31/07/2010
Vertice Berlusconi-Bossi, aspettando Fini Il premier : nessun cambio nel governo
Vertice Berlusconi-Bossi, aspettando Fini Il premier : nessun cambio nel governoCicchitto: non è necessario che il presidente del Consiglio riferisca in aula. Nel pomeriggio la conferenza stampa del presidente della Camera. Il Senatùr alza il dito medio ai giornalisti.
ROMA - Ieri il giorno dell'attacco di Berlusconi a Fini («Non ha più la fiducia»). Oggi l'attesa è per la replica dello stesso presidente della Camera, che alle 15 rilascerà dichiarazioni sul nuovo quadro politico che si è venuto a determinare con l'espulsione di fatto della sua componente dal Pdl, che ha già deciso che i nuovi gruppi parlamentari autonomi si chiameranno «Azione nazionale».
IL VERTICE CON BOSSI - Intanto, il capo del governo al termine di un consiglio dei ministri in cui, secondo quanto hanno riferito i presenti, non ha mai fatto cenno alla separazione consumatasi solo poche ore prima, ha ricevuto a Palazzo Chigi i vertici della Lega Nord. Il premier è a colloquio con Umberto Bossi e Roberto Calderoli. Tema del faccia a faccia è quasi sicuramente la situazione politica che si viene a creare a seguito della rottura con Fini e la necessità di trovare nuovi equilibri. Ma mentre il colloquio è in corso, il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, uno dei più influenti esponenti della Lega fa sapere che «il governo porterà a termine la legislatura», seppure con maggiori difficoltà: «Nonostante queste tensioni e queste fibrillazioni il governo mantiene una sua maggioranza e la capacità di portare a compimento il suo programma. Certo, sarà una navigazione più a vista».
«IL GOVERNO NON CAMBIA» - Silvio Berlusconi, dunque, ha preferito non dedicare lo spazio del cdm alla situazione politica. Tuttavia, a margine della riunione dell'escutivo, ha voluto rassicurare Andrea Ronchi, ribadendo il concetto già espresso ieri quando, annunciando alla stampa la rottura con Fini, aveva spiegato che sulla permanenza dei finiani al governo avrebbe deciso il governo, ma per quanto lo riguardava personalmente non avrebbe avuto difficoltà a continuare la collaborazione con i «validi ministri» finiani. «Gli amici di Fini al governo lavorano bene - ha detto oggi - , non ho dubbi sulla loro lealtà e non ho ragione di modificare la squadra di governo. Quindi si prosegue così».
«IL PREMIER NON VERRA' IN AULA» - Berlusconi ha assicurato che il governo è solido e che altrettanto solida è la sua maggioranza. Allo stesso modo il capogruppo dei deputati, Fabrizio Cicchitto, ha risposto questa mattina alla Camera alla richiesta del Pd di un intervento in aula del premier per riferire sulla situazione dicendo che «non vi è alcun motivo» che ciò avvenga, perché quello verificatosi è stato semplicemente un «chiarimento» politico interno al partito di maggioranza relativa che non ha ripercussioni sull'esecutivo. Tuttavia i timori di contraccolpi sono forti, perché i gruppi parlamentari fedeli a Fini potrebbero contare su una pattuglia di deputati e di senatori superiore a quanto previsto dall'entourage circle del Cavaliere. Si parla di 34 deputati e di una decina di senatori ma le cifre sono ancora incerte e potrebbero anche cambiare.
IL DITO MEDIO DI BOSSI - «Speriamo che tutti e due usino cervello e cuore» ha detto Umberto Bossi entrando a palazzo Chigi. Il ministro delle Riforme non ha però voluto rispondere ai giornalisti che gli chiedevano se le elezioni anticipate sono vicine. Come già fatto nelle settimane scorse si è limitato a rispondere alzando il dito medio.
Redazione online
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30/07/2010
Fini: Berlusconi illiberale
Fini: Berlusconi illiberaleDura replica a Berlusconi. Sono stato espulso dal partito che ho contribuito a fondare senza che potessi esprimermi. Io devo garantire tutti, non la maggioranza che mi ha eletto. Garantismo non vuol dire immunità.
"Si sente forte e chiaro?" esordisce così Fini alla conferenza stampa indetta per replicare alle decisioni prese giovedì dall'ufficio di presidenza del Pdl.
E lo fa in pochi minuti senza giri di parole: " Ieri sera in due ore senza possibilità di esprimere le mie ragioni sono stato espulso dal partito che ho contribuito a fondare 'per aver - così dice il documento diffuso ieri sera, ricorda Fini - costantemente formulato orientamenti e perfino proposte di legge'. Pensate che misfatto" afferma il presidente della Camera.
Secondo la terza carica dello Stato, questa è "una concezione non propriamente liberale della democrazia che il presidente Berlusconi dimostra di avere".
Alla richiesta di fare un passo indietro rispetto alla sua carica istituzionale Fini replica: "Ovviamente non darò le dimissioni perché il presidente deve garantire il rispetto del Regolamento e la imparziale conduzione dell'attività della Camera, non deve certo garantire la sola maggioranza che lo ha eletto. E aggiunge: "Sostenerlo dimostra una logica aziendale modello amministratore delegato in un consiglio di amministrazione che non ha nulla a che vedere con le istituzioni democratiche".
"Ringrazio i tantissimi cittadini che in queste ore mi hanno manifestato solidarietà e mi hanno invitato a continuare nel nome di principi come l'amor di patria, l'unità nazionale, la giustizia sociale, la legalità intesa nel senso più pieno del termine: cioè lotta al crimine come meritoriamente sta facendo il governo. Ma anche etica pubblica, senso dello Stato, rispetto delle regole".
Infine: "Continuo la mia battaglia per onorare il patto con i nostri milioni di elettori onesti, grati alla magistratura e alle Forze dell'ordine, che non capiscono perché nel nostro partito il garantismo significhi troppo spesso protesa di immunità".
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04/05/2010
Il Pentagono: abbiamo 5.113 testate Ahmadinejad: via le armi dall'Italia
Il Pentagono: abbiamo 5.113 testate Ahmadinejad: via le armi dall'ItaliaIl leader iraniano interviene alla conferenza delle Nazioni Unite. Il presidente di Teheran: «Via da Europa le testate Usa. Medioriente minacciato dal regime sionista»
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| Ahmadinejad all'Onu (Reuters) |
NEW YORK - Lunedì è stata una giornata combattuta sul tema della non proliferazione nucleare alla conferenza delle Nazioni Unite. Mentre gli Usa hanno rivelato in serata, per voce del Pentagono, che sono 5.113 le testate nucleari a disposizione della difesa Usa, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejadil chiede che si tolgano le armi nucleari americane dall'Europa, in particolare quelle «in Italia» e in Paesi come la Germania e l'Olanda. Si è così subito infiammata la conferenza di riesame del trattato di non proliferazione con le dichiarazioni di Ahmadinejad, unico capo di Stato presente al summit apertosi lunedì a New York. L'attacco è rivolto soprattutto agli Stati Uniti che «usano la minaccia nucleare contro altri Paesi, compreso l'Iran». «L'utilizzo di armi nucleari da parte degli Usa ha scatenato una corsa al nucleare». In segno di protesta, le delegazioni occidentali - compresa quella italiana - hanno lasciato l'aula. Poi Ahmadinejad ha chiesto la sospensione degli Stati Uniti dall’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea). Il leader ultraconservatore è poi tornato sul dossier nucleare, asserendo che «non c'è una sola prova credibile» che il regime di Teheran stia sviluppando armi nucleari.
AIEA - L'Iran «ha accettato la proposta di scambio» di combustibile nucleare proposta dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), ha dichiarato Ahmadinejad senza fornire altri particolari a riguardo, ma si è limitato ad aggiungere che ora l'Iran «ha passato la palla ad altri». Ahmadinejad è quindi tornato ad attaccare Israele per il suo arsenale nucleare. «Il regime sionista continua a rappresentare una minaccia per gli Stati della regione» con le sue armi atomiche.
OBAMA E LA CLINTON CONTRO AHMADINEJAD - Con chiaro riferimento all'Iran e alla mancata collaborazione della repubblica islamica alle richieste dell'Aiea, ma senza mai fare il nome dell'Iran, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ha dichiarato che «i Paesi che non onorano i loro obblighi sulla non-proliferazione si troveranno ad essere meno sicuri». Il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha invece osservato che Mahmoud Ahmadinejad non riuscirà nel suo tentativo di far naufragare il Trattato di non proliferazione nucleare: «Il presidente iraniano è arrivato qui non con l'intenzione di valorizzare il Trattato» ha detto la Clinton ma è arrivato con l'intento di distrarre l'attenzione dal fatto che il suo governo non osserva gli obblighi internazionali, di eludere alla responsabilità di aver sfidato la comunità internazionale e di minare l'impegno comune a rafforzare il Trattato. Ma non ci riuscirà».
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19/04/2010
Iran spinge sul nucleare, via libera a nuovi siti
Iran spinge sul nucleare, via libera a nuovi sitiTeheran punta a costruirne altri dieci
TEHERAN - Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha approvato oggi nuovi numerosi siti per l'installazione di impianti per l'arricchimento di uranio. Lo scrive l'agenzia Ilna citando il consigliere del presidente Mojtaba Samareh Ashemi.
"Il presidente ha approvato i luoghi scelti per nuovi siti nucleari" ha spiegato Hashemi. "La costruzione di questi siti comincerà quando darà l'ordine", ha aggiunto, senza fornire alcuna precisazione sui luoghi e sul numero di localizzazioni previste. Nel febbraio scorso l'Organizzazione iraniana per l'energia atomica aveva annunciato la costruzione di due nuovi siti per l'arricchimento di uranio, mentre lo stesso Ahmadinejad nel novembre dello scorso anno aveva dichiarato che l'Iran si sarebbe dotato di dieci nuovi impianti.
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07/04/2010
Iran, Ahmadinejad replica ad Obama: «Il presidente avrà una risposta fragorosa»
Iran, Ahmadinejad replica ad Obama: «Il presidente avrà una risposta fragorosa»La replica all'annuncio della nuova dottrina nucleare statunitense. Il presidente iraniano: «Se seguirà la strada del signor George W. Bush, la risposta sarà da rompere i denti»
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| Mahmud Ahmadinejad (Ansa) |
Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha avvertito il presidente americano Barack Obama, con un messaggio alla tv pubblica iraniana, che avrà una «risposta fragorosa». Martedì Obama, rendendo nota la nuova strategia americana sulle armi nucleari, non aveva escluso la possibilità di utilizzare l'arma atomica contro l'Iran e la Corea del Nord.
LA DICHIARAZIONE - «Mi auguro che le dichiarazioni pubblicate non siano vere», ha detto Ahmadinejad, in un discorso trasmesso in diretta dalla tv di Stato. «(Obama) ha minacciato di (utilizzare) armi nucleari e chimiche contro quegli Stati che non si sottomettono all'ingordigia degli Stati Uniti. Faccia attenzione: se seguirà la strada del signor (George W.) Bush, la risposta dei Paesi da lui indicati sarà da rompere i denti, esattamente come con Bush».
Redazione online
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22/01/2010
Internet e diritti, Pechino protesta: «Rapporti a rischio con gli Stati Uniti»
Internet e diritti, Pechino protesta: «Rapporti a rischio con gli Stati Uniti»
E dal web spariscono gli articoli critici. Dura replica dopo la presa di posizione del segretario di Stato Clinton sulla rottura tra Cina e Google
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| La sede di Google a Pechino (Ap) |
PECHINO - Continua il braccio di ferro tra Pechino e Washington. Il governo cinese ha replicato duramente all'intervento di Hillary Clinton contro la censura su internet, definendolo «dannoso» per i rapporti tra i due Paesi, anche se - viene sottolineato - Pechino è disposta a proseguire nel dialogo.
«ACCUSE IRRAGIONEVOLI» - In una nota pubblicata sul sito, il ministero degli Esteri afferma che gli «irragionevoli» attacchi degli Usa negano la realtà: «Chiediamo agli Stati Uniti di rispettare i fatti e smettere di utilizzare la cosiddetta libertà su internet per formulare accuse senza fondamento. Internet in Cina è aperta e siamo il Paese più attivo nello sviluppo della rete - viene affermato -. Alla fine dell'anno scorso i netizens cinesi hanno raggiunto la cifra di 384 milioni e ci sono 3,68 milioni di siti e 180 milioni di blog. Pechino gestisce internet in accordo con le sue leggi e con le pratiche internazionali». La nota si conclude esprimendo la speranza che gli Usa rispettino gli impegni presi dai rispettivi leader per lo sviluppo delle relazioni bilaterali.
INTRUSIONI E CENSURA - Un discorso, quello del segretario di Stato, che ha sollevato una controversia sulla politica informatica dopo che Google ha minacciato di ritirarsi dalla Cina lamentando intrusioni di hacker ed episodi di censura. La Clinton ha chiesto a Pechino di indagare in modo «trasparente e approfondito» su quanto denunciato dal motore di ricerca. «Una nuova cortina sta scendendo sull'informazione in buona parte del mondo. I Paesi che limitano il libero accesso alle informazioni o violano i diritti basilari degli utenti di internet rischiano di tagliarsi fuori dal progresso del secolo» ha detto il segretario di Stato citando - oltre alla Cina - Iran, Tunisia, Uzbekistan, Arabia Saudita e Vietnam e minacciando «conseguenze» per chi vuole limitare la libertà nel cyberspazio. Una situazione che la Clinton ha paragonato al muro di Berlino. L'accusa di censura è stata respinta dal governo e dai media cinesi: ma, a dimostrazione che il problema esiste, gli articoli critici sono stati ancora una volta eliminati dalla rete.
COMMENTI ELIMINATI - Pechino ha inizialmente tentato di spostare l'attenzione dalla vicenda Google sollecitando l'amministrazione Obama ad affrontare temi più urgenti: il commercio, Taiwan e Tibet. Alcuni media cinesi tuttavia sono stati rapidi nel criticare i rilievi della Clinton, senza citare alcun commento ufficiale. Il Global Times ha condannato Washington per l'abitudine di fare prediche alle altre nazioni. Ma a riprova che il tema ha toccato un nervo scoperto, molte delle reazioni cinesi sono state eliminate dal web nel giro di poche ore dalla pubblicazione. Non è chiaro perché siano state rimosse, ma i siti spesso adattano o eliminano i contenuti in base alle istruzioni delle autorità.
Redazione online
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14/06/2009
Franceschini: «Non mi lascio intimidire da Berlusconi»
Franceschini: «Non mi lascio intimidire da Berlusconi»
Il leader del Pd replica al premier: «Il suo invito alla stampa a non dare spazio all'opposizione è una minaccia, ma non mi fa paura»
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| (Ansa) |
ROMA - «Quando il presidente del Consiglio invita a non fare pubblicità sui giornali che dicono cose sgradite e poi, con una pezza peggiore del buco, dice di riferirsi allo spazio da non dare al leader dell'opposizione, in tutto il mondo queste cose si chiamano in un solo modo: intimidazione». Ha replicato così il segretario del Partito democratico Dario Franceschini in una conferenza stampa convocata nella sede del partito per condannare duramente le affermazioni del premier Silvio Berlusconi a Santa Margherita Ligure. «Berlusconi non mi ha mai fatto, non mi fa e non mi farà mai paura. Può avere tutti i soldi che ha, ma non mi lascio intimidire, perché - ha proseguito Franceschini - io seguo la mia coscienza e utilizzo i mezzi che ho che sono quelli di fare il mio dovere per il mio partito e il mio Paese. Credo che questo sia davvero per tutti, la stampa libera, la magistratura, il Parlamento sottoposti ad attacchi, il momento della dignità e del coraggio». Franceschini è tornato sulla quella che ritiene «un'ossessione» del premier il quale «mischia questioni personali e questioni giudiziarie a battute anche in sedi ufficiali dove ci attenderebbe invece risposte alla crisi che investe l'Italia. Ho paura che ci sia un forte rischio di assuefazione rispetto alle parole del presidente del Consiglio, ma non ci sarebbe nulla di più pericoloso in una democrazia».
FASSINO: «HA SUPERATO IL LIMITE» - Sulle frasi di Berlusconi è intervenuto anche Piero Fassino: «Ha superato il limite. E, ancora in campagna elettorale per i ballottaggi, usa spregiudicatamente il suo ruolo, le sue funzioni, i suoi megafoni nel tentativo da un lato di colpire la libera informazione e dall'altro di delegittimare il ruolo democratico dell'opposizione e del suo leader, addirittura dileggiato e minacciato attraverso una nota ufficiale di Palazzo Chigi, cosa che non si era mai vista prima nel nostro Paese». Fassino osserva come Berlusconi «provi fastidio che ci sia un leader dell'opposizione, che ci sia un'opposizione, che ci siano opinioni diverse delle sue». «La sua mentalità autoritaria - sostiene l'ex segretario dei Ds - lo porta a diffidare della stessa democrazia e dei suoi strumenti fondamentali. Il suo disprezzo delle regole lo porta ad aver paura di chi queste regole ha difeso e continuerà a difendere fino in fondo. Ma noi non ci lasciamo intimidire».
GENTILONI: «VUOLE SPOSTARE LA PUBBLICITA' SUI SUOI MEDIA» - «Berlusconi con una mano cerca di intimidire l'opposizione e con l'altra di spostare più risorse dai diversi mezzi di informazione a quelli di sua proprietà. L'invito a non fare pubblicità ai media disfattisti non è altro che l'invito ad accentuare la tendenza già in atto: nei primi quattro mesi del 2009, rispetto ai primi quattro mesi del 2008, c'è stato uno spostamento massiccio di pubblicitá dalla stampa e dalla Rai verso Mediaset». Sono queste le osservazioni di Paolo Gentiloni, responsabile Comunicazione del Pd. «Il risultato - ha aggiunto - è che giornali e Tv pubblica perdono ricavi pubblicitari con una percentuale doppia rispetto a Mediaset e senza che questo abbia alcun rapporto con gli ascolti Tv. L'invito di Santa Margherita è dunque doppiamente grave sia sul piano politico sia perchè è l'esibizione del conflitto di interessi».
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28/05/2009
«Non ho mai avuto rapporti piccanti con Noemi. Lo giuro sui miei figli»
«Non ho mai avuto rapporti piccanti con Noemi. Lo giuro sui miei figli»
Il premier: «altrimenti mi sarei dimesso un minuto dopo». Berlusconi e il caso della diciottenne di Portici: «Ho da subito risposto alla domanda. E ho detto no»
| Il premier Silvio Berlusconi (Ansa) |
ROMA - E ora il presidente del Consiglio smentisce le ricostruzioni della stampa. «Io non ho mai più detto niente di niente. Ho risposto da subito alla sola domanda se avessi mai avuto rapporti piccanti. E ho risposto: assolutamente no. Ci ho messo anche il carico del giuramento sui miei figli. Non ho mai più detto assolutamente niente. E invece guardate che cosa tocca leggere su certi giornali...».
INCALZATO DALLA STAMPA - Il premier Silvio Berlusconi, davanti alle telecamere ammesse a palazzo Chigi alla firma di un protocollo per l’Abruzzo, commenta sorridente l’incalzare della stampa sulla "vicenda Noemi". «C’è qualcuno che ha domande da farmi?» è stata la domanda retorica usata dal Premier per introdurre la sua dichiarazione in cui ha poi smentito ogni «rapporto piccante» con Noemi. Il Cavaliere ha tra l'altro chiarito che nel caso in cui fosse accaduta una cosa del genere si sarebbe dimesso «immediatamente».
NUCLEI DI VELINE - Successivamente il premier durante l'assemblea nazionale di Confesercenti ha ironizzato anche sulle accuse della stampa straniera (in particolare il Financial Times): «Mussolini aveva nuclei di camicie nere mentre io, secondo i giornali che sono sotto il tappeto della sinistra, ho nuclei di veline...almeno è un po' meglio».
FRANCESCHINI - Intanto il leader del Pd Dario Franceschini ha ribadito di non avercela con i figli di Berlusconi. «Vorrei dire che mi dispiace davvero se i figli del presidente del Consiglio si sono sentiti offesi. Loro non c'entrano» ha detto Franceschini spiegando che ieri «non ho mai parlato dei figli di Berlusconi, non lo farei mai perchè è lontano mille miglia dal mio modo di fare politica l'idea di coinvolgerli nello scontro politico». «Io - ha sottolineato il leader Pd - ho parlato dei nostri figli e dei valori che un uomo pubblico, con i suoi comportamenti e le sua parole, trasmette alle giovani generazioni».
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27/05/2009
Franceschini: «Fareste educare i figli da Berlusconi?». L'ira della famiglia
Franceschini: «Fareste educare i figli da Berlusconi?». L'ira della famiglia
Il Pdl va all'attacco. Il Pd replica. Pier Silvio: «Ma come si permette?». Marina: «Dovrebbe vergognarsi». Luigi: «Orgoglioso dei valori familiari»
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| Franceschini (Lapresse) |
ROMA - Prima l'intervento di Franceschini: «Fareste educare i vostri figli a un uomo come Silvio Berlusconi?». Poi la replica dei figli del premier:
«Ma Franceschini come si permette? Forse sbaglio a prendere sul serio una battuta di così pessimo gusto. Ma anche alla campagna elettorale c'è un limite» ha detto Pier Silvio Berlusconi. Infine ancora Franceschini: «Ho visto la reazione indignata di Pier Silvio Berlusconi e mi dispiace che abbia male interpretato le mie parole. Se le riascolta vedrà che non ho mai espresso, nè lo farò, alcun giudizio su di lui e la sua famiglia. Ho parlato di valori che un uomo pubblico deve trasmettere al paese».
MARINA: «IO ORGOGLIOSA» - L'intervento di Franceschini, pronunciato a margine di un appuntamento elettorale in Liguria, ha scatenato la reazione degli esponenti politici del centrodestra, che a più voci hanno chiesto che il leader del Pd si scusasse con il Cavaliere. Ma sono state soprattutto le dichiarazioni dei figli del premier a tenere banco dopo le parole del leader del centrosinistra. Perché non è stato solo Pier Silvio a parlare. Anche la sorella Marina, presidente di Fininvest e Mondadori, ha diramato una dichiarazione tramite le agenzie di stampa: «Franceschini dovrebbe vergognarsi. Chi gli dà il diritto di giudicare Silvio Berlusconi come padre? Con le sue parole offende anche me come figlia. Una figlia profondamente orgogliosa del padre che ha e dei valori che mi ha trasmesso. Sarei felice per i figli di Franceschini se avessero un padre come il mio».
I FIGLI DI VERONICA - E successivamente è arrivata anche la replica di Luigi Berlusconi, l'ultimogenito del Cavaliere, nato dal matrimonio con Veronica Lario: «Sono contento e orgoglioso dell'educazione che ho ricevuto e dei valori che mi sono stati trasmessi dalla mia famiglia. Non vedo perchè la politica si permetta di giudicare Silvio Berlusconi come padre. Si tratta di piani diversi che non dovrebbero essere mai sovrapposti». Luigi, in tarda serata, ha anche rilasciato una dichiarazione congiunta con Barbara, Eleonora, le altre due figlie del premier e di Veronica Lario. «Non tutto - sottolinea la nota- si può sottoporre ad un sondaggio. Alla domanda se un padre sia capace ad educare un figlio gli unici in grado di rispondere sono i figli stessi. La politica non dovrebbe sconfinare in giudizi relativi al ruolo di padre, che con la politica nulla hanno a che vedere. Riteniamo di essere stati cresciuti ed educati in un ambiente famigliare equilibrato e ricco di valori».
FRANCESCHINI - In mattinata il leader Pd, durante un tour elettorale in Liguria, sì era espresso con queste parole: «Non c'è dubbio che Berlusconi sia un imprenditore e un politico di successo, ricco, furbo e potente. Ma alle italiane e agli italiani vorrei rivolgere una semplice domanda: fareste educare i vostri figli da quest'uomo? Chi guida un Paese ha il dovere di dare il buon esempio, di trasmettere valori positivi».
LA REPLICA - «Io, proprio io - continua Pier Silvio -, sono stato educato da Silvio Berlusconi.
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| PierSilvio e Marina Berlusconi (Eidon) |
E i miei valori sono i suoi. Amore per il lavoro, generosità, tenacia e rispetto per gli altri. Quel rispetto che Franceschini dimostra di non conoscere». In precedenza, Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, aveva parlato di calunnie come modello educativo del Pd mentre Capezzone aveva ravvisato nelle parole di Franceschini «odio e violenza». Bonaiuti, portavoce del premier, parla di «battuta pesante. Il segretario del Pd chieda scusa al premier e ai figli».
IL PD - Il centrodestra attacca Franceschini perché il segretario del Pd è «efficace». Così interpreta la reazione del Pdl il presidente della fondazione Italianieuropei Massimo D’Alema: «Questi attacchi contro il segretario del Pd promossi dalla destra sono la risposta ad una campagna elettorale nella quale, in modo assai efficace, Franceschini ha ridato slancio all’azione del Partito democratico».
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18/04/2009
Berlusconi: «Rai, ci saranno volti nuovi»
Berlusconi: «Rai, ci saranno volti nuovi»
Il premier da l'aquila risponde punto per punto a franceschini. «Infondate notizie sui giornali». 25 aprile: «Forse sarò in campo». Contro i media: «Non rappresentano l'Italia»
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| Berlusconi con alcuni sfollati (Insidefoto) |
L'AQUILA - Il presidente del Consiglio Berlusconi, alla sua settima visita nelle zone terremotate, risponde punto per punto al leader del Pd Franceschini, che lo ha attaccato su nomine Rai, referendum e 25 aprile.«Non riesco a capire chi abbia dato quelle notizie, che sono comunque infondate - ha detto il premier riferendosi alle presunte nomine in Rai dopo il vertice Pdl-Lega -. I nomi che ho letto stamattina sui giornali non saranno assolutamente i nomi che emergeranno, perché credo che il direttore generale, lo so perché mi è stato riferito privatamente dai consiglieri, abbia intenzione di una innovazione vera con nuovi nomi e facce più giovani».
«NON SI ATTACCHI NESSUNO» - «Le nuove nomine si faranno da parte degli enti e il presidente del Consiglio ha solo suggerito di non farle a spizzichi e bocconi, ma di fare un lavoro organico per dare alla Rai quella funzione di servizio pubblico che oggi è molto lontana dallo svolgere - ha spiegato Berlusconi -. Di questo si è parlato: che in Rai non si attacchi nessuno, a partire dall'opposizione, perché questa è la nostra filosofia. E io ho ricordato che la Rai è un servizio pubblico pagato con i soldi di tutti i cittadini». Berlusconi ha risposto così alle critiche dell'opposizione sui vertici organizzati nella sua abitazione romana: «Abbiamo fatto un vertice che non era un vertice ma una colazione di lavoro. Perché lo facciamo nella sede della presidenza di Forza Italia? Perché il presidente Berlusconi ha un grande senso del denaro pubblico. E spesso non lavora a Palazzo Chigi perché gli capita di fare telefonate che non sono propriamente della Presidenza del Consiglio, e non si sente quindi di impiegare soldi pubblici per cose che non siano relative al servizio pubblico che svolge».
«MEDIA NON RAPPRESENTANO ITALIA» - Il Cavaliere si è poi lasciato andare a un nuovo attacco contro i media. «Posso fare uno sfogo?» ha esordito, dicendo che i mezzi di comunicazione sono «incapaci di descrivere l'Italia di oggi». «Mi è arrivata una nota della Farnesina in cui si mostrava l'apprezzamento dei capi di governo dei maggiori Paesi dell'occidente - prosegue il premier -. L'apprezzamento che mi riguarda personalmente è del 73,5%: di gran lunga superiore a quello dei premier di altri Paesi. Ma leggendo la nostra stampa si ha un'impressione diversa. Il mondo dei media non rappresenta l'Italia di oggi». L'informazione italiana «è fatta da protagonisti nati molto tempo fa, che da tanti anni fanno quel mestiere e sono rimasti a rappresentare un'altra Italia, che non è quella oggi vicina al governo e al presidente del Consiglio, quella che si riconosce nell'azione di governo e del premier». A chi gli chiede se si riferisce in particolare a Michele Santoro, Berlusconi risponde: «No, parlo in generale».
25 APRILE: «FORSE CI SARÒ» - «Sto riflettendo e probabilmente sarò anche io in campo il 25 aprile - ha detto Berlusconi rispondendo all'appello di Franceschini perché partecipi alle celebrazioni del 25 aprile in segno di unità -. Non ho mai partecipato alle celebrazioni perché credo ci sia un'appropriazione del 25 aprile da parte di una sola parte politica».
REFERENDUM - Infine sul referendum, alla domanda se andrà a votare Berlusconi risponde in modo affermativo: «Sì. Ho sempre votato». E sull'ipotesi di accorpamento per evitare sprechi: «Stanno esaminando l'ipotesi del rinvio. Ho visto i conti, i risparmi sarebbero intorno ai 50 milioni di euro. Rinviarlo forse tiene in sospeso tutto».
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