13/04/2012
Taranto, 15 tonnellate di carburante si riversano in mare, inquinati 800 mq
Taranto, 15 tonnellate di carburante si riversano in mare, inquinati 800 mqINQUINATO IL MAR GRANDE. Mercantile panamense perde liquidi ma non risultano falle. «Errore durante lo svuotamento delle casse di zavorra»
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03/09/2010
Messico, scontro a fuoco con l'esercito uccisi 25 narcotrafficanti
Messico, scontro a fuoco con l'esercito uccisi 25 narcotrafficantiIl gruppo era stato localizzato durante un volo di ricognizione. Nell'operazione liberati tre ostaggi, recuperate 25 armi da fuoco, 4 granate e 23 veicoli
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15/06/2010
Sentenza Ue: i contributi per i decoder dtt sono aiuti di Stato , vanno recuperati
Sentenza Ue: i contributi per i decoder dtt sono aiuti di Stato , vanno recuperatiMediaset perde il ricorso: «Misura che avvantaggia le emittenti digitali terrestri a danno di quelle satellitari», ora l'italia deve procedere al recupero nei confronti dei beneficiari
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| Pier Silvio Berlusconi vice-presidente del Gruppo Mediaset (Imagoeconomica) |
MILANO - Il contributo italiano per l'acquisto dei decoder del digitale terrestre è un aiuto di Stato e deve essere recuperato: è quanto stabilisce la Corte di giustizia della Ue, che ha respinto un ricorso di Mediaset. Nella sentenza il tribunale europeo ha respinto in toto il ricorso presentato da Mediaset per ottenere l'annullamento della decisione della Commissione europea che - qualificando per l'appunto il contributo come aiuto di Stato a favore delle emittenti digitali terrestri che offrivano servizi di televisione a pagamento, in particolare servizi "pay per view", nonché di operatori via cavo fornitori di servizi televisivi digitali a pagamento - imponeva all'Italia di procedere al recupero, nei confronti dei beneficiari, dell'aiuto e dei relativi interessi.
AIUTO DI STATO - «Il contributo italiano concesso per l'acquisto o la locazione di decoder digitali terrestri costituisce un aiuto di Stato e deve essere recuperato», si legge nella sentenza della Corte di giustizia della Ue. «La misura - spiega la Corte - non è neutra dal punto di vista tecnologico e attribuisce alle emittenti digitali terrestri un vantaggio diretto a danno delle emittenti satellitari».
Redazione online
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19/03/2010
Sì al dl incentivi, fondo da 300 milioni Previsti sconti per l'acquisto di cucine
Sì al dl incentivi, fondo da 300 milioni Previsti sconti per l'acquisto di cucine
I soldi per finanziare il fondo saranno trovati con il recupero dell'evasione fiscale. Il Cdm vara il decreto che finanzia il fondo a sostegno dei settori in crisi. Bersani: «Queste cose non servono»
MILANO - Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge sugli incentivi. Il fondo che sarà attivato allo Sviluppo economico per sostenere i settori colpiti dalla crisi sarà di 300 milioni, che dovrebbero arrivare dal recupero dell'evasione fiscale. Il decreto è piuttosto contenuto: solo 5 articoli, compreso l'ultimo che stabilisce l'entrata in vigore della legge. Il fondo - prevede sempre il provvedimento - potrà essere però successivamente incrementato con altre risorse da parte del ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il ministero dell'Economia. Per il ministro della Pubblica amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, il decreto approvato dal governo rappresenta «un importante provvedimento di rilancio dei settori economici in crisi». Critico invece il leader del Pd Pier Luigi Bersani. «Non credo che siano queste le cose che servono, serve spingere sull'innovazione, sui problemi strutturali della piccola impresa e dare degli orizzonti, aiutare la ricerca e l'internazionalizzazione» ha detto il segretario dei democratici.
SCONTI SULLE CUCINE - Il decreto, stando a quanto contenuto nella bozza, prevede fino a 1.000 euro di sconto sulle cucine. È previsto un contributo, sotto forma di riduzione, «per il 10% del costo e nel limite massimo di singolo contributo pari a 1.000 euro, per la sostituzione dei mobili per cucina in uso con cucine componibili ed elettrodomestici da incasso ad alta efficienza».
PORTI - Nel decreto legge incentivi è stato previsto tra le altre cose, un fondo con una dotazione iniziale di 80 milioni di euro destinato a finanziare, da subito, le opere infrastrutturali nei porti di rilevanza nazionale. Lo ha spiegato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, aggiungendo anche che «il fondo sarà ripartito con decreto interministeriale tenendo conto della gestione più virtuosa dei porti. Si tratta indubbiamente - osserva Matteoli in una nota - di un ulteriore segnale dell'attenzione che il governo vuole dedicare ai porti e al loro rilancio, in particolare allo sviluppo degli investimenti in infrastrutture per competere in un mercato complesso e globale che registra i primi sintomi di ripresa».
Redazione online
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28/11/2009
Crisi, Confindustria: economia pronta ad accelerare da fine anno
Crisi, Confindustria: economia pronta ad accelerare da fine anno
IL BOLLETTINO MENSILE. Il Centro studi dell'associazione degli industriali: «Tra fine 2009 e inizio 2010 il consolidamento della ripresa»
ROMA - Dopo il rimbalzo più forte dell'atteso del Pil mondiale nel terzo trimestre, gli indici congiunturali puntano al consolidamento della ripresa tra fine 2009 e inizio 2010. Lo si legge nell'analisi mensile del centro studi di Confindustria.
INDICATORI IN RECUPERO - L'indice Pmi manifatturiero negli Usa, si legge nell'analisi di novembre del Csc, a ottobre è salito ai massimi dal giugno 2007; nell'Eurozona a novembre è al top da marzo 2008. Il recupero è esteso anche al terziario, ma nell'industria il divario rispetto ai valori pre-crisi rimane molto più ampio e lungo da colmare, a fronte dell'accresciuta concorrenza internazionale sia tra paesi industriali che si trovano nelle medesime condizioni sia dagli emergenti. La persistente debolezza del dollaro, cui è agganciato lo yuan cinese, rende più arduo lo scenario competitivo per l'Eurozona, osserva il Centro studi di Confindustria. Il rialzo delle materie prime, se conferma la migliorata domanda globale di manufatti, erode i margini di profitto già compressi nei sistemi, come la Germania e l'Italia, dove la crisi ha provocato una più marcata caduta della produttività.
ITALIA - Guardando all'Italia, il balzo estivo della produzione industriale (+4%) ha lasciato il posto a una graduale risalita in ottobre-novembre, mentre restano deboli ordini e fatturato; le attese di produzione delle imprese puntano a nuovi incrementi nei prossimi mesi, partendo da livelli sempre molto bassi. Nei Bric (Brasile, Russia, India e Cina) la crescita è sostenuta dai consumi, deboli solo in Russia. Le aziende italiane si orientano con decisione verso quei mercati più dinamici, ma spesso è ampio il distacco con la Germania. È diffuso il miglioramento degli acquisti di macchinari, ostacolati però da credito difficile e ampia capacità inutilizzata. Bce e Fed, ricorda il Csc, stanno ritirando l'espansione non convenzionale, terranno fermi i tassi ufficiali a lungo.
10:43 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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18/08/2009
In sette mesi evasi all'estero 3,3 miliardi
In sette mesi evasi all'estero 3,3 miliardi
I dati della Guardia di finanza. Di questi, 1,1 miliardi sono stati rintraccaiti nei paradisi fiscali. Evasione dell'Iva pari a 1,8 miliardi
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| (Agf) |
ROMA - Nei primi sette mesi dell'anno sono stati evasi all'estero 3,3 miliardi di euro. Il dato è stato diffuso dalla Guardia di finanza. Di questi, 1,1 miliardi sono stati rintraccaiti nelle transazioni e nelle operazioni finanziarie con i cosiddetti paradisi fiscali. Oltre 600 milioni di euro sono stati accreditati a danno di soggetti e imprese che avevano falsamente spostato all'estero la propria residenza o la sede della propria attività. Altri 1,6 miliardi sono a carico di imprese estere che, operanti in Italia, non dichiaravano nulla al fisco.
DATI - Si tratta, sottolineano le Fiamme Gialle, di «valori in linea con i risultati del corrispondente periodo del 2008, che si è chiuso con i risultati più alti di sempre». Da gennaio a luglio sono state effettuate 5.690 indagini, verifiche e controlli contro l'evasione e le frodi fiscali internazionali e i trasferimenti illeciti di capitale all'estero. L'Iva evasa per frodi scoperte nelle indagini su «triangolazioni commerciali ricorrendo a società cartiere e fatture per operazioni inesistenti» è pari a 1,8 miliardi con 3.557 soggetti denunciati, «pari al 17% in più rispetto allo scorso anno». I titoli e la valuta sequestrati nei controlli alle frontiere ammontano a 396 milioni di euro, con «1.185 soggetti sorpresi a portare al seguito denaro o titoli per valori superiori a 10 mila euro».
16:46 Scritto in FISCO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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