20/05/2010

Tutela dell'ambiente e lotta al lavoro nero «Cambiare il mondo con la tecnologia»

Tutela dell'ambiente e lotta al lavoro nero «Cambiare il mondo con la tecnologia»

Software e videogame per affrontare gli otto "Millennium Goals" delle Nazioni Unite. È di Napoli il team che rappresenta l'Italia all'Imagine Cup, gara di informatica per studenti dei 5 continenti

 

I finalisti del concorso Imagine Cup
I finalisti del concorso Imagine Cup

NAPOLI - Il mondo si cambia anche attraverso piccoli gesti. I macroproblemi che affliggono l’umanità, quelli che le Nazioni Unite hanno sintetizzato negli otto "Millennium Goals" da centrare entro il 2015 - educazione universale, lotta alla fame nel mondo, uguaglianza tra i sessi, salute per i bambini, sostegno alle madri in gravidanza, lotta contro l'hiv e altre patologie su vasta scala, sostenibilità ambientale e global partnership - sono l'effetto di comportamenti, scelte e stili di vita che appartengono al quotidiano di ciascuno di noi. Per questo intervenendo sul piccolo è possibile pensare in grande. È questa la filosofia che sta alla base dell’Imagine Cup, la gara di information technology per studenti universitari di tutto il mondo promossa da Microsoft, che arriva quest'anno all'ottava edizione. Più di 300mila studenti vi hanno preso parte nei cinque continenti e solo i migliori di loro si affronteranno nella sfida decisiva, le finali mondiali che si svolgeranno all’inizio di luglio a Varsavia. E a rappresentare l’Italia nella più importante delle categorie in cui si suddivide la competizione, quella del software design, ci sarà una squadra di studenti dell’università Federico II di Napoli, uscita vincitrice dalla selezione nazionale che proprio nel capoluogo campano ha avuto tra mercoledì e giovedì la sua fase finale. I quattro studenti del team "Error 404 v.2.0" (Raffaele Galiero, Clemente Giorio, Giulio D’Angelo e Ivana Cipolletta) sono stati designati come i portacolori azzurri al termine di una selezione che ha visto, a livello nazionale, la partecipazione di 250 studenti di diversi atenei di un po' tutte le regioni italiane.

I quattro studenti del team 'Error 404 v.2.0'
I quattro studenti del team "Error 404 v.2.0"

STOP AL TRAFFICO - A far prevalere il team partenopeo è stato un progetto, ribattezzato "Lift4U", che ha come obiettivo la riduzione del numero di veicoli circolanti sulle strade mediante la gestione centralizzata di un maxi sistema di car pooling, car sharing, bike sharing e di uso ottimale dei mezzi pubblici, accessibile sia da pc sia da dispositivi mobili, ovvero i sempre più diffusi smartphone. Dietro di loro si sono piazzati il team "Code Zero" dell’università di Cagliari (Davide Luzzu e Roberto Manca), con un progetto legato all’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro flessibile finalizzato a gestire le microassunzioni temporanee e a fare emergere il lavoro nero; e una squadra dell’università di Genova (Marco Gandolfo, Noemi Greco e Luca Oneto) che con "ByBNet" ha dato vita ad una sorta di e-Bay della solidarietà, creando una piattaforma per l’incontro tra le persone che offrono donazioni in denaro oppure beni o tempo libero e le associazioni umanitarie che vengono valutate con un sistema di feedback degli utenti e con un’analisi di affidabilità affidata a programmi di "intelligenza artificiale" che fanno tesoro delle esperienze pregresse e dei giudizi del network per valutare le possibilità che un progetto di cooperazione vada a buon fine o il grado di fiducia che si può riporre in un gruppo o in un ente.

GIOCANDO S'IMPARA - Le finali italiane hanno decretato anche i vincitori di altre due categorie: la "game design", per l’ideazione di videogiochi, e la "Surface Interaction", destinata ad applicazioni per Sourface, la piattaforma multitouch di Microsoft, anch’esse incentrate sugli obiettivi del millennio dell’Onu. Le due categorie sono state vinte rispettivamente dal team "NextSoft" dell’università di Catania (Claudio Musumeci, Stefano Musumeci, Dario Paraspola e Federico Fausto Santoro) con il gioco "Bacteriovirus" (una guerra tra globuli bianchi e batteri che ricorda vagamente l’idea di base dei cartoni animati della serie "Alla scoperta del corpo umano"); e dal team "Fooding" del Politecnico di Milano (Laura Stefani, Gianvito Toscano, Luca Trinchero e Roberto Turla con il progetto omonimo, pensato per l’erogazione di informazioni in tema alimentare e utilizzabile anche per la gestione delle prenotazioni di un ristorante.

FANTASIA AL POTERE - «Il livello dei progetti presentati cresce di anno in anno - commenta Anders Nilsson -, conseguenza anche di una maggiore predisposizione di rettori e docenti a concedere tempo agli studenti per queste che sono applicazioni concrete del sapere. Dietro ognuna di queste piattaforme ci sono mesi e mesi di lavoro e comunque sia andata la classifica finale, ciascuno dei partecipanti sa che per il solo fatto di essere arrivato fin qui ha comunque vinto». Lo slogan dell’iniziativa non è stato scelto a caso: "You win, we all win", tu vinci, tutti vinciamo. «Del resto - aggiunge Mauro Minella, responsabile dei programmi universitari di Microsoft Italia - quelli presentati sono progetti tecnologici innovativi e fantasiosi ma assolutamente concreti e realizzabili. In gara ci sono state tante idee: ciò che il mondo potrebbe diventare domani è in mano ai giovani di oggi».

LA START UP DELL'ANNO - L’evento di Napoli è stato anche l’occasione per assegnare il premio "Start-up dell’anno" alla migliore delle 10 aziende start-up arrivate in finale nel contest promosso dalla stessa Microsoft e dall’associazione PNICube, che raggruppa gli incubatori di impresa universitari italiani. La vittoria in questo caso è andata alla Genefinity, spin off dell’università di Trieste fondata nel 2006, che realizza soluzioni per il settore dei film sottili per la diagnostica medica.

LE FINALI MONDIALI - In Polonia la competizione sarà serrata. Il confronto sarà solo tra i campioni delle diverse edizioni nazionali e quindi i progetti in gara saranno tutti ad alto livello. L’Italia vanta già una vittoria a livello mondiale, quella dell’edizione del 2006, quando ad aggiudicarsi il titolo, in India (la finale si svolge ogni anno in un Paese diverso, l’Italia è tra i candidati ad ospitare quelle del 2011) a prevalere fu un team del Politecnico di Torino. Lo scorso anno i portacolori italiani arrivavano invece da Udine, uno dei centri più presenti in questa competizione, che in altri due casi aveva inviato propri studenti alle finali mondiali. La categoria del software design è la più importante, ma non è detto che il quattro di "Error 404" siano gli unici italiani in gara alla finalissima: per tutte le altre categorie, dalle embedded technologies alle arti visive (fotografia, minifilmati), dalla creazione di videogame alla sfida su algoritmi e abilità di calcolo la selezione avviene online e a livello globale e i nomi degli ammessi alla sfida in terra polacca si conosceranno solo nelle prossime settimane.

David Platt, docente ad Harvard
David Platt, docente ad Harvard

"SOFTWARE SUCKS" - «C’è un gran bisogno di dummies nella progettazione di software - commenta il prof. David Platt, docente ad Harvard e autore dell’eloquente volume "Why software sucks", edito in Italia da Mondadori con il titolo "Perché il software fa schifo", ospite della manifestazione -. Purtroppo dietro a molti dei programmi o dei siti web che utilizziamo ogni giorno ci sono persone che ragionano più come un computer che come un essere umano e questo si riflette nei programmi stessi, spesso complicati e inaccessibili al grande pubblico. Ma questo andava bene fino a un decennio fa, quando l’informatica di uso quotidiano era appannaggio solo di studiosi e addetti ai lavori. Oggi il pc e Internet sono usati praticamente da tutti, dai bambini agli anziani». La regola, per Platt, eccentrico docente che nei suoi key note salta sui tavoli e cammina sulle poltroncine come il Benigni della "Notte degli Oscar", deve essere una sola: «Basta che funzioni». Ergo: niente fronzoli e niente opzioni che la maggior parte degli utenti mai utilizzerà ma che spesso mettono in crisi chi sta dall’altra parte del monitor e fanno perdere tempo. Un’idea di sofware "no frills" che ancora non riesce a decollare nelle software house. Perché? Platt ha la sua dissacrante teoria: «Per troppo tempo abbiamo lasciato che i programmi fossero prodotti da smanettoni sfigati che il sabato sera stanno davanti al pc anziché uscire a divertirsi. Il risultato è che le loro frustrazioni si riversano su di noi».

 

Alessandro Sala


09/05/2009

Giochi di ruolo, gps e parcheggi via web Ecco le tecno-idee per salvare il mondo

Giochi di ruolo, gps e parcheggi via web Ecco le tecno-idee per salvare il mondo

 

E gli alimentatori a idrogeno laureano un’azienda torinese «start up dell’anno». Imagine Cup 2009, per la terza volta un team friulano rappresenta l’Italia alla finale mondiale del software

 

 

 Il team di Udine vincitore delle selezioni italiane della Imagine Cup
Il team di Udine vincitore delle selezioni italiane della Imagine Cup

PADOVA – Dalla piramide di cristallo del Louvre a quelle millenarie che sorgono tra le sabbie di Giza. L’Imagine Cup, il contest tecnologico di Microsoft che coinvolge gli studenti universitari di tutto il mondo nello sviluppo di nuove applicazioni informatiche, arriva alla settima edizione e fa partire il conto alla rovescia per la finale mondiale, che si svolgerà ai primi di luglio al Cairo. E ancora una volta a rappresentare l’Italia ci sarà un team dell’Università di Udine, che già aveva vinto le selezioni italiane lo scorso anno e nel 2005 e che oggi si riconferma una delle più attive fabbriche dei cervelli del Paese. Marco Amato, Elisa Buttussi, Alessandro Verona e Ivano Zanello – aka team «Pata-Track», lo stesso nome con cui il software è stato ribattezzato - hanno vinto nella categoria del «software design», la più importante tra le nove in cui è strutturata la competizione, e hanno così raccolto il testimone dai loro colleghi del team «Blassreiter» (Andrea Calligaris, Denis Roman Fulin, Marco Petrucco e Mauro De Biasio) che lo scorso anno tennero alto l’onore del nostro Paese all’ombra della Tour Eiffel.

«SINERGIE SOTTOVALUTATE» - Da Parigi – sede della finale 2008 - all’Egitto, dunque. La sfida non sarà semplice: alla kermesse partecipano 300 mila studenti dai cinque continenti ed essendo selezionati solo i migliori tra loro il livello di creatività è sempre particolarmente elevato. Difficile ma non impossibile, tuttavia: l’Italia vanta già una vittoria iridata nel proprio palmares, conquistata nel 2006, quando in India trionfò un team del Politecnico di Torino.

Alcune schermata di come si presenta il gioco di ruolo gps 'Pata-Track'
Alcune schermata di come si presenta il gioco di ruolo gps "Pata-Track"

Segno che in questo campo la preparazione e l’inventiva degli studenti italiani non hanno nulla da invidiare a quelle dei loro omologhi del resto del mondo. «Il vero problema – commenta Carlo Iantorno, direttore Innovazione e Responsabilità sociale di Microsoft Italia – è che da noi è ancora troppo sottovalutato il valore di una sinergia tra pubblico e privato, tra ricerca e impresa. Ci sono però segnali di cambiamento e le potenzialità non mancano».

OBIETTIVO START UP - La proclamazione dei vincitori delle selezioni italiane è stata inserita non a caso nel contesto della giornata Prima Impresa, nel programma del Forum della ricerca e dell’innovazione di Padova: un’occasione per parlare di imprenditoria giovanile e del connubio tra il mondo delle università e il mercato, da cui sono stati generati i cosiddetti «business incubator», i programmi di sostegno alle imprese di nuova formazione (forniscono consulenze sul business plan, sull’organizzazione, sugli aspetti fiscali, sugli aggiornamenti tecnologici) che sempre più spesso nascono in ambienti accademici e che per le nuove aziende si trasformano in partner in grado di determinare il successo dell’attività.

 Il team della Bicocca di Milano presenta il progetto Motion Studio
Il team della Bicocca di Milano presenta il progetto Motion Studio

Ed è per questo che nella sala Ippolito Nievo di Palazzo Bo, storica sede dell’università patavina, i riflettori si sono accesi anche sulle «start up dell’anno», le aziende nuove e innovative che anche in questo periodo di crisi possono essere le pietre su cui fondare il rilancio dell’economia italiana. Il premio da diecimila euro promosso da PNI Cube – ma ancor di più conta il riconoscimento per la validità del progetto realizzato – è andato alla Electro Power Systems di Torino, che in soli quattro anni dalla fondazione è diventata leader di mercato nel settori dei sistemi a fuel cell (basati sull’idrogeno, ovvero un’energia pulita e di più pratica gestione rispetto alle batterie al piombo o ai generatori a gasolio) per il backup energetico, ovvero per garantire la continuità nella fornitura di energia a tutti quei servizi – dai ripetitori della telefonia cellulare alle reti di comunicazione delle forze dell’ordine – che non possono permettersi blackout.

CACCIA AL TESORO 2.0 - Quanto all’Imagine Cup, il software che ha consentito ai ragazzi di Udine di accedere alla finale mondiale ha un nome che sembra un gioco, Pata-Track. Ed è in realtà esso stesso un gioco. Meglio: un serious game, un’applicazione ludica ma con finalità educative. Il tema di quest’anno, del resto, era probabilmente il più ambizioso tra quelli scelti nelle diverse edizioni della gara: i progetti presentati avrebbero dovuto infatti essere ispirati a uno degli otto obiettivi del millennio delle Nazioni Unite . E il team di Pata-Track ha pensato di puntare su quello della sostenibilità ambientale, coinvolgendo in particolare i bambini: grazie a telefoni palmari dotati di gps, i ragazzini divisi in squadre possono sfidarsi in quella che si potrebbe definire una caccia al tesoro 2.0, una gara di orienteering con il cellulare al posto di cartina e bussola, che permette loro di andare alla scoperta di un parco, un bosco, un ambiente naturale e di sfidarsi in quiz sui temi dell’ambiente e della natura o di compiere azioni ecologicamente corrette.

Adriano Marconetto, ceo della Electro Power System premiata come 'Start up dell'anno'
Adriano Marconetto, ceo della Electro Power System premiata come "Start up dell'anno"

A guidare i ragazzi c’è Willy, l’aquilotto mascotte, che concede punti-bonus per ogni risposta esatta o per ogni azione ben compiuta (e ne toglierà in caso contrario). A questo si aggiungono informazioni sui luoghi e su elementi che si possono trovare all’interno del parco: monumenti, piante rare, recinti di animali. Un’applicazione che potrà prevedere ulteriori implementazioni ed essere utilizzata anche dagli adulti come fosse un’evoluzione multimediale delle audio guide in uso ad esempio nei musei.

CAR POOLING E WEB-FISIOTERAPIA - Sempre di salvaguardia ambientale si occupa il progetto del team «Error404» dell’università Federico II di Napoli, «Lift4U», un sistema che punta a realizzare un sistema di car pooling su vasta scala attraverso i social network, con un’applicazione software che consente a più utenti di condividere un itinerario comune sfruttando una sola vettura. Il tutto si basa su un meccanismo di messaggi di notifiche e conferme che si innesca dopo l’indicazione dell’itinerario desiderato: qualora le richieste degli utenti combacino, il programma «riempie» i veicoli e stabilisce gli itinerari evitando che più persone sole viaggino nella stessa direzione ciascuna con il proprio automezzo, riducendo così il numero delle auto in circolazione e di conseguenza il traffico e le emissioni di gas. Il progetto si è classificato al secondo posto e ha preceduto «Motion Studio», il software creato dal team «Motus» dell’università di Milano Bicocca che permetterà ai fisioterapisti di seguire in remoto gli esercizi di riabilitazione dei propri pazienti, soprattutto quelli più anziani, grazie ad una web cam e ad un sistema di sensori applicati in diversi punti del corpo: alcuni algoritmi elaborano i movimenti e forniscono al professionista o all’istruttore indicazioni precise su come l’attività di riabilitazione (ma anche esercizi ginnici finalizzati ad esempio alla perdita di peso) viene portata avanti in ambienti domestici.

GLI ALTRI PROGETTI - Molte, in ogni caso, le idee sviluppate nei diversi atenei e arrivate alla finale italiana: dal sistema di e-parking per individuare in tempi brevi il posto auto libero più vicino, evitando giri a vuoto e inutili consumi di carburante (team «Project1», Napoli) al generatore di interfacce 3D «Explorer 360» per rendere più accattivante la navigazione web e invogliare maggiormente gli studenti ad avvicinarsi allo studio e alla Rete (team «Blassreiters», Udine); dal «Green Monitor» per valutare il consumo energetico dei diversi programmi software presenti nel proprio computer (team «Green Lines, Pisa) al programma «Hometown» (Davide Semenzin, Padova) per consentire ai cittadini di interagire tra loro e con le forze dell’ordine per segnalare le zone più critiche per la sicurezza pubblica (presenza di malintenzionati, casi di aggressione, etc...) di un centro abitato al diario virtuale «SizeMyLife» (team «Ocdstudio», Milano) che tiene conto di percorsi effettuati, fotografie scattate, sms inviati, note, appunti e qualunque altra operazione effettuata con un device mobile, lasciando la libertà all’utente di condividere il tutto o una parte in modalità socialnetworking.

LA CHIAVE DEL BUSINESS - «Ogni anno registriamo un ottimo livello tecnico dei partecipanti» commenta Emanuele Arpini, coordinatore dell’Imagine Cup e responsabile italiano di Biz Spark, il nuovo progetto di Microsoft che si propone di affiancare le start up offrendo loro software gratuito e supporto fino alla possibilità di diventare partner della compagnia . Molte delle applicazioni presentate potrebbero essere ulteriormente sviluppate e diventare la base per nuovi business. Gli incubatori e i parchi scientifici sono un punto di riferimento importante per i giovani che vogliono avviare una propria attività. E le nuove tecnologie sono la chiave per entrare a testa alta nel mercato».