25/06/2009
Draghi: «Il Pil se non succede niente di negativo scenderà nel 2009 del 5%»
Draghi: «Il Pil se non succede niente di negativo scenderà nel 2009 del 5%»
Il Governatore: per aumentare la nostra crescita nel lungo periodo servono riforme strutturali; «crescita solo se si realizzeranno:« tenuta dei consumi e tenuta del mercato del lavoro»»
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| Mario Draghi (Ansa) |
L'AQUILA - «Il Pil, se non succede niente, in altre parole se non continua a cadere, alla fine di quest'anno sarà sceso del 5% circa». Lo ha detto, intervenendo alla presentazione del Rapporto sull'economia dell'Abruzzo, il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi.
CRESCITA - «La situazione dell'economia dell'Abruzzo, sisma a parte, è quella del resto d'Italia, più per il Centro-Nord che per il Centro-Sud: siamo nel mezzo di una crisi economica mondiale che per certi aspetti ricorda, per il carattere di drammmaticità, di subitaneità e di intensità, il sisma che c'è stato in Abruzzo. Si potrà parlare di crescita solo se queste condizioni si realizzeranno: la tenuta dei consumi e la possibile tenuta del mercato del lavoro» ha aggiunto Draghi. «È molto presto per mettere in atto una strategia di uscita dalla crisi, quando il sistema bancario non è stato ancora riparato, quando il credito non è ancora tornato ad affluire all'economia» ha spiegato ancora il Governatore di Bankitalia. Secondo Draghi attuare ora le cosidette exit strategy «non avrebbe nessuna credibilità, però è importante cominciare a disegnarle».
«Per quanto ci riguarda - ha detto ancora Draghi - l'obiettivo più importante in questa situazione è chiedersi come ne usciremo. Ne usciremo allo stesso modo con cui ci siamo entrati, cioè con una crescita zero, oppure ne usciremo con una crescita più elevata? Che opportunità - si è chiesto ancora Draghi - abbiamo per aumentare le nostre crescite nel lungo periodo? La risposta è: riforme strutturali. La nostra crescita è piatta da un quindicennio. Però ci sono stati dei progressi, per esempio nella pubblica amministrazione, nella riforma della scuola, ma ci sono - ha concluso - anche tante altre cose da fare».
BANCHE - Intanto è ancora polemica tra i banchieri e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. «Dire che tutti i problemi vengono dalle banche è strutturalmente sbagliato», ha detto Profumo. «L'economia reale è in difficoltà, le imprese, soprattutto le piccole, sono in difficoltà per il forte allungamento dei tempi di pagamento dei loro clienti e le banche le stanno sostenendo in questo fenomeno», ha aggiunto l'amministratore delegato di Unicredit. Molto critico invece sull'atteggiamento di banche e banchieri era stato mercoledì ancora una volta il ministro Tremonti secondo il quale il problema del credito erogato dal sistema bancario italiano è una partita ancora aperta.
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08/05/2009
Usa, la disoccupazione sale all'8,9%
Usa, la disoccupazione sale all'8,9%
Le persone in cerca di lavoro sono aumentate ad aprile di 539 mila unità. Dato migliore delle stime degli esperti, che si aspettavano una perdita di 600 mila posti di lavoro
WASHINGTON - Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è salito in aprile all'8,9%, con un aumento di 539 mila persone in cerca di lavoro. Il dato si è rivelato migliore delle stime degli esperti, che si aspettavano in media una perdita di 600 mila posti.
CONTRAZIONE MARCATA - Da quando è iniziata la recessione (dicembre 2007) gli Usa hanno visto svanire 5,7 milioni di posti, pari a un calo percentuale del 4,1, la contrazione più marcata dalla recessione del 1958. Il tasso di disoccupazione e’ salito all’8,9% dall’8,5% del mese di marzo, attestandosi sui livelli più alti dal 1983.
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21/02/2009
Draghi: la disoccupazione aumenterà Tremonti: fatto tutto il possibile
Draghi: la disoccupazione aumenterà Tremonti: fatto tutto il possibile
Il governatore: «Le ripercussioni sull'occupazione non si sono ancora pienamente manifestate», e al governo dice: la crisi sia l'occasione per fare riforme strutturali
MILANO - Botta e risposta. Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi è intervenuto sul tema dell'occupazione, lanciando l'allarme dal Forex di Milano: «Le ripercussioni sull'occupazione non si sono ancora pienamente manifestate; gli indicatori disponibili per i mesi più recenti prefigureranno un netto deterioramento. La caduta della domanda può colpire con particolare intensità le fasce deboli e meno protette, i lavoratori precari, i giovani, le famiglie a basso reddito».
LA REPLICA DI TREMONTI - Una tesi quella di Draghi che ha generato l'immediata reazione del ministro dell'Economia. «Il governo ha da tempo gestito nei termini che poteva e doveva questo fenomeno. Pochi giorni fa abbiamo siglato con le Regioni un importante accordo sugli ammortizzatori sociali. Noi siamo convinti di aver visto per tempo i fenomeni e di averli gestiti nel modo migliore» ha Giulio Tremonti, in conferenza stampa all'Aspen, ad una domanda relativa proprio all'allarme occupazione lanciato da Draghi.
BOND - Tanti però i temi affrontati da Draghi. Il primo è stato quello della solidità patrimoniale delle banche che vengono invitate ad usare i Tremonti-bond: «Se i fondi messi a disposizione dallo Stato sono di dimensione adeguata, se le condizioni che accompagnano gli interventi sono ragionevoli e concrete, tese a ottenere l'obiettivo, senza ingerenze amministrative nelle scelte imprenditoriali, non si esiti a utilizzarli».
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| Mario Draghi |
SOSTENERE FASCE PIU' DEBOLI - Per uscire dalla recessione occorre ristabilire la fiducia nelle prospettive di crescita, sostenere il consumo delle fasce più deboli, rafforzare l'economia. È a questo che devono mirare gli interventi pubblici, attraverso le politiche economiche, secondo il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi. Gli interventi devono essere «globali, di ampia portata, il più possibile coordinati. L'azione - ha detto - deve essere incentrata sui tre pilastri delle politiche di bilancio, monetarie, per la stabilità del sistema finanziario. L'uscita dalla recessione sarà tanto più rapida quanto prima si ristabilirà la fiducia nelle prospettive di lavoro e di reddito, nel ritorno a una crescita equilibrata, nella solidità del sistema finanziario». Secondo Draghi, «la scelta delle forme che assumono gli interventi pubblici a sostegno della domanda non è meno importante della loro dimensione. Essi devono sostenere il consumo della fasce più deboli e rafforzare, nella componente d'investimento, la capacità di crescita dell'economia». Per quanto riguarda le imprese, Draghi nota come i crediti commerciali vantati nei confronti delle Amministrazioni pubbliche, connessi con dilazioni e ritardi nel pagamento di beni e servizi, sono «elevati» e valgono il 2,5% del Pil: «un'accelerazione dei pagamenti darebbe sostegno alle imprese senza appesantire strutturalmente i conti pubblici».
PROTEZIONISMO - «Il ricorso al protezionismo è una sirena potente durante la crisi. Nell'immediato può offrire qualche beneficio e alleviare vere situazioni di disagio sociale. Ma è certamente illusoria e distruttiva nel medio periodo,come senza dubbio lo fu negli anni trenta» ha aggiunto ancora il governatore di Bankitalia. Draghi ha sottolineato, riguardo alle politiche protezionistiche, che «una loro moltiplicazione potrebbe avere effetti deleteri, innescando un ciclo di ritorsioni commerciali».
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16/02/2009
Giappone: bufera politica sul ministro delle Finanze «ubriaco» al G7 di Roma
Giappone: bufera politica sul ministro delle Finanze «ubriaco» al G7 di Roma
Anche il premier e' infuriato. Un video in cui Shoichi Nakagawa appare brillo spopola in rete, ma lui si difende: «Colpa dei farmaci»
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| Il ministro delle Finanze giapponese Shoichi Nakagawa |
BUFERA IN GIAPPONE - Ma è ugualmente bufera in Giappone, dove il video della conferenza stampa dei ministri finanziari a Roma, è diventato un successo di You Tube: Nakagawa parla in modo strascicato, ad un certo punto la testa gli cede e e gli occhi gli si chiudono, e fraintende una domanda rivolta al governatore della Banca del Giappone, pensando che sia rivolta a lui. L'opposizione attacca: «È imbarazzante il messaggio inviato al mondo», ha detto il segretario del partito Democratico, Yukio Hatoyama. «Deve essere rispedito a casa immediatamente: danneggia l'interesse del Paese». Ma le dimissioni del ministro delle Finanze, fedele alleato delle politiche finanziarie del premier Taro Aso, sarebbero un colpo ulteriore per la già compromessa economia giapponese. Che proprio oggi ha fatto registrare un nuovo crollo - 12,7 nel IV trimestre.
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14/02/2009
Il G7: «Per tutto il 2009 sarà crisi. Occupazione in calo anche nel 2009»
Il G7: «Per tutto il 2009 sarà crisi. Occupazione in calo anche nel 2009»
I sette grandi: «La stabilizzazione dei mercati e dell'economia è la nostra priorità più alta». Le conclusioni finali del vertice a Roma: «Useremo tutti gli strumenti per sostenere la crescita»
ROMA - I Paesi del G7 si utilizzeranno tutti gli strumenti per sostenere la crescita e l'occupazione. È quanto affermano i ministri dell'economia e delle finanze dei Sette Grandi nelle conclusioni finali del vertice, in cui si ribadisce anche l'impegno ad evitare il protezionismo. I Sette Grandi si sono impegnati a contrastare un «grave» rallentamento economico che persisterà per buona parte del 2009, senza precisare i nuovi passi che intendono fare per questo. La stabilizzazione dei mercati e dell'economia è la « priorità più alta» dei Paesi del G7. Lo affermano i ministri dell'economia e delle finanze dei Sette Grandi nel comunicato finale del vertice a Roma, in cui si evidenzia anche la necessità di evitare l'«eccessiva volatilità» delle valute.
RISCHIO ALIMENTARE - Tra questi anche il rischio alimentare che può provocare la crisi e la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Il termine del vertice è previsto per il primo pomeriggio. Alle 15:00 è in programma la conferenza stampa della presidenza italiana, a seguire quelle delle delegazioni nazionali e della Banca centrale europea. Successivamente sarà la volta dei russi e del Fondo monetario internazionale ad incontrare la stampa nelle dikverse sale dell'Hotel Excelsior.
GLI INTERVENTI - Al consueto giro di tavolo sulle condizioni dell’economia mondiale hanno partecipato il segretario al Tesoro Usa Timothy Geithner e il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, il ministro delle Finanze giapponese Shoichi Nakagawa, il presidente della Banca Centrale Europea Jean-Claude Trichet e il ministro delle Finanze tedesco Peer Steinbruck.
STANDARD COMUNI - L'Italia preme perché si arrivi quanto prima alla definizione di standard comuni, sia in ambito dei mercati finanziari che delle politiche fiscali e del commercio internazionale, coinvolgendo i diversi bracci operativi rappresentati dagli organismi internazionali, dal Fsf (Financial Stability Forum), per quanto riguarda vigilanza e requisiti patrimoniali delle banche, al Wto, all'Ocse. I numeri uno di queste agenzie internazionali, insieme con i rappresentanti di Fmi, Banca Mondiale, Unctad (United Nations Conference on Trade and Development), sono stati invitati alla cena di venerdì e saranno consultati durante i lavori.
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29/01/2009
E ora la crisi ora travolge la Sony utili a picco. E soffre anche Toshiba
E ora la crisi ora travolge la Sony utili a picco. E soffre anche Toshiba
E il secondo annuncia: taglieremo 4.500 posti. In difficoltà i due colossi dell'elettronica giapponese: per il primo utili netti in calo del 95% nel terzo trimestre
La crisi non risparmia la Sony. La casa giapponese, uno dei più gruppi economici al mondo, ha annunciato una perdita netta di 18 milioni di yen (200 milioni di dollari) nell'ultimo trimestre dell'anno, in calo del 94,8% rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente quando gli utili si attestarono a 236.200 milioni di yen (2.625 milioni di dollari).
I NUMERI - Sony chiude i primi nove mesi dell'esercizio in corso con l'utile netto in calo dell'80,6%, a 66,2 miliardi di yen (550 milioni di euro), scontando la frenata dell'economia mondiale e il forte apprezzamento dello yen su dollaro ed euro. L'utile operativo, spiega in una nota il colosso giapponese dell'elettronica e dell'entertainment, ha invece ceduto l'85,8% (a 66,53 miliardi di yen), mentre le vendite, generate per oltre i due terzi all'estero, si sono attestate a 6.210 miliardi di yen (-10,3%). Nell'ultimo trimestre (ottobre-dicembre), la compagnia ha riportato una perdita di 17,96 miliardi di yen, a fronte di un utile di 236,22 miliardi dello stesso periodo del 2007. Il colosso dell'elettronica Sony, che ha rinviato di un anno la joint venture con Sharp negli schermi a cristalli liquidi, ha confermato le previsioni negative di fine esercizio, al 31 marzo, comunicate la scorsa settimana: perdita operativa di 260 miliardi di yen (contro l'utile di 475,3 miliardi di yen) e perdita netta di 150 miliardi di yen, il primo rosso in 14 anni.
TOSHIBA - E non va meglio per Toshiba: il gruppo giapponese fa sapere che nel 2009 andrà in rosso e che taglierà 4,500 posti di lavoro a tempo determinato nel settore dei semiconduttori. Inoltre il gruppo ridurrà del 60% la spesa in conto capitale per l'esercizio 2009.
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26/01/2009
Ing taglia 7000 posti di lavoro Philips licenzierà 6000 dipendenti
Ing taglia 7000 posti di lavoro Philips licenzierà 6000 dipendenti
Nel 2008 ha fatto registrare una perdita netta di un miliardo di euro. Riduzioni di personale in tutto il mondo per il gruppo bancario e assicurativo e il big dell'elettronica
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| Un'immagine di una celebre campagna pubblicitaria della Ing |
PHILIPS - Tagli di personale in vista anche per il colosso dell'elettronica Philips, che licenzierà 6000 dipendenti in tutto il mondo. La ristrutturazione, ha aggiunto un portavoce, permetterà di risparmiare circa 400 milioni l'anno, a partire dal secondo semestre del 2009, e tutte le divisioni del gruppo verranno coinvolte. Nel 2008 Philips ha registrato una perdita netta di 186 milioni di euro, contro l'utile di 4,16 miliardi del 2007. I ricavi annui sono stati pari a 26,39 miliardi di euro, in calo dell'1,5% rispetto all'anno precedente. Nell'ultimo trimestre del 2008 Philips ha perso 1,5 miliardi di dollari.
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