25/06/2010

Jacko, la madre: "Lo hanno ucciso"

Jacko, la madre: "Lo hanno ucciso"

A un anno dalla morte del re del pop Katherine Jackson rilancia l'ipotesi del complotto e dichiara che "qualcuno lo ha voluto togliere di mezzo".

 

 

 

Michael Jackson non è morto per una disgrazia, ma qualcuno "lo ha voluto togliere di mezzo". A un anno dalla morte del Re del pop, la madre Katherine rilancia le accuse contro alcuni "personaggi molto in vista, ricchi, cattivi e senza scrupoli" che avrebbero avuto interesse a sbarazzarsi di 'Jacko'. Nonostante i suoi 80 anni, Katherine si è caricata sulle spalle la responsabilità di prendersi cura dei tre figli di Jacko: Prince (13 anni), Paris (12), Blanket (8). "Sono dei ragazzi magnifici, mi danno tanta forza", dice Katherine intervistata dal Sun nella sua casa di Los Angeles. "Io so com'era mio figlio", dice la signora senza tradire emozioni, "non è morto per una disgrazia. Qualcuno ha voluto che morisse. Persone potenti, cattive, senza scrupoli che non lo volevano intorno per qualche ragione a me sconosciuta".

Ad avvalorare la tesi di Katherine ci sarebbe una frase che Michael usava ripetere spesso, poco prima della sua scomparsa: "Lui mi diceva: 'mamma, vogliono che io sparisca, vogliono che muoia'. Lo diceva sempre. Era un messaggio che voleva lanciare". Poi Katherine aggiunge, quasi a voler avvertire i presunti assassini di suoi figlio: "La sua morte ha portato la famiglia ad essere più unita, più forte". Lei di sicuro lo è: "Sto bene, non mi sento addosso i miei 80 anni. La sola cosa che vorrei, è sapere cosa è successo veramente. E' passato un anno, ma è ancora molto difficile per me".


I tributi che si susseguono in ogni parte del mondo per celebrare l'anniversario dalla morte aiutano a sopportare il dolore: "Sapere che tante persone lo ricordano e sentono la sua mancanza mi fa sentire meno sola. Il mondo ricorda e sente la mancanza di mio figlio e Michael sarebbe felice nel vedere i suoi fan commemorarlo come fanno. Ma per me, per noi, ogni giorno è una battaglia. Ci manca immensamente". Katherine sembra cedere al dolore. Invece trattiene le lacrime e sorride, improvvisamente allegra: "Sapete? Michael ha sempre avuto il ritmo nel sangue. Quando era bambino avevamo in casa una lavatrice che faceva un rumore terribile. Quando centrifugava Michael ascoltava quel suono ripetuto velocemente e improvvisava su di esso parole e passi di danza".

 

 

 

 


18/10/2009

Jacko autore di un fumetto Completò i testi poco prima di morire

Jacko autore di un fumetto Completò i testi poco prima di morire

 

E UN ITALIANO ILLUSTRA IL COMIC «TRIBUTE»: il protagonista è il re del pop. Uscirà a giugno «Fated», storia di un divo del pop tra solitudine e superpoteri

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Michael Jackson ha scritto un fumetto negli ultimi anni della sua vita. Si intitola Fated e sarà pubblicato il prossimo giugno, a un anno dalla morte del cantante, in contemporanea mondiale. Ad annunciarlo dalla fiera del libro di Francoforte è l'americana Random House, la più grande casa editrice in lingua inglese del mondo, che proprio alla Buchmesse sta trattando la cessione dei diritti internazionali.

«PROGETTO TOP SECRET» - Per l'Italia ad assicurarsi l'opera è stata la Rizzoli Lizard, che in un comunicato parla di «progetto top secret»: le tavole sono state mostrate ai compratori, ma chi ha tentato di scattare delle foto è stato bruscamente allontanato. Di ufficiale si sa che Fated sarà una graphic novel in bianco e nero di oltre 200 pagine. Ai testi Jackson avrebbe lavorato dal 2006 fino al giugno scorso, completandoli, pochi giorni prima di morire, insieme a Gotham Chopra, un ex giornalista di Current Tv. I disegni sono affidati a Mukesh Singh, già autore di Shadow Hunter, ispirato alla figura della pornostar Jenna Jameson.

IL FUMETTO - Protagonista di Fated è Gabriel Star, un divo del pop che finisce per isolarsi per colpa del troppo successo, fino ad annullare la sua vita affettiva. Dopo l'ennesimo concerto Star, depresso, si getta dalla finestra di un hotel: miracolosamente se la cava senza un graffio, cosicché scopre di avere qualcosa di soprannaturale. Solitudine e superpoteri, proprio come accade ai supereroi, personaggi che Jackson amava a tal punto che nel 1999 avrebbe addirittura trattato l'acquisto della Marvel Comics, incontrando per l'occasione Stan Lee, il creatore di Thor e Fantastici 4, che in una recente intervista ha confermato la circostanza. La passione di Jacko per i comics arrivava alla mania: nei giorni della sua scomparsa la rubrica Splash Page, nel sito americano di MTV, ricordava che King of Pop si era fatto confezionare un costume di Batman su misura, e possedeva statue dell'Uomo Ragno in varie dimensioni.

TRIBUTE - Ma i legami fra Jackson e i fumetti interessano da vicino anche l'Italia: Giovanni Timpano, 30 anni da Rosignano (Livorno), ha illustrato le 24 pagine di Tribute: Michael Jackson, King of Pop (Bluewater Productions). La storia, sceneggiata dall'australiano Wey-Yuih Loh, ripercorre tutta la vita di Jacko dall'infanzia ai primi successi con i Jackson 5, fino alla carriera da solista. Gli autori non hanno avuto tabù: «Per i temi più spinosi», dice Timpano, «ci siamo basati sulle sentenze e sulle parole dello stesso Jackson: gli abusi durante l'infanzia, le accuse a suo carico, le operazioni chirurgiche. Ho disegnato Michael bambino piangere e appoggiarsi sul lavandino del bagno, avvolto nell'ombra del padre, per rendere l'idea delle umiliazioni subite». Ancora un italiano ha disegnato una delle due copertine create per Tribute: il palermitano Giuseppe Mazzola da tempo realizzava ritratti di Jackson in collaborazione con lo staff del cantante. Il fumetto sarà in vendita negli Usa dal 30 ottobre, ma già da tempo si può prenotare online su amazon.com, dove sono state già acquistate oltre 10mila copie. L'apparizione di Tribute nelle fumetterie americane seguirà di pochi giorni l'anteprima del film This is it! , il 27 ottobre, stessa data di uscita del cd omonimo.

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Alessandro Trevisani

Corriere.it


29/08/2009

Il coroner: «Jackson, è stato omicidio»

Il coroner: «Jackson, è stato omicidio»

 

I risultati dell'autopsia. Il medico legale: il re del pop ucciso da un'intossicazione acuta di anestetico e un sedativo

 

Michael Jackson (Lapresse)
Michael Jackson (Lapresse)

NEW YORK - È ufficiale. Michael Jackson è stato ammazzato e la sua morte non è dunque da intendersi come accidentale. A confermare le voci che circolano ormai da giorni sul web è stato lo stesso medico legale di Los Angeles, che ha diretto l'esame tossicologico per determinare le cause dell’improvvisa morte del King of Pop, stroncato da un arresto cardiaco nella sua villa di Los Angeles, lo scorso 25 giugno, a soli 50 anni. «È stato stabilito che il decesso è avvenuto a causa di una acuta intossicazione da Propofol e Lorazepam», ha spiegato il coroner in un comunicato ufficiale. «La morte verrà trattata pertanto come un omicidio». «Un omicidio» realizzato con forti dosi di anestetico. Il verdetto del coroner di Los Angeles sulla morte di Michael Jackson è quasi una sentenza di condanna immediata per il medico che nei momenti fatali era accanto al cantante. «Acuta intossicazione da Propofol e Lorazepam», dice il medico legale incaricato dai magistrati. Il primo di questi medicinali è un anestetico, il secondo è un sedativo. L'esame dell'autopsia ha rivelato anche la presenza di altre molecole nel cadavere di Jackson: Midazolam, Diazepam, Lidocaina e efedrina.

OMICIDIO - Il j’accuse del coroner – la prima dichiarazione ufficiale delle autorità californiane che la morte del cantante verrà trattata come un omicidio - dovrebbe portare in breve tempo all’arresto di Conrad Murray, il cardiologo di Las Vegas che gli avrebbe somministrato l’ormai famigerato «cocktail letale». La lista di farmaci, alcuni incompatibili tra loro, rinvenuti dal medico legale nel cadavere del cantante contraddice ogni elementare buon senso ippocratico. Jackson – sempre secondo il rapporto reso noto ieri - aveva in corpo un miscuglio micidiale di sedativi, antidolorifici e stimolanti. Dal Midazolam (un narcotico simile al Propofol, usato per calmare i pazienti senza però addormentarli durante le colonscopie) al Diazepam, la versione generica del Valium e dall’analgesico Lidocaina all’efedrina, un forte eccitante.

RAPPORTO - Il coroner ha precisato che il rapporto completo dell'autopsia di Jackson «rimarrà ancora nelle mani della polizia di Los Angeles e del procuratore generale della contea» anche se a questo punto tutte le indagini passano alla procura che presto potrebbe spiccare i primi mandati di arresto. L’ipotesi di un processo, che si preannuncia già come l’ennesimo circo mediatico mondiale, sembra ormai una certezza per il dottor Murray. Interrogato più volte dalla polizia, il cardiologo ha ammesso di aver iniettato l’anestetico Propofol al suo celebre paziente verso le 10 e 40 di mattina dello scorso 25 giugno, dopo aver trascorso un’intera notte nel vano tentativo di farlo addormentare, somministrandogli ben quattro iniezioni di Lorazepam e Midazolam, due potenti sedativi. «Alla fine sono stato costretto a cedere alle sue insistenti richieste», ha testimoniato il medico, ammettendo però di avergli iniettato lo stesso anestetico «tutte le notti, per ben sei settimane». Ma il Propofol può essere usato soltanto in ospedale e dagli anestesisti che, in virtù della sua potenza, sono costretti a monitorare in continuazione la reazione del paziente al farmaco. È chiaro, insomma, che usarlo come sonnifero è, non solo illegale, ma in questo caso anche un atto criminoso.

COMPLEANNO - Proprio oggi Jackson avrebbe compiuto 51 anni e in tutti gli Usa si moltiplicano gli eventi per ricordarlo. Al Nethermead Meadow di Prospect Park, a Brooklyn, ci sarà una grande festa in suo onore, organizzata dal regista nero Spike Lee dove sono attese fino a 40 mila persone. In occasione della kermesse il presidente del quartiere Marty Markowitz proclamerà il 29 agosto Michael Jackson Day.


28/06/2009

Jackson, «non è stato un infarto» La famiglia vuole una nuova autopsia

Jackson, «non è stato un infarto» La famiglia vuole una nuova autopsia

 

Sospetti su cocktail letale di farmaci. Accuse al medico personale di Jacko dopo la morte dell'idolo del pop

 

Con le sorelle Maureen Rebie, Janet e La Toya nel 1984 (Ap)

Con le sorelle Maureen "Rebie", Janet e La Toya nel 1984 (Ap)

 

LOS ANGELES - Le polemiche sulla fine di Jackson sono destinate a crescere. I familiari hanno chiesto ufficialmente una seconda autopsia, indipendente, dopo quella fatta venerdì dalle autorità ufficiali di Los Angeles, in California. Lo ha dichiarato Brian Elias, un portavoce dell’istituto di medicina legale di Los Angeles. Secondo il sito tmz.com, che per primo aveva dato la notizia della morte del cantante, l'autopsia sarebbe già in corso. La posizione dei familiari di Jacko è molto semplice: si sospetta che il medico personale del cantante, Conrad Murray, gli abbia iniettato una dose troppo forte di medicinali (si parla del Demerol, un antidolorifico), che avrebbero poi provocato l'arresto cardiaco. Il coroner della contea di Los Angeles, dopo una prima autopsia, ha detto che ci vorranno tra le 4 e le 6 settimane, essendo necessari esami tossicologici più approfonditi, per conoscere le cause esatte della morte del cantante. Nel frattempo, la salma di Jackson è stata restituita alla famiglia, che ha avuto il permesso di organizzare i funerali. Se si svolgeranno a Los Angeles potrebbero attirare decine di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo.

IL MEDICO - La famiglia Jackson, indecisa tra una cerimonia privata o un grande raduno pubblico per i funerali, vuole saperne di più sulle persone che circondavano il cantante nelle sue ultime settimane di vita; in particolare vuol saperne di più sul ruolo svolto dal medico e il personale del promoter AEG Live, che doveva organizzare i 50 concerti del «re del pop» previsti a Londra a partire da luglio. Michael Jackson non ha mai informato la famiglia della struttura allestita per gestire i suoi affari, ha aggiunto la fonte, precisando che i suoi consulenti avevano parlato dell’esistenza di un testamento che potrebbe esser stato redatto molti anni fa. Un’ambiguità che infastidisce il clan Jackson. «Ci sono decisioni che sono prese senza che la famiglia ne sia a conoscenza. Questo diventa un problema», ha affermato la fonte. Randy Philips, presidente di Aeg, ha dichiarato venerdì che lo stesso Jackson aveva insistito perché il dottor Murray lo accompagnasse a Londra per i suoi prossimi concerti. «Avremmo preferito non avere un medico a tempo pieno perché ci sarebbe costato meno in termini di alloggio e di viaggio, ma Michael ha insistito perchè fosse coinvolto», ha dichiarato Philips, «Michael diceva che aveva un legame particolare con lui».

LE POLIZZE - L’attività professionale del dottor Murray, che esercita in California, nel Nevada e in Texas, versa da anni in difficoltà finanziarie, secondo documenti ufficiali. Così, il suo studio del Nevada, Global Cardiovascular Associates, ha speso oltre 400.000 dollari per decisioni della magistratura e il dottor Murray deve fronteggiare almeno altri due casi e molti controlli fiscali. Randy Philips ha d’altra parte indicato che Aeg Live aveva sottoscritto molte polizze assicurative in caso di annullamento dei concerti e che Jacko si era sottoposto con successo a molti esami fisici a febbraio. «Abbiamo una copertura relativamente buona, ma molto dipenderà dai risultati tossicologici» dell’autopsia, ha dichiarato, «dobbiamo conoscere la causa del decesso».

«PRENDEVA IL DEMEROL DA 20 ANNI» - Ma si fanno sempre più insistenti intanto le voci di un possibile abuso di farmaci da parte del re del pop. Secondo il Sun Michael Jackson è stato ucciso dal cocktail di otto farmaci che quotidianamente si somministrava. Il tabloid, che cita fonti dell'entourage del re del pop morto giovedì, ha anche pubblicato la lista dei farmaci che Jackson assumeva, tra cui figurano tre potenti antidolorifici che non andrebbero mai combinati tra loro, che e invece Jackson utilizzava nello stesso giorno. L'Abc che cita un ex video produttore, Marc Shaffel spiega che Michael Jackson era «dipendente dal Demerol da più di 20 anni» e «assumeva cocktail di altri farmaci tra cui l'Oxycontin», un oppioide. «All'esterno nessuno sapeva ma la cosa era nota tra quelli che gli stavano intorno». «La notizia mi ha colpito, ma sapevo che era solo una questione di tempo, che qualcosa del genere sarebbe accaduto. L'avevo detto, con questo ritmo sarebbe morto prima dei 50 anni», ha concluso Shaffel.

I FAMILIARI ORGANIZZANO I FUNERALI- I familiari di Jacko nel frattempo si sono riuniti nella residenza di Encino, distretto sulle colline di Los Angeles, per discutere dell’organizzazione dei funerali del re del pop e occuparsi dei suoi tre figli. Lo rivela una persona vicina alla famiglia dell'artista deceduto giovedì pomeriggio per un presunto arresto cardiaco, secondo la quale i familiari si sentono confusi, spaventati e arrabbiati per la mancanza d’informazioni su chi è stato accanto alla popstar nei suoi ultimi giorni di vita. La fonte, che ha richiesto l’anonimato, ha spiegato che la famiglia di Jackson vuole sapere di più sul ruolo di Aeg Live, il promoter che stava organizzando i 50 concerti alla 02 Arena di Londra, nella vita dell’artista. Vogliono sapere di più sul ruolo dei suoi consulenti e degli agenti che sono stati coinvolti da Aeg Live.


27/06/2009

Un’iniezione, poi il malore «Michael ucciso dai medici»

Un’iniezione, poi il malore «Michael ucciso dai medici»

 

La morte di un mito. La famiglia accusa. L’esito dell’autopsia fra 6-8 settimane

 

La copertina del mitico album «Thriller»

La copertina del mitico album "THRILLER"

 

NEW YORK — Che cosa ha ucciso Michael Jackson? La domanda che da due giorni assilla l’America per ora resta senza risposta. E sono in molti a credere che non verrà mai del tutto sciolto il mistero che già circonda la sua morte, com’è accaduto in passato per tanti miti a stelle e strisce, da Elvis Presley a Marilyn Monroe a Jimi Hendrix e adesso a Jacko. L’autopsia sul cadavere del cinquantenne cantante morto giovedì a Los Angeles in seguito ad un arresto cardiaco è iniziata ieri ma i risultati potrebbero anche arrivare fra sei-otto settimane. Lo ha reso noto il coroner della Los Angeles County Lakshmanan Sathyavagiswaran, noto in America per essere comparso in qualità di testimone chiave nel processo contro l’ex campione di football O.J. Simpson. Data «la natura di alto profilo » della morte, il caso è stato affidato alla squadra omicidi e rapine della polizia di Los Angeles. L’ipotesi più accreditata è quella di un’iniezione, risultata fatale, di Demerol, un potente antidolorifico derivato della morfina, capace di provocare arresti respiratori e cardiaci. Jackson era solito assumerlo perché gli consentiva di alleviare i dolori cronici di cui soffriva da anni. Questa morfina sintetica— immortalata dallo stesso Jackson nel celebre motivo del ’97 Morphine dove canta «Demerol, Demerol» — gli sarebbe stata prescritta e iniettata un’ora prima della morte dal suo medico personale Conrad Robert Murray. Il cardiologo texano che viveva nella villa di Jackson era misteriosamente scomparso subito dopo la tragedia ma gli investigatori ieri l’hanno rintracciato e ascoltato nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del suo ricco cliente. Citando fonti vicine alla famiglia, TMZ, il sito di gossip della CNN, afferma che «secondo i familiari gli è stata somministrata una dose eccessiva del farmaco». L’overdose, sempre secondo i familiari, l’avrebbe «prima addormentato, poi ucciso». Se ciò dovesse rivelarsi esatto, il medico potrebbe anche essere incriminato per omicidio involontario. Ma l’unica cosa certa, per ora, è che il cantante è morto nel sonno. Secondo i media Jackson era assuefatto alla morfina sintetica dal 1984, quando rimase gravemente ustionato in seguito ad un incidente sul set della pubblicità Pepsi. Fu allora che iniziò ad abusare di antidolorifici, assumendo anche grandi quantità di tranquillanti, antidepressivi e sonniferi, finendo nella clinica di disintossicazione di Betty Ford. Il settimanale The Enquirer scrisse a gennaio che Jackson «sta morendo, gli restano al massimo sei mesi di vita». Qualcuno sostiene che facesse anche uso di droghe, come la cocaina, che può causare disturbi cardiaci. Tanto che il padre Joe Jackson voleva convincerlo a ricoverarsi in un altro celebre centro di rehab a Palmdale, in California. Ieri l’ex manager e amico di Michael Jackson, Tarak Ben Ammar, ha accusato i medici «ciarlatani» del cantante di essere dei «criminali» perché, secondo lui, avrebbero approfittato di lui per arricchirsi, «imbottendolo di farmaci che avrebbero ucciso chiunque».

«È chiaro che i criminali in questo caso sono i medici che l’hanno curato durante tutta la sua carriera, che gli hanno distrutto il viso e gli hanno dato dei farmaci per togliergli i dolori», ha detto l’uomo d’affari franco-tunisino. «Non riusciva a dormire, perciò prendeva dei sonniferi. Era un ipocondriaco — ha continuato — e non sapevamo mai veramente se era malato perché era circondato da medici ciarlatani che vivevano di questa «malattia», che gli facevano pagare migliaia e migliaia di dollari in farmaci e vitamine».

Alessandra Farkas


26/06/2009

L'addio al re del pop, ucciso da un infarto

L'addio al re del pop, ucciso da un infarto

 

I soccorritori: quando siamo arrivati non respirava più. Michael Jackson si è sentito male a casa. Il fratello: «È crollato all'improvviso». Folla di fan davanti all’ospedale

 

 

Michael Jackson nel 1996

Foto del 1996

In concerto a Roma nel 1988 (Barbaglia)

In concerto a Roma nel 1988

 

 

LOS ANGELES - È morto al­la vigilia del tour mondiale già tutto esaurito che avreb­be dovuto segnare il suo grande ritorno al mondo del­lo spettacolo, dopo anni di scandali giudiziari, problemi di salute e una vita personale molto sfortunata. Michael Jackson, il cantante, cantauto­re, ballerino, compositore, musicista, arrangiatore e pro­duttore discografico statuni­tense si è spento ieri a Los An­geles a causa di un arresto cardiaco. Tra un mese avreb­be compiuto 51 anni. La noti­zia, rimbalzata da Tmz (l’in­formatissimo sito di gossip della Cnn) a Twitter, subito andata in tilt come non era successo neppure durante la crisi iraniana, è stata confer­mata via via da tutti i media ufficiali. Grazie a Internet l’America ha seguito pratica­mente in diretta gli ultimi at­timi di vita di uno dei cantan­ti più leggendari e controver­si della storia musicale di tut­ti i tempi.Jackson era stato ricovera­to d’urgenza all’ospedale Ucla Medical Center di Los Angeles alle 12,21 ora locale (le 21,21 in Italia) a causa di un arresto cardiaco mentre si trovava nella sua casa di Holmby Hills, sulle colline di Los Angeles. Il fratello Ransy ha detto che è crollato all’im­provviso. I paramedici accor­si al suo capezzale hanno ten­tato di soccorrerlo, effettuan­do le procedure per la riani­mazione cardio-polmonare. Ma ogni tentativo per salvar­lo è risultato vano. «Quando l’ambulanza è giunta in ospedale il cuore di Michael Jackson aveva già smesso di battere», ha spiega­to uno dei soccorritori alle tv. Salvarlo, a quel punto, era un’impresa quasi impossibi­le. «Dopo cinque minuti di ar­resto cardiaco i danni alla cor­teccia cerebrale diventano ir­reversibili», afferma Marco Pappagallo, neurologo e di­rettore della Pain Clinic del Mount Sinai Hospital di New York. «Se fosse sopravvissu­to, sarebbe rimasto in coma vegetativo». L’annuncio della sua mor­te ha prodotto un’eco profon­da in un Paese dove Jackson è sotto i riflettori dall’età di cinque anni. Anche le televi­sioni hanno interrotto la pro­grammazione regolare per trasmettere lunghi tributi sul­la sua vita confezionati a tem­po di record. «Per gli Stati Uniti è una notizia molto tri­ste, che lascia tutti scioccati» ha detto lo storico condutto­re della Cnn, Wolf Blitzer.Persino gli scandali giudi­ziari e le accuse di pedofilia (da cui alla fine venne scagio­nato) non hanno fatto che ac­crescerne il mito. Decine di americani intervistati a caldo da una costa all’altra del Pae­se l’hanno salutato come «un genio», «un’icona della pop music». Nel giro di pochi mi­nuti dall’annuncio della sua morte una grande folla si era già riunita spontaneamente davanti all’ospedale Ucla e da­vanti alla villa di Jackson nel­l’area di Beverly Hills. Secondo alcuni medici in­terpellati dalle tv la sua è sta­ta una morte in un certo sen­so annunciata. All’inizio del 2008 la star è stata immorta­lata in sedia a rotelle. Più tar­di sono cominciate a circola­re voci secondo le quali soffri­va di una malattia genetica di nome A1AD a causa della mancanza di una proteina che protegge i polmoni. Que­sto lo avrebbe reso cieco dal­l’occhio sinistro e quasi im­possibilitato a parlare. L’uni­ca cosa che avrebbe potuto salvarlo, dissero allora i dot­tori, era il trapianto del pol­mone.

 

Nel 1984 con l'attrice Brooke Shields (Ap)

Jackson con l'attrice Brooke Shields

 

SOCIAL NETWORK. La morte di Jackson manda in tilt Wikipedia e Twitter. L'eccesso di emozione e di partecipazione seguita al decesso del cantante ha causato difficoltà di funzionamento. Ma tutti i media hanno sofferto


La pagina di Wikipedia dedicata a Michael Jackson
La pagina di Wikipedia dedicata a Michael Jackson

MILANO - Che fatica star dietro alle notizie ai tempi della rete. Se il ciclo continuo delle news sul web è un rebus per le testate tradizionali che hanno redazioni dedicate a seguire i fatti nella loro evoluzione, anche i media sociali (e i loro milioni di collaboratori) possono soffrire nella rincorsa all'incessante istantaneità. La notizia della morte di Michael Jackson, dalle prime voci fino alla definitiva conferma, è stata in questo senso un banco di prova impegnativo per i principali siti partecipativi. A cominciare dalla regina del genere, Wikipedia dove, a partire dai primi rumors che davano la pop star ricoverata in ospedale, è scattata la guerra delle modifiche alla «voce» in lingua inglese dedicata al cantante.

LA BATTAGLIA DELLE REVISIONI – Tra chi lo spacciava già per deceduto, chi parlava di arresto cardiaco, o di semplice ricovero, c'era anche chi gettava acqua sul fuoco appellandosi a minimi criteri di attendibilità: «Non è morto fino a che una fonte degna di fiducia non lo conferma». Nel mezzo di modifiche, revisioni, restaurazioni e discussioni il sito partecipativo è andato in tilt: «Scusate - recitava ad un certo punto un messaggio che accoglieva i visitatori – questo sito ha delle difficoltà tecniche». Ad un certo punto, per porre fine alla contesa, qualcuno dei redattori di Wikipedia ha aumentato i livelli di protezione inibendo ulteriori modifiche fino a quando la situazione non fosse stata chiarita. Questa mattina, ad acque più calme, l'enciclopedia recita: «Michael Jackson è morto il 25 giugno 2009 all'età di 50 anni, a causa di un sospetto arresto cardiaco o di un attacco di cuore. La causa specifica del decesso deve ancora essere determinata». Ma lo sforzo per arrivare a queste laconiche parole è stato ingente. Tanto per capire il livello di partecipazione, la pagina che tiene traccia della storia delle revisioni relative alla voce Michael Jackson indica 6 interventi degli utenti per il giorno 22 giugno e 5 per il 24. Dalle 21.22 del 25 giugno (ora italiana) alle 9.26 del 26 giugno, le modifiche registrate sono schizzate a 350.

ANCHE TWITTER IN DIFFICOLTÀ - Ma non è stata solo Wikipedia a soffrire del comprensible caos informativo seguito alle prime voci sulla morte di Michael Jackson. Anche Twittter, servizio di microblogging sempre più utilizzato per la condivisione di informazioni istantanee, ha subito l'urto della scomparsa di una personalità globale come l'autore di Thriller. Il numero di messaggi (in gergo: cinguettii) riguardanti il cantante ha raggiunto i 5 mila al minuto causando vistosi rallentamenti al funzionamento del social network più popolare del momento. «Abbiamo assistito ad un raddoppio istantaneo dei messaggi al secondo nel momento in cui la storia è uscita», ha detto al Los Angeles Times Biz Stone, co-fondatore di Twitter. Secondo Ethan Zuckerman, del Berkman Center for Law & Society dell'Università di Harvard, ad un certo punto il 15 percento di tutti i «cinguettii» menzionavano Jackson. Livelli simili, secondo Biz Stone, non erano stati raggiunti nemmeno da «Iran» e «influenza suina». Nella confusione seguita alla news (che si inseriva, fra l'altro, sull'onda emotiva seguita all'annuncio del decesso di Farah Fawcett) è cominciata anche a circolare una voce sulla scomparsa di un terzo personaggio dello spettacolo, l'attore Jeff Goldblum. La storia si è rivelata priva di qualsiasi fondamento.

SITI DI NEWS IN DIFFICOLTÀ – I media sociali possono consolarsi pensando che anche servizi più tradizionali hanno dovuto pagare dazio all'emozione suscitata dalla morte di Jackson. Secondo Keynote Systems, azienda specializzata nel monitoraggio delle performance dei siti, i maggiori siti di informazione hanno subito rallentamenti. Un'indagine degli oltre 30 siti di news coperti dall'azienda ha rilevato che l'indice di prestazione complessivo è sceso dal 100 all'86 percento. Risultato: per accedere alla homepage dei più importanti siti giornalistici occorrevano 8,9 secondi contro i 4,2 necessari solitamente.

Il personaggio. Genio e scandali, la vita come luna park. Amori e solidarietà: sempre alla ribalta. Mi­chael Jackson è stato unico nei cambi estetici e nel modo di ballare

 

Fan di Michael Jackson vicino alla sua statua nel museo delle cere di Madame Tussauds a Berlino (Ap)

Fan di Michael Jackson vicino alla sua statua nel museo delle cere di Madame Tussauds a Berlino (Ap)


Londra (Ap)

Los Angeles (Afp)

La Walk of Fame a Hollywood (Afp)

Alla fine è stato il cuore a tradirlo. Mi­chael Joseph Jackson era nato a Gary nel­l’Indiana il 29 agosto 1958 e aveva co­minciato a calcare le scene a soli cinque anni nella band di famiglia, i Jackson Fi­ve. Grandi successi, ma anche una infan­zia segnata da un padre-padrone mana­ger da lui descritto nell’autobiografia «Moonwalk». Nel 1979 l’allontanamen­to dal gruppo d’origine per diventare l’artista pop numero uno, con «Thriller» (1982), tuttora l’album più venduto nel­la storia della musica, co-prodotto da Quincy Jones e vincitore diciotto Gram­my. Thriller ha venduto oltre 100 milio­ni di album.

Era partito da un sound nero alla Ja­mes Brown per sviluppare nel tempo un pop danzereccio di grande impatto. Ca­rattere molto particolare, era sempre ri­masto un eterno bambino alla ricerca di figure materne (fra le sue migliori ami­che Liz Taylor e Diana Ross). Ma aveva, anche negli affari, una sorta di genialità che lo portò a un certo punto ad acqui­stare per 50 milioni di dollari la proprie­tà editoriale di tutte le canzoni dei Beat­les. La sua potenza economica era tale che nello scontro duro scoppiato fra lui e Toni Mottola, gran capo della Sony, fu quest’ultimo a dover abbandonare l’azienda. Eppure l’artista e l’uomo d’af­fari geniale era sempre più traumatizza­to dal mondo: le sue residenze erano de­gli immensi luna park, i suoi migliori amici i bambini. Tanti i colpi di genio musicali e spetta­colari di Michael Jackson: la sua forza stava in un modo di ballare e di essere in scena che può essere paragonato alla rivoluzione dei corpi scatenata a suo tempo da Elvis Presley.

Le sue doti si rivelarono già nel perio­do con i Jackson 5. Michael inventò il Ballo del robot all’età di 11 anni, ma il passo di danza che lo renderà celebre in tutto il mondo è il moonwalk (in italiano «camminata sulla luna»). Lo eseguiva sulle note di Billie Jean (e qualcuno nota­va influenze del grande francese Marcel Marceau): il re del pop scivolava all’in­dietro in modo tutto speciale. E questa nuova forma di comunicazione visiva mandò alle stelle le vendite dell'album Thriller. Sono molti altri i passi inventati da Jackson: nel video di Smooth Criminal si inclinava di 45˚. Lì il Re del Pop usò del­le funi, mentre per fare il tutto nei live, usava delle scarpe modificate. La sua vita privata è stata sempre al centro dell’attenzione dei media. A co­minciare dal matrimonio con Lisa Marie Presley conclusosi dopo 20 mesi. E poi i continui cambi estetici e di colore, il trucco pesante, l’amicizia con i bambini. Anche la sua storia d’amore con una in­fermiera da cui nacquero Prince Michael e Paris Katherine, fu molto chiacchiera­ta.

Premiato più di ogni altro, impegnato nel sociale e nella beneficenza, firmò con Lionel Ritchie «We are the world», la canzone simbolo dell’abbraccio fra la musica e i diseredati del mondo. Ricevuto da presidenti degli Stati Uni­ti, Michael Jackson resta un enigma. «Vo­glio la mia privacy, voglio la mia pri­vacy, perciò, paparazzi, state lontano da me» implora nel brano «Privacy» che fa parte del suo album «Invincibile». «Pri­vacy » è una vera e propria invettiva con­tro i giornalisti. Amministratori infedeli, staff strapa­gati in continuo cambiamento sembra­no minare l’impero finanziario di Jack­son che nel 2008 vende per 35 milioni di dollari il celebre Neverland Ranch in cui aveva fatto costruire un parco a tema e uno zoo per ragazzini poveri e malati ter­minali. Nel 1993 Jackson viene accusato di molestie sessuali da un suo fan. Ma molto tempo dopo sarà scagionato.

In Italia ebbe un ottimo rapporto con Nicoletta Mantovani e Pavarotti, che lo descrissero come un ragazzo diffidente e spaventato ma pronto a farsi coccola­re. Venne a Montecarlo per una manife­stazione proprio con il ragazzino che poi lo avrebbe denunciato per abusi sessua­li. Cenò con i Grimaldi, ma non toccò ci­bo, bevve solo dell’acqua minerale con­trollando che il bicchiere fosse pulito. E si presentò alla cena col cappellaccio in testa, alla faccia del protocollo. Era an­che quella sera un bambino libero e inge­nuo. Che ora stava cercando una riscos­sa economica e artistica con una serie di concerti in programma in luglio a Lon­dra.

LA CARRIERA DI MICHAEL jACKSON. Una vita tra successi e zone d'ombra. Definito Re del pop, eterno Peter Pan della musica leggera: dischi, concerti e processi

 

Michael Jackson con la prima moglie, Lisa Marie Presley (Reuters)

Jackson con la sua prima moglie e figlia di Elvis, Lisa Marie Presley

Con la seconda moglie, Debbie Rowe (Reuters)

Con la seconda moglie, Debbie Rowe (Reuters)

 

(Ap )
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E' scomparsa l'icona del pop . Michael Jackson, coperto dalla gloria e dal successo come musicista quanto infelice nella sua vita privata funestata anche da inchieste giudiziarie per pedofilia da cui venne alla fine scagionato.

I SUCCESSI MUSICALI - Cantante, ballerino, compositore, dopo aver iniziato la propria carriera a soli cinque anni, autentico bambino prodigio, nel gruppo di famiglia Jackson Five Iniziò a cantare da solista nel 1971, con il singolo "Got to be there". A consacrarlo artista pop di maggior successo di sempre fu l'album Thriller del 1982, tuttora l'album più venduto nella storia della musica, co-prodotto da Quincy Jones e vincitore di 8 premi Grammy. Secondo il Guinness World Records, il cantautore ha venduto oltre 750 milioni di album risultato che lo rende di fatto l'artista solista di maggior successo di sempre. Dal 1988 al 2005 Jackson è vissuto al Neverland Ranch (successivamente venduto nel 2008 per la cifra di 35 milioni di dollari), in cui aveva fatto costruire un parco a tema e uno zoo per ragazzini poveri e malati terminali.

I PROBLEMI GIUDIZIARI - Le sue frequentazioni con quei ragazzi hanno avuto un enorme impatto mediatico, essendo girate voci su complicati rapporti tra il cantante e i suoi giovanissimi ammiratori. Per la prima volta nel 1993, quando Jackson fu accusato di molestie sessuali da un suo fan. Dopo un'altra denuncia, nel 2003, il cantante è finito nel mirino dei giudici, accusato anche di altri tipi di reati. Jackson fu poi processato nel 2005 per la vicenda, ma alla fine fu assolto in appello da tutti i 10 capi d'accusa perchè ritenuto innocente.

Con la sorella Janet nel 1995 (Reuters)

Con la sorella Janet

Con le sorelle La Toya a Janet nel 2004 (Reuters)

Sopra con le dorelle Janet e La Toya

Con il padre Joe nel 2005, all'uscita dal tribunale di Santa Barbara in California durante il processo per molestie sessuali contro minorenni (Ap)

Con il padre Joe nel 2005, all'uscita dal tribunale di Santa Barbara in California durante il processo per molestie sessuali contro minorenni (Ap)

Con i genitori, Joe e Katherine, all'uscita dal tribunale di Santa Barbara in California (Reuters)

Con i genitori, Joe e Katherine, all'uscita dal tribunale di Santa Barbara in California (Reuters)

Con le sorelle Maureen Rebie, Janet e La Toya nel 1984 (Ap)

Con le sorelle Maureen "Rebie", Janet e La Toya nel 1984 (Ap)

Jermaine Jackson dà l'annuncio della morte del fratello, 25 giugno 2009 (Reuters)

Jermaine Jackson dà l'annuncio della morte del fratello, 25 giugno 2009 (Reuters)

I Jackson Five: Michael è al centro (Reuters)

Jackson Five: Michael è al centro (Reuters)

 


(Ap)
(Ap)

E QUELLI DI SALUTE - All'inizio del 2008 si erano create situazioni di allarme quando Michael venne immortalato mentre veniva trasportato in sedia a rotelle. Verso la fine di dicembre sono cominciate a circolare voci secondo le quali Michael soffriva di una malattia genetica di nome A1AD a causa della mancanza di una proteina che protegge i polmoni. Questa mancanza lo avrebbe reso cieco dall'occhio sinistro (dove la vista sarebbe calata per il 95%) e quasi impossibilitato a parlare. L'unica cosa che avrebbe potuto salvarlo da problemi gastrointestinali o addirittura dalla morte era il trapianto del polmone. Lo scorso maggio il Sun rivelò che il cantante era affetto da un tumore della pelle.

LA VITA PRIVATA - Nel 1994 si sposò con la figlia di Elvis Presley, Lisa Marie. ma l'unione durò meno di due anni. Jackson si risposò nel 1997 con l'infermiera Debbie Rowe conosciuta mentre si stava sottoponendo a una delle tante operazioni di chirurgia plastica. Dalla Rowe ebbe due figli Prince Michael e Paris Michael Katherine, prima di divorziare nel 1999. Nel 2002 ebbe un terzo figlio, Prince Michael II, da una donna sconosciuta

IL RITORNO - Il 5 marzo 2009, Michael Jackson ha tenuto una conferenza stampa all'arena 02 di Londra in cui annunciò un tour a Londra a partire da luglio. Michael aveva chiarito che si sarebbe trattato degli ultimi concerti della sua carriera .

 

Mario Luzzatto Fegiz & Raffaele Mastrolonardo