21/06/2010

Emendamento del Pdl alla manovra Condono edilizio anche in aree protette

Emendamento del Pdl alla manovra Condono edilizio anche in aree protette

Per gli abusi realizzati entro il 30 marzo 2010. La sanatoria viene estesa anche alle costruzione realizzate «in aree sottoposte alla disciplina di cui al codice dei beni culturali e del paesaggio»

 

ROMA - Il Pdl ha presentato alla commissione Bilancio del Senato un emendamento alla manovra che chiede la riapertura del condono edilizio che era stato varato nel 2003 (legge 269) per gli abusi realizzati entro il 30 marzo 2010. La sanatoria viene estesa anche alle costruzione realizzate «in aree sottoposte alla disciplina di cui al codice dei beni culturali e del paesaggio». Primo firmatario è Paolo Tancredi.

SANZIONI SOSPESE - La proposta, che porta la firma di tre senatori Pdl (oltre a Tancredi, Cosimo Latronico e Gilberto Pichetto Fratin), non usa giri di parole e porta il titolo esplicito: "Emendamento condono edilizio". La domanda deve essere fatta entro il 31 dicembre, «anche qualora l'amministrazione abbia adottato il provvedimento di diniego». Sono dunque sanabili anche gli abusi sui quali i Comuni non avevano espresso il parere favorevole nel precedente condono. «A tal fine - indica l'emendamento del Pdl - sono sospesi tutti i procedimenti sanzionatori di natura penale e amministrativa, già avviati, anche in esecuzione di sentenze passate in giudicato».

Redazione online


23/02/2010

L'Aquila, scendono in piazza i commercianti

L'Aquila, scendono in piazza i commercianti

 

Dopo la protesta dei cittadini che hanno chiesto a gran voce la riapertura del centro storico, oggi si faranno sentire invece i proprietari delle attività commerciali: "Vogliamo tornare a lavorare"

 

 

Ancora proteste a L'Aquila. Se domenica sono scesi in piazza i cittadini che vogliono rientrare nella città, oggi si annuncia invece la manifestazione dei commercianti. Ce l'hanno soprattutto con le autorità, e con il sindaco, perché a 11 mesi dal terremoto il commercio non è ancora ripartito e sono davvero pochi i negozi autorizzati a lavorare.

 


24/09/2009

Protesta studenti blocca recita Moratti

Protesta studenti blocca recita Moratti

 

I ragazzi chiedono la riapertura del liceo serale gandhi. Milano, il sindaco era impegnata in un'interpretazione del «Lincoln Portrait» al Teatro Dal Verme

 

Letizia Moratti al Teatro Dal Verme prima della protesta (Photoviews)
Letizia Moratti al Teatro Dal Verme prima della protesta (Photoviews)

MILANO - Le hanno provate tutte. Dalle lezioni in piazza ai picchetti davanti a Palazzo Marino. Ma quando hanno saputo che il sindaco Letizia Moratti sarebbe stata al Teatro Dal Verme non hanno proprio resistito. Gli studenti del liceo serale Gandhi, chiuso da quest'anno, sono riusciti a sedersi in platea. Poi, quando il primo cittadino si accingeva a interpretare la sua parte nella recita Lincoln Portrait, hanno cominciato la loro protesta.

A TEATRO- Urla e grida. Slogan e recriminazioni. I ragazzi si sono lamentati con il sindaco (e tutto il teatro) per non essere stati ricevuti. La protesta è stata così improvvisa e al tempo stesso intensa che il sindaco è stata costretta a interrompere la sua recita e poco dopo anche i musicisti hanno smesso di suonare. «Perchè non posso più studiare? Spiegamelo», ha gridato una ragazza prima di essere allontanata dal servizio d'ordine. Dalla platea è partito qualche applauso di solidarietà agli studenti delle civiche, cui si è aggiunto anche qualche sparuto applauso da parte dei musicisti. I contestatori sono stati allontanati, ricevendo la solidarietà di alcune decine di manifestanti che, raccolti sotto le insegne del sindacato di base Sdb, hanno organizzato un presidio poco lontano dal teatro. Lo spettacolo, poi, è proseguito.

IL SINDACO - «È un peccato, era un pezzo molto bello». Con queste poche parole, all'uscita del camerino, il sindaco Moratti ha espresso la sua amarezza per la protesta. Eppure il sindaco, all'ingresso sul palco, tradiva una certa emozione. Una sensazione confermata dallo stesso marito Gianmarco. «Non l'ho mai vista così emozionata - ha detto entrando a teatro -: 14 anni fa si è presentata all'Onu davanti a 350 nazioni diverse, ha fatto un discorso straordinario ed era tranquillissima. Questa sera invece è emozionatissima». Nonostante la protesta, subito sedata dagli uomini della sicurezza, la Moratti ha portato a termine la sua esibizione. «L'ho vista solida, felice per la performance magnifica - ha detto Francesco Micheli, presidente del Festival Musicale Mito, nel cui palinsesto era stato inserito questo spettacolo -. Malgrado l'incidente si è comportata come se nulla fosse». Ad assistere al debutto sul palcoscenico del sindaco di Milano c'erano quasi duecento spettatori, tra cui alcune personalità del mondo dell'imprenditoria e della cultura milanese come Pier Gaetano Marchetti, Bruno Ermolli, Andree Ruth Shammah ed Elio Catania.


25/08/2009

Basta torture e waterboarding Obama toglie gli interrogatori alla Cia

Basta torture e waterboarding Obama toglie gli interrogatori alla Cia

 

Vietato il ricorso a violenza fisica e psicologica. Creata un'unità speciale per la raccolta di informazioni dai terroristi, la sede sarà presso l'Fbi

 

Un detenuto di Abu Ghraib intimidito con l'ausilio di un cane (Reuters)
Un detenuto di Abu Ghraib intimidito con l'ausilio di un cane (Reuters)

Washington - Con l’ok di Obama, il Dipartimento della Giustizia ha l’intenzione di riaprire inchieste su presunti casi di tortura della Cia. Gli abusi sarebbero stati commessi da agenti durante interrogatori in Iraq e in Afghanistan. ’La Casa Bianca appoggia il ministro della Giustizia e pensa che dovrebbe prendere queste decisionì. Uno dei casi in questione riguarda il presunto responsabile dell’attentato alla Cole nel 1999, con 17 marinai Usa uccisi.

Gli interrogatori passano all'Fbi Il nome scelto dal presidente Barack Obama è l'acronimo Hig, alias "High-Value Detainee Interrogation Group", che in italiano suona "Gruppo d’Interrogatorio dei Detenuti d’Importanza Elevata": si chiamerà così la nuova squadra d'elite che avrà il compito di condurre gli interrogatori degli individui considerati figure-chiave del terrorismo internazionale. Approvata dal capo della casa bianca  sarà composta da esperti cooptati da diverse agenzie d’intelligence e da vari corpi delle forze dell’ordine.

Un rilancio della politica anti-terrorismo Lo scrive oggi il quotidiano The Washington Post, citando fonti riservatissime ai vertici dell’amministrazione Usa, secondo cui il relativo decreto è stato firmato da Obama già la settimana scorsa, nell’ambito di una più vasta strategia finalizzata a rilanciare la politica anti-terrorismo, mondandola una volta per tutte dalle controverse pratiche sovente degenerate in eccessi che, oltre a scatenare accese polemiche da parte delle organizzazioni per i diritti umani, hanno messo in imbarazzo gli Stati Uniti nei confronti di diversi Paesi, islamici e non solo, tradizionalmente loro alleati; e senza neppure aver sortito risultati tali da compensare i danni d’immagine derivatine.

Avrà sede presso il quartier generale dell'FBI Significativo il fatto, posto in rilievo dal giornale, che l’Hig avrà sede presso il quartier generale dell’Fbi, e che sarà inoltre soggetto alla supervisione del Consiglio per la Sicurezza Nazionale: ciò significa che il nuovo organismo inquirente sarà sottratto al controllo della Cia, per soggiacere direttamente alle direttive della Casa Bianca. L’iniziativa ha preso le mosse dalle indicazioni e dai suggerimenti formulati in materia da un’apposita task-force istituita da Obama poco dopo il proprio insediamento alla Presidenza: le raccomandazioni della stessa task-force, la cui divulgazione in pubblico è prevista per oggi, contemplano parecchi cambiamenti sostanziali rispetto alle direttive del passato, anche per quanto concerne le modalità di trasferimento dei sospetti estremisti catturati all’estero. Si punta così a porre fine una volta per tutte, sottolinea ancora il ’Washington Post’, alla discussa consuetudine della ’extraordinary rendition’, vale a dire i famigerati voli segreti di smistamento dei presunti terroristi catturati, allestiti proprio dalla Cia in tutto il mondo, con o senza il consenso di taluni governi stranieri.