28/04/2011
Clandestini in carcere, la Corte Ue dice no Maroni: «Perché censurano solo noi?»
Clandestini in carcere, la Corte Ue dice no Maroni: «Perché censurano solo noi?»«Rischia di compromettere la politica di allontanamento». Favorevole la Santa Sede. Bocciata la normativa italiana che prevede la reclusione per gli immigrati irregolari che non rimpatriano
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06/04/2011
Ruby, ecco la prova: le ragazze coinvolte sono solo delle amanti
Ruby, ecco la prova: le ragazze coinvolte sono solo delle amantiTutte le ragazze coinvolte nel processo a Berlusconi possono ritenersi parte lesa per come sono state apostrofate dai pm. Dalle intercettazioni delle feste di Arcore emergono rapporti di affetto e amicizia: questo non costituisce reato
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08/09/2010
Unicredit, Biasi indagato per bancarotta
Unicredit, Biasi indagato per bancarottaL'azienda di radiatori era stata dichiarata fallita nel 2008. Al presidente della fondazione Cariverona, maggiore azionista della banca guidata da Profumo, contestato il reato per il fallimento della Bluterma
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16/03/2010
Cassazione: dare del gay è un reato
Cassazione: dare del gay è un reato
La Suprema corte: basta denigrazioni nei confronti degli omosessuali. Si rischia una condanna per ingiuria
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| Giudici di Cassazione (Garufi) |
MILANO - Dare del gay ad una persona è reato: la Cassazione dice basta alle denigrazioni nei confronti degli omosessuali e ricorda che tale condotta può sfociare in una condanna per ingiuria. La Suprema Corte affronta l'argomento nell'ambito di un procedimento, aperto nei confronti di un 71enne che, in una lettera aveva offeso un uomo ricordandone «il suo essere gay» in riferimento a una vacanza che il destinatario della missiva aveva fatto in montagna con un marinaio e il suo allontanamento da un club sportivo frequentato da ragazzini.
Il tribunale di Ancona, in sede di rinvio (durante il primo processo d'appello l'imputato era stato assolto, ma il verdetto era stato annullato dalla Cassazione), aveva condannato il 71enne a 400 euro di multa per il reato di ingiuria, rilevando che le espressioni usate dall'imputato nella lettera «esprimevano riprovazione per le tendenze omosessuali del contraddittorie e un inequivoco ed intrinseco intento denigratorio riferito all'allontanamento da un luogo frequentato da minori. La prima sezione penale della Suprema Corte, con la sentenza 10248 ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato contro la sentenza di appello bis, rilevando che «correttamente» il tribunale di Ancona ha «svolto la sua funzione inquadrando per un verso il termine 'gay' utilizzato nella lettera agli episodi che la sentenza annullata aveva omesso di considerare, la vacanza con il marinaio e l'allontanamento dal club frequentato da minori e valutando le ulteriori accuse, presenti nella missiva ritenuta offensiva, come denigratorie, con giudizio di merito, logicamente motivato».
Nella lettera, infatti, l'imputato accusava anche la parte offesa di sottrazione di documenti pubblici dagli uffici municipali di Ancona, nell'ambito di una abusiva cancellazione di contravvenzioni, nonchè di aver favorito in un concorso pubblico la nipote dell'imputato. Per la Cassazione, il ricorso dell'imputato non può essere accolto neanche in relazione al fatto che tra le parti esistevano »rapporti tesi«, che avrebbero potuto, secondo il ricorrente, portare al riconoscimento della scriminante della provocazione: ciò, si legge nella sentenza, »è in contraddizione con il tempo trascorso rispetto ai fatti indicati come provocatori, poichè una lettera inviata dopo un giorno da essi, col corollario del tempo necessario per concepirla e scriverla, escludono in radice il concetto di immediatezza«. (Fonte Agi)
16:27 Scritto in GIUSTIZIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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16/11/2008
«L'errore non sarà più reato» Pronta la legge per i dottori
«L'errore non sarà più reato» Pronta la legge per i dottoriPer i cittadini sarà meno automatico poter citare i medici in giudizio. Nove cause su dieci si concludono con l'assoluzione. Santelli: depenalizziamo. Ma imperizia e negligenza resteranno punite
ROMA — Destino inesorabile per otto su dieci. Denunciati e trascinati in tribunale per sospetta malpractice. Accusati di aver sbagliato. Un rischio che i chirurghi devono mettere in preventivo e dal quale cercano di difendersi con tutte le armi. Ricorrendo ad esempio alla cosiddetta medicina difensiva, cioè prescrivendo al paziente cure, ricoveri, esami che in cuor loro ritengono superflui ma che risulterebbero solidi scudi in caso di processo. Ogni anno il sistema sanitario pubblico sborsa tra 12 e 20 miliardi per analisi di tipo precauzionale. Una proposta di legge appena depositata ha l'obiettivo di alleggerire «il disagio di fronte alla crescita prepotente del contenzioso medico legale e alla richiesta di risarcimento a tutti i costi».
Un progetto di depenalizzazione dell'errore medico annunciato già a giugno dal sottosegretario al Welfare Fazio, e auspicato dalle categorie dei camici bianchi, chiamati da famiglie e pazienti a sostenere battaglie giudiziarie infinite che in quasi 9 casi su 10 si concludono con l'assoluzione. Primi firmatari Iole Santelli (vicepresidente commissione Affari Costituzionali) e Giuseppe Palumbo (presidente Affari sociali), entrambi Pdl, il provvedimento introduce nel codice penale e civile una serie di aggiunte e nuovi articoli che definiscono la colpa professionale legata ad un atto medico e chiariscono i meccanismi del nesso di causalità. «Ora la giurisprudenza non dà margini di certezza, i tribunali decidono in modo discrezionale, non c'è uniformità e i cittadini possono fare causa contro tutti e tutto», spiega la Santelli. «Un conto sono imperizia e negligenza che continueranno ad essere punite e resteranno nell'ambito penale — aggiunge Palumbo —. Un altro sono gli errori che non derivano da omissioni o superficialità tecnico scientifica. E allora la causa è civile».
Insomma, sarà meno automatico per i cittadini citare il dottore in giudizio. La legge si affianca a quella già in discussione al Senato, avviata da Antonio Tomassini. Obiettivi «modesti», si spiega nella premessa: «Alleggerire la pressione psicologica sul medico e l'animo a volte vendicativo del paziente nei confronti dei sanitari, accelerare la soluzione delle vertenze giudiziarie». Particolare importanza viene attribuita alle caratteristiche dei periti, al ruolo delle assicurazioni e al consenso informato. Un anno di carcere per chi «sottopone una persona contro la sua volontà a un trattamento arbitrario». «Siamo il Paese col maggior numero di denunce contro la categoria, assieme al Messico — lamenta Rocco Bellantone, segretario della società italiana di chirurgia —. Solo in Italia i reati medici vengono puniti penalmente, altrove si dà per scontato che chi opera o prescrive una cura non ha un atteggiamento lesivo. Quando sbagliamo siamo accomunati a chi commette un omicidio in stato di ubriachezza». Tra gli specialisti più tartassati, i ginecologi-ostetrici, su cui pesa la doppia responsabilità di mamma e bambino. Tra le contestazioni più frequenti, il ritardato cesareo.
12:49 Scritto in SANITA' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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