28/05/2011

Governo, la Melchiorre si dimette da sottosegretario

Governo, la Melchiorre si dimette da sottosegretario

Era transitata nel Terzo polo per poi tornare nella maggioranza. L'ex magistrato: «Incredibili le dichiarazioni di Berlusconi sui magistrati al G8»

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18/05/2011

Sulle carceri il governo battuto quattro volte in aula alla Camera

Sulle carceri il governo battuto quattro volte in aula alla Camera

Ripresa amara dei lavori parlamentari dopo le amministrative per la maggioranza. Sotto sulle mozioni di Fli, Pd ed Idv su cui aveva espresso parere negativo. Molti assenti tra i Responsabili

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21/04/2011

«Sfiducia costruttiva» per far cessare la carica del presidente del Consiglio

«Sfiducia costruttiva» per far cessare la carica del presidente del Consiglio

Il capogruppo dei responsabili presente una proposta di legge. Il testo vuole modificare l'articolo 94 della Costituzione

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08/06/2010

Marea nera, Obama: "Quale sedere devo prendere a calci?"

Marea nera, Obama: "Quale sedere devo prendere a calci?"

Il presidente americano, in un'intervista alla Nbc, alza la voce contro i responsabili del disastro ambientale nel Golfo del Messico. "La Bp ripagherà ogni persona che ha subito danni", dice. E Robert Redford gira un corto sulle conseguenze della macchia

 

 

 

Il presidente americano Barack Obama, a un mese e mezzo dall’esplosione della piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico, alza ancora la voce contro i responsabili del disastro ambientale. “Non me ne sto qui ad ascoltare gli esperti come se fossi al seminario di un college – ha detto in un’intervista alla Nbc –. Ci parlo per sapere da loro di chi sia il sedere che devo prendere a calci”. Il presidente ha tuonato anche contro Tony Hayward, amministratore delegato della Bp. “Dopo quel genere di commenti non lavorerebbe più per me”, ha affermato Obama. Il riferimento è alle parole che il numero uno della British Petroleum si è lasciato sfuggire nelle scorse settimane. “Nessuno più di me desidera che tutto questo finisca. Rivoglio una vita”, aveva detto.

Obama, criticato per la gestione dell’emergenza, ha ripetuto che la società petrolifera britannica ripagherà “appropriatamente ogni singola persona che ha subito danni”. Un sondaggio Washington Post/Abc, condotto tra circa 1.000 persone tra il 3 e il 6 giugno, ha rivelato che il 69% degli americani è convinto che il governo abbia fatto un lavoro "non così buono" o "poco soddisfacente" per contenere la crisi. Accuse arrivano anche da Robert Redford che, da ragazzo, ha lavorato nell’estrazione del greggio. L’attore, fondatore del Sundance Festival, ha criticato i politici per non aver preso alcun provvedimento contro le aziende petrolifere. “Continuano a sostenere le lobby del greggio – ha detto – ma dobbiamo cominciare a usare le energie alternative per creare un mondo più pulito”. Redford ha girato un corto di cinque minuti sui danni causati dalla marea nera.

Sono quasi 200 i chilometri di costa colpiti dalla fuoriuscita di petrolio. Dopo i rifugi degli animali selvatici in Louisiana e le isole in Mississippi e Alabama, il greggio ha raggiunto ora alcune delle famose spiagge bianche della Florida, dove l'industria del turismo vale 60 miliardi di dollari all'anno e offre lavoro a circa un milione di persone. La Bp, che progetta di sostituire l’attuale tappo con uno più grande, ha dichiarato di aver portato a 15.000 barili al giorno la raccolta del petrolio. Secondo gli esperti, però, dal tubo rotto in 24 ore escono circa 20.000 barili. L’inquinamento, quindi, continua. I danni causati dalla marea nera, dice il Wwf nella Giornata mondiale degli oceani, dureranno almeno 50 anni.

Redazione online


02/01/2010

Obama: Al Qaeda dietro l'attentatore

Obama: Al Qaeda dietro l'attentatore

 

Venerdi' vertice con i responsabili delle agenzie per la sicurezza. Il presidente Usa in tv: «Il nigeriano del fallito attentato aveva aderito a una cellula yemenita dell'organizzazione»

 

Obama: 'Al Qaeda ha armatol'attentatore del volo Delta'

 

WASHINGTON - Il presidente Usa Barack Obama ha attribuito a una cellula yemenita di Al Qaida la responsabilità di aver armato e addestrato il fallito attentatore del volo Amsterdam-Detroit.Obama ha parlato dalle Hawaii, dove si trova in vacanza, nel suo discorso radiotelevisivo settimanale. Riferendosi al giovane nigeriano arrestato, Umar Faruk Abdulmutallab, il presidente ha detto: «Noi sappiamo che veniva dallo Yemen, un paese in preda a una grande povertà e a insurrezioni sanguinose. Risulta che abbia aderito a una cellula affiliata ad Al Qaeda e che questo gruppo della penisola araba l'abbia addestrato, equipaggiato con gli esplosivi e diretto per l'attacco a questo aereo in rotta verso l'America». Tutte le persone coinvolte nel fallito attentato al volo Amsterdam-Detroit «saranno tenute a risponderne» ha aggiunto Obama.

CAMBI AL VERTICE - Anche se la pista yemenita era stata accreditata da varie fonti e dai media, finora le autorità americane non avevano parlato di un legame diretto con Al Qaeda da parte dell'attentatore e del gruppo yemenita, riferendo solo di generici «legami» con il gruppo terrorista. Ma il risvolto più significativo del discorso riguarda soprattutto l'azione di sicurezza e prevenzione, con gli interventi che Obama si prepara a fare tra i responsabili dell'intelligence Usa. E il vertice già fissato per venerdì con i responsabili delle agenzie governative si annuncia particolarmente teso.


19/10/2009

Casa dello studente, 12 avvisi di garanzia

Casa dello studente, 12 avvisi di garanzia

 

TERREMOTO A L'AQUILA. Recapitati a chi avrebbe avuto delle responsabilità per il crollo della struttura dove sono morti 8 giovani

 

Alfredo Rossini (Ansa)
Alfredo Rossini (Ansa)

L'AQUILA - Sono 12 gli avvisi di garanzia relativi alla casa dello studente che stanno per essere recapitati ad altrettante persone che avrebbero avuto delle responsabilità per il crollo della struttura dove sono morti 8 giovani.

IL PROCURATORE - Lo ha reso noto il Procuratore della Repubblica, Alfredo Rossini. Le accuse formulate sono di omicidio e disastro colposo ma il Procuratore non esclude l'inserimento anche del dolo. «Entro oggi - ha detto il Procuratore - chiariremo anche questo aspetto per cui ancora non mi pronuncio». Rossini spiega anche che l’iscrizione degli indagati nel registro dei reati «avverrà entro oggi: nei prossimi giorni daremo comunicazione agli indagati, in modo che possano presentarsi e avviare una normale dialettica processuale». Sui reati ipotizzati il pm spiega che «sono sempre i soliti», ma su eventuali responsabilità dolose non si sbottona: «Di questo non posso parlare».

GLI INTERROGATORI - «L'interrogatorio è molto importante - ha spiegato il procuratore Capo dell'Aquila - perché queste persone per la prima volta potranno entrare in una dialettica processuale e dare le loro spiegazioni». Sarà proprio dopo gli interrogatori infatti che sarà possibile verificare «se sono estranei ai fatti o se dovremo procedere nei loro confronti per le indagini preliminari e il processo». Il procuratore ha spiegato inoltre che la Casa dello Studente è solo uno dei crolli su cui si indaga. Il passo successivo sarà il Convitto.


11/04/2009

«Arresteremo responsabili dei crolli»

«Arresteremo responsabili dei crolli»

 

L'INCHIESTA SUL TERREMOTO

Via ai primi rilievi. Nel mirino i materiali degli edifici crollati. Il procuratore: «Si cerchi la verità»

 

Macerie in Abruzzo (Ap)
Macerie in Abruzzo (Ap)

L'AQUILA - Il procuratore della Repubblica dell'Aquila, Adriano Rossini, che ha aperto un'inchiesta sui crolli e le morti del terremoto, assicura: «Molto probabilmente non ci saranno indagati, perché gli indagati saranno anche arrestati». E conferma che s'indaga anche sull'ipotesi che sia stata usata in qualche caso sabbia marina mescolata al cemento: «se dovesse risultare - afferma - avremmo già avuto un risultato quasi definitivo, perché è notorio che la sabbia marina corrode il cemento che non regge per niente». Dopo l'apertura formale dei fascicoli, sabato è stato dato il via alle verifiche condotte dai carabinieri. L'inchiesta del procuratore Rossini e dei suoi sostituti muove i primi passi sulle macerie provocate dal sisma: pezzi di intonaco, sassi, mattoni, che verranno sequestrati perché potrebbero contribuire all'accertamento delle eventuali responsabilità dell'accaduto. Il procuratore dell'Aquila spiega di voler «indagare fino in fondo, procedendo con tutto il rigore che questa insostenibile situazione comporta».

Oggetto dell'inchiesta, spiega Rossini, è «accertare i motivi per cui sono crollati questi palazzi, per cui di conseguenza sono morte tutte queste persone. E vedere naturalmente se questo dipende solamente dal terremoto oppure dipende dalle manine degli uomini che hanno costruito male, hanno usato cattivi materiali, hanno fatto cattive progettazioni e magari hanno anche speculato sul cemento, mettendoci del cemento che non avrebbe mai potuto reggere». Il procuratore ha intanto affidato ai carabinieri la delega per compiere, insieme ad alcuni tecnici, le prime acquisizioni di documenti e le prime verifiche su alcuni edifici. Tra questi vi sarebbero la casa dello studente, l'ospedale e la Prefettura, diventati luoghi simbolo del sisma, ma anche lo stabile dello stesso tribunale.

La priorità dovrebbe essere data agli edifici pubblici, poi si passerà agli stabili privati, a cominciare da quelli completamente crollati e in cui si sono avuti più morti, come alcuni palazzi di via XX Settembre. Gli accertamenti, secondo quanto è stato possibile apprendere, riguarderanno tutto l'iter della costruzione: dall'assegnazione degli appalti alla progettazione, dall'edificazione dell'immobile ai controlli successivi, con particolare riguardo alla verifica della rispondenza alle leggi antisismiche. Particolare attenzione sarà riservata ai materiali utilizzati, come cemento, sabbia, materiale edilizio.

L'indagine si annuncia, dunque, come particolarmente complessa, anche perchè in gran parte basata sul materiale documentario - come progetti e autorizzazioni - di immobili che, come nel caso della casa dello studente, sono stati costruiti tra gli anni Sessanta e Settanta. Più recente, anche se è durata molti anni, la realizzazione dell'ospedale San Salvatore che è stato gravemente lesionato ed è inagibile. Oltre all'acquisizione di tutti i verbali dei sopralluoghi, potrebbero anche essere sequestrati campioni delle macerie dei palazzi; e non è escluso che presto si proceda al sequestro di aree o di fabbricati per verificare quali sono stati i materiali usati per la costruzione dei fabbricati crollati. Il fascicolo aperto dalla procura è contro ignoti, cioè senza iscrizioni, finora, nel registro degli indagati. Tra i reati ipotizzati dagli inquirenti quello di disastro colposo.


03/01/2009

l'ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica «Militari nelle discariche? Umiliazione»

l'ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica «Militari nelle discariche? Umiliazione»

Dino Tricarico: «Maroni e La Russa sono responsabili di questo uso improprio dei soldati. È un grosso rischio»

 

 

Militari nella discarica di Chiaiano, a Napoli (Afp)
Militari nella discarica di Chiaiano, a Napoli
ROMA - «Questa storia dei militari a guardia delle discariche mi è sembrata fin dal primo momento un’iniziativa sbagliata. E ora devo proprio dirlo: stiamo umiliando i soldati e distruggendo la loro professionalità».
Questo è lo sfogo del generale Dino Tricarico, che fu consigliere militare di Palazzo Chigi con D’Alema e con Berlusconi, prima di assumere l’incarico di capo di stato maggiore dell’Aeronautica. Ora è a riposo ma continua a seguire le vicende degli uomini in divisa.

L’idea fu lanciata dal ministro dell’Interno Roberto Maroni.
«Difatti Maroni è responsabile di questo uso improprio dei militari. Ma anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha le sue colpe. Ha accettato di mandare i soldati a piantonare le discariche e a svolgere compiti di sicurezza nelle strade».

La gente, però, sembra apprezzare la presenza dei militari.
«E questo è un rischio. L’opinione pubblica si sta abituando a un impiego tutt’altro che ortodosso e le istituzioni si sentono legittimate a utilizzare lo strumento militare in modo sempre più abnorme. Siamo il Paese delle emergenze, e domani i soldati potrebbero essere chiamati a vigilare attorno alle carceri, a tenere sotto controllo gli stuoli di clandestini, a proteggere obiettivi di ogni tipo. Ma non sono questi i motivi per i quali ci siamo dotati di forze armate professionali».

Tuttavia l’Italia schiera più di 8 mila soldati nelle missioni estere.
«Perché svolgano bene i loro compiti hanno bisogno di addestramento continuo, non possono perdere tempo con operazioni che a loro non competono. Chi oggi è responsabile a livello politico dell’approntamento e dell’efficienza delle forze armate dovrebbe trarre insegnamento dagli episodi drammatici mediorientali di questi giorni, e riflettere sulle capacità e sulle prospettive del nostro esercito, soprattutto in un momento in cui le difficoltà economiche di cui non si vede la fine, costringeranno a delle scelte e a delle privazioni. Perdere oggi una capacità militare è facile, per riacquisirla è un’impresa che richiede anni e sacrifici enormi».

Lei accennava a un insegnamento che bisognerebbe trarre dall’attuale crisi fra Israele e il gruppo palestinese Hamas.
«L’insegnamento è che serve una professionalità sempre più elevata. L'aviazione israeliana oggi, in alcune forme di intervento, è certamente la più professionale, superiore perfino agli Stati Uniti. Il terrorismo è neutralizzato al 70 per cento con l’impiego dall’Aeronautica».

Ma bisogna tener conto anche dei danni che produce, delle vittime innocenti che provoca.
«Fino al 2002 il tasso di danni collaterali calcolato dagli israeliani su base statistica in occasione di azioni mirate contro i terroristi era di una vita innocente soppressa per ogni terrorista ucciso, ossia un rapporto di uno ad uno. L'adozione di sistemi d'arma e di mezzi più sofisticati, accoppiata ad una attenzione maggiore alla salvaguardia della vita umana, ha portato il rapporto ad un valore molto più baso di 24 ad 1, ossia 24 terroristi colpiti a fronte di un incolpevole sacrificato».

Lei ha diretto gli attacchi aerei durante la guerra del Kosovo nel 1999. Quali differenze trova con le incursioni israeliane di questi giorni?
«Come nel Kosovo, anche oggi ci troviamo in presenza di uno scenario in cui l'intervento dell’Aeronautica è risolutivo. Nelle operazioni aeree sui Balcani si giunse alla fase risolutiva dopo 78 giorni di bombardamenti, a quel punto si poterono costringere i contendenti a sedersi attorno a un tavolo per negoziare. Ciò vuol dire che l’Aeronautica di un Paese deve essere seguita con particolare attenzione da chi è responsabile dello strumento militare. Ho personalmente potuto prendere visione del grado di precisione e professionalità raggiunte dagli israeliani, anche grazie all'amicizia personale che tuttora mi lega al generale Elyezer Shkedy, capo di stato maggiore dell’Aviazione di Gerusalemme per oltre quattro anni. Non è prudente che io entri nel dettaglio di ciò che ho potuto constatare di persona, ma posso dire che a suo tempo ho avviato col mio amico e collega un discorso per un programma di addestramento comune, che sarebbe certamente molto istruttivo per il nostro personale aeronautico».

 


20/11/2008

Giappone, serial killer in azione contro politici giapponesi: 2 morti e un ferito

Giappone, serial killer in azione contro politici giapponesi: 2 morti e un ferito

L'assassino si presenta come un fattorino e ammazza le vittime a coltellate. Uccisi un ex viceministro della Sanità e la moglie e ferita la consorte di un altro ex viceministro

 

 

 

TOKYO (GIAPPONE) - Come in un film. Solo che stavolta è tutto vero. Un fattorino bussa alla porta, la vittima va ad aprire e il pony express, che è in realtà è un assassino, l'ammazza a coltellate.

La scena del delitto
La scena del delitto
C'è ormai l'ombra del serial killer dietro alle tre aggressioni ravvicinate di martedì scorso nell'area di Tokyo, in cui due persone sono state uccise e una è rimasta gravemente ferita, con tutte le vittime collegate direttamrente all'ambiente politico del ministero della Sanità (che si occupa anche di Welfare), ritenuto da numerosi commentatori (e forse anche dall'assassino) colpevole del pesante dissesto del sistema pensionistico giapponese.

LE IPOTESI - Dopo il ritrovamento di numerose orme insanguinate intorno alle abitazioni delle vittime, la polizia nipponica ha trovato un timbro personale - usato in Giappone al posto della firma - nei pressi dell'ingresso della casa dell'ex vice ministro della Sanità Takehiko Yamaguchi, 66 anni, ucciso a coltellate insieme alla moglie Michico, 61 anni. Il ritrovamento del timbro, normalmente utilizzato per firmare le ricevute dei pacchi postali, andrebbe ad avvalorare la testimonianza della terza vittima, Yasuko Yoshihara, 72 anni, moglie di Kenji Yoshihara, 76 anni, ex vice ministro della Sanità, aggredita anche lei con un coltello ma non in pericolo di vita, che ha riferito di essere stata assalita da un uomo presentatosi alla porta come fattorino. Dalla stampa nipponica, intanto, sono filtrati particolari che fanno pensare a un'azione omicida pianificata con il preciso scopo di compiere un massacro: macchie di sangue, oltre che nell'atrio, sarebbero state trovate in altre stanze delle abitazioni, un elemento che suggerisce la volontà del killer di cercare, per assassinarle, altre persone eventualmente presenti in casa.

LEGAMI - Ora la polizia nipponica sta cercando di capire in che modo l'assassino sia a conoscenza dell'indirizzo delle sue vittime e per quali ragioni voglia colpire uomini politici legati al mondo della sanità. Si ipotizza infatti che qualcuno voglia colpire i presunti responsabili del dissesto del sistema pensionistico giapponese, pesantemente incrinato proprio a causa del dissesto causato dal settore sanitario. E' noto infatti che nel 1988 quando Kenji Yoshihara era vice ministro della Sanità Takehiko Yamaguchi era a capo della divisione contabile ed entrambi lavoravano a stretto contatto per la distribuzione dei fondi del budget sanitario. Una catena di relazioni questa che parte dal passato e che potrebbe portare gli investigatori ad identificare anche il nome del prossimo bersaglio del serial killer: forse perfino colui che era il ministro della Sanità della Sanità quando Yamaguchi ne era il vice, vale a dire l'ex premier nipponico Junichiro Koizumi.