07/02/2011
Prognosi riservata per Kubica. Anche Briatore in visita
Prognosi riservata per Kubica. Anche Briatore in visitaDopo l'intervento chirurgico durato sette ore il pilota polacco, cosciente, si è informato sull'incidente. I medici: "Serviranno alcuni giorni per verificare le risposte dell'arto". La Lotus-Renault alla ricerca di un sostituto.
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06/02/2011
Grave incidente di Kubica nel rally di Andora
Grave incidente di Kubica nel rally di AndoraTrasferito con l'elicottero dei vigili del fuoco all'ospedale. Il pilota di F1 della Renault è uscito di strada a velocità sostenuta schiantandosi contro il muro di una chiesetta
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21/07/2010
Rally da paura: schianto in Inghilterra, tutti illesi
Rally da paura: schianto in Inghilterra, tutti illesiIl pilota portoghese Francisco Carvalho, durante l'Eurocup Race 2 a Brands-Hatch, in Inghilterra, è stato protagonista di un volo spaventoso dopo che una vettura avversaria lo ha stretto alla curva Sheene.
Brivido nella seconda gara della Eurocup Race 2 a Brands Hatch (Inghilterra) quando durante la settima tornata Francisco Carvalho, pilota portoghese, è stato attaccato all'interno alla curva Sheene da un avversario.
Carvalho prova a chiudere la vettra in arrivo e si butta all'interno del cordolo per evitare il contatto. Tentativo vano perché la sua Seat Léon va in testacoda e finisce contro le barriere.
Urtando contro il guard-rail la vettura si impenna e inizia una serie di capotamenti che portano bolide e pilota al suo interno oltre la postazione dei commissari, che rischiano tantissimo ma ne escono tutti illesi. La gara, subito interrotta, non è più ripresa.
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07/02/2010
Ciclismo, è morto il ct della Nazionale Franco Ballerini
Ciclismo, è morto il ct della Nazionale Franco Ballerini
Trasportato d'urgenza all'ospedale di Pistoia, in seguito a un incidente in un rally a cui partecipava come navigatore, il ct non ce l'ha fatta. Aveva 45 anni. Con l'Italia ha vinto 4 Mondiali e un oro olimpico. Petrucci: "Una persona stupenda"
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| Franco Ballerini a Monza |
LA PARIGI-ROUBAIX - Nato a Firenze l'11 dicembre 1964, Franco Ballerini aveva iniziato la carriera da professionista nel 1986. Nel 1989 partecipò per la prima volta alla classica Parigi-Roubaix, alla quale dedicò poi la sua carriera: dopo una drammatica sconfitta nel 1993 (si vide soffiare la vittoria in volata dal francese Gilbert Duclos-Lassalle, poi subì vari infortuni), la vinse due volte, nel 1995 e nel 1998, collezionando anche un secondo posto, un terzo, un quinto e un sesto. La passione per questa grande classica del nord gli è valsa la cittadinanza onoraria dalla città di Roubaix. Nel 2001, alla sua tredicesima e ultima partecipazione, nonché ultima gara della sua carriera, i tifosi francesi accolsero il suo ingresso nel Velodromo del Nord di Roubaix con una vera e propria ovazione, benché fosse solo 32º: lui si tolse la giacca scoprendo la sottomaglia sulla quale campeggiava la scritta «Merci Roubaix».
LE VITTORIE - Non potè mai affrontare le grandi corse a tappe a causa dell'allergia al polline, che lo costringeva a evitare la parte centrale della stagione. Nel suo palmares figurano anche la Tre Valli Varesine dell' 87; la Parigi-Bruxelles, il GP Americhe a Montreal di Coppamondo e il Giro del Piemonte del ' 90; la tappa di Morbegno al Giro e il Romagna del ' 91. Cinque le sue presenze in Nazionale da corridore: 4 da titolare, una da riserva. Dall'agosto del 2001, pochi mesi dopo l'abbandono delle competizioni, era alla guida della Nazionale italiana Professionisti, che ha portato alla vittoria del titolo mondiale a Zolder con Mario Cipollini (2002), a Salisburgo (2006) e a Stoccarda (2007) con Paolo Bettini e a Varese (2008) con Alessandro Ballan, e del titolo olimpico ad Atene con Paolo Bettini (2004). Sotto la sua guida la nazionale ha vinto nove medaglie.
PENSAVA A MELBOURNE - Il 16 novembre scorso, Ballerini aveva fatto il primo sopralluogo sul percorso dei Mondiali strada e crono che si terranno in autunno a Melbourne, in Australia. Aveva notato alcune pendenze consistenti: «All'arrivo arriveranno solo i velocisti più in forma», aveva previsto. «Solo chi arriverà in piena forma e avrà gambe e cuore potrà giocarsi la vittoria nella volata finale». Purtroppo non potrà vederla. Oltre che per le sue doti sportive, Ballerini era noto anche per la sua attività nel volontariato: nel 1995 aveva ricevuto il premio «Sportivo più» ed era stato testimonial per l'associazione S.O.S. Villaggi dei Bambini, che accoglie i minori in difficoltà. La sua passione per il rally era nata circa due anni fa: la coltivava insieme con l'amico Paolo Bettini, campione mondiale e olimpico di ciclismo.
IL RALLY ANNULLATO - Il rally in cui Ballerini era impegnato come navigatore di Ciardi sarebbe stato la prima edizione del Rally Ronde di Larciano: la gara è stata annullata. Vi erano iscritti un centinaio di equipaggi. I Rally Ronde sono una particolare tipologia di gare: una sola prova speciale da correre quattro volte. Vi sono ammesse tutte le categorie di vetture, comprese le World Rally Car, la più forte evoluzione tecnica delle vetture da corsa, le protagoniste del Mondiale Rally. Quella di domenica doveva essere una prova altamente tecnica, su un percorso ad anello lungo poco più di 10 chilometri tra le colline della zona. Per circa metà del suo sviluppo, il tracciato non era mai stato percorso da una vettura da corsa. Sabato i concorrenti avevano avuto la possibilità di effettuare una ricognizione.
IL CORDOGLIO DEGLI AMICI - All'ospedale di Pistoia il primo ad arrivare, in lacrime, è stato Alfredo Martini, poi Paolo Bettini, Luca Scinto e tantissimi altri amici. La tragica notizia ha raggiunto il presidente del Coni, Gianni Petrucci, mentre era in partenza per Vancouver, in vista delle Olimpiadi invernali. «Sono sgomento - ha detto Petrucci - Franco era una persona straordinaria sotto tutti gli aspetti: non era solo un grande ct, era anche un grande amico. E questo non sempre succede tra dirigenti e tecnici. Non solo il mondo del ciclismo, ma tutto lo sport piange ora una grande persona. Di lui ho tanti ricordi, ma un'immagine adesso mi torna incessantemente agli occhi: io che alle Olimpiadi di Atene vengo lanciato in aria da Ballerini dopo la vittoria di Bettini, nel primo giorno di gara dei Giochi». «Era una grande e bella persona - racconta il segretario generale del Coni, Raffaele Pagnozzi - con una capacità tecnica straordinaria. Il giorno prima delle gare era capace di prevedere l'andamento della corsa con un'abilità incredibile. Con lui il ciclismo italiano ha ottenuto una serie inavvicinabile di vittorie, nonostante questo è rimasto sempre umile. Purtroppo, dopo Castagnetti, è un altro grandissimo tecnico che lo sport italiano perde».
Redazione online//]]>
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03/01/2010
Dakar, auto fuori strada: muore donna
Dakar, auto fuori strada: muore donna
Il Rally in Argentina funestato anche dalle forti piogge. Indicente nella prima tappa, nei pressi di Cordoba: tra i sei coinvolti anche bimba di due anni
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| Spettatori assiepati a bordo pista lungo le strade della Dakar |
BUENO AIRES (Argentina) - Prima tappa e la Dakar precipita già nel caos: una spettatrice è morta in seguito alle ferite riportate durante un indicente di corsa che ha coinvolto altre cinque persone, tra cui una bambina di due anni. A uscire di strada, nella prima parte del percorso, nei pressi della località argentina di Alpa Corral, nella provincia di Rio Cuarto, è stata la vettura del tedesco Mirco Schultis e dello svizzero Ulrich Leardi, la Hyundai numero 418. La donna, secondo fonti ospedaliere, aveva 28 anni e aveva riportato un grave trauma cranico, ma anche ferite all’addome e alla pelvi. Ha subito due arresti cardiaci durante il trasferimento in ospedale. Già in mattinata le piogge abbondanti avevano ritardato la partenza, poi il grave incidente. La tappa del celebre raid erede della mitica Parigi-Dakar, emigrato in Sudamerica l'anno scorso, è stata neutralizzata dopo l'incidente.
FERITI GRAVI - Per l'agenzia di stampa argentina Telam due dei sei investiti, tra cui la donna deceduta, con ferite gravi, erano stati trasportate con un elicottero in un ospedale della città di Rio Cuarto. Mentre le altre, tra le quali una bambina di due anni, sono state medicate in un centro medico del posto. Secondo fonti della polizia, gli spettatori investiti stavano seguendo il passaggio della Dakar da un loro terreno e ad una stretta curva della strada, in una zona non transennata. La Dakar ha un grande seguito in Argentina, tanto che venerdì, a Buenos Aires, almeno 800.000 persone hanno assistito alla passerella che ha inaugurato il rally. Anche domenica, per la tappa Cordoba-La Rioja, di 276 chilometri, e a circa 700 chilometri ad ovest di Buenos Aires, nonostante il forte caldo (oltre 30 gradi), decine di migliaia di persone si sono riversate lungo le strade in cui passava la corsa.
ALLUVIONE E TRACCIATO CAMBIATO - La tappa non era però nata sotto una buona stella: in mattinata la pioggia, come detto, aveva costretto gli organizzatori a ritardare il via e modificare il tracciato. Insomma, nemmeno il tempo di salutare la partenza che la Dakar è già nel caos. Una storia che si ripete puntuale a ogni edizione del rally, da sempre funestato da incidenti, anche mortali. Fino alla passata edizione, erano rimasti vittime 19 concorrenti (nel 2005 morì Fabrizio Meoni), mentre il numero complessivo tra spettatori, addetti ai lavori e giornalisti sarebbe di 53 nei trent'anni di vita della corsa. L’anno scorso, durante la prima edizione latinoamericana del raly, tre persone hanno perso la vita: un concorrente in moto, Pascal Terry, 49 anni, trovato morto tre giorni dopo la sua scomparsa alla seconda tappa del rally, in Argentina, e due persone in seguito a un incidente stradale con un camion di sostegno logistico in Cile. Prima che gli organizzatori facessero sapere dell'incidente, aveva festeggiato la vittoria della tappa inaugurale Nani Roma, che a bordo di una Bmw M3, ha preceduto di 2' Carlos Sainz, in gara con la Volkswagen Touareg speciale. Nelle moto, David Casteu con la Sherco era stato il più veloce, lasciando dietro campioni come Cyril Despres e Marc Coma.
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02/02/2009
Vale Rossi: «Resto nel motociclismo»
Vale Rossi: «Resto nel motociclismo»
Il campione di Tavullia chiude le porte a rally e Formula Uno. Alla presentazione della nuova Yamaha: «Ho avuto una occasione con le auto, ma rimango con le moto»
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| Rossi e la nuova Yamaha Yzr-M1 |
IL RIVALE PRINCIPALE RESTA STONER, - «Il rivale principale sarà Stoner. Anche Pedrosa sarà molto veloce. E poi Lorenzo». Valentino Rossi fissa così le gerarchie fra gli avversari nella lotta per il titolo nel Motomondiale 2009. Il campione del mondo della MotoGp ha indicato nell'australiano della Ducati, Casey Stoner, l'avversario più pericoloso. Rossi e Jorge Lorenzo, suo compagno di team, continueranno a lavorare in box separati: «Nel nostro team ci sono due piloti molto forti, entrambi partono per vincere il Mondiale. Ci siamo trovati molto bene così nel 2008 e quindi continueremo così anche la prossima stagione», spiega il pesarese. «Lorenzo sarà uno dei miei principali avversari, ha un anno di esperienza in più e inoltre c'è la monogomma, quindi partiremo alla pari. Sará un avversario molto difficile da battere».
«MONDIALE PIU' DIFFICILE RISPETTO AL 2008» - Rossi si aspetta un Mondiale ancora più difficile rispetto a quello dello scorso anno: «Penso che nel 2009 sarà ancora più dura, perché gli avversari che hanno preso paga vorranno riscattarsi» ha detto Rossi. «Il record di Agostini (122 vittorie iridate, ndr) è importante e non sono molto lontano. Ma il mio principale obiettivo è vincere altri Mondiali, è più importante che raggiungere Agostini». Il campione di Tavullia si sofferma anche sulle novità nel regolamento: «È ancora presto per dirlo, ma secondo me ci sarà più spettacolo perchè tutti avranno le stesse gomme. Con la monogomma, negli ultimi giri delle gare le moto si muoveranno di più, si andrà più piano ma probabilmente ci sarà più battaglia, speriamo... ».
SUPERBYKE - Il Dottore non esclude l'ipotesi di correre una gara in Superbike: «È un'idea divertente, vorrei provare a fare una gara in Superbike. Mi sarebbe piaciuto fare una battaglia con Bayliss», ha affermato il pesarese. «Purtroppo in questi periodi difficili non ne ho avuto l'occasione. Ma spero che in futuro, magari nei prossimi anni, si possa fare».
POCHE MOTO - Rossi si è detto «molto preoccupato per il numero delle moto in griglia nel 2009. Già nel 2008 eravamo solo 19 in griglia, siamo in pochi. Speriamo che la Kawasaki rimanga, altrimenti diventeremo 17 e secondo me dovranno cercare qualche soluzione per avere più moto al via. Forse ci vorrebbero moto un po' meno sofisticate e meno costose».
LA NUOVA YAMAHA - «Ho avuto occasione di provare il prototipo a Valencia e soprattutto a Jerez, dove sono stato molto veloce», dice Rossi. «La moto sembra migliorata, sono stato più veloce rispetto alla versione 2008. Sono molto fiducioso, anche se il lavoro è solo all'inizio e dobbiamo usare questi mesi per migliorare ancora la M1 versione 2009». «Nei test di Sepang, la settima prossima, useremo quelle che saranno le moto delle gare», spiega Rossi. «Bisogna farci subito amicizia e prendere un buon feeling. Stiamo lavorando tanto sul motore cercando di migliorare la nostra accelerazione. Penso sia questa l'area in cui dovremo concentrarci di più». Queste le caratteristiche della Yzr-M1 2009. Motore: raffreddato a liquido, quattro cilindri in linea con albero motore a croce, quattro tempi. Potenza: Oltre 200 cavalli (147KW). Velocità massima: oltre 320 km/h. Trasmissione: cambio a 6 marce estraibile con varie possibilità di scelta rapporti. Telaio: Deltabox a doppia trave in alluminio, con varie possibilità geometriche di angolo di sterzo, interasse, altezza. Forcellone in alluminio. Sospensioni: forcella rovesciata ed ammortizzatore Ohlins, entrambi con regolazioni di precarico molla, smorzatore idraulico in compressione ed estensione regolabile ad alte e basse velocità. Cerchi: Marchesini, diametro 16.5 pollici per ant. e post., disponibili in varie larghezze. Pneumatici: Bridgestone, diametro 16.5 pollici per ant. e post., disponibili in slick, intermedie, bagnato e intagliate a mano. Freni: Brembo, ant. doppio disco diametro 320 mm in carbonio e doppia pinza con 4 pistoncini contrapposti. Posteriore disco singolo diametro 220mm in acciaio e pinza con 2 pistoncini contrapposti. Peso: 148 kg, conforme al regolamento Fim.
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