02/10/2010

Lcd, disco, modem e batteria 25 anni fa il primo notebook

Lcd, disco, modem e batteria 25 anni fa il primo notebook

Nell'autunno del 1985 iniziavano in Italia le vendite del Toshiba T1100, considerato il padre dei portatili moderni. In un peso di "soli" 4 kg aveva monitor a cristalli liquidi, floppy disk e connessione internet

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04/04/2009

Batterie ricaricabili «a virus»

Batterie ricaricabili «a virus»

 

Messe a punto al MIT DI BOSTON. Possono produrre energia sufficiente ad alimentare telefonini e lettori Mp3

 

Una delle pile (il disco al centro) a «virus» che sono servite a far funzionare un piccolo dispositivo (Mit-Donna Coveney)
Una delle pile (il disco al centro) a «virus» che sono servite a far funzionare un piccolo dispositivo (Mit-Donna Coveney)

 

 

 

 

I virus non sono più solo una minaccia per la nostra salute: sono diventati nuovi alleati nella produzione di bio-batterie. Arriva infatti dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) la notizia che i ricercatori americani sono riusciti a utilizzare un virus nella costruzione di batterie efficienti ma soprattutto ecosostenibili.

LA SCOPERTA – Il virus batteriofago M13 è stato modificato geneticamente e in sostanza trasformato in un piccolo elettrodo che, interagendo con nanotubi di carbonio, dà luogo a un materiale ad alta conduttività. Questa tecnologia permette di produrre una quantità di energia sufficiente ad alimentare telefonini, lettori Mp3 e magari – in futuro – anche automobili ibride. Secondo i ricercatori, per esempio, sarebbe possibile triplicare l’autonomia delle batterie di un iPod.

PIÙ «VERDI»– Oltre che performanti, le «batterie a virus» sarebbero più «verdi» rispetto a quelle che conosciamo e che sappiamo essere una minaccia per l’ambiente. Come spiegato da Angela Belcher – che assieme a Paula Hammond è alla guida del team di scienziati che lavorano al progetto – si parla di «tecnologia pulita», poiché prodotta da un organismo vivente e con l’utilizzo di materiali non tossici e solventi organici non pericolosi. E mentre qualcuno probabilmente si domanda se sia davvero sicuro avere a che fare con tecnologie a base di virus, i ricercatori stanno già lavorando alla seconda generazione di bio-batterie, che presto potrebbe entrare ufficialmente in produzione

Alessandra Carboni