07/07/2009

Tv, Sky scavalca Mediaset

Tv, Sky scavalca Mediaset

 

Relazione annuale al Parlamento del garante nella comunicazione. I ricavi: Rai 2.723 milioni, Sky Italia 2.640, Rti 2.531. Richiamo di Calabrò: «Nei Tg più completezza»

 

 

Berlusconie Murdoch (Imagoeconomica)
Berlusconi e Murdoch (Imagoeconomica)

Sky diviene il secondo gruppo televisivo italiano per ricavi, dopo la Rai che mantiene la supremazia, e prima di Mediaset che scende al terzo posto. È quanto rileva la Relazione annuale al Parlamento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presentata dal presidente Corrado Calabrò alla Camera. I ricavi per operatore risultano così distribuiti: Rai 2.723 milioni di euro, Sky Italia 2.640 milioni, Rti (Reti televisive italiane, la società cui fa capo Mediaset) 2.531 milioni. «La Rai è ancora la principale media company italiana - si legge nella Relazione - con oltre 2,7 miliardi di euro di ricavi anche se in decremento rispetto al 2007 a causa della flessione della pubblicitá (-3,6%). Sky Italia consolida la sua posizione, divenendo addirittura il secondo gruppo televisivo per ricavi». «Il gruppo Mediaset (che scende al terzo posto con un calo della pubblicità dello 0,3%) vede il rafforzamento della propria offerta a pagamento sulla piattaforma digitale terrestre (passando da 125 a 199 milioni di euro». Per l'Agcom si tratta di una struttura caratterizzata dalla presenza «ormai comparabile di tre soggetti, con una posizione simmetrica in termini di ricavi complessivi del settore» tv.

NUOVO PANORAMA - «Ne emerge - nota Corrado Calabrò, presidente dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni nella sua relazione annuale al Parlamento - una struttura dominata dalla presenza, ormai comparabile, di tre soggetti, con una posizione simmetrica in termini di ricavi complessivi del settore televisivo». Mediaset «è leader nella pubblicità e nuovo concorrente nelle offerte a pagamento»; Sky è «di gran lunga leader nella pay tv e nuovo concorrente nella pubblicità"; mentre Rai «mantiene le classiche posizioni attraverso una quota di rilievo nella pubblicità e prelevando le risorse residue del canone». Più in generale, aggiunge il garante, «il fatturato pubblicitario si è contratto portando la quota al 46,4% del totale, mentre, seguendo la tendenza mondiale, è sensibilmente aumentata la componente a pagamento (+12%)».

JAMES MURDOCH: «È SOLO L'INIZIO» - «È solo l'inizio» ha commentato con un sorriso James Murdoch, presidente di Sky Italia, amministratore delegato di New Corporation per Europa e Asia, dopo la relazione dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che ha certificato per il 2008 il sorpasso di Sky su Mediaset nei ricavi. «L'azienda va bene - risponde ai cronisti James Murdoch - e siamo molto orgogliosi. Il mercato è ampio, c'è spazio per altri soggetti: più competizione vuol dire più dinamismo. Speriamo di continuare a crescere, potranno farlo anche gli altri. I clienti sono felici - conclude - e vogliamo renderli ancora più soddisfatti».

CONFALONIERI: «IMPORTANTE E' FARE UTILI» - «Prendo atto del sorpasso» di Sky Italia sui ricavi rilevato dal presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Corrado Calabrò ai danni di RTI. Fedele Confalonieri, al termine della relazione annuale dell'Agcom sottolinea che «l'importante è la bottom line, è fare gli utili. Ci davano del monopolista...»


PROBLEMA DI COMPLETEZZA NELL'INFORMAZIONE - Calabrò ha poi osservato che nel panorama dell’informazione televisiva «emerge un problema di completezza e obiettività dell’informazione, specie nei telegiornali, anche al di fuori del periodo elettorale». Parlando a Montecitorio, Calabrò lamenta anche come sia rimasta "scetticamente inevasa l’esigenza della riforma della Rai, tuttavia irrinunciabile se non altro per dare alla gestione maggiore efficienza e alle testate maggiore indipendenza alla politica".


02/07/2009

Il Garante: «La Rete aiuta la democrazia ma i dati personali vanno tutelati»

Il Garante: «La Rete aiuta la democrazia ma i dati personali vanno tutelati»

 

Relazione annuale del presidente Francesco Pizzetti al Parlamento. Blog e social network aiutano la comunicazione mondiale. In Italia: «No a sanzioni per i giornalisti»

 

Francesco Pizzetti (Ansa)
Francesco Pizzetti (Ansa)

ROMA - Un occhio all'informazione globale e un altro a quella del nostro paese. Il Garante per la protezione dei dati personali Francesco Pizzetti ha svolto la sua relazione annuale al Parlamento. «Dai blog ai social network fino al recentissimo, e già quasi invecchiato, sistema twitter ha detto Pizzetti - sempre di più oggi l'informazione è il prodotto di una comunicazione continua e collettiva a livello mondiale». Il presidente del Garante ha poi aggiunto che «quanto sta avvenendo in Iran dimostra che su questi strumenti, e specialmente sui più innovativi, poggia una forma di resistenza democratica mai immaginata prima».

NO ALLE SANZIONI PENALI CONTRO I GIORNALISTI ITALIANI - Venendo all' Italia «per quanto riguarda le nuove regole relative ai limiti della pubblicabilità delle informazioni acquisite e trattate dai giudici» il Garante per la protezione dei dati personali ritiene opportuna una nuova disciplina, ma «ribadisce perplessità sul ricorso a sanzioni penali a carico dei giornalisti» ha detto il presidente Francesco Pizzetti in Parlamento. «Peraltro - ha aggiunto - non tocca all'Autorità fissare le regole che presiedono al rispetto della libertà di informazione garantita dalla Costituzione, se non quando siano concretamente in discussione eventuali e puntuali violazioni della riservatezza dei cittadini». A suo avviso infatti «non c'è ragione di ritenere che la regolazione in via generale della libertà di stampa abbia una diretta e immediata connessione con la tutela della privacy, che deve essere sempre valutata caso per caso».

DIFFUSIONE DEI DATI PERSONALI - Il Garante per la protezione dei dati personali ha poi anche apprezzato «ogni azione intesa ad aumentare l'efficienza della pubblica amministrazione e a incrementare l'uso di tecnologie per accelerare e rendere più agevole il rapporto con i cittadini». Ma c'è anche un allarme: «Non possiamo non sottolineare la pericolosità della diffusione in rete senza adeguate misure di protezione e di controllo, dei milioni di dati personali che l'amministrazione quotidianamente tratta». Al fine di combattere «inefficienze e assenteismo - inoltre - può essere sufficiente la pubblicazione aggregata dei dati e una efficace tempestività nel colpire i singoli in difetto».

I NUOVI PROBLEMI CHE NASCONO CON GLI ARCHIVI ONLINE - «Qualunque fatto del passato» contenuto negli archivi on line dei giornali e delle testate televisive «viene riproposto nel presente. Il che, collegato con i motori di ricerca e con la loro caratteristica di decontestualizzare le notizie catturate in rete, provoca problemi inediti, potenzialmente lesivi della vita delle persone». È questa un'altra perplessità espressa dal presidente dell'autorità garante della privacy, Francesco Pizzetti nel rapporto 2008. «Il passato diventa un eterno presente e non vi è più possibilità di sperare che vicende anche dolorose, appartenenti ad anni lontani della esistenza di una persona cadano nell'oblio, confinate negli archivi tradizionali». Molto resta quindi da fare per risolvere il problema «dalle implicazioni imprevedibili».

ALLARME SPAM - Altro allarme: «il fenomeno dello spam continua a crescere». Un problema che «non comporta solo aggravi per gli utenti. Attraverso questi messaggi e-mail possono» infatti «essere trasmessi anche programmi spia e software "maligni", che determinano furti e manipolazione dei dati contenuti nei computer e spesso danni irreparabili ai programmi installati».