04/01/2012
Romney vince di poco, spunta Santorum. È il candidato più conservatore
Romney vince di poco, spunta Santorum. È il candidato più conservatorePrimarie Usa tra i repubblicani. Spoglio ancora in corsa. Testa a testa tra i due nei caucus in Iowa, Ron Paul terzo. Delusione Bachman e Perry, che già pensano al ritiro
12:06 Scritto in POLITICA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica estera, mitt romney, america 2012, presidenziali 2012, rick santorum, barack obama, casa bianca, iowa, caucus, repubblicani, primarie repubblicane, mondo, rick perry | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
23/09/2011
«Il marito la lascia», tegola sulla Palin. Intanto Romney e Perry si accusano in tv
«Il marito la lascia», tegola sulla Palin. Intanto Romney e Perry si accusano in tvStati uniti. Circolano indiscrezioni su presunti tradimenti pre-nozze, Todd avrebbe già presentato una istanza di divorzio
15:01 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: esteri, divorzio palin, scandalo sarah palin, rick perry, mitt romney, repubblicani, sarah palin | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
09/07/2011
Obama lancia appello bipartisan: «Non possiamo andare in default»
Obama lancia appello bipartisan: «Non possiamo andare in default»Il progetto: tagliare su difesa e deduzioni, rafforzare programma sanitario. Invito a democratici e repubblicani perché affrontino in modo «equilibrato» il taglio del deficit di bilancio.
15:29 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: esteri, usa, economia, obama, deficit, debito, default, tagli, democratici, repubblicani | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
27/04/2011
La Casa Bianca pubblica il certificato di nascita del presidente Obama
La Casa Bianca pubblica il certificato di nascita del presidente ObamaIl capo di governo americano: «ora basta sciocchezze». Il documento presente sul sito ufficiale dovrebbe porre fine alle polemiche sulla nazionalità del presidente
18:12 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: usa, obama, certificato, hawaii, nascita, esteri, barack obama, casa bianca, certificato di nascita, donald trump, mondo, repubblicani, stati uniti | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
24/12/2009
Via libera alla riforma di Obama
Via libera alla riforma di Obama
Il piano del presidente costerà mille miliardi di dollari in dieci anni. Approvato il piano del presidente per dare copertura sanitaria ai 30 milioni di americani che ne erano privi
WASHINGTON - Trenta milioni di persone in più, negli Stati Uniti, possono ora contare sulla copertura delle spese mediche da parte dello Stato. La riforma della sanità americana voluta dal presidente Barack Obama e fortemente contestata dai repubblicani ha ricevuto il via libera dal Senato. L'aula ha approvato un testo che, sia pure con molti compromessi, mantiene la promessa elettorale di dare copertura sanitaria a tutti quegli americani che ne erano privi, in quanto non in grado di sostenere i costi di un'assicurazione privata a copertura delle spese mediche.
OSTRUZIONISMO BLOCCATO - I democratici del Senato hanno votato per bloccare il dibattito sulla riforma, impedendo di fatto l’ostruzionismo dei repubblicani e spianando la strada per il voto finale . Per superare lo sbarramento repubblicano sono serviti 60 voti, ovvero quelli di tutti i 58 democratici al Senato e di due indipendenti. Scontato il voto contrario dei 39 repubblicani presenti.
IL PIANO DI OBAMA - Oggi dunque, dopo 25 giorni di dibattito consecutivo è stato varato il piano Obama, che costerà quasi mille miliardi di dollari nell’arco di dieci anni. Nei primi giorni del nuovo anno tuttavia il dibattito sulla riforma che dovrebbe estendere la copertura a 30 milioni di americani si riaprirà: le versioni del testo di Camera e Senato sono diverse e dovranno essere conciliate prima che il presidente possa ratificare in legge il testo finale. Il negoziato sarà delicatissimo e al termine potrebbe servire un nuovo voto al Congresso.
14:07 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: usa, decisione, camera, stati uniti, testo, passato, opposizione, deputati, repubblicani, riforma, sanità, passaggio, senato | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
15/12/2009
Bush, ritrovate 22 milioni di email
Bush, ritrovate 22 milioni di email
Non esisteva un sistema di archiviazione. Serviranno a far luce su alcune scelte controverse dell'amministrazione repubblicana
![]() |
| George W. Bush (Ap) |
MILANO - Alcune associazioni americane, che per prime scoprirono nel 2007 che non esisteva di fatto un sistema di archiviazione delle email dello staff presidenziale, hanno rivelato di aver recuperato 22 milioni di email inviate dall’amministrazione Bush negli ultimi anni. Inizialmente si pensava che il numero di comunicazioni andate perdute fosse molto inferiore, attorno ai 5 milioni, ma con la scoperta inquirenti e storici sperano ora di far luce su alcuni punti dell'era Bush.
SCELTE CONTROVERSE - «Molte scelte controverse furono prese in quel periodo e c’èra preoccupazione circa la disponibilità di documenti che avevano il dovere legale di conservare», ha detto Meredith Fuchs, consigliere generale del National Security Archive, una delle organizzazioni che ha chiesto di cercare i documenti. Gli americani però dovranno aspettare molto tempo prima di spulciare la corrispondenza di Bush perché la documentazione sarà catalogata dagli Archivi di Stato prima di poter essere resa pubblica. «Sembra che non volessero che quelle email venissero conservate», ha commentato Melanie Sloan della Citizens for Responsability and Ethics in Washington, «potremmo non sapere mai del tutto cosa successe in quegli anni».
12:49 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: usa, amministrazione, bush, ritrovate, email, indagini, scelte, controverse, repubblicani, documenti, archiviazione | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
08/11/2009
Usa: sì storico della Camera alla riforma sanitaria di Obama
Usa: sì storico della Camera alla riforma sanitaria di Obama
Il testo è passato nonostante l'opposizione compatta di tutti i deputati repubblicani. Ora dovrà affrontare il vaglio del Senato, a maggioranza democratica, per diventare legge
![]() |
| Barack Obama con la speaker della Camera nacny Pelosi e altri esponenti democratici favorevoli alla riforma sanitaria (Epa) |
WASHINGTON - Decisione storica da parte della Camera degli Stati Uniti: per la prima volta in decenni i deputati americani hanno detto sì alla riforma del sistema sanitario. La Camera, in una rara seduta di sabato conclusasi a notte fonda, ha votato a favore della riforma fortemente voluta dal presidente, Barack Obama. Il testo è passato nonostante l'opposizione compatta di tutti i deputati repubblicani tranne uno e di un certo numero di deputati democratici moderati: 220 i voti a favore, 215 i contrari.
ORA AL SENATO - Affinchè la riforma diventi legge, tuttavia, è necessario che si esprima anche il Senato, dove la maggioranza democratica non è affatto data per scontata. Nello stesso tempo, però, il sì della Camera rappresenta una vittoria politica di straordinaria portata per l'amministrazione Obama. Lo stesso presidente, infatti, nell'imminenza del voto si era recato al Congresso per esortare i deputati ad esprimersi a favore della riforma.
«GIORNATA STORICA» - E in una dichiarazione successiva aveva parlato di «momento storico» per gli Stati Uniti. Le stesse parole erano state usate dalla Speaker della Camera, Nancy Pelosi: «Oggi - aveva detto - è una giornata storica per l'America. I nostri pensieri vanno al senatore Ted Kennedy, che era solito definire la riforma sanitaria come il grande lavoro incompiuto del nostro Paese».
LA RIFORMA - La riforma prevede la assistenza sanitaria nei confronti di 36 milioni di cittadini americani che attualmente non godono di alcuna copertura. Inoltre prevede in un arco di dieci anni di arrivare a coprire il 96% della popolazione, per un ammontare complessivo di 1.200 miliardi di dollari. Il testo introduce poi una serie di norme restrittive per le compagnie assicurative rispetto al sistema attuale. Non solo prevede di introdurre nel mercato la tanto contestata «public option», l'opzione pubblica voluta dal governo per calmierare il mercato, ma contiene regole nuove come per esempio l'obbligo da parte dei datori di lavoro di assicurare i loro dipendenti; oppure il divieto nei confronti delle compagnie di assicurazione di negare a clienti la copertura sulla base delle cosiddette «condizioni mediche preesistenti», oppure di alzare in misura significativa il prezzo delle polizze nei confronti delle persone più anziane.
17:23 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: usa, decisione, camera, stati uniti, testo, passato, opposizione, deputati, repubblicani, riforma, sanità, passaggio, senato | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
04/11/2009
America al voto un anno dopo: campanello d'allarme per Obama?
America al voto un anno dopo: campanello d'allarme per Obama?
Obama, prime sconfitte In Virginia e New Jersey vincono i repubblicani
Washington - E' un anniversario decisamente amaro per Obama. A un anno esatto dalla sua elezione alla Casa Bianca Virginia e New Jersey vanno a due governatori repubblicani. Pur trattandosi di un voto "locale" il dato di fondo che emerge in modo inequivocabile è che la "luna di miele" per Obama è finita. I repubblicani si prendono la loro bella rivincita. Ma è ancora presto per parlare di sconfitta. Il vero e proprio referendum su Obama ci sarà nel novembre 2010, quando negli Stati Uniti si rinnoverà un terzo del Senato, tutta la Camera dei rappresentanti e più di due terzi dei governatori.
Doppietta repubblicana Obama esce dall'Election Day 2009 con due sconfitte nette: dalla Virginia e dal New Jersey suona un campanello d'allarme per la Casa Bianca. I due stati al centro del primo test elettorale dopo le presidenziali dell'anno scorso hanno eletto governatori del Gop (Great Old Party, soprannome del Partito repubblicano). In Virginia, che un anno fa aveva scelto Obama, puntando su un candidato democratico presidenziale per la prima volta dal 1964, il repubblicano Bob McDonnell ha battuto il democratico Creigh Deeds.
New Jersey e Virginia In New Jersey il governatore uscente democratico Jon Corzine, per cui Obama aveva fatto campagna fino a domenica, é stato sconfitto dal rivale Chris Christie. Scontenti per lo stato dell'economia, hanno votato per McDonnell in Virginia gli indipendenti che un anno fa avevano catapultato Obama alla Casa Bianca. Corzine, un ex banchiere di Goldman Sachs, è stato danneggiato dalla presenza sulla scheda di un terzo incomodo, l'indipendente moderato Chris Daggert. Per i repubblicani in Virginia c'era un incentivo in più alla vittoria, dal momento che l'elezione di McDonnell ha rappresentato uno sgarro per il governatore uscente Tim Kaine, che è anche presidente del partito democratico e che si è dimostrato incapace di garantire l'elezione del suo successore.
Riscossa repubblicana I repubblicani hanno fatto l'en plein portando a casa oltre al governatore, il suo numero due e il ministro della giustizia statale. Rabbia e frustrazione al posto di 'Yes We Can': Obama non ha seguito i risultati, ha detto il suo portavoce Robert Gibbs, ma il voto della Virginia e del New Jersey, dominato dallo scontento sull'economia e la paura per il posto di lavoro, è stato il primo vero segnale di insoddisfazione per la sua presidenza. L'interrogativo è se l'esito del mini-test nelle poche competizioni ieri in calendario - tra le più seguite, oltre alla Virginia e il New Jersey c'é anche un'elezione suppletiva per un seggio alla Camera nello stato di New York - siano un antipasto del ben più importante appuntamento del voto di metà mandato del 2010, quando l'intera Camera del Rappresentanti, un terzo del Senato e un terzo dei governatori rimetteranno il mandato.
Barometro elettorale In New Jersey e in Virginia una maggioranza degli elettori ha detto che Obama non è stato un fattore nelle loro scelte di voto. New Jersey e Virginia sono i due stati in cui le elezioni per governatore sono sfalsate di un anno rispetto al voto presidenziale: in entrambi i casi le competizioni assumono a torto o a ragione l'importanza di barometri degli umori della nazione.
New York, confermato Bloomberg
Senza sorprese il voto per il sindaco di New York: il primo cittadino uscente Michael Bloomberg è stato confermato per il terzo mandato dopo aver speso di tasca sua circa 90 milioni di dollari per farsi rieleggere ed aver cambiato la costituzione del comune che imponeva limiti al suo incarico. Bloomberg, un indipendente, ha battuto senza problemi il rivale democratico William Thompson, l'assessore comunale al bilancio, in una elezione dove l'affluenza alle urne è stata modesta e la campagna elettorale intensa fino alle ultime ore di apertura dei seggi, nelle strade della Grande Mela, ma anche sui forum di comunicazione sociale come Twitter. Un miliardario dei media passato alla politica, Bloomberg è il quarto sindaco nella storia di New York a ottenere un terzo mandato dopo Fiorello La Guardia, un repubblicano (1934-45) e i democratici Robert Wagner Jr. (1954-65) e Ed Koch (1978-89).
Boston, ancora un italoamericano Boston continua ad avere un italo-americano come sindaco: Thomas Menino, un democratico, è stato eletto per il quinto mandato prolungando la sua presenza al timone della città del Massachusetts, già senza precedenti, al record dei due decenni. Menino, che ha 66 anni ed è stato il primo sindaco di Boston di origine italiana, ha battuto il rivale Michael F. Flaherty 57 contro 43 per cento. La vittoria mette Menino alla stregua di leggendari sindaci di grandi città che hanno governato per decenni, come Richard Daley di Chicago, al potere per 20 anni.
10:51 Scritto in POLITICA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: usa, america, votazione, obama, presidenza, elezione, anniversario, sconfitta, vittoria, repubblicani, election day, allarme, stati uniti | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
06/03/2009
Ha 14 anni, è lui il nuovo volto del G.O.P.
Ha 14 anni, è lui il nuovo volto del G.O.P.
Jonathan Krohn si interessa di politica da quando era alle elementari. I repubblicani Usa, dopo la batosta subita dal tandem McCain-Palin, puntano ora su un enfant prodige
![]() |
| Jonathan Krohn, nuova icona dei repubblicani Usa (da YouTube) |
MILANO - Che i repubblicani Usa, schiacciati dall’ondata obamiana, siano alla disperata ricerca di un messia è evidente. Che ci abbiano provato con Sarah Palin e l’abbiano rimandata a cacciare alci in Alaska in attesa di scongelarla tra quattro anni – nel caso non trovino di meglio - nel frattempo – è risaputo. Che abbiano riposto speranze in Bobby Jindal, fin quando il 38enne governatore della Louisiana figlio di immigrati del Punjab non ha fallito l’occasione della vita con la poco ispirata replica al discorso del presidente al Congresso, pare la conferma di una tendenza all’usa e getta nella ricerca spasmodica di potenziali leader. Ma che arrivassero a fare di un 14enne la nuova star della destra in pochi potevano prevederlo.
IL GOP KROHN STILE - Eppure sta succedendo: si chiama Jonathan Krohn, è di Atlanta, l’anno scorso ha scritto un libro – «Define Conservatism» – in cui riafferma le linee-guida di una dottrina apparentemente in disarmo di fronte al revival progressista. Il 27 febbraio – due giorni prima di compiere gli anni - è intervenuto al Cpac (Conservative political action commettee) infiammando la depressa platea del Gran Old Party (G.O.P.) con tre minuti di discorso in cui ha esposto i quattro fondamenti del pensiero conservatore “Krohn-style”: rispetto per la Costituzione, difesa della vita, intervento governativo limitato all’essenziale e responsabilità personale.
E' NATA UNA STELLA - Voce ferma, eloquio sicuro, facondia precoce, zero emozioni e gestualità studiata. Risultato, standing ovation, la moderatrice dell’incontro che segnala ai big del partito la nascita di una stella, il video del discorso cliccatissimo su YouTube (guardalo qui) e una raffica di inviti ai programmi tv della destrorsa Fox. Al cronista dell’ Huffington Post ha raccontato di aver cominciato a interessarsi di politica a 8 anni, sentendo parlare alla radio di ostruzionismo dei Democratici al Senato. Una svolta: da allora non ha smesso di studiare storia e di ascoltare – ogni giorno – il talk show radiofonico dell’ultraconservatore Bill Bennett. E quando la mamma lo ha strattonato ricordandogli che stava parlando con l’inviato di un sito liberal, lui le ha risposto: «Ci sono liberal anche qui al Cpac». Come a dire che il pensiero conservatore puro e duro, tra un bailout e l’altro, ha subito colpi anche sulla sponda repubblicana. E che penserà lui a ristabilire, con libri e discorsi, l’ortodossia indispensabile a un partito in cerca di riscatto. Predestinato o meteora? Di sicuro, tra quattro anni andrà a votare per la prima volta.
Gianluca Mercuri
16:08 Scritto in POLITICA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: politica, usa, elezioni, repubblicani, volto nuovo, enfant prodige, ragazzo, minorenne | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook









