21/04/2011

Una scossa di terremoto di magnitudo 6 fa tremare i palazzi di Tokyo

Una scossa di terremoto di magnitudo 6 fa tremare i palazzi di Tokyo

Giappone- Nuovi test dopo le tracce di iodio radioattive trovate nel latte materno. L'epicentro è a 70 chilometri di profondità, al largo delle coste nella baia di Chipa

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05/04/2011

Radioattività in mare 7,5 milioni di volte superiore ai livelli normali

Radioattività in mare 7,5 milioni di volte superiore ai livelli normali

Lo scrive la stampa nipponica. Misurazione di fronte al reattore 2, prima che la Tepco riversasse acqua contaminata nell'Oceano Pacifico

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30/03/2011

Giappone, le radiazioni in mare 3.355 volte superiori alla norma

Giappone, le radiazioni in mare 3.355 volte superiori alla norma

RICOVERATO il PRESIDENTE DELLA TEPCO: pressione arteriosa alta. Il tasso di iodio oltre i limiti di legge: pesca vietata. Il Governo pensa a coprire i reattori di Fukushima

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27/03/2011

Fukushima, allarme al reattore 2

Fukushima, allarme al reattore 2

LA CENTRALE ATOMICA IN GIAPPONE. La radioattività dell'acqua è troppo elevata: evacuati i tecnici. Ma ci sarebbe stato un errore di misurazione

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23/03/2011

Fukushima, scossa vicino alla centrale Acqua contaminata a Tokyo, allarme bebè

Fukushima, scossa vicino alla centrale Acqua contaminata a Tokyo, allarme bebè

Emergenza nucleare in giappone/Gli Usa: stop import di alcuni alimenti. Dai rubinetti tasso di iodio radioattivo oltre il limite legale. Le autorità ne sconsigliano l'uso dell'acqua

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16/03/2011

Maggio, rientro tra mille difficoltà Ancora 48 ore per tornare in Italia

Maggio, rientro tra mille difficoltà Ancora 48 ore per tornare in Italia

Da Tokyo a Firenze. Tre aerei tra mercoledì e giovedì porteranno via i lavoratori del Maggio Musicale Fiorentino dal Giappone

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Il caos calmo di Tokyo In fila per fuggire sul treno

Il caos calmo di Tokyo In fila per fuggire sul treno

Via dalla pioggia radioattiva e dai blackout programmati. Qualcuno prova a salire subito ma fermi tutti, non si sgarra: prima devono entrare le addette alla pulizia

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Tokyo, forte scossa di magnitudo 6. Centrale Fukushima, nuova esplosione,evacuati 750 addetti, quattro dispersi

Tokyo, forte scossa di magnitudo 6. Centrale Fukushima, nuova esplosione,evacuati 750 addetti, quattro dispersi

Nessuna notizia di vittime o danni, nessun allarme tsunami. Nuovo incendio a reattore numero quattro. Le fiamme si sarebbero poi spente da sole. Elicotteri per raffreddare gli impianti. Uno scoppio e due incendi nella centrale.

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23/09/2010

Scorie nucleari, ecco le aree. Pronta una lista con 52 siti

Scorie nucleari, ecco le aree. Pronta una lista con 52 siti

Secondo i tecnici potrebbe esserci lo slittamento di 12 mesi sulle centrali. Ma per il piano Palazzo Chigi chiede di aspettare l'Agenzia

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09/01/2010

Una stella minaccia la vita sulla Terra

Una stella minaccia la vita sulla Terra

 

È nella costellazione della Bussola, a 3.260 anni luce di distanza. Nana bianca rischia di trasformarsi in supernova, le radiazioni sarebbero letali. Ma tra 10 milioni di anni

 

 

Una stella minaccia la vita sulla Terra

 

C’è una stella della nostra galassia Via Lattea, distante dalla Terra 3.260 anni luce, che potrebbe esplodere e mettere in pericolo la vita sul nostro pianeta. L’infelice prospettiva è stata seriamente illustrata al meeting dell'American Astronomical Society in corso a Washington precisando, per nostra consolazione, che ciò potrebbe accadere fra 10 milioni di anni ma forse anche prima.

L'astro in questione appartenente alla costellazione della Bussola è stato studiato con il satellite IUE ed anche con il telescopio spaziale Hubble. Così si è capito che si tratta, in verità,  di una coppia di stelle dove una delle due  è una nana bianca, che gli astronomi chiamano una “Nova ricorrente” perché periodicamente presenta delle esplosioni registrate con intervalli di circa vent’anni, nel 1902, 1920, 1944, 1967. Secondo gli astronomi queste esplosioni che non danneggiano grandemente l'astro e nemmeno lanciano radiazioni pericolose per la Terra, avvengono dopo che l'astro ha accumulato materiale (gas ricchi di idrogeno, in particolare) strappato con la sua forza di gravità alla stella vicina. In tal modo aumenta la sua massa e quando raggiunge un certo livello si innescano le esplosioni che, in un certo senso, equilibrano la situazione disperdendo un po' di energia. Ma non sempre le cose vanno in questo modo. Può accadere, infatti, che la stella, anche con queste eruzioni dispersive, continui comunque ad ingigantirsi, arrivando a conquistare il famoso “limite di Chandrasekhar” al di là del quale la massa collassa definitivamente scatenando una tremenda esplosione capace di distruggere il corpo celeste: è il fenomeno che porta alla supernova la quale lancia intorno nel cosmo un'energia 10 milioni di volte più elevata di quella rilasciata da una nova.

Proprio le osservazioni compiute con il telescopio spaziale Hubble farebbero pensare che la stella sotto indagine continua ad accrescere la sua taglia raggiungendo il fatidico limite, appunto, fra 10 milioni di anni, oppure anche prima come precisa Edward Sion della Villanova University in Pennsylvania. In quel caso l’astro esplodendo diventerebbe luminoso quanto tutte le stelle della galassia messe insieme. Ma più grave è il fatto che spedirebbe verso il nostro pianeta azzurro un fiume di radiazioni capaci di devastare l'ambiente terrestre cominciando con l’annientare la fascia di ozono che ci protegge.

Secondo gli astronomi l’esplosione di una supernova diventa pericolosa per noi quando avviene a meno di cento anni luce dalla Terra. Ma si tratta di una valutazione non definitiva perché gli effetti dipendono dalla potenza della supernova. A detta dei ricercatori, però, la stella in questione potrebbe entrare nella categoria delle più catastrofiche pur trovandosi oltre i tremila anni luce. Non tutti condividono interamente le conclusioni discusse nella capitale americana. Il professor Filipenko del Berkeley Astronomy Department è in disaccordo e sostiene che anche se si arriverà alla supernova la Terra dovrebbe però salvarsi. Pensando ai nostri posteri, speriamo che abbia ragione.

Giovanni Caprara