14/08/2010
Remake di Scarface: il protagonista è Fabrizio Corona
Remake di Scarface: il protagonista è Fabrizio CoronaSono iniziate le riprese del film in cui il chiacchierato fotografo veste i panni che furono di Al Pacino. Per il ruolo di protagonista femminile le candidate sarebbero Paris Hilton e Noemi Letizia. La pellicola sarà nelle sale nel 2011
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12/07/2010
Magic Italy: la parodia corre sul web
Magic Italy: la parodia corre sul webLo spot con cui il presidente del Consiglio Berlusconi promuove il turismo in Italia diventa subito oggetto di remake e sberleffi su Internet. E’ la satira ai tempi della rete
Al posto del David di Michelangelo i rifiuti di Napoli, invece della fontana di Trevi un ecomostro qualsiasi, non più Venezia ma l’Aquila sventrata. E poi, ancora, la strage di Capaci, gli scontri negli stadi, “l’harem” di Villa Certosa. Un po’ di montaggio, qualche fotoritocco, tanta ironia e sotto la voce di Silvio Berlusconi che esalta la “magica Italia” non scorrono più le meraviglie del nostro Paese ma immagini di degrado, sofferenza e sberleffi sarcastici.
E’ la satira ai tempi di Internet, quando uno spot promozionale del turismo italiano a cui il presidente del Consiglio ha prestato la sua voce diventa in pochi giorni oggetto di video-parodie e remake su YouTube. Decine di versioni “alterate” in cui la “magic Italy” pensata dal ministero del Turismo per promuovere il marchio Italia nel mondo si trasforma nel suo opposto.
Mentre Berlusconi esalta un Paese “fatto di cielo, di sole, di mare” scorrono carrellate di foto in cui a farla da padrone sono spazzatura, violenza negli stadi e scempi edilizi . Dal Belpaese rivisto ironicamente sul Web esce Portofino ed entra prepotentemente il terremoto de l’Aquila: sia per quanto riguarda la devastazione della città sia in relazione alla manifestazione dei terremotati abruzzesi del 7 luglio scorso e relative cariche della polizia.
E visto che l’Italia, come dice lo spot, è anche la “storia” ecco che qualcuno si prende la briga di accompagnare la voce suadente del premier con una personalissima (e per niente rassicurante) selezione di fatti che hanno caratterizzato la nostra nazione nel tempo: dall’incontro Mussolini-Hitler, alla strage di Capaci passando per Piazza Fontana e Licio Gelli
In certi casi lo sport rivisto e corretto diventa un’occasione per attaccare più direttamente il premier. Come nel video in cui sono messi in sequenza alcuni momenti caldi dell’epopea berlusconiana : le foto osé di villa Certosa, i complimenti focosi a Michelle Obama sotto lo sguardo gelido del marito, la foto di un giovane Berlusconi con Bettino Craxi. Più velenoso, elaborato e “scorretto” il remake che mescola le parole del premier impegnato a decantare lo Stivale con le immagini delle dichiarazioni in aula del pentito Gaspare Spatuzza che nomina Berlusconi e Dell’Utri.
Proprio questi ultimi video che prendono di mira più direttamente Berlusconi (così come quello in cui l’inquilino di Palazzo Chigi diventa Dart Vader, il cattivo di Guerre Stellari, sono gli esempi tipici esempi del fenomeno chiamato “politics busting”. Vale a dire, la pratica sempre più frequente di distorcere messaggi politici seri e istituzionali e farli circolare in rete in versione caricaturale. Una tendenza così diffusa che Henry Jenkins, studioso americano che si è occupato dell’argomento, ha chiamato “democrazia di Photoshop”. Quella in cui a un cittadino bastano un po’ di nozioni di fotoritocco e montaggio per rielaborare a piacimento il discorso politico.
Raffaele Mastrolonardo
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06/06/2010
L'ultima zingarata di Firenze, il tributo ad "Amici miei" (quello vero)
L'ultima zingarata di Firenze, il tributo ad "Amici miei" (quello vero)LA STORIA. In mille vestiti a lutto per il corto-remake dell'ultima scena del funerale del Perozzi. Con polemica
FIRENZE - Mille persone vestite a lutto in un'afosa domenica di giugno a Firenze. Tutti insieme per una 'zingarata' vera che sa molto anche di sberleffo collettivo: girare il corto-remake dell'ultima scena di 'Amici Miei', quella del funerale di Giorgio Perozzi, (il giornalista de La Nazione
interpretato da Philippe Noiret), nell'ultima scena del film-cult di Mario Monicelli del 1975.
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| Il funerale dell'Ultima Zingarata (Foto Deleo) |
In mille per un tributo a un film mai dimenticato in città. Un tributo a un grande regista, a dei meravigliosi attori e a quello spirito zingaro, cinico e anche amaro di Firenze. Un tributo all'anima vera di una città polemica e litigiosa ma che non dimentica mai gli amici, soprattutto gli «Amici miei», quelli veri. Nel film di Monicelli poche persone dietro alla bara del Perozzi in una fredda giornata d'inverno. Oggi, nel caldo pomeriggio di una primavera già estiva, in mille (compresa «la banda, i militari e le puttane») per l'ultimo saluto al Perozzi e ad un film che fa parte ormai dell'anima di Firenze. Un'anima oggi un po' offuscata rispetto a trantacinque anni fa ma sempre viva.
L'idea folle (e geniale) è di Federico Micali, giovane regista già autore tra l'altro di un bel film sul cinema Universale, altro luogo "mitico" di una Firenze che non c'è più. Un'idea che è anche una velata polemica a distanza nei confronti di un remake come quello che sta girando in questi giorni il reigista Neri Parenti ("Amici miei 400") e che in città non ha sollevato entusiasmi. «In un momento di rinnovato "interesse" per un film cult come "Amici Miei" - spiega Micali- ci fa immensamente piacere questo evento che ha coinvolto tutta la città e rinnovato l'affetto per questo grande, inimitabile, capolavoro della commedia all'italiana. Non poteva esserci un modo migliore di una "zingarata" che affonda le sue radici proprio nel film per trasformarsi in una clip che ne restituisca il senso dolce-amaro. Anche in questo senso, la partecipazione di Monicelli è per me e per tutti noi una grandissima soddisfazione». E Monicelli ha partecipato davvero (anche se a distanza e via audio). Sabato Micali è andato nella sua casa in Maremma dove ha girato (commosso) alcune riprese che inserirà in questo cortometraggio «che spero riusciremo a portare al festiva di Venezia». In più il maestro ha voluto inviare un audio-saluto a tutti i partecipanti dell'ultima zingarata studiata e realizzata in perfetta sintonia con quelle dell'indimenticabile quintetto Necchi (Duilio Del Prete)-Melandri (Gastone Moschin)-Perozzi (Philippe Noiret)-Sassaroli (Adolfo Celi)-Mascetti (Ugo Tognazzi).
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| La scena del funerale del Perozzi nel film "Amici Miei" di Monicelli |
«Sarebbe stato bello se il finale di 'Amici miei' fosse stato davvero così: con i militari, la banda di Fucecchio e le majorettes» ha detto Monicelli nel messaggio audio ascoltato dalle mille comparse 'volontarie' che si sono presentate in piazza Santo Spirito grazie a un tam tam sul web che durava ormai da diversi giorni. «Saluto Firenze - ha detto ancora Monicelli - e mi dispiace non esser presente. Beati voi che siete lì per una vera e propria 'zingarata' nel pieno stile di "Amici miei"». L'iniziativa, con la produzione di Francesco Conforti, ha avuto due momenti: la mattina una cinquantina di comparse ha riproposto l'esatta sceneggiatura e le stesse inquadrature del film originale; nel pomeriggio, invece, è stata girata la scena delle esequie come l'avrebbe desiderata l'architetto Rambaldo Melandri, alias Gastone Moschin, allorché nella pellicola originale si sfoga dicendo: «Come vorrei che venisse fuori un funeralone da fargli prendere un colpo a tutti e due quelli lì: e migliaia di persone, tutte a piangere, e corone, telegrammi, bande, bandiere, puttane, militari...».
Trentacinque anni dopo questo miracolo è avvenuto: una banda musicale vera, quella di Fucecchio, una squadra di majorettes, mille comparse in divisa militare, agghindate da prostitute oppure semplicemente vestite a lutto. E sul carro funebre con la bara del Perozzi, due corone di fiori dove si leggeva: «L'ultima zingarata» e «Come fosse Antani». Le riprese sono andate avanti per alcune ore. Nel cortometraggio, oltre all'intervento di Mario Monicelli, ci sarà anche l'attore Gastone Moschin, con un cammeo registrato in seguito. Tra il pubblico assiepato, a seguire le riprese nella piazza, c'era il futuro allenatore della Nazionale di calcio, ed ex della Fiorentina, Cesare Prandelli. Lui lo sa bene cosa significhi a Firenze essere «Amici miei».
Iacopo Gori
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