12/10/2011
Caso Tarantini, svolta nell'inchiesta "Lavitola non deve essere arrestato"
Caso Tarantini, svolta nell'inchiesta "Lavitola non deve essere arrestato"IL PM TITOLARE DELL'INCHIESTA: «matura e sofferta riflessione». La procura di Bari chiede al Gip di revocare l'ordine di arresto emesso a carico del faccendiere latitante
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29/01/2010
Nuovo processo per Alberto Stasi: non pagò una parcella da 81 mila euro
Nuovo processo per Alberto Stasi: non pagò una parcella da 81 mila euro
Il suo attuale difensore: «non sono state applicate le tariffe dell'Ordine degli avvocati». La causa dei legali che hanno assistito il ragazzo durante il primo mese d'inchiesta.
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| Alberto Stasi (Ansa) |
VIGEVANO (Pavia) - Un nuovo processo per Alberto Stasi. A poco più di un mese dall'assoluzione per il delitto della fidanzata Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella sua villetta di Garlasco (Pavia), l'ex studente bocconiano è tornato in un'aula del Tribunale di Vigevano. Stavolta il processo non c'entra con l'omicidio, ma è di natura civile. A intentare causa contro Stasi è l'avvocato Giovanni Lucido con la figlia Eleonora, i due legali che hanno assistito il ragazzo durante il primo mese d'inchiesta, fino alla revoca del mandato che venne poi affidato al professor Angelo Giarda e agli avvocati Giuseppe e Giulio Colli. Per quei 30 giorni di lavoro i Lucido hanno ricevuto dalla famiglia di Alberto solo acconti per poco più di 11 mila euro complessivi e, dopo il mancato saldo di una parcella di 81 mila euro, hanno deciso di citare il giovane in giudizio. Due giorni fa è stata celebrata l'udienza davanti al giudice Chiara Russo del Tribunale di Vigevano. Il processo è stato aggiornato al 2 marzo.
I LEGALI - «Per quella parcella non sono state applicate le tariffe dell'Ordine degli avvocati - commenta l'avvocato Giulio Colli, che assiste Alberto nel nuovo processo civile -. Il giudice ha già respinto l'istanza dei legali con cui chiedevano l'esecuzione di un'ingiunzione di pagamento». Giovanni Lucido, invece, spiega di «non aver applicato nemmeno il massimo stabilito dall'Ordine»: «Non chiediamo niente di più di quello che ci spetta - aggiunge l'avvocato - Per un mese intero mia figlia e io abbiamo vissuto tra Garlasco e Vigevano, con numerose trasferte a Parma per assistere agli accertamenti al Ris». Il risultato è un fatto di cifre: 50 mila euro per la parcella di Lucido padre, 31 mila euro e rotti per il compenso della figlia. Somma a cui vanno aggiunte anche le spese per la causa. (Fonte Ansa)
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29/08/2009
Revoche delle licenze all'aeroporto di Fiumicino
Revoche delle licenze all'aeroporto di Fiumicino
Fiumicino, caos bagagli Enac: "Verso la revoca delle licenze a società"
Roma - Dopo un'estate di lamentele e caos, iniziano le indagini. Avvio delle procedure di revoca della licenza per i bagagli per due delle società che gestiscono l’handling nell’aeroporto di Fiumicino: Alitalia e Flightcare. È quanto si appresta a chiedere alla prossima riunione dell’Enac, il direttore dell’ente dell’aviazione civile presso l’aeroporto di Fiumicino, secondo quanto annuncia il presidente dell’Enac, Vito Riggio. "Prendo sempre queste decisioni sulle sanzioni a malincuore ma le violazioni sui tempi di consegna sono state tali che, o questa cosa si corregge o sono inevitabili le procedure che obbligano al rientro, pena la cancellazione della revoca" ha spiegato il presidente dell’Enac.
Verso la revoca "Queste due società hanno accumulato inadempienze tali per le quali presumo che già alla prossima riunione del 16 il direttore dell’aeroporto ci dovrà presentare la proposta di revoca" ha detto Riggio. "Se il direttore di Fiumicino lo farà non possiamo fare altro che prenderne atto e proporre un piano di rientro" ha precisato il presidente dell’Enac, spiegando tuttavia che l’avvio della procedura comporta allo stesso tempo la presentazione di proposte, da parte delle società sanzionate, per il rientro dalle inadempienze e, quindi, l’avvio di un piano concordato per l’attuazione delle stesse. Tale piano di rientro dovrebbe durare tra i 60 e i 70 giorni, al termine dei quali avverrà la valutazione finale sulla revoca. "Quando si va oltre i 45 minuti per la riconsegna dei bagagli si superano quei minimi di qualità di servizio che non si può certo definire troppo rigorosi" commenta quindi Riggio notando che superare questi tempi di consegna significa il più delle volte impiegare più tempo per la riconsegna dei bagagli che per effettuare il volo stesso. Riggio ha infine rilevato che per queste inadempienze le due società di handling hanno accumulato multe "rilevanti", non tanto per l’importo, ma per il numero. Sarebbero infatti oltre 60 le multe comminate alle due società per la violazione dei tempi massimi di riconsegna bagagli.






