12/03/2012
Famiglie, la spesa alimentare torna agli '80. Lo stipendio se ne va in benzina e trasporti. Andate in rosso un giorno? Vi costa 50 euro. Pil a -0, 4% ma l'Italia è in recessione calano investimenti e consumi della famiglie
Famiglie, la spesa alimentare torna agli '80. Lo stipendio se ne va in benzina e trasporti. Andate in rosso un giorno? Vi costa 50 euro. Pil a -0, 4% ma l'Italia è in recessione calano investimenti e consumi della famiglieLA CRISI. Studio di Intesa: spesa pro-capite ai livelli di 30 anni fa. E gli agricoltori confermano: le bollette hanno superato il cib.
L’indagine della Bocconi per Corriere Economia. È quanto si può arrivare a pagare se si sfora sul conto di 500 euro. E per un mese si toccano i 76 euro A pesare sono le spese sullo scoperto. E in Parlamento si è aperta la battaglia
L'ISTAT. Rivisto in positivo il tendenziale che prima era a -0,5%.
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23/02/2012
Crescita, riviste al ribasso le stime dell'Italia. Monti: «Bilancio in pari senza altre manovre»
Crescita, riviste al ribasso le stime dell'Italia. Monti: «Bilancio in pari senza altre manovre»Per Bruxelles il nostro Paese si può riprendere se lo spread resta sotto 370. Le stime aggiornate della Commissione europea: il Pil scenderà dell'1,3% nel corso del 2012; l'eurozona perde lo 0,3. PREVISIONI EUROZONA. Traguardo raggiunto nel 2013 grazie alla prudenza nei conti: «Le case di Spagna e Italia guardano al condominio Europa»
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04/01/2012
Juncker: «Europa sull'orlo della recessione». Inflazione annuale ai massimi dal 2008: 2,8%
Juncker: «Europa sull'orlo della recessione». Inflazione annuale ai massimi dal 2008: 2,8%«Nessuno lascia la moneta unica, la Grecia non sta pensando di tornare alla dracma». L'allarme del presidente dell'Eurogruppo: agire in modo adeguato al rallentamento economico. A dicembre i prezzi dei beni al consumo stabili rispetto a novembre (3,3%). A incidere soprattutto l'aumento dei carburanti
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21/12/2011
L'Istat : Pil in calo nel terzo trimestre. Prestiti Bce, richiesta boom dalle banche
L'Istat : Pil in calo nel terzo trimestre. Prestiti Bce, richiesta boom dalle banchePiazza affari in rialzo. Finanziamenti anti-crisi per 489 miliardi. Ghizzoni: «Le risorse andranno all'economia reale».
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02/02/2011
Scendono i redditi delle famiglie: -2,7%
Scendono i redditi delle famiglie: -2,7%LA CRISI. Rapporto Istat sui dati 2009. È il primo calo dal 1995. Il Nord più colpito, nel Mezzogiorno discesa contenuta
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08/07/2010
Crisi, il Fondo monetario vede la ripresa nel 2010
Crisi, il Fondo monetario vede la ripresa nel 2010L'Fmi rivede al rialzo le stime di crescita mondiali per l'anno in corso, mentre lascia invariate quelle per il 2011. Prevista anche un'espansione del pil italiano pari al + 0,9%. Il rischio recessione nei prossimi anni sembra essere fugato
Il Fondo monetario internazionale rivede al rialzo le stime di crescita mondiali per il 2010. Secondo l'Fmi l'economia globale si espanderà quest'anno del 4,6% (0,4 punti in più rispetto a quanto previsto in aprile), mentre per il 2011 la stima è invariata al +4,3%.
Il pil dell'Italia crescerà quest'anno dello 0,9%, a fronte del +0,8 stimato in precedenza; limata invece di 0,1 punti la stima 2011, quando è previsto che l'economia segnerà un +1,1%. Eurolandia s'espanderà nel 2010 dell'1,0% e nel 2011 dell'1,3%. Le economie avanzate cresceranno quest'anno del 2,6% e il prossimo del 2,4%.
Circa il rischio recessione, infine, è fortemente improbabile uno slittamento dell'economia globale per i prossimi anni, anche se "non è uno scenario del tutto improbabile". A dichiararlo è stato il capo economista del Fondo Monetario Internazionale Olivier Blanchard, presentando l'aggiornamento del World Economic Outlook e del Global Financial Stability Report. Secondo Blanchard è necessario che i Paesi tornino a livelli sostenibili di spesa. Il capo economista dell'Fmi ha inoltre sottolineato che lo yen è al momento correttamente valutato e non deve indebolirsi, per combattere la deflazione. Blanchard ha infine aggiunto che è ancora troppo presto per dire se la decisione della Cina sulla yuan avrà o meno impatto sui flussi di capitale nel Paese.
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26/02/2010
Robin Hood hacker
Robin Hood hacker
CRISI ECONOMICA. In Lettonia un anonimo usa internet e tv per rivelare al pubblico dati riservati su alcune banche e imprese locali, accusate di fare soldi sulla recessione
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| Un'immagine di Riga, in Lettonia |
È già un eroe tra la popolazione lettone il pirata informatico che smaschera pubblicamente le banche e le aziende di Stato che speculano sulla recessione in Lettonia, afflitta da una pesante crisi economica.
IL FURTO – Nome in codice «Neo»- come il protagonista del celebre film Matrix -, il misterioso hacker è infatti riuscito a violare i network degli istituti di credito del Paese e delle imprese locali, rubando i dati che svelano i dettagli della loro attività finanziaria. Ora, usando un account Twitter, sta riversando in rete le informazioni acquisite e via via le sta divulgando anche tramite la televisione, con il dichiarato intento di smascherare chi guadagna sulle difficoltà economiche dei cittadini.
EROE DEL POPOLO – Ovviamente i cittadini lettoni seguono con grande interesse gli aggiornamenti di Neo, che - come racconta BBC - dice di appartenere a un gruppo chiamato «Fourth Awakening People's Army» («Esercito popolare del quarto risveglio»), responsabile del furto elettronico di oltre sette milioni di documenti riservati di oltre mille aziende. Tra i dati rivelati vi sarebbero quelli che dimostrano che manager di alcune banche non hanno mantenuto la promessa di tagliarsi gli stipendi in risposta alla crisi, o che alcune imprese hanno chiesto aiuto finanziario al Governo per poi assegnare premi ai dirigenti. I cittadini riconoscono che quello commesso da Neo è un crimine e una violazione in piena regola, ma nonostante ciò lo considerano una sorta di eroe, un moderno Robin Hood virtuale, che smaschera i giochi dei potenti mettendoli nella condizione di dover rispondere pubblicamente delle proprie azioni. La polizia lettone e le autorità stanno indagando sul caso.
Alessandra Carboni
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03/09/2009
Ocse: ripresa prima del previsto, ma sarà lenta. Nel 2009 Pil italiano a -5,2%
Ocse: ripresa prima del previsto, ma sarà lenta. Nel 2009 Pil italiano a -5,2%
Segnali di rallentamento della caduta dell'economia anche per il nostro Paese: la stima di giugno era -5,5%, «ma i governi debbono continuare nei piani di stimolo alle economie».
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| Nel 2009 il Pil italiano, secondo l'Ocse, potrebbe calare meno del previsto (Emblema) |
MILANO - La recessione mostra i primi segni di rallentamento: il Pil delle principali economie mondiali (G7) dovrebbe scendere quest'anno del 3,7%. Lo prevede l'Ocse rivedendo la stima di giugno (-4,1%). Segnali di rallentamento della caduta dell'economia arrivano anche per l'Italia. Per il 2009 l'Ocse stima una diminuzione del prodotto interno lordo del 5,2%, a fronte del -5,5% stimato in giugno.
LE ALTRE ECONOMIE - Migliorano anche le stime sul Pil di Giappone (da un -6,8% a un -5,6%), Germania (da un -6,1% a un -4,8%), Francia (da un -3% a un -2,1%) e Canada (da un -2,6% a un -2,5%). Confermata invece la previsione che vede l'economia Usa contrarsi del 2,8%. Peggiorano invece le stime sulla Gran Bretagna, il cui Pil è visto in calo del 4,7%, una flessione maggiore del -4,3% calcolato a giugno. L'economia dell'eurozona, infine, è stimata in contrazione del 3,9%, contro il -4,8% della rilevazione precedente.
POLITICHE DI STIMOLO - Secondo l'Ocse i governi «debbono continuare nei piani di stimolo» alle economie dato che «la crescita della disoccupazione e la debolezza del mercato immobiliare continuano a comprimere i consumi». Nelle ultime settimane «abbiamo visto una serie di buone notizie» per il quadro economico globale e «la ripresa sembra a portata di mano», tuttavia, si legge nella nota «diversi fattori frenanti implicano che per un certo periodo di tempo la ripresa sarà lenta».
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30/03/2009
Crisi auto, Obama licenzia l'ad di Gm Chrysler-Fiat: 30 giorni per l'accordo
Crisi auto, Obama licenzia l'ad di Gm Chrysler-Fiat: 30 giorni per l'accordo
E in Francia salta il capo della Peugeot. General motors cede in borsa il 30%. Il presidente Usa: «I manager di Detroit non hanno fatto abbastanza. Sacrifici da parte di tutti»
| Rick Wagoner (Ap) |
DETROIT - Terremoti a catena nel mondo dell'auto: Rick Wagoner, presidente e amministratore delegato della General Motors, si è dimesso dopo le critiche del presidente Obama; in Francia è stato estromesso Christian Streiff, presidente del comitato di sorveglianza di Peugeot-Citroen; e il governo Usa ha fatto sapere che, se entro trenta giorni non sarà raggiunto un accordo con la Fiat, la Chrysler sarà lasciata fallire. Immediati i contraccolpi dei titoli automobilistici nelle Borse mondiali: Renault -6%, Peugeot -5,6%, Daimler -5,1%, Fiat -9,1%%.
BORSA USA - Ancora peggiore, se possibile, la reazione di Wall Street: in apertura di contrattazioni il titolo Gm apriva in calo del 29,83%.
CHRYSLER - Accordo con Fiat entro un mese o liquidazione. Responsabili dell’amministrazione statunitense, secondo la stampa americana, ritengono che la Chrysler non può funzionare come una compagnia indipendente nella situazione attuale. La Casa Bianca avrebbe quindi dato alla Chrysler trenta giorni di tempo per completare l'accordo con la Fiat mettendo sul piatto 6 miliardi di dollari se le due compagnie troveranno l'intesa prima della scadenza. La proposta di alleanza fra le due società prevede che la Fiat rilevi il 35% di Chrysler in cambio dell'accesso alla propria tecnologia. Entro un mese, inoltre, Chrysler dovrà raggiungere accordi per tagliare ulteriormente il proprio debito.
GENERAL MOTORS - Fritz Henderson, attuale direttore dello sviluppo, diventa amministratore delegato, dice un comunicato del colosso di Detroit, prendendo il posto di Wagoner, che era alla guida della società da otto anni. Un membro del consiglio d’amministrazione, Kent Kresa, sarà il nuovo presidente provvisorio. In un'intervista alla Cbs, Barack Obama aveva criticato duramente il comportamento dei colossi Usa dell'auto e alle 17 (ora italiana) annuncerà il piano auto, con ulteriori aiuti per General Motors e Chrysler: «Non hanno ancora fatto abbastanza per diventare essenziali, efficienti e competitivi. Vogliamo far loro capire che intendiamo avere un settore dell'auto che vada bene - ha aggiunto il presidente - Riteniamo di poter avere un mercato americano dell'auto di successo, ma dovrà essere davvero ripensato per uscire dalla crisi. Questo significa una serie di sacrifici da parte di tutti: manager, dipendenti, azionisti, creditori, fornitori. Tutti devono venire e sedersi attorno al tavolo dicendo quanto è importante prendere provvedimenti seri sulla via della ristrutturazione per mantenere un futuro roseo», ha aggiunto. Gm e Chrysler hanno chiesto complessivamente altri 21,6 miliardi in aiuti al Tesoro Usa per far fronte alla crisi dopo averne già avuti 17,4 miliardi. A Gm il governo concede due mesi per presentare un nuovo piano di taglio costi più incisivo di quello sottoposto in febbraio: nel frattempo l'amministrazione fornirà alla società il capitale necessario per continuare a operare.
PEUGEOT-CITROEN - Poche ore prima era arrivata dalla Francia la prima scossa: il consiglio di sorveglianza sotto la presidenza di Thierry Peugeot, ha licenziato in tronco il presidente del comitato, Christian Streiff, motivando la scelta con le «difficoltà eccezionali» che attraversa la società. Al suo posto è stato scelto Philippe Varin, già alla guida del gruppo siderurgico Corus, che assumerà la carica a giugno. Roland Vardanega assumerà l'incarico di amministratore delegato fino all'arrivo di Varin. Peugeot ha annunciato il mese scorso una perdita di 343 milioni di euro e ha fatto sapere che resterà in rosso fino al 2010.
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26/02/2009
Obama: «Più tasse per i ricchi E l'assistenza sanitaria sarà per tutti»
Obama: «Più tasse per i ricchi E l'assistenza sanitaria sarà per tutti»
Presentato Il piano finanziario usa. «Il mio è un bilancio onesto». Il presidente americano: «Impegno storico per riformare la sanità». Ancora aiuti alla finanza
| Barack Obama e Timothy Geithner |
WASHINGTON - «Sacrifici», soprattutto per i ricchi, ma anche maggiore equità sociale, con l'«assistenza sanitaria» per tutti gli americani. Barack Obama ha presentato così il piano di bilancio del governo federale degli Stati Uniti, dove è contenuto «un impegno storico per la riforma della sanità». Dalla finanziaria per l’anno fiscale 2010 emerge un quadro a tinte fosche: il deficit degli Stati Uniti infatti si dovrebbe attestare nel 2009 a 1.750 miliardi di dollari, il più alto dai tempi della Seconda guerra mondiale. E Obama, parlando di un bilancio corposo ma anche «onesto» («In passato altri bilanci per anni non hanno detto la verità», ha detto) ha annunciato che intende dimezzare il deficit entro la fine del suo primo mandato, nel gennaio 2013 e che sono stati già identificati risparmi per circa duemila miliardi di dollari.
SUSSIDIO PER DISOCCUPATI - Sulla sanità il presidente ha chiarito che il suo bilancio si prefigge di rendere l'assistenza più accessibile ai milioni di americani che hanno perso il posto. Obama ha parlato di un sussidio, in vigore dal 26 febbraio, che aiuterà sette milioni di americani che hanno perso il lavoro a conservare la mutua che avevano prima del licenziamento. La misura è compresa nel pacchetto di stimolo. «Sette milioni di americani avranno una cosa in meno di cui preoccuparsi quando vanno a dormire», ha detto Obama.
RINUNCE E SANITÀ - L'inquilino della Casa Bianca ha rivolto all'America un invito alle «rinunce» per uscire dalla crisi, in vista di «scelte difficili»: «Dovremo rinunciare a cose che ci piacciono ma che non ci possiamo permettere», ha detto il presidente spiegando inoltre che anche a livello di governo «sarà necessario tagliare cose che non ci servono per pagare quelle che servono», ovvero una grande riforma della sanità, per estendere a tutti l'assistenza pubblica, «anche tassando i più ricchi». Più in particolare per finanziare la nuova manovra che riguarda la sanità (la spesa prevista è di 634 miliardi di dollari) il presidente ha proposto il primo aumento delle tasse da 16 anni per le famiglie ad alto reddito (quanti guadagnano più di un quarto di milione di dollari all'anno) e una drastica revisione dei pagamenti alle assicurazioni private collegate a Medicare, la mutua per gli anziani.
RICCHI - Il piano di bilancio prevede di risparmiare svariati miliardi di dollari non rinnovando gli sgravi fiscali concessi all'amministrazione Bush ai già ricchi. Saranno interessati da questo provvedimento tutti gli americani che guadagnano oltre 250.000 dollari o 250.000 per le coppie sposate. Per i contribuenti oltre questa soglia, l'incidenza fiscale passerà rispettivamente dal 33% e dal 35% al 36% e al 39,6%.
TAGLI ALLA SPESA - Quanto al deficit, Obama ha spiegato che «soltanto in questi ultimi 30 giorni» la sua amministrazione ha identificato «riduzioni pari a 2mila miliardi, che ci aiuteranno - ha detto il presidente americano - a diminuire della metà il deficit entro la fine del mio mandato». Il presidente ha citato in particolare risparmi per 20 milioni con tagli nell'agricoltura, 200 milioni tagliando i fondi per le miniere abbandonate e riduzione per svariati programmi nella pubblica istruzione. Senza dare maggiore dettagli, Obama ha parlato di risparmi per quasi 50 miliardi riducendo sussidi eccessivi e sgravi fiscali.
GUERRE - Un capitolo a parte nella legge di bilancio è dedicato alle guerre. Obama, a tal proposito, non ha risparmiato stilettate all'amministrazione Bush. «Questo budget rivela i veri costi della guerra in Iraq» ha detto il presidente Usa ricordando la confusione intenzionale creata dal precedente inquilino della Casa Bianca sui reali oneri sopportati dal paese per finanziare le operazioni belliche nel paese. Obama ha previsto per le guerre in Iraq e in Afghanistan, dove intende rafforzare la presenza militare americana, spese pari a 130 miliardi di dollari nel 2010. Quest'anno le spese militari per le due guerre prevedono stanziamenti eccezionali per 75,5 miliardi, con richieste complessive del Pentagono pari a 141 miliardi. Complessivamente, le spese militari previste per l'esercizio 2010, che scatta il primo ottobre, sono pari a quasi 664 miliardi di dollari, in aumento dell'1,5%.
250 MILIARDI PER LE BANCHE - L'amministrazione Obama potrebbe chiedere inoltre al Congresso nuovi fondi per il maxi-salvataggio del sistema finanziario: altri 750 miliardi di dollari da mettere a disposizione delle istituzioni finanziarie travolte dalla crisi. È quanto emerge dalle prime indiscrezioni sul piano di bilancio, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Più in dettaglio - ha spiegato un funzionario dell'amministrazione - il provvedimento sarà inserito nella manovra di bilancio sotto la cifra di 250 miliardi perché, in base alla normativa vigente, bisogna registrare i costi netti del piano a carico dei contribuenti. La Casa Bianca - ha comunque precisato la fonte - ancora non ha deciso se per sostenere il settore finanziario, ci sarà bisogno di un aiuto di tale entità.
CITIGROUP - Citigroup, intanto, potrebbe annunciare già in giornata di aver trovato un accordo con il governo americano per nuove infusioni di capitale in cambio di una partecipazione a favore del Tesoro che potrebbe raggiungere il 40%. L'operazione si configura come una forma di «seminazionalizzazione». Non mancano però conseguenze potenzialmente gravi: la legge messicano, per esempio, impedisce a qualsiasi impresa controllata da un governo straniero in misura superiore al 10% di operare nel Paese. Il problema è che Citigroup controlla Banamex, il gruppo finanziario messicano che considera il suo gioiello della corona e di cui non vorrebbe affatto privarsi.
22:55 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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