20/10/2011

Viva la mamma violenta. Adesso Repubblica santifica i devastatori

Viva la mamma violenta. Adesso Repubblica santifica i devastatori

Dalla ragazza madre al giovane di buona famiglia, il quotidiano progressista dà voce ai deliri dei black bloc "della porta accanto"

Continua...


03/06/2011

Torna la crocerossina che stregò il premier, ma stavolta non in prima fila

Torna la crocerossina che stregò il premier, ma stavolta non in prima fila

L'ANNO SCORSO CI FU APPREZZAMENTO DI BERLUSCONI. Barbara Lamuraglia, ex modella di 48 anni, anche quest'anno alla parata militare del 2 giugno

Continua...


02/06/2011

Frecce Tricolori e Inno di Mameli, grande folla per la Festa della Repubblica

Frecce Tricolori e Inno di Mameli, grande folla per la Festa della Repubblica

Il presidente Napolitano depone una corona all'altare della Patria. Messaggio ai militari:«Plauso incondizionato». 80 delegazioni da tutto il mondo

Continua...


08/03/2011

Moralismo sulle donne: Striscia smaschera Repubblica

Moralismo sulle donne: Striscia smaschera Repubblica

Striscia la notizia ha confezionato un documentario di venti minuti contro la mercificazione dell'immagine femminile. Nel mirino della corazzata di Antonio Ricci sono finiti i media di sinistra. Gli stessi giornali che danno lezioni di femminismo e poi spogliano le donne nelle loro prime pagine: Repubblica, Repubblica.it e l'Espresso

Continua...


18/02/2011

Ruby: "Tra il premier e Noemi rapporti di natura sessuale"

Ruby: "Tra il premier e Noemi rapporti di natura sessuale"

Pubblicati i verbali dell'inchiesta che vede coinvolto il premier con l'accusa di prostituzione minorile e concussione. La giovane marocchina: tra la ragazza di Casoria e il Cavaliere rapporti intimi, lo seppi da altre ragazze. Ed emergono nuovi dettagli

Continua...


16/02/2011

Giallo sui verbali di Ruby: «Gli dissi che ero minorenne e senza documenti»

Giallo sui verbali di Ruby: «Gli dissi che ero minorenne e senza documenti»

Le dichiarazioni della ragazza in cinque verbali d'interrogatorio. Ai pm: «Berlusconi mi suggerì di dire di essere la nipote di Mubarak per giustificare quel che mi avrebbe dato»

Continua...


26/01/2010

La Francia verso lo stop al velo integrale

La Francia verso lo stop al velo integrale

 

Il rapporto di una commissione parlamentare invita il parlamento a legiferare. «Niqab e burqa offendono i valori nazionali della République» si legge nel documento finale

 

PARIGI - La Francia si prepara a una stretta sul velo integrale in pubblico: una commissione parlamentare si è pronunciata ufficialmente per l'interdizione da uffici e servizi pubblici dell'indumento islamico che occulta il volto della donna. Il burqa, è la conclusione del rapporto, offende i valori nazionali della Francia.

Si tratta degli esiti finali di un iter durato 6 mesi i cui risultati erano molto attesi oltralpe. Molti intenso è stato il dibattito nell'opinione pubblica e nuove polemiche sono attese, nonostante le statistiche dicano che in tutta la Francia siano appena 2.000 le donne che indossano un niqab (velo che lascia spazio solo agli occhi) o un burqa (il viso è interamente coperto). Il rapporto di 200 pagine ha toni prudenti e la commissione, presieduta dal deputato comunista André Gerin, ha stabilito 18 raccomandazioni di vario ordine.

Sul piano strettamente normativo, la proposta faro consiste nell'adozione di una «disposizione che vieti di dissimulare il proprio viso nei servizi pubblici». Il rapporto raccomanda di «optare per uno strumento legislativo» che possa anche essere declinato «per via amministrativa». Questo dispositivo potrebbe in particolare essere applicato nei trasporti pubblici e nei dintorni delle scuole. «La conseguenza della violazione di questa regola non sarebbe di natura penale ma consisterebbe in un rifiuto di corrispondere il servizio richiesto».

La commissione di studio non arriva a suggerire un «divieto generale e assoluto del velo integrale negli spazi pubblici» perché «non esiste al riguardo unanimità». Il rapporto sottolinea come una legge di questa fatta «sollevi comunque questioni giuridiche complesse», poiché comporta una «limitazione dell'esercizio di una libertà fondamentale, la liberta di opinione, nella totalità dello spazio pubblico». Di qui il rischio di una censura da parte del Consiglio costituzionale o di una condanna da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Redazione online