A310, diretto a Gibuti e Moroni (capitale delle Comore) come destinazione finale. La Farnesina ha escluso la presenza di italiani a bordo. In corso le operazioni di recupero dei corpi e dei rottami: nelle ricerche sono impegnate vedette e imbarcazioni delle Comore e del Madagascar. Parigi ha inviato due navi e un velivolo da ricognizione e trasporto Transall.
«NUMEROSI DIFETTI SULL'AEREO» - Il ministro francese dei trasporti, Dominique Bussereau, ha detto che sull'Airbus A310 della Yemenia Air erano stati riscontrati molti difetti e per questo gli era stato proibito di sorvolare lo spazio aereo francese. La Yemenia, spiega, è una compagnia che «viene monitorata molto da vicino» per la sicurezza. «L'A310 era stato controllato nel 2007 dalla Direzione generale dell'aviazione civile in Francia ed erano stati rilevati un certo numero di difetti» ha detto Bussereau, aggiungendo che «da allora l'apparecchio non è più riapparso nel nostro Paese».
FORTI RAFFICHE DI VENTO - Il ministro non si è sbilanciato sulla causa del disastro: «Si è parlato del maltempo, ma al momento le notizie sono un po' vaghe. Ci dicono che l'aereo era in fase di atterraggio, poi ha rinunciato e ha tentato un'altra fase di avvicinamento che è andata male». Il responsabile dell'aviazione civile yemenita, Muhammed Abdul-Qadber, ha detto che l'incidente è avvenuto in un'area dove c'era vento molto forte, con raffiche fino a 161 chilometri orari. Secondo Meteo France nella zona non c'era un temporale, ma raffiche di vento vicino all'aeroporto di Moroni. «Nella zona non ci sono problemi di nubi - ha spiegato il responsabile delle previsioni, Jean-Marie Carriere -, ma c'è un vento sostenuto con raffiche che possono superare i 60 chilometri orari, vicino all'aeroporto e dappertutto nella zona».
L'INCIDENTE DI UN MESE FA - Esattamente un mese fa, nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno, un Airbus A330 di Air France è precipitato nell'Atlantico: partito da Rio de Janeiro, era diretto a Parigi. A bordo c'erano 228 persone, fra cui 10 italiani, originari di Trentino Alto Adige, Veneto ed Emilia Romagna. Tre giorni fa le Forze armate brasiliane hanno interrotto le ricerche dei corpi delle vittime. Le acque dell'Atlantico tra le coste brasiliane e quelle africane hanno restituito 51 corpi, di cui 14 identificati.
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21/06/2009
Air France caduto: su tv Bolivia foto del disastro, ma erano le immagini di Lost
Air France caduto: su tv Bolivia foto del disastro, ma erano le immagini di Lost
Clamoroso falso su Pat tv, rete boliviana. Vittima di alcune email e video che da settimane circolano su internet. Non verificate le fonti
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| Un'immagine trasmessa da Pat Tv ma tratta dalla serie Lost |
MILANO - Immagini esclusive dall'interno dell'Airbus della Air France precipitato tre settimane fa nell'oceano Atlantico sono state trasmesse in prima serata dal telegiornale del canale boliviano P.A.T. Nel servizio vengono mostrati alcuni impressionanti scatti fotografici dei passeggeri in preda al panico pochi secondi prima di precipitare. Le sequenze sarebbero state documentate dagli stessi passeggeri a bordo con le loro fotocamere personali. Non solo uno scoop della tv boliviana, ma un documento importante che potrebbe consentire agli inquirenti di far luce sulle cause del disastro. Se fosse vero.
FALSO - Peccato che si sia trattato di un clamoroso falso, oltre che di una figuraccia per la rete. Le famose istantanee erano sequenze tratte da Lost, il popolare serial americano. E le foto in questione, ossia quelle dell´interno dell´apparecchio e dei passeggeri a bordo, erano soltanto fotogrammi ripresi da una delle più celebri scene del volo Oceanic 815 di Lost. Addirittura l'annunciatrice afferma nel servizio di «PAT Notícias» che le immagini sono state girate da una fotocamera digitale «Casio Z750», rinvenuta in mare dalla Marina militare brasiliana durante le operazioni di recupero dei frammenti del velivolo precipitato. Oltretutto, la giornalista spiega che il proprietario della macchina fotografica è stato identificato come tale «Paulo G. Muller», un brasiliano, attore di teatro. Come spesso succede, in questo caso anche il notiziario boliviano e i suoi giornalisti, sono stati vittime di alcune false email circolate nelle settimane scorse sul web e su diversi blog. Insomma, come riferisce il quotidiano El Comercio, il tg di P.A.T. ha dato la notizia senza verificare le fonti e senza appurare la veridicità della notizia.
E. B.
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09/06/2009
Disastro aereo, l'Air France sostituisce due sensori della velocità su tutti i voli
Disastro aereo, l'Air France sostituisce due sensori della velocità su tutti i voli
L'Interpol tra i coordinatori per l'identificazione delle vittime. E l'agenzia Afp svela: «Già nel novembre del 2008 in una nota interna si temevano incidenti»
Il primo pezzo recuperato del volo Air France AF447 da Rio de Janeiro a Parigi caduto in mare in pieno oceano Atlantico. A bordo vi erano 228 persone (Ansa)
Le ricerche da parte della marina e dell'aviazione brasiliana dei corpi dei passeggeri e dei pezzi dell'Airbus dell'Air france AF447 precipitato in mare in pieno Oceano Atlantico per cause ancora da accertare (Ansa)
PARIGI - Tutti gli A330 e gli A340 dell'Air France partiranno da oggi con almeno due sensori di velocità nuovi su tre. Lo rende noto una fonte sindacale a otto giorni dal disastro aereo del volo Rio-Parigi. Le sostituzioni dei sensori Pitot «saranno effettuate tutte martedì anche se questo può comportare ritardi», ha aggiunto la fonte sindacale dopo un incontro con la direzione di Air France. Tutti gli A330 e gli A340 dell'Air France saranno quindi «attrezzati con almeno due sensori di velocità nuovi». La riunione tra Air France ed i sindacati si è tenuta martedì mattina dopo che, lunedì sera, il sindacato minoritario Alter aveva chiesto al personale di volo di non imbarcare su velivoli che non portavano almeno due sensori Pitot nuovi. Un portavoce del sindacato maggioritario dei piloti Snpl, aveva precisato che per adesso non esiste un «legame stabilito» tra la catastrofe del volo AF 447 ed i sensori, ma solo un «legame possibile».
LA POLEMICA - La sostituzione dei sensori arriva proprio mentre l'agenzia Afp svela che già nel novembre del 2008 una nota interna di Air France avrebbe indicato «un numero significativo di incidenti» legato agli strumenti di misurazione delle velocità sugli A330 e A340 della compagnia. Lo rende noto l'Afp sottolineando di aver consultato questa nota.
IL RECUPERO - Intanto l'Interpol ha annunciato che collaborerà a coordinare gli sforzi internazionali per l'identificazione delle 228 vittime del disastro aereo del primo giugno scorso. Un ufficiale del Centro di comando e coordinamento dell'Interpol, con sede a Lione, è già stato inviato all'unià di crisi istituita a Parigi, subito dopo l'incidente che ha coinvolto l'Airbus A330 di Air France in volo da Rio de Janeiro alla capitale francese. Gli sforzi, si legge in una nota dell'agenzia, «saranno basati sui protocolli internazionalmente accettati da Interpol sull'Identificazione delle vittime dei disastri (Dvi)» e comprenderanno la raccolta di dati sui resti delle vittime, come tatuaggi, impronte digitali, radiografie dei denti. «Dal momento che le vittime di questa tragedia provengono da ogni parte del mondo, la collaborazione internazionale sará essenziale nell'assicurare un'identificazione rapida, accurata e dignitosa», ha commentato il segretario generale dell'Interpol, Ronald Noble.
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07/06/2009
Disastro dell'Airbus 330 «Recuperati due corpi»
Disastro dell'Airbus 330 «Recuperati due corpi»
Lo rende noto il portavoce dell'aeronautica brasiliana, il colonnello Jorge Amaral. Apparterrebbero a due dei 228 passeggeri dell'Airbus dell'Air France scomparso sull'Atlantico
| Le ricerche dei resti dell'aereo (Epa) |
RECIFE - «Questa mattina, alle 8.14 (le 13.14 in Italia, ndr), abbiamo avuto la conferma del recupero nell’acqua di rottami e corpi che appartenevano al volo dell’Air France». Il portavoce dell'aeronautica brasiliana, il colonnello Jorge Amaral, ha comunicato così il ritrovamento in mare di due corpi: apparterrebbero a due dei 228 passeggeri dell'Airbus dell'Air France scomparso sull'Oceano Atlantico nella notte tra domenica e lunedì. Amaral, durante una conferenza stampa a Recife, ha dato notizia anche del ritrovamento di alcuni rottami.
TROVATO ANCHE UN SEDILE AZZURRO - I due corpi e i resti recuperati sono stati trovati a circa 900 chilometri dall'arcipelago Fernando de Noronha, ha precisato il colonnello dell'aviazione, rivelando che sul posto è stato trovato anche un sedile azzurro, con il numero di serie 237011038331-0. Gli esperti, ha aggiunto, stanno verificando se si tratti in effetti di un sedile dell'Airbus precipitato. La marina brasiliana, ha inoltre precisato Amaral, «ha trovato anche maschere dell'ossigeno per i passeggeri», mentre altri oggetti dell'Airbus dell'Air France vengono in queste ore «raccolte» nell'Oceano. «La marina sta recuperando altri resti e c'è la possibilità di trovare ancora più oggetti», ha precisato Amaral, rilevando che la forza aerea conta entro oggi di fare il punto sui ritrovamenti fatti nel corso della giornata nell'area dell'Atlantico dove è precipitato l'aereo. I ritrovamenti sono stati resi possibili anche «grazie al buon tempo» nella zona dove ormai da sei giorni sono in corso le ricerche. «Soprattutto nella prima fase delle nostre operazioni - ha aggiunto Amaral - , volevamo trovare sopravvissuti: sfortunatamente, ciò non è stato possibile», ha concluso.
«DUE UOMINI» - I cadaveri recuperati in mare sono quelli di due uomini, secondo quanto riferito a Globo News Marco Tulio Moreno, familiare di uno dei passeggeri dell'Airbus dell'Air France, precisando che durante le ricerche nell'Atlantico sono stati trovati anche una valigia di cuoio e uno zaino.
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06/06/2009
Dall’attentato ai campi magnetici si riaprono tutte le piste del mistero
Dall’attentato ai campi magnetici si riaprono tutte le piste del mistero
Il precedente della picchiata di un volo Qantas: era impazzito il computer
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| Un Airbus 330-200 della compagnia di bandiera francese Air France come quello scomparso (Emblema) |
MILANO — Piloti ed esperti della sicurezza del volo concordano: «Un incidente aereo non avviene mai per una sola causa». A oggi gli unici dati disponibili per svelare il mistero del volo «447» di Air France sono i segnali automatici inviati dall’aereo, le testimonianze di alcuni piloti sulla stessa rotta, le inchieste sugli incidenti precedenti. Ecco le ipotesi.
La turbolenza e il fulmine. Nell’area intertropicale dove è scomparso il volo si sviluppano forti tempeste. L’ultimo messaggio inviato: «Stiamo per entrare in una forte turbolenza». Queste parole e i dati automatici trasmessi dall’Airbus, sono alla base della prima ipotesi formulata dalla compagnia: «Fulmine». Che ha colpito forse la parte sotto la cabina di pilotaggio dove c’è il «cervello» del velivolo. Ma gli esperti ridimensionano: «Un aereo è colpito almeno una volta l’anno da un fulmine, è protetto da scaricatori statici». Sotto accusa correnti a getto e verticali (in quell’area corrono fino a 200 km/h). O anche tempeste di ghiaccio con chicchi grandi quanto un pugno.
I cambiamenti climatici. All’origine delle violenta turbolenza in cui sarebbe trovato l’Airbus ci sarebbero i cambiamenti climatici. Tra i sostenitori dell’ipotesi c’è il climatologo Franco Prodi.
I segnali di avaria. Prima di scomparire l’aereo ha inviato sei messaggi automatici di avaria: guasto agli impianti elettrici che governano i comandi, velocità orizzontale e verticale irregolari, sganciamento del pilota automatico, forte depressurizzazione, guasto della piattaforma inerziale (il sistema di orientamento) e dell’orizzonte artificiale. Avarie reali, causate da eventi esterni o da un collasso informatico?
La velocità errata. L’Airbus procedeva con una velocità errata: i messaggi automatici inviati dal velivolo, dice l’ufficio d’inchiesta Bea, rivelano «incongruenze nelle diverse velocità misurate». Airbus ieri ha inviato una raccomandazione a tutti i suoi clienti sulle procedure da seguire in caso di incoerenza di rilevazione nelle velocità.
Il precedente della Qantas. Lo scorso 7 ottobre un Airbus 330 della Qantas (stesso modello) ha subito una picchiata di 2.000 metri: ferite 40 persone. L’inchiesta dell’aviazione civile australiana ha attribuito la causa a un collasso del sistema informatico che ha portato allo sganciamento del pilota automatico, alla picchiata (due) e a un atterraggio di emergenza (altri due episodi il 12 settembre 2006 e il 27 dicembre 2008). Da più parti (università del Massachusetts, air-accident.com, lo studio legale londinese Stewarts Law) i due incidenti sono da ricollegare. Ma Airbus nega analogie: «I due sistemi di navigazione sono diversi».
L’errore umano. Perché il comandante non ha evitato la forte turbolenza (un aereo sulla stessa rotta ha deviato di 60 km)? L’ha forse sorvolata? E in caso di avaria, l’emergenza è stata così grave da non essere controllata? In risposta a queste domande è stato ipotizzato anche l’errore umano.
Esplosione o «buco». I segnali automatici di avaria, in particolare quello di depressurizzazione e la mancanza di resti, fa pensare a un’esplosione in volo. Parziale (un cedimento strutturale? un buco nella fusoliera?) o totale. Un pilota Air Comet sulla rotta Lima-Madrid ha detto di aver visto un «lampo intenso di luce bianca». Ma se c’è stata esplosione totale, perché quei messaggi di avaria?
«Ustica 2». Collegata all’ipotesi dell’esplosione in volo c’è quella secondo la quale l’Airbus 330 potrebbe essere stato colpito da un missile. «È sparito nel nulla. Una vicenda misteriosa che rassomiglia moltissimo a quanto accadde al Dc 9 dell’Itavia al largo di Ustica», ha detto il giudice Rosario Priore.
Attentato terroristico.Secondo il governo francese «non è esclusa l’ipotesi dell’attentato terroristico »: «Non vi è alcun elemento o pista, ma l’inchiesta in corso non lo ha mai escluso». Finora nessuna rivendicazione.
Le altre tesi .In alcuni siti si ipotizza che i comandi possano essere impazziti a causa di forti campi elettromagnetici, come quelli emessi dalla stazione navale Harold E. Holt, finiti «sotto accusa » per gli incidenti alla Qantas. Ipotizzati anche misteri da Triangolo delle Bermuda e incontri ravvicinati con oggetti volanti non identificati.
Alessandra Mangiarotti
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03/06/2009
Disastro aereo, nessun dubbio Localizzati i resti dell'Airbus
Disastro aereo, nessun dubbio Localizzati i resti dell'Airbus
Il capo dell'organismo di sicurezza dell'aviazione: «INCHIESTA LUNGA E DIFFICILE». Si attende l'arrivo di un aereo-radar francese per tentare di determinare esattamente il luogo dell'incidente
| (Afp) |
PARIGI - Lo Stato maggiore delle forze armate francesi non ha più alcun dubbio sull'origine dei resti trovati nell'Oceano Atlantico: sono dell'Airbus A330 di Air France scomparso dai radar lunedì scorso con 228 passeggeri a bordo. È quanto è stato comunicato a Parigi sottolineando che «non c'è più spazio per dubbi» anche se è ancora necessaria una «conferma forma»: «Il dubbio non sussiste», ha detto il capitano di vascello Christophe Prazuck dello stato maggiore francese.
INCHIESTA LUNGA E DIFFICILE - Nel corso di una conferenza stampa Paul Louis Arslanian, il capo dell'organismo di sicurezza dell'aviazione civile ha ribadito che «l'inchiesta non sarà facile, sarà lunga ma noi cercheremo di fare tutto il possibile con i mezzi a nostra disposizione». L'inchiesta, ha assicurato il capo della Bea, sarà improntata comunque alla massima «trasparenza». Alla conferenza stampa ha partecipato anche il funzionario della Bea incaricato dell'inchiesta - che è internazionale perché avvenuta in acque internazionali ma guidata dal paese di provenienza dell'aereo precipitato - che ha detto che l'obiettivo di massima è arrivare ad un primo rapporto entro la fine di giugno. E che sono state istituite quattro squadre di lavoro: la prima incaricata dell'operazioni di ricerca del relitto e scatole nere e le altre di raccogliere ed analizzare elementi ed informazioni sull'aereo precipitato, per individuare eventuali malfunzionamenti originari.
LE RICERCHE - Un aereo francese per la ricognizione marittima, Atlantique 2, ha sorvolato nelle ultime ore la zona dove l'aeronautica brasiliana ha individuato martedì i resti dell'Airbis A330 di Air France, a un migliaio di chilometri dalla costa brasiliana e a circa 2000 chilometri da quella senegalese. Martedì sera, il ministro della Difesa brasiliano, Nelson Jobim, aveva già affermato di non avere «alcun dubbio» che i resti trovati appartenessero al velivolo scomparso dai cieli mentre sorvolava l'Atlantico lunedì scorso, con 228 passeggeri a bordo. Altri voli militari francesi sono previsti per mercoledì sulla zona, tra cui quello di un aereo-radar che effettuerà una «cartografia» dei resti per tentare di determinare il luogo dell'incidente e quindi permettere il recupero della scatola nera, ha precisato ancora Prazuck. La cartografia verrà completata da un Falcon 50 che decollerà da Natal, in Brasile, e da un altro volo dell'Atlantique 2. Mercoledì sarà «una giornata di transizione», ha detto ancora il comandante francese spiegando che «si passerà da un'operazione aerea che copre una vasta zona a un'operazione navale che interesserà un'area più ristretta». Intanto il governo brasiliano ha proclamato tre giorni di lutto ufficiale. L'annuncio è arrivato pochi minuti dopo che il ministro della Difesa, Nelson Jobim
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02/06/2009
Aereo scomparso: avvistati alcuni resti
Aereo scomparso: avvistati alcuni resti
Il ministro francese della Difesa: «Ricerche fino a quando sarà necessario». Sedili di aereo e macchie di carburante. «Al momento nessun elemento fa pensare a un atto di terrorismo»
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| Un aereo militare brasiliano impegnato nelle ricerche (Afp) |
PARIGI - Un sedile di aereo, pezzi metallici e macchie di carburante sono stati avvistati nel primo pomeriggio dall'Aeronautica brasiliana nell'oceano Atlantico a 650 km a nord-est dall'isola brasiliana di Fernando da Noronha. I ritrovamenti sono avvenuti a 60 km l'uno dall'altro. In mattinata il ministro della Difesa francese, Hervé Morin aveva affermato chele ricerche dei resti dell'Airbus A330 dell'Air France precipitato misteriosamente lunedì nell'Atlantico sulla rotta Rio-Parigi sarebbero continuate «fino a quando necessario». In precedenza era stata smentita da organi di stampa la notizia data da alcuni organi d'informazione brasiliani del ritrovamento da parte di una nave da trasporto francese al largo delle coste africane del Senegal di relitti riconducibili all'aereo nella stessa zona in cui i piloti del volo Tam Parigi-Rio hanno visto luci arancioni sull'oceano.
MEZZI - «I mezzi sono dispiegati sulla zona e li metteremo a disposizione finché servirà», aveva dichiarato il ministro francese Morin, sottolineando che «tutti i mezzi marittimi e aerei» che potevano essere messi a «disposizione» sono stati impiegati. Interpellato sulle luci arancioni notate sull’oceano dai piloti brasiliani della Tam, il ministro ha indicato di non avere «alcuna conferma. Aerei estremamente efficienti con piloti specializzati (un Atlantique 2 e un Falcon 50) sorvolano la zona e per il momento non hanno individuato nulla. Si tratta di un’ipotesi che, per noi, non è confermata». Morin ha inoltre affermato che al momento non esiste alcun elemento che faccia pensare a un atto terroristico.
RICERCHE - Anche gli Stati Uniti hanno inviato un aereo militare e una pattuglia di salvataggio e il presidente Obama ha assicurato ogni tipo di sostegno per scoprire le cause dell'incidente. Due aerei militari brasiliani con visori all'infrarosso hanno sorvolato l'oceano fino quasi a metà rotta dall'Africa, ma senza esito. Le indagini sulla terraferma, intanto, si concentrano su una serie di messaggi inviati dall'aereo dopo che era finito in una violenta turbolenza. L'ultimo segnale, un allarme automatico riguardante diverse avarie negli impianti elettrici e alla pressurizzazione, è stato ricevuto quando il velivolo si trovava a 1.100 chilometri al largo delle coste del Brasile.
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01/06/2009
Airbus dell'Air France scompare mentre è in volo sull'oceano, si pensa sia precipitato
Airbus dell'Air France scompare mentre è in volo sull'oceano, si pensa sia precipitato
Il ministro francese dell'energia: probabile incidente. L'aereo, con 231 persone a bordo, tra cui 5 italiani, era decollato da Rio de Janeiro ed era diretto a Parigi
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| Un airbus dell'Air France (Afp) |
PARIGI (FRANCIA) - Si pensa che sia precipitato in mare. Un Airbus 330-200 della compagnia di bandiera francese Air France decollato alle 19 di domenica (ora italiana) dall’aeroporto brasiliano di Rio de Janeiro e diretto a quello di Parigi «Charles-de-Gaulle» è scomparso dagli schermi radar. L’aeromobile è scomparso dagli schermi radar alle 3.30 di questa mattina, ora italiana, mentre era in volo sull'Oceano Atlantico. L'aereo doveva arrivare alle 11.10 di questa mattina a Parigi. Non c' è «alcuna speranza» per le persone a bordo ha detto all'agenzia Afp una fonte dell'aeroporto Charles de Gaulle di Roissy. Ricerche sarebbero in corso da parte delle autorità brasiliane nei pressi dell'isola brasiliana di San Fernando de Noronha a circa 300 km dalle coste brasiliane.
IN 231 A BORDO TRA CUI 5 ITALIANI - Il volo AF 447 - partito da Rio alle 19 di domenica e diretto a Parigi - aveva a bordo 216 passeggeri e 15 membri dell'equipaggio. Tra i 216 passeggeri figurano 126 uomini, 82 donne, 7 bambini e un neonato, ha aggiunto Air France.
La Farnesina sta verificando la presenza di italiani a bordo. Tuttavia secondo prime informazioni ufficiose raccolte in ambienti aeronautici, sull'Airbus vi sarebbero stati cinque cittadini italiani. La notizia però è in attesa di conferme ufficiali. A bordo dell'aereo dell'Air France vi erano sicuramente tre trentini. Si tratta di una delegazione che si era recata in Sud America in visita a strutture dell'emigrazione trentina. La conferma è stata data dal presidente della Trentini del Mondo, Alberto Tafner.
FORTE TURBOLENZA - Immediata la ricerca delle cause della, ormai certa, caduta dell'aereo. E' da scartare l’ipotesi dirottamento, mentre è probabile che si sia verificato un incidente ha dichiarato il ministro dell’Ecologia e dell’Energia francese, Jean-Louis Borloo. «Sulla zona - ha detto Borloo - c'erano perturbazioni tropicali molto forti. L'Airbus A330 è un apparecchio in grado di affrontare queste circostanze, ma dev'esserci stato un accumularsi di circostanze».
L’ipotesi «più verosimile» è che l’Airbus A330 sia stato «colpito da un fulmine» e per questo sia caduto ha dichiarato poco dopo alla stampa il direttore della comunicazione di Air France, Francois Brousse, che ha sottolineato come prima che l'aereo scomparisse dai radar sia partito l'allarme che segnala un guasto agli apparati elettrici ed elettronici. La dichiarazione di Brousse è in apparente contrasto con il principio generale che un'aereo in volo è una perfetta gabbia di Faraday che consente alla carica elettrice del fulmine di attraversare la fusoliera senza causare danni.
Il comandante dell'Airbus A330, avrebbe informato la torre di controllo - dopo circa di tre ore di volo - che l'aereo si trovava in una zona di forte turbolenza. Poi il contatto si sarebbe interrotto ha detto ancora Brousse. Il pilota dell'aereo aveva oltre undicimila ore di volo alle spalle e l'ultima manutenzione dell'aereo era stata effettuata il 16 aprile scorso.
NON ERA IN CODE-SHARING CON ALITALIA - Il volo non era in code sharing con Alitalia, secondo quanto si è appreso da fonti aeronautiche italiane. Anche Alitalia, peraltro - così come altre compagnie europee - è stata allertata per prestare supporto ad Air France.
SARKOZY - Il Presidente francese Nicolas Sarkozy ha chiesto al governo e alle amministrazioni interessate di «fare ogni sforzo per rintracciare l’aereo». «Informato questa mattina della perdita di ogni contatto con un airbus A330 di Air France, che effettuava il collegamento tra Rio de Janeiro e Parigi Charles de Gaulle, il Presidente della Repubblica ha espresso viva preoccupazione e ha chiesto al governo e alle amministrazioni interessate di fare ogni sforzo per rintracciare l’aereo e fare luce, il più rapidamente possibile, sulle circostanze della sua scomparsa», si legge in una nota diffusa dall’Eliseo.
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24/01/2009
Ora il satellite fa volare i jet
Ora il satellite fa volare i jet
In funzione tra l'ue e gli Usa il sistema che rivoluziona il controllo del traffico aereo. Operativa la tecnologia che permette di tenere sotto controllo gli aerei di linea anche nelle zone senza radar
Nel controllo del traffico aereo è scattata l'ora della rivoluzione. E sarà profonda, tanto da mandare in pensione, in prospettiva, i tradizionali radar e aprire nuove rotte. Con tre obiettivi: accorciare i tempi di volo, risparmiare cherosene e aumentare la sicurezza.
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| L'utilizzo del satellite rivoluzionerà il controllo del traffico aereo |
Adesso i radar terrestri controllando la posizione dei velivoli tengono sotto controllo lungo la rotta garantendo una distribuzione con le necessarie separazioni di sicurezza. In questo modo, dove ci sono i radar, la distanza orizzontale tra un aereo e l'altro e tra cinque e otto chilometri. Quella verticale è di 330 metri. Ma dove non esistono i radar, come ad esempio nei territori a nord sorvolati nel viaggio da e per gli Usa, allora mentre la distanza in verticale rimane inalterata, la separazione orizzontale diventa di 130 chilometri perché senza, appunto, la «copertura radar» c'è soltanto una posizione stimata. Quindi i margini devono essere notevoli. Invece facendo ricorso al nuovo sistema ADS-B appena entrato in attività anche in quelle zone la separazione si riduce addirittura a otto chilometri. Ciò significa che lungo l'aerovia possono transitare un maggior numero di aeroplani. Inoltre, le rotte possono essere ridisegnate tagliando i percorsi con tutti i vantaggi annunciati di tempo e risparmio di combustibile e conseguente riduzione degli inquinanti.
Il risultato si ottiene facendo ricorso ai satelliti di navigazione GPS attraverso i quali un'apparecchiatura installata a bordo del jet calcola la sua posizione trasmettendola agli altri aerei. Da questi è poi inviata alle nuove stazioni di terra le quali la rimbalzeranno ai centri di controllo del traffico aereo. Conoscendo, così, con precisione, il punto esatto nel cielo, la gestione diventa più elastica facilitando eventuali cambiamenti e ampliando le possibilità. Si è calcolato che l'impiego dei nuovi apparati nelle zone ora interessate permetterà alle compagnie di risparmiare 28 milioni di litri di cherosene con un risparmio di 17 milioni di dollari. L'ADS-B è considerata la tecnologia del futuro proprio perché si svincola dai radar terrestri con vantaggi economici notevoli; innanzitutto perché il sistema costa un decimo di un impianto radar, oltre al risparmio di combustibile. La strumentazione da installare a bordo sarà di serie sui nuovi aeroplani mentre su quelli esistenti gli interventi richiedono una spesa intorno a 7.000 dollari. La FAA, Federal Aviation Administration americana, ha stabilito il completamento delle stazioni a terra entro il 2015 ordinando che tutti i velivoli siano dotati degli apparati necessari entro il 2020. «Dobbiamo concedere un certo tempo per il grande cambiamento ma siamo consapevoli di doverci muovere molto in fretta» nota Paul Takemoto portavoce della FAA. Il traffico aereo, nonostante le fluttuazioni della crisi economico-finanziaria, cresce di continuo con una media globale intorno al 5-6 per cento annuo tanto che si ipotizza il raddoppio rispetto al traffico attuale entro il 2025. Oggi i viaggiatori aerei sono 679 milioni all'anno e ci si proietta rapidamente verso il miliardo ma questo produrrà ritardi paurosi e danni economici rilevanti - nota la FAA se non si farà ricorso al nuovo ADS-B. Intanto negli Stati Uniti è già in sperimentazione in Florida, in Alaska e altrettanto si sta facendo in Australia e in Europa nell'ambito della legislazione del «Cielo Unico Europeo ».
Il nuovo ordinamento ridisegna la geografia del traffico aereo su scala non più nazionale ma regionale e prevede ovviamente il ricorso alle nuove tecnologie. A tal fine l'Enav, l'ente nazionale di assistenza al volo, ha coordinato per conto di Eurocontrol, l'ente che governa i cieli europei, il progetto Blue Med a cui hanno partecipato Francia, Spagna, Grecia, Cipro e Malta, collaudando anche il sistema ADS-B. «L'obiettivo — spiega Nadio Di Rienzo, direttore generale dell'Enav — è di gestire e razionalizzare al meglio il futuro dei movimenti nell'area mediterranea oltre che sui mari Tirreno e Adriatico. Per questo abbiamo installato quattro stazioni ADS-B a Pescara, Catanzaro, Alghero e Fiumicino. L'esperienza Cristal-Med, come è battezzata, si è chiusa in dicembre dimostrando la sua efficacia proprio negli ampi territori del bacino mediterraneo dove ci sono zone, come il Nordafrica, poco servite. Credo che in una fase intermedia si realizzerà una integrazione tra i radar a terra e la nuova tecnologia con i satelliti GPS coprendo soprattutto quei "buchi" nei controlli esistenti in varie zone del pianeta ». Il potenziamento, poi, anche del sistema satellitare con l'arrivo della costellazione spaziale europea Galileo, più precisa rispetto ai GPS americani, fornirà rilevamenti più puntuali consentendo un'intensificazione sempre maggiore delle rotte. E prezioso potrebbe rivelarsi anche un nuovo algoritmo matematico messo a punto da Selex-Finmeccanica con l'Università di Napoli, capace di tener conto di tutte le variabili di un volo ottimizzandone la traiettoria. Il futuro dei viaggi aerei finirà col dipendere esclusivamente dai satelliti . «Non c'è alternativa. Il traffico previsto fra un decennio e oltre, è tale — conclude Paul Takemoto — da non poter essere governato con sicurezza dai radar a terra». La rivoluzione nei cieli è incominciata.
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| Tag: satellite, rotte aeree, radar, jet, voli, nuove tecnologie, rivoluzione | OKNOtizie |
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