12/05/2009

Per riformare la sanità Usa Obama parte dal taglio dei costi dei farmaci

Per riformare la sanità Usa Obama parte dal taglio dei costi dei farmaci

 

Verso la riforma sanitaria. «Soddisfazione» per la proposta del settore farmaceutico di ridurre i costi di 2mila miliardi in 10 anni

 

Barack Obama (Ansa)
Barack Obama (Ansa)

WASHINGTON - Barak Obama ha un sogno: quello della riforma sanitaria nel suo paese. E ha fatto una promessa «Non mi fermerò fino a quando non sarà esaudito». Così ha detto il presidente degli Stati Uniti, ribadendo in un discorso proferito alla Casa Bianca il bisogno di dare il via al suo piano di riforma.

RIDURRE LA CRESCITA DEI COSTI - Obama si è mostrato molto soddisfatto per la proposta arrivata dai rappresentanti del settore farmaceutico, che hanno presentato una proposta per ridurre la crescita dei costi sanitari di 2.000 miliardi di dollari nel corso dei prossimi dieci anni, al fine di contribuire al finanziamento del programma di Obama. Il presidente ha parlato di un’occasione «storica» e ha sottolineato che la decisione dell’industria deve essere parte di «uno sforzo più ampio», che si prepone di modificare il sistema sanitario degli Stati Uniti.

IL FALLIMENTO DI BILL - Proprio le case farmaceutiche, nel 1993 si coalizzarono per affondare l'ambizioso piano di riforma messo a punto da Bill e Hillary Clinton. Orggi, 16 anni dopo, a Washington si respira un'aria nuova: i risparmi «volontari» di cliniche mediche, industrie farmaceutiche e gruppi di categoria dei medici ammontano all'1,5% all'anno del costo complessivo dell'assistenza medica, ovvero 2.000 miliardi in dieci anni. Obama ha gradito l'atteggiamento e ha sottolineato che «non possiamo continuare sulla strada pericolosa che abbiamo percorso per anni», avvertendo che i costi «fuori controllo» della sanità sono una minaccia tra le più serie per l'economia. «La riforma non è un lusso che possiamo posporre - ha aggiunto - ma una necessità che non può aspettare». L'America, ha ricordato, «spende per la sanità più di qualsiasi altra nazione sulla Terra e nonostante ciò ci sono 46 milioni di americani che non hanno alcun tipo di copertura medica. Non è possibile continuare così».

TAGLI VOLONTARI - Nel suo discorso alla Casa Bianca Obama, ha ricordato i due personaggi fittizi inventati dalla lobby delle assicurazioni mediche, insieme all'industria del settore, «Harry e Louise», che convinsero gli americani che la riforma costava troppo e non era una buona idea. «Ora - ha detto il presidente Usa - quella coppia ha disperatamente bisogno della riforma». Non è possibile però pensare che gli oppositori dell'epoca si siano improvvisamente trasformati in benefattori: l'offerta di 2.000 miliardi di tagli è su base assolutamente volontaria ed è fatta sulla base dell'aspettativa che vengano varate in Congresso leggi che obblighino ogni americano ad avere un'assicurazione medica obbligatoria come ha quella per guidare l'auto: una crescita del mercato ripagherebbe delle perdite per la riduzione dei costi. Ma l'iter delle leggi in materia sarà complesso e gli interessi contrastanti: per Obama sarà una sfida decisiva.


11/03/2009

Casa, l'Iva agevolata sarà permanente

Casa, l'Iva agevolata sarà permanente

 

Oltre all’edilizia, riduzioni anche per ristorazione, pelletteria e cure della persona. L'annuncio di Tremonti: confermata l'aliquota al 10% sulle ristrutturazioni. Scadeva nel 2010

 

 

Il ministro Giulio Tremonti a Bruxelles (Infophoto)
Il ministro Giulio Tremonti a Bruxelles (Infophoto)

BRUXELLES - L'Ecofin ha dato il via libera alla trasformazione da temporaneo a permanente del regime di Iva ridotta (al 10%) sulle ristrutturazioni edilizie in vigore in Italia. Lo ha annunciato il ministro dell'Economia italiano, Giulio Tremonti, al termine della riunione dei ministri delle Finanze Ue. La scadenza della misura temporanea era prevista nel 2010. La riunione dei ministri dell’Ecofin a Bruxelles ha deciso di autorizzare i Paesi membri ad applicare l’Iva ridotta in alcuni settori: oltre all’edilizia infatti sono toccati dalla riforma la ristorazione, le piccole riparazioni, la pelletteria e le cure della persona.

«DIFESO IL REGIME FISCALE SPECIALE» - «È una buona dote fiscale per la nostra nuova politica edilizia ed abitativa», ha affermato Tremonti. «È stata una decisione - ha aggiunto - che abbiamo accolto in maniera particolarmente positiva, perché abbiamo difeso il regime speciale dell'Iva ridotta per le ristrutturazioni edilizie e abbiamo ottenuto che questo regime diventi permanente».

CONTI PUBBLICI - Per il minsitro italiano il rapporto approvato dall’Ecofin sul programma di stabilità dell’Italia «è fortemente positivo anche rispetto ad altri paesi Ue». Nel corso della conferenza stampa al termine della riunione Tremonti ha spiegato che «il bilancio della Repubblica italiana per il 2008 chiude bene ed è già molto, nel 2009 vedremo».