21/01/2011

Il richiamo del Papa: «Società e istituzioni ritrovino radici morali»

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Famiglia Cristiana: «Da Arcore uno spettacolo indecente». Il cardinal Bagnasco: «La Cei affronterà la vicenda lunedì ad Ancona»

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01/09/2010

Ferrari 458 che vanno a fuoco, maxi richiamo per la supercar

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Il collante utilizzato per il fissaggio, in casi estremi si surriscalda fino a infiammarsi. Maranello: il problema è nella paratia che separa il passaruota dai collettori di scarico

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30/01/2010

Toyota richiama 1,8 milioni di auto E il presidente si scusa con i clienti

Toyota richiama 1,8 milioni di auto E il presidente si scusa con i clienti

 

La misura riguarda anche l'Italia ma non si sa quante siano le vetture coinvolte. Problemi al pedale dell'acceleratore, tra i modelli interessati ci sono Yaris, Carolla e Rav4.

 

(Epa)

ROMA - Toyota richiamerà 1,8 milioni di auto dal mercato europeo per problemi al pedale dell'acceleratore. Lo ha reso noto la stessa società in un comunicato. Il gruppo giapponese ha precisato che non sono coinvolti altri modelli, né del suo marchio né della controllata Lexus. Toyota fa sapere di avere già trovato «una soluzione per questa questione» e appena completate le valutazioni sul come operare fornirà comunicazioni più precise ai clienti, ha spiegato il direttore delle operazioni europee Tadashi Arashima.

LE SCUSE DEL PRESIDENTE - Visto quanto accaduto, il presidente della Toyota ha deciso di presentare le sue scuse personali ai proprietari delle vetture interessate dal richiamo. Nel corso di un’intervista alla rete televisiva pubblica giapponese NHK dal summit di Davos, in Svizzera, Akio Toyoda ha detto: «Siamo davvero desolati di aver causato un simile fastidio ai nostri clienti». Toyota ancora non ha dato spiegazioni sul problema tecnico registrato alle autovetture, ma si ripromette di farlo al più presto, ha assicurato il presidente.

COINVOLTA ANCHE L'ITALIA - Tra le vetture richiamate ci sono anche quelle vendute dalla casa giapponese in Italia. Un portavoce di Toyota Motor Italia, ha però precisato che «ancora non sono stati comunicati dalla casa nè la quantità, nè i modelli delle vetture coinvolte». Ulteriori dettagli sono attesi nei prossimi giorni, quando da Toyota Europa «verrà anche comunicata la tempistica degli interventi». Per gli stessi motivi tecnici la casa giapponese aveva già richiamato dal mercato molte automobili negli Stati Uniti, in Canada e in Cina

I MODELLI DA RICHIAMARE - In una nota il gruppo spiega come i modelli che dovranno essere ritirati sono otto: Aygo (prodotte da febbraio 2005 ad agosto 2009), iQ (novembre 2008-novembre 2009, Yaris (novembre 2005-settembre 2009), Auris (ottobre 2006-gennaio 2010), Corolla (ottobre 2006-dicembre 2009), Verso (febbraio 2009-gennaio 2010), Avensis (novembre 2008-dicembre 2009, Rav4 (novembre 2005-novembre 2009). Toyota informa quindi che non sono coinvolti atri modelli, nè alcun modello della Lexus. .

Redazione Online


20/04/2009

Onu, Ahmadinejad scuote il summit «Israele razzista». E i delegati Ue escono

Onu, Ahmadinejad scuote il summit «Israele razzista». E i delegati Ue escono

 

Ginevra, conferenza sul razismo. Ban Ki-moon: «Condanniamo l'Olocausto e islamofobia». Affondo del leader dell'Iran. Prima, la mossa di Gerusalemme: richiamato ambasciatore da Ginevra

 

Il presidente dell'Iran Ahmadinejad arriva a Ginevra (Reuters)
Il presidente dell'Iran Ahmadinejad arriva a Ginevra (Reuters)

GINEVRA - La presenza e le parole di Mahmoud Ahmadinejad scuotono la conferenza Onu sul razzismo a Ginevra. Nel suo intervento davanti ai partecipanti al summit, il presidente iraniano ha criticato l'insediamento di un «governo razzista» nel cuore del Medio Oriente dopo il 1945, alludendo chiaramente allo stato di Israele senza però mai nominarlo. Parole alle quali i delegati dell'Unione europea hanno reagito lasciano la conferenza, già disertata da molte delegazioni occidentali. Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha chiesto all'Unione europea di reagire con «estrema fermazza» al discorso del presidente iraniano. La Commissione europea, del resto, aveva annunciato che avrebbe reagito «in modo appropriato» nel caso in cui dalla Durban II fossero arrivate dichiarazioni «inaccettabili». Prima che il presidente iraniano cominciasse a parlare , tre manifestanti travestiti da pagliacci sono stati portati via dalla conferenza non appena hanno cominciato a urlare «razzista, razzista». Proprio la controversa presenza del presidente iraniano e le perplessità circa il documento finale della conferenza hanno spinto numerosi paesi a disertare questo appuntamento internazionale.

IRAN ATTACCA ISRAELE - Ahmadinejad aveva già definito Israele «la più orribile manifestazione del razzismo» durante un incontro avuto domenica sera a Ginevra con il presidente svizzero Hans Rudolf Merz. Lo riferisce l'agenzia iraniana Fars. Ahmadinejad, aggiunge l'agenzia, aveva sottolineato anche la politica di «due pesi e due misure sui diritti umani e la violazione degli stessi diritti umani negli Usa e in Europa». Il presidente elvetico, secondo l'agenzia iraniana, avrebbe detto tra l'altro che «la Svizzera non seguirà le minacce unilaterali degli Usa e della Ue nelle sue relazioni con la Repubblica islamica dell'Iran».

LA RISPOSTA DI ISRAELE - E proprio all'incontro tra Merz e Ahmadinejad hanno fatto riferimento fonti del ministero degli esteri per spiegare le motivazioni che hanno spinto Gerusalemme a richiamare l'ambasciatore israeliano in Svizzera. Il premier Benjamin Netanyahu ha fortemente critico l'invito rivolto al presidente iraniano, apostrofandolo come «razzista».

LA REPLICA SVIZZERA - Il presidente svizzero non condivide le critiche israeliane con il presidente iraniano. «Le capisco ma sono ingiustificate», ha detto Merz ad una radio svizzera citato dall'agenzia elvetica Ats. Per Merz il dialogo con l'Iran è necessario. Il presidente svizzero non ha voluto esprimersi sul richiamo dell'ambasciatore israeliano a Berna.

 Ban Ki-moon (Reuters)
Ban Ki-moon (Reuters)

BAN KI-MOON - Aprendo i lavori della Durban II, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon (che a margine della conferenza il segretario delle Nazioni Unite ha poi incontrato Ahmadinejad) ha insistito sul fatto che tutte le forme di razzismo, incluse l’antisemitismo e l’«islamofobia», vanno combattute. Il numero uno delle Nazioni Unite ha anche criticato l'assenza di numerosi Paesi alla conferenza. «Sono profondamente deluso - ha detto. Rimpiango profondamente che alcuni abbiano scelto di farsi da parte. Spero che non duri a lungo».

I PAESI ASSENTI E I PRESENTI- Israele, Canada, Stati Uniti, Italia, Germania, Olanda, Svezia ed Australia non partecipano ai lavori, temendo una replica delle manifestazioni antisemite che avevano contrassegnato la precedente riunione delle Nazioni Unite contro il razzismo, nel 2001 a Durban (Sudafrica). I Paesi assenti contestano il documento finale della conferenza e i controversi riferimenti a Israele e alla «diffamazione delle religioni». E certamente le defezioni sono state favorite anche dall'annunciata presenza del presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, noto per le violente diatribe contro Israele e per aver definito l'Olocausto «un mito». Molti temono che il capo di Stato iraniano rinnovi i suoi violenti attacchi contro Israele.

L'ONU CONDANNA I NEGAZIONISTI - Da parte sua, Ban Ki-moon tenta in extremis di salvare la conferenza voluta dalle Nazioni Unite sul razzismo, difendendo comunque la contestata dichiarazione finale come un testo «attentamente bilanciato» e ricordando che il summit di Ginevra punta proprio a sedare tensioni che potrebbero in altro modo esplodere. Poiché oggi ricorre la giornata della memoria, in Israele, Ban Ki-moon ha inoltre ripetuto la sua condanna per coloro che negano l'Olocausto. Il segretario generale dell'Onu, ha dello la sua portavoce, «condanna l'Olocausto e coloro che ne minimizzano l'importanza, ricordando che nel 2007 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione secondo cui 'ignorare il fatto storico di questi terribili eventi aumenta il rischio che essi si ripetano», ha detto la sua portavoce.