21/09/2011

Addio Gasperini, all'Inter arriva Ranieri

Addio Gasperini, all'Inter arriva Ranieri

LA CRISI. Moratti ufficializza l'addio, i nerazzurri puntano sull'ex tecnico di Chelsea, Roma e Juventus

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16/02/2011

Il Milan stecca al ritorno in Europa. "Fuckin' Italian bastard"? Gattuso, azione disciplinare Uefa

Il Milan stecca al ritorno in Europa. "Fuckin' Italian bastard"? Gattuso, azione disciplinare Uefa

Ottavi di champions league. Rossoneri sotto col Tottenham: 0-1 a San Siro. Testata di Gattuso al tecnico degli Spurs Joe Jordan. Questa la (presunta) offesa di Jordan in campo. Il caso sarà discusso lunedì. Ringhio intanto si scusa per la testata alla fine del match col Tottenham: "Ho perso la testa e mi assumo tutte le mie responsabilità". Abbiati ko: 5 giorni di riposo.

 

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02/09/2009

Spalletti lascia, la Roma sceglie Ranieri: «baronetto di Testaccio» firma per 2 anni

Spalletti lascia, la Roma sceglie Ranieri: «baronetto di Testaccio» firma per 2 anni

 

CALCIO. Raggiunto accordo economico con l'ex della Juve. Il saluto di Totti : «Volevo chiudere la carriere con te»

 

Spalletti lascia la panchina a Ranieri (Ansa)
Spalletti lascia la panchina a Ranieri (Ansa)

ROMA - Claudio Ranieri è il nuovo tecnico della Roma. L'ex tecnico della Juventus firmerà un contratto biennale e comincerà subito il lavoro a Trigoria. L'annuncio arriva dall'avvocato Mattia Grassani, legale dell'allenatore: «C'è l'accordo -ha confermato -. Domani (mercoledì, ndr) ci sarà firma, il contratto sarà di due anni». Il sì definitivo è arrivato dopo una lunga giornata di incontri: in mattina, dopo l'abbandono di Luciano Spalletti, Ranieri è stato ricevuto a Villa Pacelli dal presidente Rosella Sensi. La prima offerta del club sarebbe stata rifiutata dal tecnico romano e per questo, nel pomeriggio, l'avvocato Grassani ha avuto un incontro di circa tre ore a Trigoria con i dirigenti giallorossi. Alla fine, l'accordo economico è stato raggiunto. «La Roma - ha aggiuntoGrassani - ha fatto anche più di un passo verso Ranieri e Ranieri ha fatto più di un passo verso la Roma. Abbiamo portato a termine una trattativa che 24 ore fa non era neanche cominciata. Ci siamo sentiti intorno a mezzogiorno di lunedì - ha ricordato Grassani - i contratti sono già pronti».

SPALLETTI LASCIA TRA LE POLEMICHE- Spalletti, ha abbandonato martedì mattina la panchina dell'As Roma a zero punti in campionato. «Ho dato le dimissioni e la società le ha accettate: si è chiuso quindi il mio rapporto con la Roma» ha detto uscendo da Villa Pacelli. I rapporti tra il tecnico toscano e la squadra si erano già deteriorati alla fine della scorsa stagione, ma poi l'allenatore aveva parlato con la Sensi e la frattura si era ricomposta. Ma dopo le due sconfitte in campionato e la chiusura del calcio-mercato ( i due acquisti della Roma sono giudicati gravemente insufficienti dal toscano) l'addio di Spalletti s Spalletti potrebbe trovare un nuovo incarico allo Zenit San Pietroburgo, come si era già vociferato in estate.

ANCHE TOTTI E DE ROSSI DA ROSELLA - Il capitano della Roma, Francesco Totti, e il suo compagno di squadra Daniele De Rossi si sono recati a Villa Pacelli, la residenza della famiglia Sensi. I due giocatori giallorossi hanno avuto un incontro di circa un'ora con il presidente Rosella Sensi per poi andar via. Il capitano ha voluto ringraziare pubblicamente Spalletti: «Grazie per quello che hai fatto per la Roma e per me - ha detto -. Volevo chiudere la carriera con te».

TORNA A CASA IL «BARONETTO DEL TESTACCIO» - Nato nella Capitale 58 anni fa, quello di Ranieri è un ritorno a casa. Nel 1973 esordì da terzino con la maglia giallorossa contro il Genoa (fu una sconfitta, ma poco importa): un sogno per chi come lui ha iniziato nell'oratorio di piazza San Saba, a due passi da Testaccio, storico quartiere romanista dove il padre aveva una macelleria. Da allenatore è lungo l'elenco delle panchine: dalla Vigor Lamezia ('86) al l Cagliari ('89), dal Napoli (91) alla Fiorentina (1993 -1996) che riporta in A. Dopo comincia a girovagare in Europa: Valencia e Atletico Madrid in Spagna, Chelsea in Inghilterra. In otto anni riesce a vincere una Coppa del Re nel 1999, mentre nel 2003/2004 sfiora l'impresa con il Chelsea, ottenendo un secondo posto in Premier League e fermandosi in semifinale di Champions. Nel 2004 viene insignito dall'ambasciatore italiano a Londra del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana, ma tutti hanno imparato a chiamarlo «baronetto», per quella sua impenetrabile flemma. Nella stagione 2004/2005 ritorna ad allenare il Valencia ma, dopo avere vinto la Supercoppa europea, decide di tornare in Italia. Si siede sulla panchina del Parma e nel 2007 viene invece ingaggiato dalla Juventus per sostituire Didier Deschamps. Riporta la squadra bianconera in Champions League, con quattro turni d'anticipo, regalandole il terzo posto. 18 maggio 2009 arriva l'esonero. Adesso, il ritorno nella Roma, il primo amore.

 


19/05/2009

La Juventus ha esonerato Ranieri Ferrara in panchina per due giornate

La Juventus ha esonerato Ranieri Ferrara in panchina per due giornate

 

Secondo esonero nella storia bianconera: un solo precedente 40 anni fa. La svolta dopo l'ennesimo pareggio, con la Fiorentina a 1 punto e il terzo posto per la Champions a rischio

 

Claudio Ranieri
Claudio Ranieri

TORINO - Il pareggio in casa del Milan sembrava aver aumentato le sue speranze di permanenza. Ma anche ieri, dopo il 2 a 2 casalingo con l'Atalanta, diceva: «Rimango al 99%». Invece la pessima prestazione della squadra e la striscia negativa degli ultimi due mesi sono costate care a Claudio Ranieri: l'allenatore è stato esonerato dalla Juventus. La decisione è stata presa durante un lungo vertice nella sede della società bianconera. La squadra sarà affidata, per queste ultime due giornate di campionato, a Ciro Ferrara. «La Juventus - si legge nel comunicato ufficiale del club - ringrazia Claudio Ranieri per il lavoro svolto in questi due anni. Al nuovo allenatore, Ciro Ferrara, va l'augurio di immediati successi».

«UNA SCOSSA» - Per l'ex difensore napoletano, si tratta di un incarico ad interim. L'ad della Juventus, Jean-Claude Blanc, nel corso della presentazione ufficiale del nuovo allenatore, ha spiegato che la decisione è stata «condivisa da tutta la società e tutto il Cda» con l'obiettivo «di dare una scossa alla squadra» e «mettere i giocatori davanti alle loro responsabilità». «Davanti agli ultimi risultati e quello della partita con l'Atalanta, quando avevamo un match ball da giocare per arrivare a un punto dal Milan e ci troviamo ora a un punto dalla Fiorentina, quarta in classifica, abbiamo preso le nostre responsabilità. Abbiamo giudicato tutta la stagione, ora vogliamo darci la possibilità di chiudere bene, che vuol dire almeno il terzo posto».


«ORGOGLIO» - «Voglio ringraziare chi ha pensato che io potessi essere utile in questo momento - ha commentato dal canto suo Ferrara. - Non ho avuto alcun dubbio. Non ho fatto domande né richieste, mi sono solo messo a completa disposizione della società. Mi è stata offerta una possibilità che ho preso al volo, con forte emozione. Bisogna lavorare sulle motivazioni dei giocatori, sull'orgoglio e sulle capacità. Credo che i giocatori devono capire il momento difficile che la società sta attraversando. I giocatori devono ritrovare gli stimoli giusti per affrontare queste due ultime partite nella maniera giusta».

Buffon nell'intervallo di Juventus-Lecce (Ap)
Buffon nell'intervallo di Juventus-Lecce (Ap)

LA CRISI - Per Ranieri, gli ultimi due mesi alla guida della Juventus sono stati da incubo: l'eliminazione dalla Champions League, (comunque ben accetta dai tifosi che hanno applaudito la squadra) poi quella ben più dolorosa dalla Coppa Italia (fuori in semifinale con la Lazio) e, in campionato, 6 pareggi e 1 sconfitta, con un clima sempre più difficile attorno alla squadra: contestazioni dei tifosi, voci sul futuro e richiami della proprietà sugli obbiettivi da raggiungere e i bilanci di fine stagione. In mezzo clamorosi episodi che hanno fatto intravvedere i problemi di spogliatoio della squadra, come quello di Buffon nell'intervallo della partita con il Lecce. Una striscia negativa di 2 mesi senza vittorie non capitava alla Juve dal 1961. Dopo essere stata a lungo l'unica antagonista dell'Inter per la corsa scudetto, la squadra bianconera ha perso il secondo posto (superata del Milan) e ha dissipato il vantaggio sulla Fiorentina, che adesso insidia a 1 solo punto i bianconeri. La quarta posizione, per la Juve, significherebbe dover affrontare gli insidiosi preliminari di Champions League. Il che significa nessuna certezza di accedere alla Champions «vera», che garantisce un ossigeno finanziario indispensabile. E in più dover avviare la preparazione in anticipo, uno dei motivi che in questa stagione hanno portato a infortuni in serie. E' una eventualità che la società vuole evitare a tutti i costi. Per questo, è arrivata una decisione estrema e insolita nella storia del club bianconero: l'esonero del tecnico, nel tentativo di dare una «scossa» a una squadra apparsa senza certezze e senza gioco nelle ultime partite.

PRECEDENTI - La Juventus ha un solo precedente di esonero a stagione in corso. Risale a ben 40 anni fa quando fu sollevato dall'incarico l'argentino Luis Carniglia il 21 ottobre 1969. Al contrario di oggi, quello di Carniglia fu un esonero molto anticipato: saltò dopo appena 6 partite: una vittoria, due pareggi, tre sconfitte. Dopo di lui, fino a oggi, la Juve non ha esonerato più nessuno nemmeno in situazioni critiche, come quando con Maifredi rischiava di rimanere fuori perfino dalla Uefa e alla fine (sconfitta all'ultima giornata a Genova) andò proprio così. Probabilmente questa volta la Juve tenta in extremis di non ripetere lo stesso errore. Diverso è stato poi il caso di Marcello Lippi, che si è dimesso nel 1999 a stagione in corso. Il tecnico aveva firmato per l'Inter insieme a Peruzzi, la notizia era trapelata e la squadra aveva cominciato una serie negativa mentre i tifosi erano infuriati. «Se sono io il problema, me ne vado» disse Lippi, e rassegnò le dimissioni. Così come ha fatto, in tempi più recenti, il francese Didier Deschamps. A due giornate dalla fine della stagione 2006-07 in Serie B, conquistato il ritorno in Serie A della Juve, ha dato le dimissioni per divergenze sul futuro della squadra e sulla campagna acquisti, non andando in panchina nell'ultima gara. Gli è subentrato, il 4 giugno 2007, proprio Ranieri, ora esonerato.


13/03/2009

Rottura fra Ranieri e Trezeguet Il tecnico: «Mi ha deluso come uomo»

Rottura fra Ranieri e Trezeguet Il tecnico: «Mi ha deluso come uomo»

 

L'allenatore furioso per le critiche del francese: «Le sue sono parole da bambino viziato». E non lo convoca, l'attaccante: «Non capisco la mia sostituzione contro il chelsea». Amauri: fuori un mese

 

Ranieri (Ipp)
Ranieri (Ipp)

 

 

 

 

 

 

 

TORINO - Motivazione ufficiale del club: affaticamento muscolare. David Trezeguet salta l'anticipo con il Bologna. Ma la mancata convocazione dell'attaccante francese (vista anche l'indisponibilità di Amauri, che si è infortunato in allenamento: per lui stop di almeno un mese) potrebbe avere altre motivazioni. E sarebbe cosa ben più grave dell'ennesima coincidenza di infortuni diversi: in casa Juve, un po' a sorpresa, è esplosa infatti una vera e propria «bomba», innescata da un'intervista di Trezeguet. A Claudio Ranieri, infatti, non sono andate giù le dichiarazioni del centravanti dopo la sostituzione nella sfida con il Chelsea di Champions League. «Non ho capito il cambio con Amauri. Sono deluso. Vincevamo 2-1, dovevamo soltanto segnare un gol per passare ai quarti. Forse bisognava cambiare qualcosa tatticamente e mettere un attaccante in più per forzare. L'allenatore non ha voluto. Peccato per me e per la squadra. Adesso, staremo a vedere per l'anno prossimo...» ha dichiarato Trezeguet a L'Equipe.



La sostituzione fra Trezeguet e Amauri in Juve-Chelsea (Liverani)
La sostituzione fra Trezeguet e Amauri in Juve-Chelsea (Liverani)

«HA SBAGLIATO» - Oggi dopo l'allenamento è arrivata la replica del tecnico bianconero, insolitamente stizzito ed esplicito. «Mi ha dato molto fastidio quello che ha detto Trezeguet - ha dichiarato Ranieri - sono parole da bambino viziato. Queste cose vanno dette nello spogliatoio. Stavamo giocando in 9 contro 11, lui ha toccato 6 palloni nel primo tempo e 6 nel secondo. Speravo avesse preso fiducia con il gol fortunoso a Palermo - ha continuato Ranieri. - Mi sembra di avere la massima considerazione per Trezeguet, evidentemente lui non ce l'ha nei miei confronti. Non ho parlato con lui: se si esprime attraverso i giornali, io gli rispondo attraverso i giornali». «Se mi sento tradito? - ha continuato l'allenatore - Un pochino sì: dall'uomo, non dal giocatore. Quest'anno è stato fermo 4 mesi, quando è tornato in condizione l'ho impiegato: più di così, un allenatore non può fare». Addio in vista? Ranieri lo ha escluso: «Per noi lui resta un giocatore importante. Non resto fermo nelle mie posizioni, io faccio gli interessi della squadra, ma devo capire chi è con me e chi non lo è in questo progetto. E non so cosa voglia fare lui. Ha sbagliato, punto e basta».

DECIMATA - Fatto sta che Trezeguet non è stato convocato per il prossimo match della Juve. E proprio in un momento in cui la squadra dovrebbe dare il massimo per cercare di chiudere al meglio in campionato. Soltanto 24 ore prima erano arrivati i proclami di Amauri, di Ranieri e dei dirigenti: «Non molliamo niente». Però per farlo bisognerebbe usare tutte le forze disponibili vista la lunga lista di infortunati cui si aggiunge ora anche Amauri per un guaio muscolare alla coscia all'ultimo tiro in allenamento, con il quale ha fatto male anche a Manninger. Risultato: indisponibile anche il portiere. In tutto ciò, con la squadra decimata, Trezeguet viene lasciato a casa. Ranieri parla di affaticamento muscolare, ma l'esclusione del francese appare un vero e proprio giallo. E forse per chiarire certe questioni meglio lo spogliatoio della conferenza stampa. O ancora meglio regolare i conti a fine stagione. La Juve già decimata rischia di farsi male anche da sola. Quando i giornalisti hanno chiesto al francese se fosse davvero infortunato, la risposta non ha dissipato i dubbi: «L'esclusione dalla gara è stata una decisione dello staff medico e di quello tecnico». E quando gli hanno domandato se sia stato lui a chiedere al tecnico di rimanere fuori dalle convocazioni per il match con il Bologna, ridendo ha dichiarato: «Non lo so, conoscete meglio di me Ranieri...».

IL MANAGER - «Si chiarirà tutto» dice Antonio Caliendo, agente di mercato e consulente della famiglia Trezeguet. «Non mi è sembrato così scandaloso quello che Trezeguet ha detto. Le sue parole non sono state un attacco all'allenatore, erano più dettate dall'arrabbiatura per l'eliminazione e per non aver potuto dare se stesso fino all'ultimo minuto di gioco. Ranieri? Logicamente Ranieri doveva difendere la sua posizione. Ma non vedo rotture a fine stagione. Trezeguet ha sempre dimostrato in tutti questi anni, nonostante le numerose richieste che ha sempre avuto anche all'ultimo momento, di voler restare a Torino firmando per la Juve. Ha dedicato tutta la sua vita professionale alla Juve. Non vedo altri gesti di fedeltà. Qualsiasi cosa poi si è sempre chiarita con la dirigenza. Se c'è da chiarire qualcosa si chiarirà». La società dovrebbe fare in modo che il chiarimento ci sia presto: a 11 partite dalla fine del campionato non è saggio «regalare» un attaccante da 20 gol agli avversari. E' possibile comunque che a fine stagione la Juve debba scegliere per il suo futuro fra il francese e il tecnico. E non è detto che sia quest'ultimo nella posizione di maggior forza.