22/12/2009

L'inglese inventato di Celentano spopola negli Usa e su Internet

L'inglese inventato di Celentano spopola negli Usa e su Internet

 

Il molleggiato incoronato «inventore del rap» grazie a «Prisencolinesinanciusol». Una vecchia canzone di Adriano viene improvvisamente riscoperta grazie alla rete. E scoppia la mania


Il disco originale del 1972

MILANO – Il molleggiato lo aveva detto, già nel lontano 1994, che la sua Prisencolinesinanciusol (canzone del 1972 il cui testo si basava su un vocabolario di sua invenzione) era un rap ante litteram.

ADRIANO LO AVEVA DETTO - E ora i molti che lo derisero ricevono un sonoro schiaffo morale, tirato metaforicamente dal celebre scrittore e blogger statunitense Cory Doctorow, che scopre Adriano Celentano molti anni dopo e lo cita nel suo prestigioso blog Boing Boing come esempio di quanti cantano l’inglese senza conoscerlo e come simbolo del fascino dello slang finto-anglofono. Il columnist rilancia casualmente il pezzo e accade che una folla di blogger giovani e «molto avanti» sente questo brano di 40 anni fa, senza conoscere minimamente il molleggiato, e lo trova incantevole, attuale, originale. È subito Celentano-mania, gli Stati Uniti rimangono colpiti dall’eclettico artista e vedono in lui e nel suo stile l’invenzione del genere rap e il futuro della musica.

ALCUNI POST – «Celentano è una leggenda, un precursore dell’innovazione musicale» afferma l'utente Gjashley, mentre BdgBill lo cita come esempio per come dovrebbe evolversi la musica rock odierna. Qualcuno se la prende con Boing Boing: «E ci arrivate adesso?! Complimenti per il tempismo», ironizza qualche blogger. Junglemonkey celebra il suono dell’inglese per le orecchie straniere: «Ma è meraviglioso se questo è il suono della lingua inglese!». «E' come ascoltare Bob Dylan» gli fa eco un utente anonimo.

RECENSIONE SPONTANEA - I commenti che si susseguono su Boing Boing sono entusiasti. Qualcuno paragona Adriano ad artisti come Elvis Presley, i REM e i Radiohead. La webzine Wired la definisce una delle migliori recensioni spontanee collettive. Dopo 40 album pubblicati, 30 film e 150 milioni di copie vendute in tutto il mondo, Celentano sbarca finalmente negli States. E questo grazie a Internet, ai blog e a un signore (Cory Doctorow appunto) talmente avanti da definire Facebook «la pornografia del sociale». Avresti mai pensato, Adriano, di essere così rock?

Emanuela Di Pasqua


11/10/2008

Valle d'Aosta: veline montanare e rap ma lo spot viene oscurato

Valle d'Aosta: veline montanare e rap ma lo spot viene oscurato

Parte la campagna pubblicitaria, Ma il presidente la blocca dopo le polemiche


 

Un'immagine di «PimpMyValley» (da Aostaoggi.it)
Un'immagine di «PimpMyValley» (da Aostaoggi.it)
Quando il rap ha finito di cantare, quando le ragazze-veline hanno smesso di ballare, quando sono passati i 2 minuti e 53 secondi di parole a raffica tipo «Valle d'Aosta», «polenta concia», «slalom fuoripista», «Monte Bianco-Gran Paradiso», «Casinò di Saint Vincent», quando anche il bue ha finito di muggire... Ecco. A quel punto Augusto Rollandin, presidente della regione Valle d'Aosta, ha staccato gli occhi dallo schermo e ha scosso la testa: «Ma che roba è?». Un minuto dopo la questione era già nelle mani dell'assessore regionale al Turismo, Aurelio Marguerettaz. «Non andremo davvero a Roma a presentare questa sconceria per promuovere la nostra regione?», si è preoccupato Rollandin. Tutto questo giovedì pomeriggio.

 

L'home-page del sito oscurato (da Aostaoggi.it)
L'home-page del sito oscurato (da Aostaoggi.it)
Venerdì mattina quella «sconceria» è sparita dalla Rete. Del resto, dopo una breve consultazione con la sua giunta già nella serata di giovedì il presidente era stato chiaro: «Non concordiamo sul contenuto di questo lavoro. Ragazze scosciate che ballano in quel modo... le immagini dei nostri monti e i simboli della cultura valdostana sullo sfondo... non è il nostro target, quindi ritiriamo quel sito, lo cancelliamo». Altro che «linguaggio divertente, in grado di catturare i più giovani», come spiegano alla Saatchi & Saatchi, la società milanese che ha ideato quelle pagine Internet a ritmo di rap. Il sito, presentato una prima volta l'8 ottobre a Milano, si chiama «PimpMyValley» e fa parte della promozione della stagione turistica valdostana 2008-2009, la terza affidata dai valdostani alla Saatchi & Saatchi dopo la gara d'appalto del 2004 che ha assicurato alla società un contratto da oltre 100 mila euro. L'amministratore delegato, Fabrizio Caprara, dice che «il vero lancio online è previsto per il 20 ottobre a Roma» che quello contestato è «un prodotto ancora in progress».

Sorride il dottor Caprara, ma che non si parli di sito oscurato. Perché il sito ufficialmente non è ancora nato. Impossibile sapere la cifra precisa investita in «PimpMyValley» del quale, in teoria, potrebbe salvarsi ben poco anche se nell'anticipazione milanese sembrava mancasse tutt'al più qualche ritocco. L'agenzia parlò di «modernità» mentre scorrevano le immagini di ragazze (più o meno vestite con un clic del mouse) che invitavano a scoprire questa o quella meraviglia made in Valle d'Aosta. «Roba che non ci interessa», l'ha fatta breve Rollandin. Come i lettori di Aostaoggi.it: bocciano il sito-non sito, polemizzano e discutono online: ma la parola «pimp» non significa «magnaccia»?


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