23/08/2010
Torna in libertà Maniero, l'ex boss della mala del Brenta
Torna in libertà Maniero, l'ex boss della mala del Brenta"Faccia d'angelo" a 55 anni torna ad essere un uomo come tutti gli altri. Era stato condannato a 17 anni di reclusione: 11 per associazione per delinquere di stampo mafioso, con rapine, traffico di droga e sequestri, e 14 per sette omicidi
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22/06/2010
Il tesoro di Madoff: «Nascosti 9 miliardi»
Il tesoro di Madoff: «Nascosti 9 miliardi»Le voci: «Il finanziere ha versato i soldi sui conti di amici». Lo avrebbe confessato ai compagni di cella
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| Bernard Madoff (Afp) |
NEW YORK — «Prima di essere arrestato ho fatto in tempo a far sparire nove miliardi di dollari. Li ho trasferiti sui conti di tre persone di mia fiducia». L’ultima voce che esce dal carcere di Butner, in North Carolina, dove Bernard Madoff è recluso da quasi un anno (dei 150 che deve scontare), è anche la più clamorosa: il più grande truffatore della storia avrebbe raccontato ad alcuni compagni di cella di essere riuscito a sottrarre agli investigatori una parte consistente dei 65 miliardi frodati ai suoi clienti.
Ma lo stesso Madoff teme — ammesso che quello che dice sia vero — che il suo tesoro non sia affatto «al sicuro». L’identità dei tre amici ai quali l’ha affidato, infatti, sarebbe nota al suo ex luogotenente Frank DiPascali. E il recordman del crimine finanziario — scrive il New York Post sulla base delle confidenze ricevute da un detenuto — ritiene che DiPascali, che è in carcere e rischia una condanna a 125 anni di reclusione, stia usando queste informazioni per strappare una condanna più mite. In effetti, qualche mese fa gli investigatori del caso Madoff avevano inviato una lunga lettera a Richard Sullivan, giudice distrettuale della Corte di Manhattan, chiedendogli di comminare all’ex braccio destro di Madoff una pena molto ridotta in considerazione del contributo «straordinariamente importante » da lui dato alle indagini. La lettera (dieci pagine) pare che illustri in dettaglio tali contributi, ma proprio per questo è stata secretata.
Tutto vero? Un avvertimento a DiPascali? O, magari, è solo la sparata di un mascalzone dall’ego ipertrofico che, a parte qualche «incidente di percorso» (faccia spaccata a pugni), a Butner gode di una popolarità da grande star del crimine? Difficile dirlo con certezza. E, se di avvertimento si tratta, meglio non prenderlo troppo sottogamba, visto che nel carcere della Carolina Madoff frequenta assiduamente boss mafiosi del calibro di Carmine Persico, ex capo della cosca dei Colombo. Farsa o dramma? Tutta la vicenda Madoff, dal modo grottesco in cui ha costruito la sua megatruffa ai racconti di questo suo primo, seguitissimo anno di detenzione, oscilla tra i due estremi. «Quando è arrivato, il 14 luglio dell’anno scorso, sembrava una visita del presidente», ha raccontato un detenuto: «Elicotteri, sirene, mezzo carcere sprangato e tutti i detenuti che volevano avvicinarlo, toccarlo, avere l’autografo».
Madoff non firma nulla («poi se li vendono su eBay»), ma la popolarità nella quale è immerso non gli dispiace affatto. Non manca mai di vedere le trasmissioni che lo riguardano, insieme agli altri detenuti. E quando qualcuno lo apostrofa «Bernie, li hai fatti fessi, gli hai fregato milioni di dollari», lui corregge compiaciuto: «Miliardi amico, miliardi». Benché adulato dai detenuti— molti dei quali gli chiedono consigli finanziari — e circondato da amici di peso come Persico e Jonathan Pollard, un analista dei servizi segreti della US Navy che, si è scoperto, era in realtà una spia di Israele, Madoff ha vissuto anche momenti drammatici: a metà dicembre è stato trovato in una pozza di sangue, il naso rotto, il volto tumefatto, fratture ad alcune costole. Pare che sia il risultato di un tentativo di estorsione, ma «radiocarcere» ha parlato anche della vendetta di un cliente truffato. Bernard, interpretando alla perfezione il codice omertoso che vige dietro le sbarre, ha minimizzato con gli inquirenti: «Mi sono fatto male da solo cadendo: sono svenuto, colpa di un nuovo medicinale antidepressivo che mi è stato prescritto». Pare che ci sia stato anche un altro episodio di scontro fisico, ma meno grave: un diverbio con un detenuto finito a schiaffi e pugni.
Ma nel complesso Madoff non sembra soffrire troppo lo stato di reclusione: in un lungo reportage dal carcere, la rivista New York Magazine scrive che la detenzione ha restituito al re del crimine finanziario la possibilità di dire quello che pensa dopo il periodo delle indagini e del processo nel quale è stato costretto a fare la parte del pentito, a scusarsi con le sue vittime. «Vadano a farsi fottere », ha detto più volte ai suoi compagni di detenzione: «Li ho riempiti di soldi per vent’anni. Non gli bastavano mai, volevano investire sempre di più. E adesso mi faccio 150 anni. Dovevo uscire da questo gioco sei o sette anni fa». Insomma, una minitruffa che gli è sfuggita di mano. Ma, ora che è in carcere a vita, l'etichetta del maxitruffatore non gli dispiace. «La cosa che più l’ha fatto soffrire — dice un altro detenuto —— è il libro nel quale la sua amante Sheryl Weinstein ha raccontato la loro storia. Ha temuto di perdere la moglie. E’ lì che ha cominciato a imbottirsi di antidepressivi. Ma Ruth Madoff continua a venire a trovarlo».
Massimo Gaggi
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18/06/2010
Il consiglio dei ministri: «Piena e completa fiducia in De Gennaro»
Il consiglio dei ministri: «Piena e completa fiducia in De Gennaro»Il prefetto aveva messo a disposizione di Berlusconi l'incarico al vertice dei Servizi di Informazione e Sicurezza
| Gianni De Gennaro (Emblema) |
ROMA - Il giorno dopo la sentenza di condanna a un anno e 4 mesi per i fatti del G8 di Genova, l'ex capo della polizia Gianni De Gennaro ha presentato le proprie dimissioni ma, come si legge nel comunicato finale della riunione di venerdì, il Consiglio dei ministri gli «ha collegialmente confermato all'unanimità «piena e completa fiducia». A svelare le dimissioni, lo stesso comunicato di Palazzo Chigi quando scrive: il prefetto «aveva correttamente e con alto senso dello Stato messo a disposizione del Presidente del Consiglio il proprio incarico».
PROSEGUIRE - Poi prosegue: «Il Consiglio, manifestando vivo apprezzamento e plauso per il lavoro finora svolto, ha invitato il Prefetto De Gennaro a proseguire con lo stesso spirito e con lo stesso impegno - conclude il passaggio del documento finale del Cdm - nel suo incarico al vertice dei Servizi di Informazione e Sicurezza».
Redazione online
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24/02/2010
Disabile vessato;condannati tre dirigenti di Google
Disabile vessato;condannati tre dirigenti di Google
Inflitti sei mesi di reclusione. Per non avere impedito nel 2006 la pubblicazione di un video che mostrava un minore affetto da sindrome di Down insultato e picchiato da quattro studenti
Il tribunale di Milano ha condannato tre dirigenti di Google accusati di diffamazione e violazione della privacy per non avere impedito nel 2006 la pubblicazione sul motore di ricerca di un video che mostrava un minore affetto da sindrome di Down insultato e picchiato da quattro studenti di un istituto tecnico di Torino.
LE CONDANNE - A tre imputati sono state inflitti sei mesi di reclusione. In particolare il giudice ha condannato a sei mesi di reclusione (pena sospesa), David Carl Drummond, ex presidente del cda di Google Italy e ora senior vice presidente, George De Los Reyes, ex membro del cda di Google Italy e ora in pensione, e Peter Fleischer, responsabile delle strategie per la privacy per l'Europa di Google Inc. I tre sono stati condannati per il capo di imputazione di violazione della privacy, mentre sono stati assolti per quello relativo alla diffamazione. È stato assolto invece Arvind Desikan, responsabile del progetto Google video per l'Europa, a cui veniva contestata la sola diffamazione. Il video con le vessazioni al disabile venne girato da quattro studenti nel maggio 2006 e poi caricato su Google Video l'8 settembre, dove rimase, cliccatissimo nella sezione «video più divertenti», fino al 7 novembre, prima di essere rimosso.
LE MOTIVAZIONI - «Il diritto d'impresa non può prevalere sulla dignità della persona». Questo, secondo il procuratore aggiunto Alfredo Robledo che con il pm Francesco Cajani ha sostenuto l'accusa, è il significato della sentenza emessa dal giudice Oscar Magi. «Finalmente -aggiunge il magistrato- si è detta una parola chiara. Al centro di questo procedimento era la tutela della persona attraverso, appunto, la tutela della privacy. Il resto è un fatto fenomenico. Sono certo che questa sentenza uscirà dall'aula del tribunale di Milano e farà finalmente discutere su un tema che è fondamentale».
PRIMO CASO - Quello che si è concluso oggi in primo grado, davanti al giudice monocratico della quarta sezione penale Oscar Magi, è il primo procedimento penale anche a livello internazionale che vede imputati responsabili di Google per la pubblicazione di contenuti sul web. Il giudice ha disposto la pubblicazione per estratto della sentenza su Corriere della Sera, Repubblica e Stampa.
RISARCIMENTI - Non hanno ottenuto risarcimenti le due parti civili costituite, ossia il comune di Milano e l'associazione «Vividown», poiché la loro posizione era legata solo al reato di diffamazione contestato agli imputati. Nelle scorse udienze i familiari del minore disabile avevano ritirato la querela nei confronti dei dirigenti di Google.
Redazione online
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12/10/2009
Fabrizio Corona condannato a 4 mesi
Fabrizio Corona condannato a 4 mesi
Convertiti in un totale di 4.560 euro di sanzione. Per detenzione e spendita di banconote false e detenzione e ricettazione di una pistola
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| Fabrizio Corona (Olycom) |
MILANO - Fabrizio Corona è stato condannato a quattro mesi di reclusione e 300 euro di multa per detenzione e spendita di banconote false e detenzione e ricettazione di una pistola. Il tutto è stato convertito in una sanzione da 4.560 euro. La sentenza è stata emessa dal giudice per l'udienza preliminare di Milano Mariolina Panasiti al termine del processo con rito abbreviato. La condanna va in continuazione con la pena patteggiata a, 18 mesi a Orvieto per la detenzione di banconote dello stesso stock che Corona aveva cercato di rifilare a un benzinaio.
ALTRI PROCESSI - Il pm aveva chiesto la condanna a due anni di reclusione. Corona è attualmente sotto processo a Milano per estorsione e tentata estorsione ai danni di vip del mondo dello sport e dello spettacolo. Il 28 ottobre ci sarà la requisitoria del pubblico ministero. Il fotografo inoltre rischia un altro processo per aver corrotto tramite un legale una guardia carceraria al fine di far entrare dentro il carcere milanese di San Vittore una macchina fotografica. Il pm ha già presentato la richiesta di rinvio a giudizio. L’udienza preliminare si celebrerà entro la fine dell’anno.
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16/10/2008
Travaglio condannato a 8 mesi
Travaglio condannato a 8 mesiCondannata anche il direttore del periodico daniela hamaui a 5 mesi di reclusione. Diffamò Previti in un articolo scritto per l'Espresso nel 2002. Sanzionato anche con 100 euro di multa
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| Marco Travaglio |
ROMA - Il tribunale di Roma ha condannato il giornalista Marco Travaglio (collaboratore tra l'altro della trasmissione di Rai2 «Anno Zero» condotta da Michele Santoro) a 8 mesi di reclusione e 100 euro di multa per diffamazione ai danni dell'ex ministro della Difesa e parlamentare di Forza Italia Cesare Previti in relazione ad un articolo pubblicato dal settimanale «L’Espresso» il 3 ottobre del 2002 dal titolo: «Patto scellerato tra mafia e Forza Italia».
Il giudice ha deciso anche un risarcimento di 20 mila euro per Previti. E’ stata condannata anche Daniela Hamaui, come direttore responsabile del settimanale, a 5 mesi e 75 euro di multa. Per entrambi gli imputati la pena è sospesa.
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