22/12/2011

Scoperto a Milano un altro evasore totale con Cayenne, yacht e villa con piscina

Scoperto a Milano un altro evasore totale con Cayenne, yacht e villa con piscina

TRUFFA ALLO STATO. Umberto Ruta, ex mediatore finanziario, è stato arrestato. L'operazione è nata dal fallimento della società Distrel

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24/11/2011

Venezia, coppia dichiara 6 euro per l'anno 2010: evasi 65 milioni

Venezia, coppia dichiara 6 euro per l'anno 2010: evasi 65 milioni

L'uomo non avrebbe neppure mai fatto una dichiarazione dei redditi dal 1997 al 2008

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18/01/2011

«La larva nelle alici non è più reato»

«La larva nelle alici non è più reato»

C'è una sentenza della cassazione che fa giurisprudenza. Niente multe per chi altera i cibi come conseguenza del "taglia-leggi" di Calderoli. Imputati impuniti

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15/01/2011

Cibi adulterati, non è più reato

Cibi adulterati, non è più reato

Dalle cozze tossiche alle mozzarelle blu: cancellata la norma che tutelava i consumatori. Sparite le pene per chi vende cibo avariato

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04/06/2010

Lazio, boom delle illegalità ambientali Ma il record è di Campania e Calabria

Lazio, boom delle illegalità ambientali Ma il record è di Campania e Calabria

RAPPORTO LEGAMBIENTE. I reati più diffusi: abusivismo edilizio e calcestruzzo. A Roma il 30% dei furti di opere d'arte


 

ROMA - Il Lazio scala la triste classifica delle illegalità ambientali di ben tre posizioni passando dal quinto al secondo posto: è questo il dato più eclatante, quasi dieci illegalità ogni giorno, del «Rapporto ecomafie 2010» di Legambiente. La Campania si conferma al primo posto con 1.179 reati accertati (15,8% del totale), al secondo la Calabria (12,1%), al terzo il Lazio (11,8%), mentre la prima regione del nord è la Liguria (4%). Abusivismo edilizio e calcestruzzo depotenziato: ovvero, rispettivamente 2 miliardi persi in 27.000 costruzioni (quelle contate) senza regole e «pessima qualità» con conseguente rischio di crollo per strade, ponti, viadotti, scuole e ospedali: questa la fotografia del Rapporto. E crescono gli illeciti sulla fauna e i furti di opere d’arte, soprattutto nella Capitale, dove raggiungono quasi il 30 per cento di tutta Italia. Più stabile la situazione sui rifiuti, mentre è migliorata solo la lotta agli incendi grazie alle azioni di contrasto. Ma è allarmante la situazione soprattutto nel sud pontino perché le agromafie spadroneggiano al mercato ortofrutticolo di Fondi.

 

Discarica a cielo aperto vicino alle ciminiere delle raffinerie di Gianturco, quartiere di Napoli (Ansa)
Discarica a cielo aperto vicino alle ciminiere delle raffinerie di Gianturco, quartiere di Napoli (Ansa)

QUASI 3500 INFRAZIONI - Il Rapporto di Legambiente è basato come ogni anno sul prezioso lavoro delle forze dell’ordine e i dati dicono che nel corso del 2009 nella nostra regione sono state accertate 3.469 infrazioni (1.383 in più rispetto al 2008) pari al 12,1 per cento di quelle accertate su scala nazionale: qualcosa come 9,5 illegalità al giorno. In crescita anche il numero delle persone denunciate, arrivato a 2.248, così come quello dei sequestri che è arrivato a 919. A tirare la volata negativa in questa triste classifica sono stati il forte aumento di illeciti amministrativi in campo faunistico ai quali la Polizia Provinciale di Roma si è dedicata con particolare attenzione: 1.411 le infrazioni . E nella Capitale vi è un allarmante peggioramento delle Archeomafie che raggiungono un primato storico, con i furti d’arte passati da 158 a 227, pari al 20,8 per cento del totale nazionale.

Abusi sul litorale campano (Controluce)
Abusi sul litorale campano (Controluce)

LEGAMBIENTE - «Il Lazio è dilaniato tra piccoli e grandi reati, si rischia un allargamento del senso di illegalità mentre continua la pericolosa ascesa delle mafie – ha detto Lorenzo Parlati, il presidente di Legambiente di Roma e del Lazio - In particolare su cemento e rifiuti la Regione deve dare un forte impulso alle amministrazioni locali con una nuova stagione per la gestione dei rifiuti che incrementi riduzione e raccolta differenziata, facilitando sul fronte dell’abusivismo edilizio il riavvio delle ruspe per gli abbattimenti. L’Ecomafia – ha aggiunto – nel Lazio ha una doppia faccia: da un lato quella dell’illegalità ambientale diffusa che va sempre più denunciata e repressa, dall’altro quello della criminalità organizzata e delle mafie che si conferma ben oltre i livelli di guardia nel sud pontino». «I casi legati alla presenza delle Ecomafie in particolare nel settore del cemento – ha aggiunto Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio – fanno ormai parte della quotidianità delle cronache laziali. Ma quel che colpisce è che l’abusivismo nella nostra regione si nasconde nelle pieghe dell’urbanistica “ufficiale”: i grandi sequestri riguardano troppo spesso lottizzazioni nate legali e diventate nella loro attuazione abusive. E per questo servono più controlli da parte dei comuni ed è necessario agire sul piano educativo, favorendo il diffondersi di una cultura della legalità». E Legambiente ricorda il numero dell’Osservatorio sulla legalità: numero verde 800-911856.

Lilli Garrone


10/03/2010

Inchiesta Montecity: maxievasione fiscale per oltre 100 milioni di euro

Inchiesta Montecity: maxievasione fiscale per oltre 100 milioni di euro

 

Operazione della Guardia di Finanza. Trecento i militari impegnati. Nel mirino decine di società e studi professionali. Tra i reati contestati la frode internazionale e il riciclaggio

 

Il cantiere di Santa Giulia, Rogoredo (Fotogramma)
Il cantiere di Santa Giulia, Rogoredo (Fotogramma)

MILANO - Sono in corso, da parte del Nucleo di polizia tributaria di Milano, con il supporto operativo dei Reparti delle Fiamme Gialle distribuiti sul territorio nazionale, perquisizioni nei confronti di oltre 53 società italiane e 16 studi professionali con sede in diverse regioni (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Campania). Oltre 300 i militari complessivamente impiegati. L'operazione riguarda una maxievasione fiscale internazionale di oltre 100 milioni di euro. Tra legali rappresentanti e titolari degli studi e delle società perquisiti, le persone indagate sono circa 80 mentre tra i reati contestati c'è la frode internazionale e il riciclaggio. L'operazione è stata disposta dai pm Laura Pedio e Gaetano Ruta nell'ambito di uno dei filoni dell'inchiesta Montecity. Le perquisizioni in corso riguardano il filone di inchiesta che lo scorso ottobre aveva portato in carcere Vincenzo Agosta e Matteo Terragni (i due ora sono ai domiciliari), ritenuti gli amministratori di fatto della Brooks and K. Europe, società con sede a Londra, sul cui conto corrente aperto presso la Barclays Bank sarebbero affluiti circa 772 mila euro. Il denaro, secondo l'accusa, deriva dalle fatture gonfiate delle bonifiche nell'area Montecity-Santa Giulia.

Lo scorso 20 ottobre cinque persone - tra cui Giuseppe Grossi, all'epoca dei fatti a.d. di Sadi, ora agli arresti domiciliari - sono state arrestate e altre due fermate dalla Guardia di Finanza di Milano nell'ambito dell'indagine su una serie di fatturazioni fasulle e riciclaggio nella bonifica di Santa Giulia, quartiere a sud di Milano al centro di interventi di recupero ambientali propedeutici a un'operazione immobiliare. Il tribunale del riesame ha poi concesso i domiciliari a Grossi, motivati con i problemi cardiaci dell'imprenditore. Gli inquirenti hanno ipotizzato che Grossi, con l'aiuto dei suoi collaboratori, si sia appropriato grazie a fatture false di disponibilità finanziarie delle sue società all'estero per fini personali. Rosanna Gariboldi - all'epoca dei fatti assessore provinciale a Pavia e moglie del deputato e vicecoordinatore nazionale del Pdl Giancarlo Abelli - anche lei tra gli arrestati nell'ottobre scorso, ha respinto le accuse e ha patteggiato a gennaio una pena di due anni di reclusione, lasciando il carcere di San Vittore.

Redazione online


13/11/2009

Ddl sul processo breve in Senato. La prescrizione scatta dopo due anni

Ddl sul processo breve in Senato. La prescrizione scatta dopo due anni

 

BONGIORNO STUPITA: «PERCHE' SONO ESCLUSI I REATI LEGATI A IMMIGRAZIONE?». La norma riguarda i processi in corso e i reati per cui sono previste pene sotto i 10 anni. Firma anche la Lega

 

(Emblema)
(Emblema)

MILANO - Il disegno di legge sul processo breve è arrivato in Senato, presentato dal Pdl e sottoscritto dalla Lega (il testo completo in pdf). Composto da tre articoli, prevede tra l'altro che la prescrizione scatti dopo due anni dalla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero per i processi in corso in primo grado e per reati «inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione». Per quanto riguarda la norma sulla prescrizione, il ddl prevede che l'imputato possa non avvalersi dell'estinzione del processo, presentando una dichiarazione in udienza. Il provvedimento, messo a punto dal legale del premier e deputato del Pdl Niccolò Ghedini, entrerà in vigore il giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

LE FIRME - Il ddl «Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell’articolo 111 della Costituzione e dell’articolo 6 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo», che porta le firme del capogruppo Maurizio Gasparri, del vice capogruppo Gaetano Quagliariello e di altri senatori del Pdl (Tofani, Casoli, Bianconi, Izzo, Centaro, Longo, Allegrini, Balboni, Benedetti Valentini, Delogu, Gallone, Mugnai, Valentino), è stato siglato anche dal presidente dei senatori della Lega Federico Bricolo, dal senatore Sandro Mazzatorta (Lega). L’iniziativa, ha spiegato Gasparri, rientra nel «decalogo sulla giustizia» che il centrodestra sta portando avanti e che comprende fra le altre cose «nuove norme antimafia, riforma del processo civile, riforma della professione forense, intercettazioni e riforma costituzionale della giustizia».

Il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri (Eidon)
Il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri (Eidon)

«I MAGISTRATI LAVORINO DI PIÙ» - In un'intervista a Rcd per conto di Corriere.it, Gasparri ha anche evidenziato che le nuove norme non sono una prescrizione breve ma rispondono all'esigenza di dare tempi certi per i giudizi. E sul fatto che vi sia una riduzione di fatto dei tempi a disposizione della magistratura, il presidente dei senatori pidiellini è drastico: «Per incominciare, i magistrati inizino a lavorare di più».

I TRE ARTICOLI - Nell'articolo 1 si fissano le modalità per la durata «ragionevole» dei processi, oltre la quale, se il ddl diventasse legge, il processo verrà estinto. «Non sono considerati irragionevoli - si legge nel testo - i periodi che non eccedono la durata di due anni per il primo grado, di due anni per il grado di appello e di ulteriori due anni per il giudizio di legittimità, nonché di un altro anno in ogni caso di giudizio di rinvio. Il giudice, in applicazione dei parametri di cui al comma 2, può aumentare fino alla metà i termini di cui al presente comma». Se vengono superati i limiti di ragionevole durata, il processo è estinto (articolo 2), «nei processi per i quali la pena edittale determinata ai sensi dell'art. 157 del codice penale è inferiore nel massimo ai dieci anni di reclusione». L'articolo 3 contiene «disposizioni relative all'entrata in vigore della legge e all'applicazione delle norme sull'estinzione processuale».

L'IMMIGRAZIONE - Le disposizioni sul processo non si applicano nei processi in cui «l'imputato ha già riportato una precedente condanna a pena detentiva per delitto, anche se è intervenuta la riabilitazione, o è stato dichiarato delinquente o contravventore abituale o professionale». Non si applicano anche per i reati legati all'immigrazione (come chiesto dalla Lega), agli incidenti sul lavoro, alla mafia e al terrorismo. Ecco l'elenco completo dei reati esclusi: associazione per delinquere, incendio, pornografia minorile, sequestro di persona, atti persecutori, circonvenzione di persone incapaci, violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all'igiene sul lavoro e delle norme in materia di circolazione stradale, reati previsti nel testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, traffico illecito di rifiuti.

BONGIORNO - Un punto, quello dell'esclusione dei reati legati all'immigrazione, che non piace a Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia della Camera. «Suscita un certo stupore la scelta di includere nell'elenco dei reati di grave allarme sociale, come quelli di mafia e terrorismo, l'immigrazione clandestina che è una semplice contravvenzione peraltro punita con una banale ammenda». Prima dell'accordo tra Fini e Berlusconi, la Bongiorno aveva esaminato le varie bozze del provvedimento messe a punto da Ghedini, per poi riferire al presidente della Camera.

PD, IDV E RIFONDAZIONE - L'opposizione, con il segretario del Pd Pierluigi Bersani, paventa la possibile incostituzionalità: «Per noi è prioritario che i cittadini abbiano chiaro che la legge è uguale per tutti». Anna Finocchiaro, capogruppo dei senatori Pd, ha letteralmente sbattuto il testo del disegno di legge contro il muro della sala stampa. L'Idv annuncia una raccolta di firme: «Migliaia di processi dei maggiori scandali italiani andranno tutti dichiarati estinti - dice Antonio Di Pietro -. È la più grossa amnistia mascherata della storia». Anche il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero minaccia il ricorso al referendum: «Il governo usa un problema vero per fare un provvedimento che ha come unico scopo quello di salvare Berlusconi dai processi. Se il ddl sul processo breve sarà approvato raccoglieremo le firme per il referendum».


20/05/2009

Si finge morto per evitare processi: condannato a un anno e nove mesi

Si finge morto per evitare processi: condannato a un anno e nove mesi

 

I reati: frode processuale, falsità materiale e falsità ideologica. Un barese con diverse pendenze penali architetta il proprio decesso documentale spedendo falsi certificati

 

LECCO - Aveva diverse pendenze con la giustizia davanti a varie procure italiane e così ha pensato bene di architettare la propria morte documentale, provvedendo a spedire ai vari uffici dei certificati di morte, ovviamente falsi, per fare in modo che la contestazione dei reati si estinguesse. Ma il trucco non ha funzionato e così, S.R., un uomo originario di Bari, è finito sotto accusa, questa volta per i reati di frode processuale, falsità materiale e falsità ideologica. L'imputato è stato condannato ad un anno e 9 mesi nel processo che si è concluso in Tribunale a Lecco davanti al giudice monocratico Paolo Salvatore.


05/05/2009

Legambiente: «L'ecomafia ha un giro d'affari di 20,5 miliardi di euro»

Legambiente: «L'ecomafia ha un giro d'affari di 20,5 miliardi di euro»

 

Quasi 26mila reati, uno ogni tre ore. Più del 48% è concentrato in Campania, Calabria, Sicilia e Puglia: regioni a tradizionale presenza mafiosa

 

(Ansa)
(Ansa)

ROMA - L’ecomafia è un business ch non conosce crisi con un giro d’affari stimato attorno ai 20,5 miliardi di euro. E’ quanto emerge dal Rapporto Ecomafia 2009 di Legambiente. Sono 25.776 gli ecoreati accertati: quasi 71 al giorno, uno ogni tre ore. Circa metà, più del 48%, si è consumato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia), il resto si spalma democraticamente su tutto il territorio nazionale.

RIFIUTI PERICOLOSI - Il 2008 è l’anno dei record per le inchieste contro i trafficanti di rifiuti pericolosi, ben 25, con un fatturato che supera i 7 miliardi di euro. Tutti soldi sporchi - si legge nel Rapporto - accumulati avvelenando l’ambiente e i cittadini. La montagna di scorie industriali gestite illegalmente dalla «Rifiuti Spa» in un solo anno ha raggiunto la vetta di 3.100 metri, quasi quanto l’Etna. Non è mai stata così alta (31 milioni di tonnellate è la stima nel Rapporto). Questi gli impressionanti numeri dell’Italia sfregiata dal malaffare nella foto puntuale del rapporto Ecomafia 2009 di Legambiente, presentato martedì a Roma, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Sebastiano Venneri, responsabile Osservatorio Ambiente e Legalità Legambiente, il procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso, il vicepresidente della commissione Antimafia Fabio Granata, il presidente della commissione sul Ciclo dei rifiuti Gaetano Pecorella, il responsabile Ambiente del PD Ermete Realacci, Enrico Fontana del direttivo Legambiente, il presidente del Copasir Francesco Rutelli e Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente.

LE FORZE DELL'ORDINE - Dal dossier, in positivo emerge la maggiore efficacia degli interventi repressivi da parte delle Forze dell’ordine. Aumentano gli arresti, passati dai 195 del 2007 ai 221 del 2008 (+13,3%) e i sequestri: dai 9.074 del 2007 ai 9.676 dello scorso anno (+6,6%), mentre diminuiscono il numero di reati ambientali (dai 30.124 del 2007 ai 25.766 del 2008), a causa, soprattutto della tendenza da parte delle Forze dell’ordine a concentrare le attività investigative sui reati di maggiore gravità, tali da determinare provvedimenti e interventi repressivi più severi, come l’arresto e il sequestro.

 


17/03/2009

Assenteismo: 36 arresti a Portici

Assenteismo: 36 arresti a Portici

 

A tutti è stato concesso il beneficio degli arresti domiciliari. Operazione di polizia contro un gruppo di dipendenti del comune napoletano

 

NAPOLI - Trentasei dipendenti del Comune di Portici (Napoli) sono stati arrestati all'alba dalla polizia per assenteismo, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dalla magistratura. A tutti è stato concesso il beneficio degli arresti domiciliari. Nel corso dell'operazione sono stati anche notificati altri 58 avvisi di conclusione indagini ad altrettanti dipendenti del Comune. I provvedimenti, emessi su richiesta della sezione reati contro la Pubblica Amministrazione della procura della Repubblica di Napoli, sono stati eseguiti dagli agenti del commissariato di Polizia Portici-Ercolano, della squadra Mobile e della Digos.

DIVERSI UFFICI NEL MIRINO - Le indagini, condotte dagli agenti del commissariato di polizia Portici-Ercolano dall'ottobre 2007, hanno interessato i dipendenti del Comune di Portici che prestavano servizio presso l'ufficio elettorale, matrimonio e leva, stato civile, immigrazione, emigrazione, ufficio relazioni con il pubblico. E ancora, anagrafe, ufficio carte di identità, ufficio richiesta documenti, ufficio tributi (ICIAP, ICI, TARSU, TOSAP) ufficio commercio e professioni