05/03/2010

Scandalo preti pedofili in Germania: abusi nel coro diretto dal fratello del Papa

Scandalo preti pedofili in Germania: abusi nel coro diretto dal fratello del Papa

 

La rivelazione in una lettera ai genitori. Georg Ratzinger: non sono a conoscenza di nulla. Lo ha ammesso il vescovo di Ratisbona, città in cui ha sede il famosissimo coro religioso di voci bianche

 

Georg Ratzinger (Reuters)
Georg Ratzinger (Reuters)

RATISBONA (GERMANIA) - Nuovi sviluppi dell'inchiesta in Germania sugli abusi sessuali commessi da sacerdoti nei confronti di minori. Il vescovo di Ratisbona, Gerhard Ludwig Müller, ha ammesso infatti che sono stati commessi abusi sessuali nell'ambiente del famosissimo coro di ragazzi di Ratisbona all'epoca in cui esso era diretto dal fratello di Papa Benedetto XVI. Il vescovo lo ha scritto in una lettera ai genitori pubblicata sul suo sito internet in cui afferma che «aiamo fortemente impegnati a chiarire tutti i possibili casi». La diocesi di Ratisbona ha reso noto che istituirà una commissione d'inchiesta interna sul caso.

LE AMMISSIONI - Nella lettera inviata ai genitori dei ragazzi del coro di Ratisbona, il vescovo dice di «essere venuto a conoscenza di un caso di abusi sessuali (...) negli anni Cinquanta». «Il direttore del convitto dell'epoca, a quanto ci risulta, è stato condannato. Successivamente è morto», si legge ancora nel sito del vescovado. Il portavoce del vescovo, Clemens Neck, ha poi dichiarato alla France Presse di «avere informazioni su presunti abusi commessi tra il 1958 e il 1973», sui quali «vogliamo si conduca un'inchiesta trasparente». Il fratello di Papa Benedetto XVI, Georg Ratzinger (86 anni), è stato alla guida dello storico coro di Ratisbona, dal 1964 al 1993.

IL PORTAVOCE DEL CORO - Secondo un portavoce del coro invece i responsabili dei presunti abusi sessuali su bambini del coro del duomo di Ratisbona sarebbero due religiosi, ambedue morti nel 1984, che per questo sarebbero stati anche condannati a pene detentive. Uno è un ex insegnante di religione e vice direttore della scuola frequentata dai coristi che era stato rimosso nel 1958 dall'incarico. Anche l'altro religioso era stato per alcuni mesi direttore del collegio annesso al ginnasio del coro del duomo, prima di essere condannato nel 1971. Alcune delle vittime si sono nel frattempo rivolte ai responsabili della diocesi, ha detto il portavoce.

LA REPLICADI GEORG RATZINGER - Il fratello di Papa Benedetto XVI ha detto venerdì in un'intervista alla radio bavarese Bayerischen Rundfunk, di non essere a conoscenza di casi di abusi sessuali commessi nell'ambiente del coro dei ragazzi di Ratisbona, di cui all'epoca era direttore.
«Non voglio dire niente su questo» tema, ha esordito il fratello del Papa ai microfoni della radio. «Non sono a conoscenza di alcun caso di abusi sessuali», ha aggiunto rispondendo a un'altra domanda. E poi ha concluso: «Chiedetelo alla diocesi» di Ratisbona.

VATICANO - «La Santa Sede sta prendendo molto sul serio tutta la vicenda dello scandalo di pedofilia in Germania»: è quanto ha detto il vice direttore della sala stampa vaticana, padre Ciro Benedettini, il quale però ha precisato che il Vaticano non vuole intervenire direttamente sul caso del coro.

GERMANIA ALLIBITA - In Germania lo scandalo di presunti abusi sessuali su bambini in ambienti religiosi si sta allargando a macchia d'olio. Prima delle rivelazioni del coro del duomo di Ratisbona, erano stati destituiti due monaci dell’abbazia benedettina di Ettal (Baviera), perquisita anche dalla procura di Monaco, inoltre è in arrivo nell’abbazia anche un visitatore apostolico inviato del Vaticano. Al seminario dei cappuccini a Burghausen, in Baviera, sono stati compiuti abusi nei confronti di tre giovani allievi tra il 1984 e 1985, secondo quanto affermato da padre Josef Mittermaier, responsabile provinciale dei cappuccini bavaresi. Lo scandalo tedesco è iniziato con denunce a carico di sacerdoti del collegio dei gesuiti Canisius di Berlino. Al momento si contano oltre 150 denunce. I vescovi tedeschi hanno chiesto pubblicamente perdono e hanno offerto la loro disponibilità a collaborare con la giustizia e hanno istituito un apposito ufficio guidato dal vescovo di Treviri, monsignor Stephan Ackermann. Intanto Monsignor Robert Zollitsch riferirà al Papa dei casi di pedofilia in un’udienza che avrà luogo in Vaticano il prossimo 12 marzo.

ANCHE IN OLANDA - Ma anche in Olanda si sono aperti casi per abusi sessuali all'interno delle istituzioni cattoliche. Secondo quanto riporta il quotidiano Nrc Handelsblad ci sono 15 denunce a carico di dieci sacerdoti, che riguardano il collegio salesiano Don Rua di 's-Heerenberg, ma il numero sembra destinato a crescere per quanto riguarda il numero delle vittime, e ad allargarsi ad altri istituti. Il vescovo di Rotterdam e presidente della Conferenza episcopale olandese, Adrianus Herman van Luyn, ha aperto un'inchiesta, così come ha fatto il ministro della Giustizia, Hirsch Ballin. I fatti avvennero tra il 1959 e il 1971.

Redazione online


23/07/2009

Zanzara tigre, lotta con metodi naturali

Zanzara tigre, lotta con metodi naturali

 

A Montecatini un progetto unico in Europa con le università di Pisa e Ratisbona. Trappole al posto degli insetticidi, pasticche non tossiche per distruggere le larve



La zanzara tigre (Aedes albopictus)







 

 

La zanzara tigre (Aedes albopictus)

 

MONTECATINI TERME (Pistoia)– Trappole al posto degli insetticidi, pasticche non tossiche per l’uomo per distruggere le larve e un atipico censimento per conoscere sesso e abitudini degli insetti e contarne le uova. L’ecologia entra in campo contro la zanzara tigre, la famigerata Aedes albopictus, a volte responsabile della trasmissione di malattie gravi, come chikungunya, dengue e a Montecatini Terme partorisce un progetto (con le università di Pisa e di Ratisbona) unico nel suo genere in Europa.

SPERIMENTAZIONE - La sperimentazione, che si conclude a dicembre, è già iniziata con i sopralluoghi di una di esperti che, aiutati dagli abitanti della città toscana, hanno censito tombini, grate, caditoie e ogni altro possibile focolaio all’interno delle aree private. Squadre «anti zanzara» hanno verificato giardini, cortili, terrazzi e infine, in base ai dati raccolti, sono stati pianificati gli interventi antilarvali e le installazioni delle trappole. «Le trappole sono box dalle dimensioni di trenta centimetri», spiega Fabio Macchioni, parassitologo, ricercatore all’Università di Pisa, «e contengono sostanze chimiche non tossiche che simulano il sudore umano e attraggono le zanzare. Servono soprattutto come monitoraggio per capire come è composta la popolazione delle zanzare. Per combatterle è importante conoscere se gli insetti sono giovani o vecchi, femmine o maschi. Dopo il censimento si stilano gli interventi che puntano, senza l’impiego di insetticidi, a distruggere le larve».

TRATTAMENTO - I ricercatori hanno scelto Montecatini come città modello per la sperimentazione perché morfologicamente ideale, grazie anche all’abbondanza di acqua e vegetazione e a un particolare tessuto urbano. «Il trattamento antilarvale nelle zone pubbliche e private viene eseguito ogni due-tre settimane», spiega Macchioni, «e sono impiegati prodotti assolutamente atossici per l’uomo ed ecologici per l’ambiente. In alcuni casi sono state distribuite ai cittadini pasticche da usare nei sottovasi». I ricercatori prelevano anche periodicamente le zanzare finite nelle trappole. Ci sono anche «ovitrappole» per contare il numero di uova di zanzara tigre deposte e fare proiezioni e acquisire una stima sulla densità dell’insetto in ogni area studiata. «Con l’Hrl, lo Human Landing Rate», spiegano ancora gli esperti, «si valuta poi l’effettivo numero di zanzare che pungono o tentano di pungere lo sperimentatore in un intervallo di tempo di mezz’ora».

Marco Gasperetti