27/11/2010

Ragazzino 15enne violentato in palestra

Ragazzino 15enne violentato in palestra

Intervengono i carabinieri, arrestato il violentatore. Aggredito in piscina e portato in una sauna e stuprato. Poi riesce a scappare e avverte la mamma

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08/11/2010

"El Ponchis", il killer 12enne che semina terrore in Messico

"El Ponchis", il killer 12enne che semina terrore in Messico

Assoldato dal Cartello del Pacifico Sud è famoso nella zona di Cuernavaca. Si è specializzato nel tagliare la gola agli avversari. I complici filmano gli omicidi e li diffondono sul web

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25/05/2010

Arrestato un sacerdote per pedofilia

Arrestato un sacerdote per pedofilia

Il prete fa parte della diocesi di Lodi, alle porte di Milano. Domenico Pezzini , 73 anni, è accusato di aver avuto rapporti sessuali con un ragazzino di 13 anni

 

MILANO - Un sacerdote di 73 anni della Diocesi di Lodi, Domenico Pezzini è stato arrestato con l'accusa di pedofilia. Il sacerdote, arrestato lunedì (ma la notizia è stata diffusa solo oggi) dagli agenti della Squadra Mobile di Milano, è accusato di aver avuto rapporti sessuali con un ragazzino che all'epoca degli abusi aveva 13 anni (ora la presunta vittima ne ha 16). Nel corso di una perquisizione in casa sua, gli agenti avrebbero anche trovato materiale pedopornografico.

IMPEGNO NELLA COMUNITA' OMOSESSUALE - Don Domenico Pezzini è un prete molto conosciuto nella comunità omosessuale. Sin dagli anni '80 anima gruppi di omosessuali credenti che approfondiscono le tematiche relative all'omosessualità e ai suoi rapporti con il cristianesimo. Questi gruppi, diffusi in diverse città d'Italia, sono trasversali a tutte le chiese italiane e dal 2004 hanno anche un coordinamento nazionale. Partecipano a manifestazioni come il World Pride e il Milano Pride per organizzare momenti ecumenici con i partecipanti. Don Pezzini, già docente di linguistica inglese all'Università di Verona, è stato uno dei fondatori del primo gruppo detto Gruppo del Guado nato nel 1980 da un'esperienza di un campo organizzato in collaborazione con un centro valdese. Ha fondato nel 1986 un gruppo "La Fonte" che si riunisce periodicamente a Milano alla ricerca di un'integrazione tra condizione omosessuale e fede cristiana. Non aveva alcun incarico dalla Diocesi di Milano ma, pur dipendendo dalla Diocesi di Lodi, risiedeva nel capoluogo lombardo.


09/04/2010

Sorpreso a copiare in classe, si butta dalla finestra della scuola

Sorpreso a copiare in classe, si butta dalla finestra della scuola

A carpi. Il ragazzino, 14 anni, ora è ricoverato al Maggiore

 

A 14 anni, si è buttato dalla finestra della scuola dopo essere stato sorpreso a copiare durante un compito in classe. È uno studente del liceo scientifico Fanti di Carpi (in provincia di Modena), ora ricoverato a Bologna, all'ospedale Maggiore. Le sue condizioni di salute non sarebbero gravi e comunque non è in pericolo di vita.

L'EPISODIO - Lo studente, che frequenta la prima classe, è stato scoperto dalla professoressa di inglese con alcuni bigliettini da cui pare stesse copiando. L’insegnante gli ha quindi ritirato il compito ma non appena è uscita dall’aula per il cambio d’ora, verso le 11.30, l’adolescente ha aperto la finestra, è salito sul davanzale e si è buttato facendo un volo di circa cinque metri. È caduto sull’erba del cortile. Subito gli insegnanti hanno chiamato l’ambulanza e al liceo è arrivato anche l’elisoccorso da Pavullo. La polizia ha sentito la professoressa e alcuni alunni che hanno visto il compagno gettarsi dalla finestra. Secondo le prime indiscrezioni, non sarebbero state ravvisate responsabilità.

IL PRECEDENTE - Un episodio simile avvenne a Bologna il 5 novembre scorso: uno studente di 13 anni si buttò dalla finestra della scuola privata Maestre Pie dell’Addolorata, facendo un volo di una decina di metri. Era stato convocato dalla preside per dare spiegazioni sulle sigarette con cui era stato sorpreso da una professoressa prima di entrare a scuola.


22/03/2010

Spopola il video del bambino «drogato» E la famiglia guadagna 100 mila dollari

Spopola il video del bambino «drogato» E la famiglia guadagna 100 mila dollari

 

Ma la decisione di rendere pubblico il filmato ha suscitato molte polemiche. Su YouTube il filmato di un ragazzino che straparla sotto l'effetto dell'anestesia. Il padre: nulla di male

 

Il video è diventato una leggenda di YouTube: David, 7 anni, viene ripreso con la telecamerina dal padre subito dopo un intervento dentale che deve aver richiesto medicine piuttosto potenti. Il piccolo appare visibilmente stordito, come sotto l'effetto di una droga, l'anestesia, infatti, non sembra ancora passata. Nello stesso tempo però è divertito e alla fine domanda se quella condizione durerà per sempre. La clip è esplosa sul web con 54 milioni di visualizzazioni; in un anno la famiglia ha incassato oltre 100.000 dollari. Quanto basta perchè il bambino possa studiare.


CELEBRITA' - David ci ha rimesso un dentino; ai suoi genitori la clip «David After Dentist» ha procurato fino a questo momento una somma che supera i 100 mila dollari. Da quel giorno la vita è cambiata radicalmente non solo per il bambino, ma per tutta la famiglia di Orlando, in Florida. Nell'estate del 2008 David si reca dal suo dentista assieme al papà - un dente dev'essere tolto. Come da prassi il medico gli somministra un medicinale per anestetizzare il dolore. Dopo l'intervento il papà cattura quel momento: David, seduto sul sedile posteriore dell'auto, parla, gesticola sotto quello che per lui è il primo effetto da droga. E tutto il mondo lo guarda: è in assoluto il video che è cresciuto più in fretta nell'intera storia di YouTube, il secondo più visto nel 2009, celebrato pure con diverse versioni remix. Ogni giorno viene cliccato quasi centomila volte. Il piccolo si pone domande, quasi filosofiche, sulla vita; sui buchi nei denti: «E' questa la vita reale?»; «Non riesco a vedere nulla»; «Ho dei buchi nei miei denti?»;«Perchè non li posso toccare?»; «Come mai mi sta succedendo tutto questo?»; «Sarà così per sempre?».

«E' QUESTA LA VITA REALE?» - Oggi il filmato di appena 2 minuti è zeppo di banner pubblicitari; gli utenti possono ordinare una maglietta cliccando all'indirizzo davidafterdentist.com o dare soldi in beneficenza per il trattamento medico dei bambini al sito operationsmile.org/dad. Negli Usa David e suo padre sono diventate delle celebrità con ospitate in radio e trasmissioni tv: dal Today sulla NBC, allo show della top model Tyra Banks, fino al programma del controverso anchorman della Fox, Bill O'Reilly - che l'ha duramente criticato. Reporter di tutto il mondo sono arrivati a casa sua per intervistarlo. In una pausa pubblicitaria del Superbowl è andato uno spot con diverse celebrità di Internet, tra queste ovviamente anche David con il suo quesito: «Is this real life?».

LE CRITICHE - Naturalmente c'è stato anche chi ha protestato. Fino ad oggi molte persone sono dell'idea che il padre non avrebbe mai dovuto mettere online il video, il bambino viene sfruttato senza pietà e presentato come fenomeno da baraccone. Il papà David DeVore la pensa diversamente. Lui farebbe di tutto per proteggere suo figlio, ha spiegato ora alla Cnn. «Non c'era nulla che potesse preoccuparci nel periodo dell'inaspettato successo e poi abbiamo coinvolto David in ogni decisione», ha sottolineato. La famiglia DeVore ha vissuto l'intera vicenda come «un'avventura». Recentemente David si è esibito al festival della tecnica South by Southwest di Austin, in Texas - tuttavia solo in videoconferenza: «Sapete, devo andare a scuola». Il video lo avrebbe «aiutato a visitare un sacco di posti, mai visitati fino ad ora».

IMPRESA DI FAMIGLIA - Intanto la famiglia incassa un bel po' di denaro: una parte arriva dalle entrate pubblicitarie che compaiono nella clip di YouTube; un'altra dalle royalties, se viene utilizzato in altri ambiti. Sulla loro pagina personale è possibile comprare oltre alle magliette anche degli adesivi con la nota scritta «Is this real life?». Anche David aiuta a fare i pacchi da spedire per posta in tutta l'America. «Dai nostri 15 minuti di celebrità è nata un'attività commerciale a gestione familiare», ha detto DeVore alla Cnn. I soldi andranno a finanziare gli studi universitari di David. Ma la famiglia ha donato sinora 6.000 dollari anche per scopi benefici - tra queste alcune organizzazioni che si occupano proprio della salute dentale.

Elmar Burchia


13/03/2010

Incendio in un campo nomadi, muore un ragazzino di 13 anni

Incendio in un campo nomadi, muore un ragazzino di 13 anni

 

È successo a Milano, in via novara. Le fiamme si sarebbero sprigionate da una stufa a legna. Due persone ustionate, ma non sono gravi


Il campo nomadi dove
Il campo nomadi dove c'è stato l'incendio

MILANO - Un ragazzino di 13 anni, Enea Emil, è morto nell'incendio scoppiato durante la notte in un campo nomadi nei pressi di via Novara, a Milano. L'episodio, fanno sapere dall'Azienda regionale emergenza urgenza della Lombardia, si è verificato alle 2.52. Sul posto è intervenuto il 118 di Milano. Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero divampate dalla scintilla scaturita da una stufa a legna, ma le indagini sono ancora in corso. Oltre al ragazzo morto, si registrano altre due persone ustionate trasportate all'ospedale di Niguarda in condizioni non gravi. Al momento non è chiaro se a rimanere feriti siano stati i parenti della vittima o alcuni amici. Il 118 ha portato in ospedale, al centro ustionati di Niguarda, una donna di 21 anni e un uomo di età imprecisata, mentre un altro ventenne ha rifiutato le cure.
IL RACCONTO - «Siamo venti famiglie. Mio cugino era dentro la baracca che è andata a fuoco - racconta uno dei tanti parenti del tredicenne morto. - I suoi familiari non sapevano che fosse dentro anche lui. Alla fine quando hanno capito che non era in giro ma stava anche lui dormendo, i due fratelli hanno cercato disperatamente di rientrare per prenderlo, ma ormai era tutto avvolto dalle fiamme... è bruciato vivo». «La sua famiglia infatti aveva due baracche - aggiungono nel campo - In una vivevano i due genitori, nell'altra i tre figli, i due fratelli di 13 e 20 anni, e la sorella di 21. Ma quando è bruciato tutto e sono scappati credevano che lui non ci fosse».

LA PAURA - «Ora ci sgombereranno, e dovremo trovarci un altro posto. Io è la quarta volta in sette mesi che devo tirare su tutte le mie cose e ripartire» racconta Jan, 26 anni, un altro dei membri della comunità rom che vive nel campo nomadi di via Caio Mario. «Sette mesi fa questo gruppo di rom era insediato dietro il carcere Beccaria in zona Bisceglie - racconta - poi è stato sgomberato ed è finito qui, dove sono state ricostruite le baracche». «Alcuni di noi vengono anche da Triboniano - dice ancora - dove sono stati allontanati, non so perché. So però che lì quattro bambini andavano a scuola, e ora qui no». E non perchè non vorrebbero tornarci, secondo i rom di via Caio Mario, ma perché «il pulmino non li viene a prendere, qui e non riusciamo a lavarli bene per la scarsità d'acqua».


19/01/2010

Scrive un’applicazione per iPhone a 11 anni e dona i guadagni all'ospedale

Scrive un’applicazione per iPhone a 11 anni e dona i guadagni all'ospedale

 

Lo smartphone apple domina quasi del tutto questo mercato. Un bambino californiano vende il suo programma attraverso il negozio della Apple

 

MILANO - Alberto Moravia, costretto a letto dalla malattia, scrisse Gli indifferenti a 17 anni. Cameron Cohen, ospedalizzato per un problema di salute, ha creato un’applicazione per iPhone a 11 anni. I tempi cambiano, i giovani talenti restano e continuano a stupire. Ma la storia del piccolo Cohen – raccontata sulla webzine Crunchgear – è particolarmente significativa. E non solo perché la sua app – iSketch, un programma per disegnare sul melafonino e inviare le proprie creazioni via e-mail – è stata approvata dalla Apple ed è in vendita nell’App Store, l’apposito negozio online di software per iPhone.

LA STORIA DI CAMERON - All’origine della vicenda c’è infatti un lungo ricovero, durante il quale questo bambino californiano si è interessato ai computer, studiando programmazione da autodidatta, guardando dei video realizzati dai professori di Stanford e frugando in giro per il web. E alla fine ha prodotto la sua applicazione, in vendita dallo scorso dicembre. Tuttavia, ha deciso di donare parte dei proventi così guadagnati all’ospedale dove è stato ricoverato a Santa Monica, in modo da aggiornare – con adeguati apparecchi elettronici – il parco giochi per i ragazzini malati. Una conclusione così perfetta per questa «favola digitale» da far pensare quasi a un’operazione di marketing, non fosse che i genitori del bambino assicurano di essere del tutto digiuni di informatica. Sarebbe bello – suggerisce qualche commentatore – che a questo punto anche la Apple rinunciasse alla sua percentuale: il sistema di distribuzione delle applicazioni per iPhone permette agli sviluppatori di fissare il prezzo in modo autonomo: il 70 per cento dei ricavi va al creatore del programma, il 30 per cento all’azienda di Cupertino.

APPLE DOMINA IL MERCATO - Del resto, da questo punto di vista, gli affari per la Apple stanno andando a gonfie vele: l’ultimo report di Gartner , una società di ricerca specializzata nel mercato Internet, fotografa una situazione di quasi monopolio per la Mela morsicata nel campo delle app per cellulare. Con 2,5 miliardi di programmi scaricati nel solo 2009 dagli utenti di iPhone, l’azienda di Steve Jobs domina il 99,4 per cento di tutto il mercato delle applicazioni per il settore del mobile. Un dato impressionante, ma, lo spiega al Corriere Carolina Milanesi, direttore della ricerca di Gartner, «la ragione è che è stata proprio la Apple a creare questo fenomeno e gli altri negozi di applicazioni – come Ovi di Nokia, Marketplace di Microsoft o Android Market – hanno un numero di software molto inferiore. Inoltre gli utenti di iPhone tendono a essere più tecnologici e più interessati a questo tipo di applicazioni».

SETTORE IN CRESCITA - Un settore che comunque è in netta crescita: nel 2013 – pronostica ancora Gartner – saranno 21,6 miliardi le mobile app vendute complessivamente per 29,5 miliardi di dollari di ricavi. E il peso della pubblicità è destinato ad aumentare: sempre nel 2013 le entrate degli application store derivanti dall’advertising toccheranno il 25 per cento contro il 5 dello scorso anno.

Carola Frediani


30/12/2009

Il baby sindaco ivoriano nel paese guidato dalla Lega

Il baby sindaco ivoriano nel paese guidato dalla Lega

 

Bergamo. David N'doua, 13 anni, eletto «sindaco dei ragazzi» a Stezzano

 

 Il baby sindaco ivoriano nel paese guidato dalla Lega

 

STEZZANO (Bergamo) — «Per noi è facile, siamo tutti amici...»: Chiara, anni 13, si stringe nelle spalle e regala un sorrisone. Ma sì, per le nuove generazioni forse sarà più facile il dialogo tra persone che provengono da terre e culture diverse. E Stezzano nel suo piccolo è lo spaccato dell’Italia che verrà: in questo comune di 12 mila abitanti, a salda maggioranza Pdl-Lega, la scuola media locale ha eletto il consiglio comunale dei ragazzi. Risultato? Su 7 eletti, 4 sono stranieri e il baby sindaco sarà David N’doua, originario della Costa d’Avorio. Con lui siederanno l’argentina Camila, la marocchina Nora e l’albanese Brahimi, tutti nati a Bergamo e dintorni esattamente come l’italiana Chiara che col suo candore «detta la linea politica ».

Il consiglio comunale — quello degli adulti—ha affidato loro il compito di suggerire come dovrà essere la nuova scuola media in fase di progettazione. Ma intanto — sempre gli adulti—discutono se piazzare o no all’ingresso del paese i cartelli con la scritta «Stezà», Stezzano in dialetto bergamasco.

Qui la percentuale di extracomunitari residenti è dell’8%, non certo un record per la Lombardia; la scuola dell’obbligo, su mille iscritti, conta 120 stranieri. «Il consiglio comunale dei ragazzi—spiega il dirigente scolastico Giovan Battista Sertori—è un progetto voluto proprio per mettere a confronto culture differenti, per far capire che la diversità è una ricchezza ma che occorre trovare una sintesi. Un caso che la maggioranza degli eletti sia straniera? Forse no: in questi ragazzi vedo una voglia di farsi apprezzare e conoscere maggiore rispetto ai loro coetanei italiani ».

Tutto bello, tutto destinato a un radioso futuro? Magari fosse così, come ci tiene a puntualizzare Elena Poma, leghista e sindaco di Stezzano: «Il progetto messo in piedi dalla scuola è sicuramente un ottimo esempio di integrazione. Ma purtroppo non esaurisce il problema: il terreno difficile è quello che riguarda gli adulti. Difficile qui parlare di integrazione quando abbiamo a che fare con il fenomeno della clandestinità, con persone che non possono uscire allo scoperto perché vivono in Italia in condizioni di illegalità».

E David, fresco baby sindaco, cosa ne dice? Ha scelto il basso profilo e se ne è andato a sciare con la famiglia: «Per ora mi godo le vacanze».

Claudio Del Frate


27/12/2009

Valanghe, sei vittime in Trentino Alto Adige, 12enne sepolto da una slavina

Valanghe, sei vittime in Trentino Alto Adige, 12enne sepolto da una slavina

 

Ragazzino tedesco giocava con lo snowboard. Morti due dispersi e quattro esperti del Soccorso alpino impegnati nelle loro ricerche

 

TRENTO - Si sono concluse domenica mattina le operazioni di recupero delle salme di Diego Peratoner, Ervin Riz, Alessandro Dantone e Luca Prinot, i quattro tecnici del Soccorso alpino trentino della stazione dell’Alta Valle di Fassa che sabato sono rimaste vittime di una grossa valanga che si è staccata dall’alto in Val Lasties mentre erano impegnati in una ricerca di due dispersi. Sono stati ritrovati anche i corpi dei due turisti rimasti vittime di una valanga. Alle operazioni di recupero hanno partecipato due elicotteri, rispettivamente dell’Aiut Alpin Dolomites e di Trentino Emergenza. Le operazioni di ricerca sono state compiute da circa quaranta uomini del Soccorso Alpino, dalle unità cinofile del Soccorso alpino e della Scuola Alpina della polizia di Stato di Moena. Hanno partecipato anche i carabinieri e i vigili del fuoco di Canazei.

ALTO ADIGE - Sempre sabato una slavina aveva travolto in Alto Adige, vicino Solda, tre ragazzini tedeschi: un 12enne è morto sotto la neve, salvo il fratello, in ospedale l’amico. I tre, tutti minorenni, erano andati con il loro snow board fuori pista, ma su un sentiero già tracciato, una scorciatoia poco lontano dalle vere e proprie piste nei pressi di Malga Madriccio - spiega il soccorso alpino della stazione di Solda - quando sono stati travolti da una slavina, oltre quota 3000. Non avevano alcun sistema di rintracciamento, quindi sono stati trovati dopo un po’ di tempo - spiegano i soccorritori - attraverso l’uso delle sonde. Il 12enne è stato trovato sepolto sotto la neve già privo di vita, il fratello poco più grande è rimasto invece illeso e sta bene, mentre l’amico è stato portato privo di conoscenza in elicottero all’ospedale di Bolzano dove i medici sperano di salvarlo.


11/10/2009

'Jesse James 2.0', il ladro ragazzino diventato una celebrità della Rete

'Jesse James 2.0', il ladro ragazzino diventato una celebrità della Rete

 

Il 18enne americano avrebbe commesso innumerevoli effrazioni e furti, ma la polizia non riesce a prenderlo, la sua specialità: rubare aerei da turismo

 

 

Colton Harris-Moore (Ap)
Colton Harris-Moore (Ap)

WASHINGTON - Colton Harris-Moore è come un fantasma. Il 18enne americano avrebbe commesso innumerevoli effrazioni e furti. Ma la polizia non riesce a prenderlo. La specialità del ragazzo sarebbe rubare aerei che guida per poi distruggerli in atterraggi d'emergenza. Esperienze da cui è uscito vivo, evidentemente.

BABY RAPINATORE - Il poliedrico e abilissimo ladro è già una celebrità. Da mesi si fa beffa della polizia: ruba aeroplani da turismo, carte di credito e irrompe nelle abitazioni. Finora non è ancora stato preso. Ma la simpatia nei suoi confronti va aumentando di giorno in giorno tra il popolo di Internet. Colton Harris-Moore ne ha combinate di cotte e di crude: nella sua città natale a Island County, nello stato di Washington, è un eroe. Vanno a ruba infatti le magliette con la sua immagine e quelle con la scritta: «La sua mamma le ha davvero provate tutte». Sul portale di Facebook il suo fan club conta quasi 5mila iscritti. E i suoi sostenitori lo paragonano a Jesse James, uno dei banditi più famosi della storia americana - «senza però aver commesso omicidi».

Magliette dedicate a Colton Harris-Moore (Ap)
Magliette dedicate a Colton Harris-Moore (Ap)

SCHIANTO A TERRA - Il trucco con gli aerei è finora la sua impresa migliore: è sospettato del furto dagli hangar di tre aeroplani da turismo. Li pilota per breve tempo, fino a quando finisce il carburante, e poi li distrugge al momento dell’atterraggio. Finora se l'è cavata senza riportare ferite. Harris-Moore, ovviamente, non ha nessuna licenza di volo. Su un computer che ha utilizzato, la polizia ha trovato manuali e guide al volo che si era scaricato. L'ultimo velivolo «preso in prestito» è un Cessna 182 dal valore di circa 340mila euro - che dopo un atterraggio d'emergenza è stato ritrovato abbandonato in un bosco. Era finita la benzina. Ha rubato anche auto di lusso e addirittura yacht. Inoltre, è accusato di frode online e scasso in una dozzina di casi. Ma questo gioco al rimpiattino con la polizia sembra solo stimolarlo a lanciarsi in nuove e più grandi imprese.

«LADRO SCALZO» - Già da ragazzino Colton Harris-Moore preferiva starsene da solo e non giocare con i suoi coetanei, racconta la stampa Usa. È cresciuto con la madre in una roulotte fatiscente. È stato arrestato e prelevato da casa sua già dieci volte prima dei 15 anni. Il suo primo furto l'ha compito con soli 12 anni. Ha interrotto la scuola e si è nascosto in case vacanze e nei boschi. Oggi ha 18 anni ed è alto quasi un metro e novanta. La sua pubertà l'ha trascorsa rubando nelle abitazioni vuote della costa. Poi si è specializzato in furti più raffinati. Gli è stato affibbiato il nomignolo di «ladro scalzo», perché durante i suoi crimini non ama indossare scarpe, ha detto il detective Ed Wallace, dell'Island County Sheriff's Office, alla rete Cnn. Ha speso migliaia di dollari in acquisti online di videogame, navigatori Gps e strumenti professionali per la polizia usando carte di credito rubate. Col suo kit di sopravvivenza si nasconde nei boschi, sugli alberi e riesce così a sfuggire alla polizia. «Normalmente entra nelle case e copia solo il numero di carta di credito, non la ruba: i proprietari non si accorgono quindi che è stata rubata», ha spiegato.

POLIZIA BEFFATA - «Mi gratto la testa e non mi capacito per quale motivo non siamo ancora stati in grado di prendere questo bambino», ha detto lo sceriffo Kelly Mauck ad Abc News. «È bravissimo a sfuggirci, ma resta un delinquente», ha aggiunto Mauck, sottolineando che «lascia un sacco di impronte sui luoghi dei reati». Nel 2007 la sua fuga è terminata, anche se solo per breve tempo: la polizia lo ha fermato e un tribunale lo ha dichiarato colpevole in tre casi di furto. Lo hanno messo in una struttura carceraria minorile, ma dopo appena un anno è riuscito ad evadere. Dalla finestra.

AUTOSCATTO - Lo scorso autunno il giovane è stato scovato a bordo di una Mercedes rubata. Dopo un inseguimento durato parecchie ore i poliziotti hanno ritrovato solo l'auto: del ragazzo non vi era traccia. Dentro la vettura, però, c'era una fotocamera digitale con una sua foto memorizzata, dove appare con un'espressione assai compiaciuta. Non solo l'apparecchio digitale ma persino la maglietta con logo della casa automobilistica che indossa apparteneva al proprietario dell’auto. La madre non si dà pace e difende il figlio: «Ogni volta che rubano qualcosa in città si pensa subito a Colt», ha detto Pam Kohler al quotidiano Everett Herald. Settimana scorsa è scomparso nuovamente un piccolo aeroplano nella cittadina di Bonners Ferry, in Idaho. E gli abitanti hanno subito pensato al giovane dal talento innato per il furto. Ma di Harris-Moore non c'era traccia neppure stavolta. Con una barca rubata sarebbe giunto nel frattempo fino a Point Roberts, una piccola isola al confine con il Canada.

 

 

Elmar Burchia