15/09/2010
Revocato lo sciopero dei benzinai
Revocato lo sciopero dei benzinaiI punti vendita rimarranno aperti il 15, 16 e 17 settembre. Trovato l'accordo al ministero dello Sviluppo Economico
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17/06/2010
Figlio bocciato due volte: «Basta soldi» E il magistrato dà ragione al padre
Figlio bocciato due volte: «Basta soldi» E il magistrato dà ragione al padreIl ragazzo aveva denunciato il genitore separato per violazione degli obblighi di legge. Alt all’assegno mensile a un diciannovenne. Il pm di Busto Arsizio: «Questo lo aiuterà a maturare»
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| Il pm Luca Gaglio: ha dato ragione al padre del 19enne «bamboccione» (foto Varese Press/ Daniele Belosio) |
GALLARATE (Varese) — Alla seconda bocciatura il padre ha preso una decisione drastica: «Basta, non ti darò più un soldo». Stop dunque ai 1.000 euro al mese che uno studente diciannovenne in un istituto tecnico di Gallarate incassava mensilmente dal genitore. Quei soldi gli erano dovuti per legge poiché padre e madre di Roberto, questo il nome del ragazzo, sono separati dal 2006 e la somma rappresenta l’assegno di mantenimento. Il padre si è preso una denuncia penale, ma, a sorpresa, la magistratura di Busto Arsizio - competente per territorio - ha cestinato l’esposto perché nel gesto di quel papà spazientito non ha visto «l’intenzione di violare degli obblighi, ma al contrario quella di aiutare il figlio a maturare».
Il tormentone sui «bamboccioni» e su una generazione afflitta dalla sindrome di Peter Pan si arricchisce di un nuovo capitolo: mentre in passato i giudici avevano sancito il dovere dei genitori di mantenere i figli anche «over 30» quando i pargoli non hanno ancora l’autosufficienza economica (un anno fa a Bergamo il caso più recente), stavolta la magistratura si è ispirata a un criterio differente: vedersi chiudere il rubinetto dei quattrini può essere uno stimolo a crescere. La vicenda di Roberto, sul cui sfondo c’è quella di un divorzio piuttosto conflittuale tra due ex coniugi è raccontata nelle carte che negli ultimi mesi sono finite in tribunale a Busto Arsizio; l'ultima di queste è un decreto con cui il gip Nicoletta Guerrero ha definitivamente archiviato il procedimento contro il padre del ragazzo accusato di inadempienza a un provvedimento dell’autorità giudiziaria (la sentenza di divorzio che imponeva appunto il versamento mensile dei 1.000 euro).
Lo «strappo» risale all’estate del 2009 quando, visto il non brillante rendimento scolastico del ragazzo, il padre, imprenditore, gli scrive una lettera in cui gli consiglia di trovarsi un lavoro «finalizzato a un futuro dignitoso per chi, alla tua età, deve essere considerato un uomo». Di più, il padre non si dice più disposto a versare quell’assegno «al buio», come se fosse una sorta di «pensione anticipata». Intenzione mantenuta, tanto che è Roberto a denunciare il padre. «I toni utilizzati - scrive nell’esposto l’avvocato Tatiana Ruperto, che assiste il giovane - apparentemente finalizzati a scopi educativi violano il diritto dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli dettato dalla Costituzione ». La denuncia finisce sul tavolo del pubblico ministero Luca Gaglio, il quale però non intravede reati nello stop all’assegno di mantenimento.
Il padre, scrive il pm, «pare mosso dall’intenzione di stimolare la crescita del figlio, bocciato per due volte di seguito, prospetta al ragazzo una serie di opzioni di crescita e nel dichiarare di non corrispondere più la somma ne enuncia i motivi e manifesta la propria disponibilità ad aiutare il figlio in diversi modi». Quindi «non può affermarsi che sia mosso dall’intenzione di violare degli obblighi, ma al contrario da quelli di aiutare il figlio a maturare». Tocca al gip, successivamente, ribadire questo orientamento archiviando definitivamente il caso. Questione finita? Solo sul piano penale, perché sotto quello civile il braccio di ferro familiare continua: la sentenza di divorzio è infatti un «titolo esecutivo» ai cui obblighi nessuna delle parti può sottrarsi unilateralmente. «Vorrà dire che manderò mio figlio a casa del giudice per colazione, pranzo e cena - fa sapere la madre di Roberto, in evidente disaccordo con il verdetto - e altrettanto farò per ogni spesa di mantenimento di mio figlio».
Claudio Del Frate
11:54 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, gallarate, varese, giudice, punisce, ragazzo, bocciato, scuola, genitore, denunciato, violazione degli obblighi di legge, assegna mensile, revocato | OKNOtizie |
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25/12/2009
In carcere Francesca Tanzi Teneva in casa parte del "tesoro"
In carcere Francesca Tanzi Teneva in casa parte del "tesoro"
Erano 26 le opere d'arte nascoste dalla figlia dell'ex patron della Parmalat. Revocato alla donna il beneficio dell’affidamento in prova ai servizi sociali
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| Francesca Tanzi |
MILANO - Triste vigilia di Natale in carcere per Francesca Tanzi. Alla figlia dell’ex patron della Parmalat è costata cara la scoperta in casa di 26 opere d’arte, tra cui quadri di artisti importanti, da parte della Guardia di Finanza l’11 dicembre durante le operazioni per il recupero del cosiddetto "tesoro" di Tanzi sfuggito agli investigatori dopo il crac del colosso alimentare. Per questo motivo, infatti, il Tribunale di Sorveglianza di Bologna ha revocato alla donna il beneficio dell’affidamento in prova ai servizi sociali ottenuto dopo un patteggiamento per il coinvolgimento nella vicenda Parmalat.
SI E' PRESENTATA IN CARCERE SPONTANEAMENTE - E’ stata la stessa donna, che ha una bambina di due anni e mezzo, a presentarsi al carcere di Modena per costituirsi dopo che gli era stato annunciato per telefono il provvedimento dei giudici bolognesi. Arrestata il 17 febbraio 2004 con il fratello Stefano e quattro manager della Parmalat, Francesca Tanzi fu scarcerata l’8 marzo successivo. Il 20 febbraio 2007, Francesca e Stefano Tanzi chiusero il conto con la giustizia patteggiando insieme ad altre 15 persone, di fronte al Gup di Parma Domenico Truppa, la prima, una pena a tre anni e 5 mesi di carcere, il secondo a 4 anni e 10 mesi. Successivamente Francesca Tanzi ottenne l’affidamento in prova ai servizi sociali che sarebbe terminato tra pochi mesi.
Giuseppe Guastella
17:12 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, tanzi, carcere, figlia, francesca tanzi, arrestata, revocato, beneficio, affidamento, servizi sociali, crac, parmalat, tesoro | OKNOtizie |
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