06/04/2011

Fukushima, tappata oggi la falla del reattore 2 E si pensa all'azoto per evitare altre esplosioni

Fukushima, tappata oggi la falla del reattore 2 E si pensa all'azoto per evitare altre esplosioni

La Tepco, società che gestisce l'impianto nucleare duramente colpito dal sisma, ha detto che l'acqua altamente radioattiva ha smesso di fuoriuscire dal reattore danneggiato. Ha avuto successo l'operazione per tappare il buco nell'impianto

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30/03/2011

Giappone, le radiazioni in mare 3.355 volte superiori alla norma

Giappone, le radiazioni in mare 3.355 volte superiori alla norma

RICOVERATO il PRESIDENTE DELLA TEPCO: pressione arteriosa alta. Il tasso di iodio oltre i limiti di legge: pesca vietata. Il Governo pensa a coprire i reattori di Fukushima

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25/09/2010

Accelera la fusione nucleare: «Fra 15 anni energia dalle stelle»

Accelera la fusione nucleare: «Fra 15 anni energia dalle stelle»

Parla il direttore dell’European Fusion Development Agreement. Il professor Francesco Romanelli: «Stiamo lavorando per consegnare al mondo il reattore ITER»

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03/11/2009

La Corea del Nord lancia una nuova sfida "Riprocessato plutonio per armi nucleari"

La Corea del Nord lancia una nuova sfida "Riprocessato plutonio per armi nucleari"

 

Ripreso il trattamento di combustibile: Pyongyang potrebbe dunque costruire altre bombe atomiche nel reattore di Yongbyon, parzialmente smantellato due anni fa

 

Barre di combustibile nella centrale di Yongbyon (Afp)
Barre di combustibile nella centrale di Yongbyon (Afp)

La Corea del Nord lancia una nuova sfida alla comunità internazionale, annunciando di aver riprocessato ottomila barre di plutonio e di essere dunque in grado di produrre materiale fissile per armi nucleari. Ciò potrebbe consentire la costruzione di nuove bombe atomiche.

QUATTRO-SEI BOMBE - Il riprocessamento del combustibile nucleare è avvenuto nel reattore di Yongbyon, parzialmente smantellato due anni fa in cambio di aiuti economici, in base all'accordo raggiunto nei colloqui a sei con Corea del Sud, Cina, Usa, Giappone e Russia. Con il plutonio ottenuto, Pyongyang è in grado di produrre altri ordigni nucleari, oltre ai quattro-sei che si ritiene già possedere. La Corea del Nord ha effettuato due test nucleari, nel 2006 e a maggio di quest'anno. All' inizio di ottobre, in occasione della visita del premier cinese Wen Jiabao, il leader supremo Kim Jong-il ha detto di essere pronto a tornare al tavolo delle trattative ma chiede come primo passo un incontro diretto con rappresentanti statunitensi.


05/08/2009

Reattore prende fuoco, paura a bordo Evacuati i passeggeri di un aereo a Orly

Reattore prende fuoco, paura a bordo Evacuati i passeggeri di un aereo a Orly

 

Incendio sul velivolo della compagnia Vueling diretto ad Alicante poco prima del decollo dallo scalo parigino, otto passeggeri feriti in modo lieve

 

 

 

PARIGI - Il reattore di un aereo della compagnia Vueling ha preso fuoco poco prima del decollo dall'aeroporto parigino di Orly diretto ad Alicante (Spagna). Otto persone sono rimaste leggermente ferite nell'evacuazione del velivolo. Le fiamme sono state rapidamente domate dai pompieri e i 169 passeggeri, che erano a bordo, sono stati evacuati attraverso gli scivoli di emergenza. Lo ha reso noto la prefettura del dipartimento francese Val et Marne, sottolineando che «uno dei reattori ha preso fuoco» ma precisando che «l'incendio è stato subito circoscritto: l'allarme è stato lanciato alle 10.35 e il cessato allarme alle 11.09».

OTTO FERITI LIEVI - I passeggeri sono stati condotti in uno dei terminal dell'aeroporto. Un aereo di Vueling è arrivato alle 15 a Orly da dove è ripartito per trasportare i passeggeri ad Alicante (arrivo previsto alle 16.45). «Al momento dell'accensione del motore numero due un addetto sulla pista ha visto del cherosene che usciva e prendeva fuoco al di sotto del reattore», ha spiegato alla stampa Josè Luis Casado di Iberia, azionista di Vueling. Il comandante ha allora spento i motori ed evacuato i passeggeri. «È una misura spettacolare che ha potuto creare panico». Alcuni passeggeri hanno raccontato di aver visto un fumo nero provenire da uno dei reattori: «È stato il panico. Una hostess ha urlato, parlavano in spagnolo. Abbiamo sentito le sirene dei pompieri, ci hanno detto di uscire». I pompieri sono arrivati in meno di due minuti, uno stewart ha aperto le porte, ha azionato gli scivoli di sicurezza, mentre una hostess ha gridato di evacuare. Qualcuno dice di aver «sentito un'esplosione» altri di «non essersi accorti di nulla» prima che il personale di bordo li invitasse a scendere: «tutti hanno corso» e «si camminavano sopra» e «qualcuno piangeva, eravamo angosciati».

Fonte Corriere della Sera


18/06/2009

Fusione nucleare: costi più alti e tempi più lunghi del previsto

Fusione nucleare: costi più alti e tempi più lunghi del previsto

 

La data di accensione del reattore slitterà dal 2018 al 2025. Passa da 5 a 10 miliardi di euro il prezzo del megaprogetto internazionale «Iter»

 

Il plastico della centrale a fusione nucleare del progetto Iter (Afp)
Il plastico della centrale a fusione nucleare del progetto Iter (Afp)

Viene paragonato a un frammento di Sole racchiuso in una bottiglia che, almeno si spera, dovrebbe dare energia illimitata. Questa è l’immagine più semplice ed efficace per fare capire qual è l’obiettivo di «Iter», il megaprogetto di un prototipo di reattore a fusione nucleare con cui si vorrebbe ricreare, in uno speciale contenitore, lo stesso tipo di energia delle stelle. Un progetto ambizioso, a vasta partecipazione internazionale, che ripropone in chiave moderna il mito di Prometeo, il donatore del fuoco perpetuo al genere umano. Ma come l’infelice storia di Prometeo, anche quella di Iter corre il rischio di trasformarsi in un tormentone. Proprio mentre a Mito, in Giappone si sono riuniti i rappresentanti dei sette Paesi che hanno dato vita alla grande collaborazione scientifica (Stati Uniti, Unione Europea, Russia, Cina, Giappone, India e Corea) per fare il punto sullo stato dei lavori, la Bbc ha ripreso alcune indiscrezioni sulla preoccupante lievitazione dei costi del progetto e sui ritardi che potrebbe accumulare.

COSTI E TEMPI- I costi complessivi del progetto ITER sarebbero passati dalla previsione iniziale di quasi 5 miliardi di euro formulata nel 2001 a oltre 10 miliardi; i tempi di accensione del prototipo sarebbero slittati in avanti di alcuni anni, dal 2018 al 2025; e quanto alla speranza di arrivare a una filiera operativa di centrali a fusione nucleare, non si parlerebbe più di qualche decennio ma addirittura di un secolo. Il comunicato ufficiale uscito dalla riunione giapponese non fa cenno a questa sfilza di preoccupazioni e il direttore generale del progetto, il giapponese Kaname Ikeda, si limita a parlare genericamente della messa in opera di «un nuovo modello di cooperazione globale sotto agli occhi del mondo intero», e della sua fiducia che siamo «nella strada giusta per dimostrare che la fusione nucleare è una fonte di energia senza limiti e sicura». Ma le preoccupazioni diffuse dalla Bbc sono state confermate a Corriere.it dal professor Romano Toschi, che è il rappresentante italiano del Ministero della Ricerca Scientifica presso il Comitato consultivo Europeo sulla Fusione (CCFU): «Sono io stesso l’autore dell’ultimo Rapporto sui costi e posso precisare che, a causa soprattutto degli aumenti delle materie prime, calcoliamo che solo il contributo europeo alla realizzazione della macchina passerà dai circa 2,5 miliardi di euro a 5. E poiché l’Europa deve coprire circa il 45% della spesa, si può dedurre a quanto ammonterà il costo totale».

IL SITO - In conseguenza degli aumenti anche la quota di partecipazione italiana è destinata a raddoppiare, passando da circa 300 a 600 milioni di euro, almeno la metà dei quali, tuttavia, dovrebbero rientrare sotto forma di commesse alle nostre industrie che contribuiranno a costruire i vari pezzi della macchina. Il maggiore onere economico in assoluto sarà a carico della Francia che si è aggiudicata, in cambio, l’assegnazione del sito in cui sorgerà l’impianto. Si tratta di Cadarache, una sessantina di km da Marsiglia, dove, in un’area di 400 mila metri quadrati, sono già iniziati i lavori che ospiteranno il reattore e tutte le infrastrutture accessorie.

LA «BOTTIGLIA» - Quanto alla «bottiglia» in cui dovrà essere riprodotto un pezzettino di Sole, essa sarà costituita da un contenitore a forma di ciambella, un tokamak per usare il gergo dei fisici. Al suo interno un plasma di deuterio e trizio (due parenti stretti dell'idrogeno), tenuto sospeso da un intenso campo magnetico, sarà portato fino a temperature di 100 milioni di gradi. In queste condizioni fisiche i nuclei atomici di deuterio e trizio saranno forzati a incollarsi l'uno all'altro, avviando la reazione di fusione nucleare. Il processo darà luogo alla formazione di neutroni altamente energetici che libereranno il calore necessario al funzionamento di una turbina a vapore per la generazione di elettricità. Nei tanti tokamak realizzati finora il processo di fusione è durato solo una manciata di secondi, poi si è arrestato a causa di forti turbolenze. Iter dovrebbe riuscire a governare meglio il plasma per poter accendere e spegnere il processo di fusione secondo le necessità.

Franco Foresta Martin